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Il G8 e la notte della Diaz: assolti De Gennaro e Mortola

Pubblicato: 07 ott 2009 da davide f.

macelleria messicana

Lo chiamavano il Paese delle impunità. E continueranno a chiamarlo così. Assolti per non aver commesso il fatto, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l’ex dirigente della Digos (e ora questore di Torino) Spartaco Mortola.

Accusati di aver indotto a mentire l’ex questore di Genova Francesco Colucci in relazione all’irruzione nella scuola Diaz durante i giorni del G8, i due sono stati assolti, nonostante l’evidenza del loro comportamento omertoso.

Se ricordate il tutto era nato dalle due versioni sulla notte della Diaz differenti date da Colucci, la seconda dopo aver parlato con De Gennaro. Ci sono le intercettazioni a dimostrarlo. Colucci dopo aver parlato con De Gennaro cambia versione per coprire le responsabilità dell’allora capo della polizia sulla notte della Diaz.

Immagine|Flickr

De Gennaro sapeva cosa stava accadendo: queste le conclusioni dei pm, e la conseguente richiesta di 2 anni di reclusione. Una richiesta nata anche dalla necessità di trovare gli ispiratori della ‘macelleria messicana’, una delle più grandi violazioni nell’Italia degli ultimi 20 anni. Qui trovate anche un Passaparola di Travaglio sul caso.

Per questo è quantomeno singolare l’assoluzione per non aver commesso il fatto, ci sono le prove. Per spiegare la sentenza nell’Italia di oggi (dove chi governa è il più grande impunito) basta dare una scorsa alla ‘carriera’ di De Gennaro dopo il G8: nominato capo di gabinetto del Ministero dell’Interno con il governo Prodi, diventa successivamente Commissario Straordinario per l’Emergenza rifiuti in Campania e, nel maggio 2008 è nominato direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza.

Un amico di tutti i politici, insomma, che infatti festeggiano; dice Mantovano:

“è un atto di giustizia che rende merito al diretto interessato. E’ l’ennesima smentita del teorema del complotto, costruito da qualche pm: singoli appartenenti alle forze di polizia possono sbagliare, ma il sistema è sano”

Continua il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi:

Gianni De Gennaro e’ persona per bene, uomo dello Stato che ha sempre svolto in maniera eccellente, con una condotta impeccabile e trasparente i ruoli che ha ricoperto. Mi congratulo con lui per questa sentenza che non poteva non avere questo esito.

Si, un vero e proprio atto di giustizia all’italiana, che rimuove completamente le responsabilità per le schifezze commesse durante il G8. Ieri El Pais ha scritto che

lo stato italiano, imposto con la forza dall’espansionismo dei Savoia, non è mai riuscito davvero a conquistarsi il rispetto dei suoi cittadini, che hanno amato e celebrato i briganti ben più che gli eroi nazionali.

Ecco, mi sembra questa definizione calzi a pennello anche per l’ennesima puntata sul G8. Quale rispetto può chiedere uno stato che garantisce impunità carriera e successo a chi viola i principi base su cui lo stato stesso afferma di poggiare, ovvero la Costituzione? Dobbiamo ancora credere che la legge sia uguale per tutti?

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    07 ott 2009 - 14:25 - #1
    3 punti
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    semplicemente un ufficializzazione dello schifo che è diventata l’Italia, non mi aspettavo certo una sentenza diversa…
    auguro semplicemente ai responsabili di quel massacro ogni male
    Dobbiamo ancora credere che la legge sia uguale per tutti?
    ma quando mai lo è stata? in ogni luogo e in ogni epoca?

  • Profilo di Robert Bluesh

    Robert Bluesh

    07 ott 2009 - 14:57 - #2
    0 punti
    Up Down

    Da quel giorno, il movimento di protesta più libero e maturo degli ultimi anni è stato paradossalmente criminalizzato e poi smembrato.

  • Profilo di Paer

    Paer

    07 ott 2009 - 15:50 - #3
    0 punti
    Up Down

    Felice di non vivere piú in Italia, ma dispiaciuto di non poterlo fare. Che schifo!

  • Profilo di Carmila

    Carmila

    07 ott 2009 - 17:43 - #4
    1 punto
    Up Down

    Quella foto mi disgusta: non per il sangue, quanto per il fatto che quel sangue appartiene ad un cittadino colpevole di aver voluto dire la sua e per questo è stato massacrato di botte.
    Indegni di un paese civile, sempre più sudamerica di 30/40 anni fa.

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