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Lodo Mondadori, Berlusconi "corresponsabile", le motivazioni della sentenza

Pubblicato: 05 ott 2009 da V.

berlusconi corrotto lodo mondadori

Ultim’ora: Silvio Berlusconi è ritenuto, nelle motivazioni della sentenza per il Lodo Mondadori, come “corresponsabile della vicenda corruttiva”. Tradotto, non poteva non sapere, sapeva tutto, ha agito affinchè ciò accadesse. Poi nei giorni scorsi è arrivato il risarcimento di 750milioni di euro che Fininvest dovrà versare a CIR, ma è un’altra storia.

Il giudice Raimondo Mesiano ha ritenuto di precisare, sempre nelle motivazioni della sentenza che

“E’ da ritenere incidenter tantum e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede”

Nelle prossime ore sapremo dirvi di più. Troppo presto per parlare di elezioni anticipate? In fondo domani la Corte Costituzionale si pronuncia su quell’affaruccio, il Lodo Alfano

Foto | Flickr

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65 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Andrea P

    Andrea P

    05 ott 2009 - 12:11 - #1
    0 punti
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    veramente un grande imprenditore..

  • Profilo di Nick84

    Nick84

    05 ott 2009 - 12:12 - #2
    5 punti
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    Ma quali elezioni , al processo erano stati condannati i suoi collaboratoi quindi era chiaro che lui fosse il mandante.
    LA verità è che a chi lo vede non gli interessa nulla che sia un delinquente .

    L’amara verità .

  • Profilo di Blubell

    Blubell

    05 ott 2009 - 12:16 - #3
    1 punto
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    Berlusconi a napoli????
    Da parte dei Campani Onesti
    Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

  • Profilo di Giangius

    Giangius

    05 ott 2009 - 12:17 - #4
    4 punti
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    veramente un grande corruttore..

  • Profilo di Nick84

    Nick84

    05 ott 2009 - 12:33 - #5
    2 punti
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    Ah dimenticavo , va a napoli , chi sa dove sarà noemi letizia .

  • Mike^

    05 ott 2009 - 12:37 - #6
    2 punti
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    la mafia non puo piu tenere i capitali all’estero perchè ci sono manovre stringenti verso i paradisi fiscali e il riciclaggio ecco perchè serve una legge scudo vogliono arrocarsi in italia
    e attendere eventi favorevoli per poi esportare tramite imprenditori apperentemente puliti
    il made in italy lavato e stirato.
    qui ci sono in ballo interessi assurdi la mafia è un’organizzazione che gestisce un patrimonio accertato di 150 miliardi di euro il 10% di questa cifra è amministrato
    da voi sapete chi il resto è sparso fra i soldi della mafia russa quella cinese e l’argentina.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    05 ott 2009 - 12:41 - #7
    2 punti
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    aahahah … cicchitto vuole manifestare per uno che corrompe? ma bravo

  • Profilo di Proust

    Proust

    05 ott 2009 - 12:43 - #8
    5 punti
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    IN GALERA!

  • Mike^

    05 ott 2009 - 12:51 - #9
    -1 punto
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    Berlusconi in un certo senso è sotto scacco dei poteri forti.

  • Profilo di m4rco.polo

    m4rco.polo

    05 ott 2009 - 13:07 - #10
    0 punti
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    Elezione anticipate per cosa? Per ottenere una maggioranza ancora più scacciante? Per poter urlare ancora più forte che il popolo è con lui?

    Non risolverebbe il paradosso del PDL: Berlusconi è l’unico che fa vincere questa maggioranza, ma è allo stesso tempo l’ostacolo principale per permetterla di governare.

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    05 ott 2009 - 13:08 - #11
    1 punto
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    Dai che sei finito idi.o.ta.

  • Profilo di jacob

    jacob

    05 ott 2009 - 13:09 - #12
    4 punti
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    “Berlusconi in un certo senso è sotto scacco dei poteri forti.”

    enno’, mo’ basta però…. ma porca pupazzola, se uno degli uomini più ricchi del mondo, che possiede tv (anche in altri stati UE), giornali, case di produzione cinematografica, assicurazioni ecc…. ecc…., che è pure presidente del consiglio con maggioranza bulgara non è lui stesso IL POTERE FORTE, ma chi cavolo sono questi poteri forti? e visto che tutti oggi ne parlano…. ci verrà pur detto chi sono, no?
    Polisblog potrebbe fare un post a proposito… così magari ci chiariamo le idee…

  • Profilo di Scappare

    Scappare

    05 ott 2009 - 13:18 - #13
    3 punti
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    sono andato così tanto per ridere a leggere i commenti su “Ilporcile”, mamma mia sembrano una massa di decerebrati!! tutti che gridano al complotto!! XD si si si al complotto contro un corruttore!!! ma secondo me i commenti sul “ilporcile” sono scritti dagli stessi giornalisti!! non posso credere che ci sia così tanta gente senza cervello!!!

