
Come spiegare il fatto per cui Berlusconi vede nel pronunciamento della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano una lesione della volontà popolare e invece gli italiani – come abbiamo mostrato ieri e come Ipr-Marketing ha confermato oggi – stanno dalla parte della Consulta?
Ragionare su questo evidente paradosso ci costringe ad affrontare in profondità un concetto, quello di volontà popolare, che fin dalle sue origini in Rousseau (che parlava di “volontà generale”) è altamente problematico.
Il “popolo” infatti, è un’entità collettiva, composta da tantissimi singoli cittadini. Il concetto di “volontà”, invece, ha un senso se applicato agli individui, ma la sua trasposizione per analogia al “popolo” è in una certa misura un’indebita forzatura, una finzione.
Come possono milioni di persone che non si conoscono avere un’unica “volontà”? E una volta ammesso che esista, come conoscerla? Qui interviene il principio della maggioranza, che in prima battuta appare risolutivo, ma invece conduce ad altri problemi.
Infatti, proprio per la sua natura collettiva, la maggioranza del “popolo” non esprime necessariamente posizioni “coerenti” sulle diverse questioni: e così abbiamo in Italia una maggioranza che ha votato Berlusconi al governo e che vuole che vi resti, ma anche una prevalenza di elettori che ritengono positiva la riapertura dei processi a suo carico.
Gli esempi possono essere tantissimi: gli italiani erano anche – in maggioranza - dalla parte di Beppino Englaro durante la vicenda Eluana. Ciò non ha impedito loro di continuare a sostenere il governo anche dopo il suo violento attacco istituzionale sulla questione.
Allo stesso tempo, quasi regolarmente ogni volta che il Papa la “spara grossa”, ad esempio sull’aborto o sulla contraccezione, i sondaggi mostrano un’opinione prevalente tra gli italiani diametralmente opposta. Fatto che non impedisce loro di premiare sistematicamente con alti punti di fiducia il pontefice nei sondaggi di popolarità.
E per quello che ho visto nei polls degli ultimi mesi, è altamente probabile che vi sia contemporaneamente una maggioranza di membri del “popolo” a favore di una drastica riduzione delle tasse, ma anche una a favore dell’abolizione dei ticket ospedalieri e di una sanità gratis per tutti (e dunque a carico del contribuente).
La questione è molto semplice: non essendo il popolo una persona, le sue posizioni non sono quasi mai coerenti. E’ per questo che le democrazie sono sistemi complessi, che prevedono diversi poteri, all’interno del quadro stabilito dalla Costituzione (come afferma l’art.1 della nostra Costituzione).
C’è tuttavia sempre stato, nella storia, chi ha avuto interesse ad imporre un’idea drasticamente semplificata della “volontà popolare”, proponendo un’identificazione assoluta e diretta tra tale volontà e un partito, un regime o addirittura una singola persona.
E’ proprio per questo che il pensiero di Rousseau, nonostante la sua avversione per la rappresentanza (o forse proprio per quella?), ha ispirato nella storia, secondo alcuni, esiti di tipo totalitario o autoritario, in cui le minoranze venivano costrette con ogni mezzo a conformarsi alla – presunta – volontà popolare della maggioranza.
Nel 2009, in Europa, non siamo di fronte a rischi di questo tipo. Però c’è un nuovo fenomeno politico che fa leva su un’idea semplificata di volontà popolare, e che gode di ottima salute, specie nel nostro paese: si tratta, ovviamente, del populismo.
Quando Berlusconi pretende di poter fare qualsiasi cosa, anche ergersi al di sopra della legge o sconvolgere la struttura istituzionale del paese, in nome del fatto che il “popolo” è con lui, sta cercando di venderci un’idea di volontà popolare geneticamente modificata, che va a suo esclusivo profitto.
Come può infatti questa volontà, che abbiamo visto essere estremamente volubile, incoerente e imprevedibile, identificarsi esclusivamente e del tutto con quella di un solo partito – per non dire di un’unica persona?
Considerazioni di questo tipo dovrebbero spingerci a valutare con diffidenza quei sistemi politici in cui troppo potere viene concentrato nelle mani di singoli partiti e/o individui, e a rivalutare invece quelle strutture istituzionali, come la nostra, in cui esiste un concorso – ed eventualmente un contrasto – tra diversi poteri attraverso cui le decisioni vengono prese.
E’ per questo motivo che nella nostra Costituzione è stato scritto che “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. La Carta è lì proprio per impedire che qualcuno possa indebitamente ergersi ad unico esecutore della “volontà” del popolo, finendo in fin dei conti proprio per espropriare quest’ultimo di qualsiasi sovranità.
C’è poi un altro aspetto, sul quale il comportamento di Berlusconi colpisce per ingenuità. Nella nostra epoca, i sondaggi permettono infatti, come una sorta di termometro, di misurare quasi in tempo reale da che parte tenda la cosiddetta “volontà” popolare.
Qualsiasi pretesa di esserne interprete unico si scontra presto o tardi – in un sistema che prevede la libera informazione – con risultanze empiriche che provano il contrario, e che attestano la complessità e la variabilità delle opinioni della maggioranza. Colpisce che Berlusconi, che proprio sui sondaggi ha costruito parte della sua fortuna politica, finga di non capirlo.
