
“La sovranità non può essere rappresentata, per la stessa ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa, o è un’altra; non c’è via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque nè possono essere i suoi rappresentanti; ma solo i suoi commissari; non possono concludere niente in modo definitivo.
Ogni legge che non sia stata ratificata dal popolo in persona è nulla; non è una legge. Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente. Nei brevi momenti della sua libertà, l’uso che ne fa merita di fargliela perdere.
L’idea dei rappresentanti è moderna: essa ci deriva dal governo feudale, da questo iniquo e assurdo governo, nel quale la specie umana è degradata e il nome d’uomo è disonorato. Nelle antiche repubbliche, e anche nelle monarchie, mai il popolo ebbe rappresentanti; la parola stessa era ignorata”.
Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale (1762), Libro III, cap. XV, trad. it., Milano 2003, p. 180.
marla singer
10 ott 2009 - 10:19 - #1Rousseau è vissuto più di 250 anni fa, ma sembra che le sue idee siano state espresse riguardo la situazione attuale. L’uomo si ostina a non imparare nulla dalla storia.
Shaka V
10 ott 2009 - 10:48 - #2Perfettamente d’accordo con Rousseau che in questo estratto dove si scorge una notevole critica al potere sembra avvicinarsi a posizioni filo-anarchiche; come anche in un altro passaggio dove parla dell’origine della proprietà privata: Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l’idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: «Guardatevi dall’ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!»
gugly
10 ott 2009 - 11:45 - #3Mandiamolo a Palazzo Grazioli, e domani nella consueta intervista mattutina il Premier concluderà che anche in Francia lo perseguitano con il noto sinistrorso Rousseau, un tizio che usa la parrucca e non il parrucchino.
jack-bauer
10 ott 2009 - 12:31 - #4Jean-Jacques Rousseau fu uno dei veri e primi social-comunisti e il suo pensiero politico era iperniato sulla sovranità e non sul governo”Ogni legge che non sia stata ratificata dal popolo in persona è nulla”.Senza dubbio di difficile apllicazione nei tempi attuali.
gugly
10 ott 2009 - 13:58 - #5Jack, per carità, non lo dire troppo forte!
In questi giorni è fin troppo frequente l’equazione sovranità del popolo= sovranità di chi (non) è eletto dal popolo.
simosardo
10 ott 2009 - 14:06 - #6Tutti a dire che ci piace la democrazia diretta, poi ai referendum non ci va nessuno…
jack-bauer
10 ott 2009 - 14:18 - #7Fatta l’Italia non sono stati fatti gli italiani.Andate in Irlanda,Scozia,Inghilterra.Quelle sono nazioni con popolazioni che hanno memoria,non dimenticano.
Mi viene in mente Sciascia quando scrisse:.Quanto lo rimpiango.
Steffa
10 ott 2009 - 14:31 - #8Eh attenzione a santificare Rousseau, il filosofo ginevrino era per una forma tutta sua di democrazia diretta in cui la minoranza non era nulla, giusta è la volontà generale e chi non si riconosce in questa è in errore…
alessandro_m
10 ott 2009 - 14:53 - #9# 8. Nessuno lo santifica. Però la sua critica alla rappresentanza politica non è da sottovalutare.
E’ necessario tenere conto che in democrazia la rappresentanza non è tutto. E’ il popolo ad essere sovrano, non i suoi rappresentanti. E senza democrazia diretta e democrazia pluralista, la rappresentanza politica degenera in uno strumento totalitario.
simosardo
10 ott 2009 - 15:19 - #10Vada per il meno, però argomentare sarebbe più proficuo e anche più divertente.
stefano1966
10 ott 2009 - 15:23 - #11Interessante questa discussione sulla democrazia diretta.
Mi ricorda molto i dibattiti sulla prima internazionale.
Come dicevano i Sex Pistol e dopo,molto più modestamente,i Megadeth (mettendo il discorso in musica) l’anarchia è l’unica vera maniera di governare dal basso.
Interessante in tal senso anche il libro che ho già citato varie volte,cioè,”sudditi” di Massimo Fini.
L’ideale sarebbe un’anarchia-liberale,un concetto di governo dal basso nel quale io so di essere libero,so dove finisce la mia libertà e dove inizia quella degli altri e questa libertà degli altri intesa come insieme di esseri umani singoli io la rispetto perchè gli altri singoli fanno altrettanto con la mia libertà.
Attualmente pura utopia.
stefano1966
10 ott 2009 - 15:28 - #12@6
Il principio del referendum come è stato concepito dai fondatori non ha nulla a che vedere con la democrazia diretta in quanto,in italia,ha valore solo il referendum abrogativo quindi si è chiamati a rispondere se si vuole abrogare una legge fatta da altri,non si chiede cosa si vuole ma cosa non si vuole.
Bisognerebbe rendere “valido” quello che oggi si definisce referendum consultivo,che chiede la tua opinione.
Più o meno come fanno in svizzera.