  • Profilo di terrone57

    terrone57

    05 ott 2009 - 13:18 - #14
    2 punti
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    “Berlusconi in un certo senso è sotto scacco dei poteri forti.”

    berlusconi non è sotto scacco dei poteri forti….è stato semplicemente condannato da un tribunale come capita a tutti i comuni mortali….se in questi quindici anni si fosse sottoposto ai tanti processi in cui era imputato quante condanne avrebbe collezionato?

  • Profilo di ovo

    ovo

    05 ott 2009 - 13:26 - #15
    2 punti
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    premetto che non c’entra niente essere di destra o di sinistra… ma per difendere il nostro presidente bisogna avere un solo neurone, non vedo altre spiegazioni…

  • Profilo di alfadok

    alfadok

    05 ott 2009 - 13:39 - #16
    2 punti
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    è semplicemente un mafioso. punto

  • Profilo di near

    near

    05 ott 2009 - 13:45 - #17
    0 punti
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    manifesto bellissimo

  • Profilo di Scappare

    Scappare

    05 ott 2009 - 13:51 - #18
    2 punti
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    secondo me è tutto un golpe!! architettato dai soliti catto-comunisti-giustizialisti-verdisti-golpisti-peronisti-grillini-repubblichini-fattisti-travaglisti-santoristi-vauristi-dipietrini-grillini-abbronzatisti-moralisti-puntualisti-complottisti!!!! XDXDXDXDXDXD

    bah speriamo che paghi, almeno così qualche giornalista deve fare il proprio lavoro per campare…dato che il silvio dovrà per forza di cose tagliare la paghetta a qualche suo servo!!

  • Profilo di Scappare

    Scappare

    05 ott 2009 - 13:52 - #19
    1 punto
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    abbiamo capito anche perchè hanno fatto lo scudo fiscale…doveva pur prendere i soldi da qulache parte!!

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    05 ott 2009 - 14:03 - #20
    0 punti
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    OK QUESTO è IMPORTANTISSIMO, INCOLLATE STO LINK IN TUTTI I POST. QUALCOSA STA CAMBIANDO, QUESTO VIDEO E’ IMPORTANTISSIMO, LA GENTE NE HA LE PALLE PIENE DI BERLUSCA E DEI SUOI GIORNALISTI, QUESTO VIDEO è STATO GIRATO IN SICILIA DOPO IL DISASTRO.

    http://www.youtube.com/watch?v=qZ6q3rCEOMM&feature=player_embedded#

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 14:15 - #21
    0 punti
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    Altro carico da 11 sul NANO

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 14:21 - #22
    0 punti
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    “E’ impossibile che i vertici della società ignorassero il pagamento
    fatto al giudice Metta per ottenere una decisione a loro favore”

    Della serie l’UOMO CHE NON SAPEVA NIENTE oppure l’UOMO CHE IGNORAVA TUTTO

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 14:30 - #23
    0 punti
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    Della contestazione a Messina del NANO non se ne è parlato, minzoli deve andare via, va radiato dalla RAI chi nasconde le notizie.

  • Profilo di jack-bauer

    jack-bauer

    05 ott 2009 - 14:45 - #24
    0 punti
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    Io spero tanto che non si vada ad elezioni anticipate altrimenti il Pd sfiorerà il ridicolo con il 20/25%.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 14:49 - #25
    0 punti
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    Mesiano, il giudice che già trasferito si è tenuto la causa
    Milano «Mi dispiace ma non parlo. Tutto quello che avevo da dire l’ho scritto nella sentenza». Alle cinque di ieri pomeriggio, il giudice del caso Mondadori risponde così - cortese ma fermo - alle telefonate dei cronisti. Trovarlo, anche di domenica pomeriggio, non è difficile perché ha il nome e l’indirizzo di casa sull’elenco del telefono: e già questo la dice lunga sul fatto che non siamo davanti a un vip della giustizia, ad un magistrato abituato - per capacità, ambizione, o carattere - alla ribalta professionale o mediatica.
    Raimondo Mesiano era davanti alla prima causa importante della sua vita. E non si è tirato indietro: anzi, ha voluto restare titolare del fascicolo anche se era già stato trasferito alla Corte d’appello, e avrebbe potuto passare la patata bollente ad un altro giudice. Aveva già lasciato la sua stanza al sesto piano, aveva già mollato gli altri fascicoli ad un collega. Ma la causa Mondadori se l’era portata dietro.
    I cronisti lo cercavano da settimane nei meandri del palazzo, lui non rispondeva al telefono. Spiazzando tutti, ha depositato la decisione alle dieci di un sabato mattina, convincendo chissà come un cancelliere a farsi trovare in ufficio. Qualcuno - il giudice o un cancelliere - con grafia lievemente aggressiva ha scritto sull’originale: «depositata e resa pubblica». Una postilla inconsueta, come a rivendicare il diritto della sentenza a diventare piombo per i giornali.
    Inconsueto, d’altronde, il giudice Mesiano lo è anche per altri aspetti. Cinquantasette anni, nato a Reggio Calabria, in magistratura dal 1980, tra gli avvocati civilisti di Milano è noto per la sua statura fuori dal comune, per i suoi maglioni non sempre impeccabili, per la sua abitudine di fumare disinvoltamente durante le udienze e per la sua capacità di trangugiare - sempre durante le udienze - quantità straordinarie di acqua minerale frizzante. Niente di grave, come si vede, piccoli tratti distintivi che ne hanno fatto un personaggio che non passa inosservato.
    A Milano, Mesiano si è sempre occupato solo e soltanto di giustizia civile, cambiando spesso sezione ed approdando infine alla decima sezione, quella che si occupa di risarcimenti danni. È in questa veste che la lotteria assolutamente casuale che regola le assegnazioni dei fascicoli ha fatto approdare sul suo tavolo la causa intentata dalla Cir di De Benedetti contro la Fininvest. Il meccanismo automatico non prevede eccezioni: per la legge le richieste di danni sono tutte uguali, chi litiga con l’inquilino di sopra e chi chiede un miliardo di risarcimento. E vengono decise tutte da un solo giudice, qualunque sia l’importo.
    Prima del caso Mondadori, Mesiano era finito sui giornali per cause più modeste: quando ordinò di anticipare di due ore la chiusura di un bar che faceva chiasso, o quando condannò il Comune per non avere curato la manutenzione del pavè stradale su cui era scivolato un pedone. Ieri, quando a Milano si è sparsa la notizia della sentenza a carico della Fininvest, e si è scoperto che a firmarla era stato Mesiano, molti avvocati sono rimasti stupiti. Anche perché finora il giudice non era mai stato considerato un giudice di manica larga nei confronti delle vittime: «Mi ricordo ancora - racconta un avvocato - di un vecchietto che era stato investito sulle strisce pedonali e praticamente ammazzato, lo avevano ridotto con una invalidità del cento per cento. Perché Mesiano gli accordasse un risarcimento ci volle del bello e del buono».