Steffa
10 ott 2009 - 15:41 - #13Per come la vedo io la democrazia diretta è l’esatto opposto dell’anarchia, è la forma di governo più totalitario che si possa immaginare. Mi spiego: in questo modo la sovranità del popolo non ha limti, la maggioranza non ha limiti, nessuna legge è messa in discussione perchè è la volontà generale. Già vediamo che in una forma “imperfetta” di democrazia (mi riferisco alla democrazia rappresentativa) la maggioranza taccia qualsiasi opinione differente con la scusa del mandato popolare nonostante, come risulta evidente in questo post, l’opinione della maggioranza parlamentare sulla singola questione non sia la maggioranza del popolo. Immaginate che succederebbe in una democrazia diretta, le minoranze non avrebbero alcuna voce
Steffa
10 ott 2009 - 15:42 - #14@stefano1966: l’anarchia sarà anche un’utopia, ma si puà dire lo stesso di uno stato onesto!
simosardo
10 ott 2009 - 15:46 - #15Che non abbia nulla a che fare con la democrazia diretta non è vero. Abrogando alcune leggi si è giunti, spesso, a far valere l’opinione dei cittadini su svariati argomenti. Il fatto che, ormai, i referendum vengano snobbati, è a mio avviso la prova di quanto poco la gente abbia a cuore la partecipazione democratica alla vita del Paese.
L’ultimo referendum elettorale, ad esempio, conteneva un quesito su cui, credo, siamo tutti d’accordo, cioè quello dell’abolizione delle candidature multiple. Oggi, tutti ci lamentiamo di avere un parlamento di eletti non dagli elettori, ma dai partiti, tuttavia, pur potendo, non abbiamo fatto nulla perché questo fatto venisse in parte arginato.
simosardo
10 ott 2009 - 15:50 - #16Sono d’accordo con Steffa. Al volere della maggioranza vanno posti dei limiti, altrimenti avremmo le strade piene di ghigliottine.
stefano1966
10 ott 2009 - 16:16 - #17@13
Il principio dell’anarchia è che la sovranità del popolo inteso come insieme di individui non è messa in discussione da nessuno se non dalla propria libertà.
Non esiste maggioranza e opposizione,maggioranze e minoranze.
Non esistono leggi in quanto appunto la mia libertà finisce dove inizia la tua.
La minoranza ha voce proprio perchè ognuno di noi è minoranza rispetto alla massa e tutti insieme facciamo la massa.
Esempio pratico “costruttivo”.
Io sono un’operaio e mi compro la casa.
Per la visione anarchica tu sei un’operaio che ha sfruttato un’altro operaio.
La visione giusta sarebbe,io mi costruisco la casa e al massimo mi faccio aiutare da altri,quando è finita la mia casa continuo a lavorare aiutando gli altri a costruire le loro case.
@15
Col referendum abrogativo tu vai ad abrogare una parte o in toto una legge fatta comunque da altri,non è detto che ciò che rimane di quella legge ti vada bene comunque ma ti devi accontentare.
Shaka V
10 ott 2009 - 20:23 - #18Per Stefano, l’anarchismo di cui parli è simile al socialismo libertario di Noam Chomsky, attualmente a mio parere quello che sarebbe il sistema sociale più giusto ma al tempo stesso il più utopico perché necessiterebbe di esseri umani fortemente empatici (oggi la maggior parte della gente pensa solo a se stessa).
Per quanto riguarda Rousseau è incredibile quanto in certi punti si avvicini all’anarchismo e quanto se ne allontani in altri sostenendo che la maggioranza ha potere assoluto; una vera democrazia per me si attua quando le leggi promulgate sono sempre un venirsi in contro in relazione ai rapporti di forza, è assurdo che in una nazione un partito che vince le elezioni di un solo voto possa decidere senza prendere in considerazione la restante parte delle forze politiche. È chiaro che il partito vincitore ha il diritto di cercare di fare leggi più vicine alla sua visione ma sempre tenendo in considerazione le obiezioni della minoranza sopratutto se questa rappresenta una ampia fetta di elettorato.. Purtroppo in Italia questo non succede ne da una parte ne dall’altra.
stefano1966
11 ott 2009 - 00:02 - #19@18
Infatti nel post 11 ricordavo la prima internazionale,quella anarchica.
Succeduta dalla seconda internazionale,quella socialista.
Si certi principi del socialismo liberale non sarebbero male.
Anche io dico sempre che più equilibrio e meno fanatismo in politica non guasterebbero.
Io mi colloco a destra ma sinceramente rido quando sento o leggo che tutto quello che fa il centrodestra va bene e di conseguenza tutto quello che dice il centrosinistra è sbagliato…e viceversa.
Non per fare la frase fatta democristiana che la verità sta sempre al centro,ma chi pensa che il suo pensiero sia sempre quello giusto deve ancora fare tanta strada.
Questo blog è frequentato soprattutto da persone di sinistra e io lo leggo proprio per questo,quotidianamente leggendo confronto le mie idee con chi ufficialmente la pensa diversamente.
E a volte mi accorgo che ho torto,che la pensavo in maniera sbagliata e che il mio ragionamento non era stato completo.