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    05 ott 2009 - 14:50 - #26
    0 punti
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    #24: in effetti le elezioni anticipate sono un enorme incognita.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 14:50 - #27
    0 punti
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    Chiesto di più che per l’oro degli ebrei
    di Nicola Porro
    Berlusconi e la Fininvest sono peggio dei nazisti. Il risarcimento che devono a De Benedetti è superiore a quello che le Banche svizzere colluse con Hitler e i suoi gerarchi hanno riconosciuto a 31mila vittime dei lager. Un botto che ha fatto tremare le casseforti di Ubs e Credit Suisse, rischia di replicarsi in casa Fininvest. Ma chi legge, a questo punto, deve avere un po’ di pazienza e seguire il filo di un ragionamento giudiziario. Fatto semplificando le vicende, ma rendendo il senso di ciò che è avvenuto.
    Tutto nasce da una sentenza della sezione penale della Cassazione che ha condannato Previti e il giudice Metta per il cosiddetto lodo Mondadori, con cui Berlusconi e alleati conquistarono Segrate. Quella sentenza fa stato, come si dice. È diventata legge. Poco importa come ci si arrivò. E nulla interessa che Berlusconi e Fininvest (che per la verità non fu mai davvero coinvolta) ne uscirono senza alcuna condanna: prima il presidente del Consiglio fu assolto dal gup e poi prescritto. Giova ricordare che il gup proprio agli esordi di quel processo assolse nel merito Berlusconi liquidando le accuse della Boccassini come «semplici sospetti». Il punto è che nel processo decisivo davanti alla Cassazione i due condannati di oggi - Fininvest e indirettamente Berlusconi - non si sono potuti difendere, non hanno mai toccato palla, per il semplice motivo che sono stati ritenuti, per un motivo o per l’altro, non coinvolgibili nella vicenda.
    Ma andiamo avanti: la Cassazione ritiene che sia stata comprata la sentenza da parte di Previti con la complicità di Metta (e non degli altri due giudici che componevano il collegio, ma questo poco rileva evidentemente). Forti di questa sentenza, gli uomini di De Benedetti cosa pensano? Chiediamo un conseguente risarcimento danni a chi è stato condannato. Eh sì, ma Fininvest e Berlusconi sono tecnicamente fuori dal discorso. Semmai il risarcimento potevano chiederlo ai (ci rendiamo conto) meno danarosi Previti e Metta. E in via subordinata allo Stato, che avrebbe dovuto rappresentare il giudice Metta. Niente di tutto questo avviene. De Benedetti, l’ingegnere senza macchia, del crac Ambrosiano e delle stampanti postali, ha bene in mente il suo obiettivo: Silvio Berlusconi e la sua Fininvest. È a loro che chiede il risarcimento derivante da una sentenza che non riguarda loro. Vi sembrerà strano, ma è così. Anzi mettiamola giù più semplice. Il giudice penale condanna per un reato due imputati. E il giudice civile condanna al risarcimento un terzo, che dal reato iniziale è tenuto fuori. C’è una contraddizione logica. E soprattutto politica. Il magistrato civile si arroga il diritto a condannare colui che il magistrato penale non era riuscito a incastrare.
    Ma non basta. Entriamo, per quanto si possa, nel merito. Il giudice civile è ben sicuro del fatto suo. Ritiene congrua la cifra di 750 milioni a cui aggiungere i danni morali, in virtù di una sua valutazione tanto personale che non richiede neanche uno straccio di perizia. In Italia anche se ti fanno un’esecuzione su un fondo, nominano un tecnico. Qui ballano 1500 miliardi delle vecchie lire e il giudice fa tutto da sé. Sia chiaro non aveva alcun obbligo, ma forse una prudenza di controllo successivo, quando si rischia di cestinare un gruppo editoriale. Inoltre non è irrilevante che il risarcimento non è dovuto al fatto che Berlusconi si sarebbe appropriato di Mondadori grazie alla corruzione di un giudice, come si dice in giro. E no. Il risarcimento è giustificato da un principio molto più sottile. A De Benedetti è stata negata la chance di conquistare Mondadori. E cioè non è detto che ci sarebbe riuscito, non è detto che la sentenza cosiddetta corrotta sia necessariamente sbagliata. Vi è bensì un’alea, una possibilità, una chance appunto. Che vale 750 milioni di euro. Se domani vi dovessero rubare un biglietto della lotteria, fate causa civile al ladro. Se trovate un giudice a Milano, lo condanneranno a pagarvi un risarcimento pari all’intero ammontare del primo premio. Anche se il vostro biglietto era perdente.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 14:51 - #28
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    Mondadori, le motivazioni del giudice: “Berlusconi non poteva non sapere”
    di Luca Fazzo

    Silvio Berlusconi non poteva non sapere della corruzione del giudice Metta, chiamato nel 1991 a decidere chi dovesse controllare la casa editrice Mondadori. Perchè i soldi finiti al giudice venivano da un conto estero della Fininvest, e Berlusconi era all’epoca il numero uno del Biscione: «Sarebbe assolutamente fuori dall’ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito per finalità corruttive senza che il dominus della società, dai cui conti il bonifico proviene, ne sia a conoscenza e lo accetti. Pertanto è da ritenere che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva, corresponsabilità che come logica conseguenza comporta la responsabilità della stessa Fininvest».

    É questo il passaggio centrale delle motivazioni della sentenza con cui il giudice milanese Raimondo Mesiano ha condannato il gruppo Fininvest a versare alla Cir di Carlo De Benedetti il gigantesco risarcimento di 750 milioni di euro. Tutto nasce, come è noto, dalla condanna per corruzione del giudice Vittorio Metta, componente della Corte d’appello di Roma che nel 1991, annullando il «cosiddetto «lodo Mondadori», risolse a favore del Cavaliere lo scontro con De Benedetti per il controllo della casa editrice. Insieme a Metta è stato condannato per corruzione Cesare Previti, all’epoca avvocato di Fininvest. Ma, a sorpresa, ora il giudice Mesiano non si limita a prendere per buona la condanna penale di Previ e Metta e a tradurla in un giudizio civile. Mesiano invece ripercorre, interpreta e giudica l’intera vicenda. Analizza la decisione della Corte d’appello di Roma, e stabilisce che - anche a prescindere dalla corruzione di Metta - fu una decisione sbagliata. E soprattutto mette sul banco degli imputati Silvio Berlusconi, che dal processo penale uscì prima per assoluzione e poi per prescrizione. Berlusconi è colpevole, scrive invece Mesiano. Anche se ricorda che davanti alla giustizia civile servono prove più vaghe di quelle necessarie in sede penale: tanto che, afferma, si può arrivare alla certezza anche attraverso un semplice ragionamento: «Il tribunale ritiene qui di poter fare pienamente uso della prova per presunzioni, che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta».

    LA SENTENZA DI ROMA Il giudice Mesiano analizza le presunte «anomalie» della sentenza che diede ragione alla Fininvest, a partire dalla sua assegnazione al giudice Metta: «A parere di questo tribunale un primo elemento indiziario che denota l’anomalia del procedimento civile presso la Corte d’appello di Roma è rappresentato dalla assegnazione della causa al giudice Metta». «Si ricava il convincimento di una fortissima concentrazione di cause e di potere nella persona del consigliere Metta, ciò che destò le critiche all’epoca anche della sezione romana di Magistratura Democratica». Tra le altre anomalie, la rapidità con cui venne depositata e battuta a macchina la sentenza, e le indiscrezioni che circolarono sull’esito prima che venisse ufficialmente annunciato.

    Ma Mesiano affronta anche il contenuto della sentenza, anche dando atto che affrontava un tema assai complicato come la validità dei patti di sindacato: «Ritiene il tribunale che la questione della validità dei patti di sindacati azionari era nei primi anni ‘90 ancora molto dibattuta nella dottrina e nella giurisprudenza italiana. Certamente gli argomenti della sentenza Metta hanno un loro valore, ma lo stesso deve dirsi degli argomenti di Cir. Si trattava, in sostanza, di questioni opinabili e certamente non è su questa parte della motivazione che il tribunale fonda il proprio convincimento sulla ingiustizia della sentenza Metta». Eppure la conclusione è che il «lodo» non poteva essere annullato perché la Corte d’appello non poteva entrare nel merito della decisione: «In ciò, come già ritenuto dal Tribunale, sta la grave forzatura e la grave ingiustizia della sentenza della Corte d’appello di Roma».

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 14:52 - #29
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    Mesiano affronta anche un altro nodo decisivo: il fatto che la sentenza che dava ragione a Berlusconi sia stata presa non dal solo Metta ma da altri due giudici, Valente e Paolini, mai accusati di essersi fatti comprare da Fininvest. Ma ha una risposta: «Appartiene al notorio presso gli operatori del diritto che nelle cause civili collegiali il giudice relatore, che conosce bene gli atti ed ha studiato e approfondito i problemi di fatto e giuridici, è in una posizione tale da poter quasi sempre influenzare il resto del collegio». Basta corrompere uno dei giudici, il relatore, ed è fatta: «Un caso di sentenza civile emessa da un collegio di cui uno dei componenti sia corrotto si ha un vizio radicale nella imparzialità e quindi nella stessa capacità» dell’intera Corte. Certo, non c’è la certezza che Metta abbia fatto fare agli altri giudici quel che voleva: «ma il presente è un giudizio civile che ha ovviamente uno statuto probatorio meno garantistico di un giudizio penale: se in un giudizio penale i fatti che costituiscono il fondamento del giudizio di responsabilità devono essere provati adilà di ogni ragionevole dubbio, la regola che stabilisce la soglia probatoria necessaria per il giudizio di responsabilità civile è quella del “più probabile che non”. Sulla base della soglia probatoria operante nel diritto civile, può dirsi che è assai probabile che Metta abbia concretamente condizionato il collegio nel senso di orientare la discussione nel senso da lui ritenuto più utile».

    IL RUOLO DI BERLUSCONI É il passaggio più delicato della sentenza, quello che porta alla condanna di Fininvest al risarcimento. Mesiano ricostruisce i flussi di denaro tra i conti esteri della Fininvest e quelli di Previti e altri avvocati. Arriva a ritenere provato - anche in assenza di un passaggio documentato - che i 400 milioni di lire con cui il giudice Metta comprò una casa, provenivano da quelle disponibilità. E a quel punto affronta il ruolo del Cavaliere, che dopo essere stato assolto dal giudice preliminare venne prosciolto per prescrizione dalla corte d’appello.

    «In primo luogo - scrive Mesiano - va messo in evidenza che la provvista di denaro con il quale fu corrotto il giudice Metta proveniva dal conto Ferrido di Fininvest. Infine è vero che la corruzione del giudice Metta rifluì a tuto vantaggio di Fininvest che - grazie alla sentenza ingiusta resa dalla Corte d’appello di Roma - ebbe la possibilità di trattare con la Cir la spartizione del gruppo Mondadori da posizioni di forza. Tanto premesso occorre adesso esaminare i rapporti tra Fininvest e l’on Silvio Berlusconi, attuale presidente del consiglio dei ministri, ed i rapporti tra la stessa Fininvest e Cesare Previti».

    «Silvio Berlusconi era all’epoca dei fatti presidente del consiglio di amministrazione».«I conti All Iberian e Ferrido erano accesi su banche svizzere di cui era beneficiaria la Fininvest. Non è quindi pensabile che un bonifico dell’importo di circa 3 miliardi di lire potesse essere deciso senza che il legale rappresentante, che poi era anche amministratore della Fininvest, lo sapesse e lo accettasse. In altre parole, il tribunale ritiene qui di poter fare pienamente uso della prova per presunzioni, che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta».

    IL CALCOLO DEL DANNO
    «Se è vero che la Corte d’appello emise una sentenza indubbiamente ingiusta come frutto della corruzione di Metta, nessuno può dire in assoluto quale sarebbe stata la decisione che un Collegio nella sua totalità incorrotto avrebbe emesso: si vuole cioè dire che una sentenza ingiusta avrebbe potuto essere emessa anche da un collegio nella sua interezza non corrotto. Proprio per questo appare più aderente alla realtà determinare concettualmente il danno subito da Cir come danno da perdita di chance: vale a dire, posto che nessuno sa come avrebbe deciso una corte incorrotta, certamente è vero che la corruzione del giudice Metta privò la Cir della chance di ottenere da quella Corte una decisione favorevole».

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 14:52 - #30
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    Mesiano, seguendo le richieste della Cir, stabilisce il danno su quanto De Benedetti avrebbe incassato se fosse andata in porto la mediazione officiata da Mediobanca prima della sentenza, e quanto dovette versare in seguito all’accordo finale. Sono 550 miliardi di lire, cui vanno aggiunti interessi e altri danni. Il totale è astronomico: 973 milioni di euro. Che per il ragionamento sulla «perdita di chance» vanno risarciti da Berlusconi all’Ingegnere «solo» all’80 per cento. Totale: 750 milioni.

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    05 ott 2009 - 14:52 - #31
    0 punti
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    #25: Ahahah, ero curioso di vedere cosa sarebbero andati a trovare questa volta per screditare il giudice, dopo la Gandus “comunista schierata” per aver partecipato ad una raccolta di firme….
    XD

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    05 ott 2009 - 14:53 - #32
    0 punti
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    Lea: fin qui, niente di strano…

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 14:53 - #33
    1 punto
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    Lea, quando la smetterai di ragionare con la testa da CEREBROLESA del NANO sarai seriamente presa in considerazione, per ora sei al limite del TROLLAGGIO.
    Per ora finiscila di trolleggiare per favore.

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    05 ott 2009 - 14:54 - #34
    1 punto
    Up Down

    Lea, guardi che per leggere Il Giornale basta andare sulla sua home page, non serve che lei lo ricopi interamente qui….

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 14:55 - #35
    0 punti
    Up Down

    DOVEVA PAGARE 937.444.514 euro, gli hanno fatto pure lo sconto, quei giudici del cavolo.

    La stima del risarcimento. «Complessivamente - scrive inoltre il giudice - il danno patrimoniale si compone della somma di 284.051.294 euro a titolo di danno derivante dalle condizioni deteriori alle quali fu pattuita la spartizione del gruppo L’Espresso-Mondadori rispetto alle condizioni di una trattativa non inquinata dalla corruzione del giudice Metta. A questa somma si aggiungono 8.207.892 euro per danno da spese legali sostenute, e altri 20.658.276 euro per danno da lesioni dell’immagine imprenditoriale dell’attrice (la Cir, ndr)».
    L’importo complessivo di 312.917.463 euro, secondo il giudice, «deve essere rivalutato dalla data di commissione dell’illecito che va fatta coincidere con quella del deposito della sentenza del 1991 della Corte d’Appello di Roma ed addizionata di interessi compensativi medi per un totale in moneta attuale di 543.750.834 euro per capitale e 393.693.680 euro per interessi compensativi medi e così per l’importo complessivo di 937.444.514 euro oltre ad interessi legali dal giorno della presente pronuncia al saldo».
    Se questi sono i danni patrimoniali complessivi, il giudice ricorda però che la Cir «ha ragione» nella misura in cui, la corruzione di Metta ha reso imparziale il collegio che annullò il lodo arbitrale nel 1991 e quindi il danno subito è un danno cosiddetto «da perdita di chance». Vale a dire, spiega il giudice «posto che nessuno sa come avrebbe deciso una Corte incorrotta, certamente è vero che la corruzione del giudice Metta privò la Cir della chance di ottenere da quella Corte una decisione favorevole». Per questo il giudice ha riconosciuto alla Cir l’80% della somma quantificata in 937.444.514 euro che è pari a 749.955.611 euro.
    5 ottobre 2009

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/lodo-mondadori-berlusconi-corresponsabile.shtml?uuid=e6bd6bbc-b19c-11de-be2e-4095accc28c9&DocRulesView=Libero

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 14:55 - #36
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    Quei gufi in agguato per ribaltare il voto
    di Salvatore Tramontano

    Per anni hanno cercato posto nelle foto di Berlusconi, o spazio in un sommario della politica. Alleati rassegnati, nemici perdenti, nel tempo hanno sfumato il colore della loro diversità. Ma ora, eccitati da un esproprio giudiziario, sono convinti che il padre di tutti i lodi possa finalmente rendere loro quella giustizia che il voto ha sempre negato e cominciano a credere di potersi liberare del loro incubo peggiore. Il più esplicito è Francesco Rutelli, forse perché è quello che non ha nulla da perdere. Anche ieri, dalla Annunziata, ha ribadito la propria ambizione: «Se il lodo Alfano venisse bocciato, piuttosto che andare alle urne si pensi a un governo del presidente».

    Ma quale presidente? Il primo nome che viene in mente è quello di Gianfranco Fini. Vuoi perché lui presidente lo è già, vuoi perché ultimamente ha marcato in modo quasi ossessivo la sua diversità da Berlusconi. Da quando a Genova si è «iscritto» al Pd, non è passato giorno senza che chiedesse cittadinanza a chiunque. Dagli immigrati al grande centro, passando da Montezemolo, per finire lodato addirittura da il Fatto. È vero, Berlusconi ha detto chiaramente, a lui per primo, che qualora questo governo cadesse, non esisterebbe altra strada se non quella delle elezioni anticipate. E Fini non è Dini. Prima di giocarsi quello che resta del suo futuro farà bene i conti. Non bastano delle firme per avere una maggioranza. La Repubblica ha sbandierato che erano quasi mezzo milione, ma senza la Cgil la piazza non sarebbe stata del popolo. E lui ha soltanto una lettera con sì e no una cinquantina di firme vere. La prudenza consiglierebbe di continuare a logorare il premier, aspirando al Quirinale.

    Ma Casini freme e gli fa credere che ci sia un Paese che cerca un grande centro di gravità permanente. E Montezemolo lo invita il 7 ottobre a un convegno con Enrico Letta che è tutto un programma: «L’Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci!». E il 7 ottobre non è un giorno qualsiasi. Potrebbe essere il giorno in cui la Consulta boccerà il lodo Alfano. E allora a Fini potrebbe anche venir voglia di muoversi.
    Nel frattempo, però, si è mossa la Lega, decisa a smascherare chi trama nascosto tra le sottane della D’Addario. Sia per fedeltà al premier, sia perché il Carroccio ha tutti gli interessi che questo governo non cada, dovendo ancora approvare i decreti attuativi del federalismo fiscale. Calderoli è stato categorico: «Se continueranno gli attacchi a tutto campo al premier, tesi a logorare il governo, la Lega non starà a guardare e chiederò a Bossi che si vada al voto anticipato, così chi agisce nell’ombra dovrà venire allo scoperto».
    Insomma, malgrado il bipolarismo la politica italiana resta il luogo del possibile e anche il teatro dove gufi e saltimbanchi continuano a recitare la loro arte. Il verdetto degli elettori è stato chiaro, inequivocabile, blindato. Ma in Parlamento c’è sempre spazio per organizzare qualche trappolone e nella maggioranza, che sostiene Berlusconi, c’è sempre qualche parassita che spera di lucrare una rendita di posizione. Ecco perché contro ogni buon senso, mai come oggi il gorgoglio lunare dei gufi si è fatto intenso. Qualche oppositore accende ceri alle madonne e soprattutto alle procure, sperando che qualcun altro faccia il lavoro sporco, che qualche decreto o qualche sentenza possa ribaltare quello che gli elettori hanno deciso. In un Paese normale, come quello che una volta sognava D’Alema, la sentenza di un tribunale su una vecchia querelle tra gruppi imprenditoriali sarebbe un capitolo per appassionati di storia. Nel Paese dei gufi diventa il segnale per una rivolta. E chissà che non ci sia anche qualcuno, ora che Berlusconi potrebbe diventare più povero, che speri di incontrarlo, come si augurava D’Alema, in qualche angolo della strada a chiedere l’elemosina. Nel Paese dei gufi il capo dello Stato viene ingiuriato in una pubblica piazza da un caudillo di partito perché si rifiuta di ribaltare quello che il Parlamento ha sovranamente deciso. Nel Paese dei gufi il giudizio di una Corte costituzionale somiglia a un verdetto di vita o di morte, pronunciato da qualche re capriccioso.

    Ma i gufi sono in agguato, si appassionano, tramano, lavorano di notte perché non hanno il coraggio di mostrare il loro volto alla luce del sole. Però anche in questo Paese, che è l’Italia, un po’ strano, e ammalato di machiavellismo di quarta classe, tutto questo lavorio porta a nulla. I numeri sono numeri e qualche volta, come nel caso di Berlusconi, sono anche sentenze.

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 14:58 - #37
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    MA LEGGI ANCHE ALTRI GIORNALI, e finiscila di postare le VACCATE DEL GIORNALE che é del NANO e che scrivono per lui non sono giornalisti ma servi.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 15:04 - #38
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    #37
    bene. allora preferisci leggere le m€rdate dei servi di De Benedetti? quel fallito che ha distrutto tutto ciò che gli è passato per le mani? o preferisci leggere il corsera o il sole24ore, i manifesti dei poteri forti che vogliono i para.culi di turno al potere per far tutto ciò che vogliono loro? o preferisci la gazzetta delle procure in mano a giornalisti di quart’ordine spinti da un’irrefrenabile mania di potere?
    a te la scelta. gli italiani hanno già detto basta agli inciuci nel 2008. vuoi che lo dicano ancora più forte? tu fai parte di quelli (come la maggioranza dei commentatori di polis), che non hanno ancora capito (o non vogliono capirlo per interesse di parte), che più gli si dà addosso al premier, e più è evidente anche agli occhi dei più orbi, che Berlusconi è scomodo perché non è un para.culo.

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 15:09 - #39
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    Lea, COME HO GIA’ DETTO IN PASSATO quando la smetterai di ragionare con la testa da CEREBROLESA del NANO sarai seriamente presa in considerazione, per ora sei al limite del TROLLAGGIO.

  • ILoveLea

    05 ott 2009 - 15:11 - #40
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    Sei un bifolco e un vero farabutto, non osare contraddire la mia Vate la mia Musa, sono qui pronto a difenderti mia Maestra.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 15:11 - #41
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    a me non interessa la considerazione dei campioni di idi0zia.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 15:14 - #42
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    Grazie MyLove. Non sopporto l’ipocrisia, il falso moralismo e l’idi0zia rampante.
    Lo so, devo farci il callo. Ma è dura.. ! ;D

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    05 ott 2009 - 15:16 - #43
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    Lea: poi ero io che perdevo tempo, eh ? ;)

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    05 ott 2009 - 15:16 - #44
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    “Non sopporto l’ipocrisia e il falso moralismo”

    Detto da chi sostiene Berlusconi, notate bene.

    Lea, il nuovo Capezzone.

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 15:17 - #45
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    ILoveLea, ma chi diavolo sei, con quel nik meglio che ti eclissi come fa il tuo amore quando non riesce a reggere una discussione.

    Lea, i poteri forti che il NANO aveva assaltato per prendersi il Corriere della Sera ed il Sole 24 Ore, ridicola ora ti attacchi ai giornali che voleva scalare tramite RCS, leggi altri giornali, visto che quello che leggi ha una sola ed unica direzione che è quella desiderata dal NANO, attacchi ripetuti a Boffo, a Fini guarda caso tutti quelli che mettono in discussione il suo operato e la sua vita pubblica e privata.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 15:18 - #46
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    Albert, volevo solo postare articoli seri. Poi mi sono abbassata al livello del blog. ;-)
    torno alle mie attività molto più produttive. Buona continuazione. Un bacione!

  • ILoveLea

    05 ott 2009 - 15:19 - #47
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    Mia Vate, mia Musa, sono solo bifolchi ipocriti a cui neanche rispondo perchè non lo meritano e che non vedono oltre il loro naso, KISSami mia Musa sono è sarò sempre al tuo fianco in ogni battaglia.

  • Profilo di Lea

    Lea

    05 ott 2009 - 15:21 - #48
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    un bacione anche a te, MyLove. Insieme possiamo fare dell’Italia un Grande Paese. E’ dura, ma dobbiamo lottare. ;D

  • a1 no log il FARABUTTO

    05 ott 2009 - 15:21 - #49
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    Lea BRAVA BRAVA scappa, quando gli argomenti latitano la FUGA è sempre un’ottima via.

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    05 ott 2009 - 15:21 - #50
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    #46: Povera Lea, costretta ad ‘abbassarsi al nostro livello’.
    é_è
    Abbiamo disturbato il suo elevato copia/incolla da Il Giornale, dovremmo vergognarci.

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