In conclusione: le elezioni non sono e non possono essere considerate una “cambiale in bianco” che il popolo ha firmato con il Cavaliere, cedendogli per 5 anni la propria volontà. Molto più modestamente, attestano la volontà della maggioranza a vedere Berlusconi al governo. Ma all’interno dei limiti della Costituzione, e senza immunità speciali.
Quelle, le vuole soltanto lui. In questo caso, la verità è diametralmente opposta alle parole di Berlusconi: se c’è una cosa che la Consulta ha fatto è stato sì, far rispettare la Costituzione. Ma anche, incidentalmente, realizzare la volontà popolare: che vuole che i suoi processi si riaprano.
Foto | Flickr.
Proust
11 ott 2009 - 12:39 - #1perchè non c’è nessun giornalista che gli mette un microfono sotto il naso e gli chiede questa cosa?
perchè tanto gli risponderebbe che chi fa i sondaggi è un comunista e che anche chi risponde è un comunista!
poveri noi.
Stef500f
11 ott 2009 - 13:17 - #2http://www.altroquotidiano.it/?p=14804
ma non avevano detto che non avrebbero tentato di ripristinare l’immunità a sua impunità? ? ?
MacLeod
11 ott 2009 - 13:36 - #3bah… vediamo se finalmente coglierà l’occasione per fare una riforma della giustizia e dividere finalmente le carriere tra pm e giudici… e nn rimanga per l’ennesima volta un nulla di fatto.
FrankDj
11 ott 2009 - 13:37 - #4Purtroppo il nostro premier è un bambino mai troppo cresciuto, sotto questo punto di vista.
Vedasi Bush Jr.
Poi, chissà perchè, questi rimangono in carica per tanto…(”ricontiamo le schede!”)
Monia
11 ott 2009 - 13:40 - #5Questo dovrebbe essere un concetto scontato (almeno per me lo è), purtroppo per altri lo è sempre meno. E’ molto semplice: la maggioranza degli italiani vuole che la destra governi (e la destra non è solo Berlusconi, la destra ha una storia e diverse personalità al suo interno - da cui mi sento vivamente di escludere i leghisti, che sono un’altra tristissima storia) ma semplicemente non vogliono che nessuno sia sopra la legge (e direi che è giusto e NORMALE che sia così). Berlusconi è solo uno che rappresenta la destra, e non posso fare a meno di pensare che molti degli italiani (almeno molta gente che conosco) abbia votato la destra non per lui ma per quello che si aspettava potesse fare la coalizione che apparentemente sembra più forte, coesa e concreta (in tanti si sono dovuti tappare il naso mentre votavano, molto più di quanto immaginiamo, credo). La realtà (felice) dei fatti è che a ben pochi interessano le beghe personali di Berlusconi, e solo i fans sfegatati (e lì non è più politica) possono difenderlo ad oltranza.
munky
11 ott 2009 - 13:50 - #6#5
Il problema è che comunque B. non è di destra, ha sempre e solo perseguito i suoi interessi.
Credo che gli ex di AN si stiano pentendo molto amaramente di aver unito il loro partito a forza italia, viso che ogni volta che B. ne fa una, Fini si dissocia.
Concordo che la lega è una scheggia impazzita che non sta sicuramente a destra, ma incarna solo il peggiore qualunquismo e razzismo tutto italiano.
FrankDj
11 ott 2009 - 13:51 - #7Monia,
hai preso in pieno il nodo della questione.
Complimenti.
Io sono uno che di questa attuale “politica” non se ne fa nulla (immagino di non essere solo). Ma il tuo discorso sensato butta un pò di luce sui fatti attuali.
Shaka V
11 ott 2009 - 16:49 - #8Bell’articolo sono perfettamente d’accordo, le cose scritte dovrebbero essere ovvie e invece purtroppo non lo sono…
Carmila
11 ott 2009 - 17:51 - #9Munky ha ragione: Berlusconi non è di destra, usa la destra; non è un politico, usa la politica; non è un editore, usa l’editoria e potrei continuare…usa tutto e tutto solo ed esclusivamente per suo interesse personale.
Il popolo gli ha assegnato un mandato per governare l’Italia e il voto va tenuto in considerazione solo in questo ambito. Non gli è stato dato mandato di stravolgere le istituzioni, la costituzione o l’assetto democratico dell’Italia. La sovranità popolare riguarda solo il governo del paese, non è un avallo a farsi beffe della giustizia e a permettersi di sottrarsi alla legge.
Mautasi
11 ott 2009 - 20:14 - #10Intanto con il Lodo Alfano Giustizia è stata fatte e l’Italia è tornata ad essere finalmente un Paese Democratico nel vero senso della parola, dopo 15 anni… Ora godiamoci lo spettacolo. Il cittadino Silvio Berlusconi è stato eletto deputato e non presidente del consiglio dei ministri:in questo incarico è stato posto per iniziativa del parlamento e del presidente della repubblica. La presenza del Suo cognome nel simbolo elettorale ha rilievo propagandistico - pubblicitario, aspetto questo finora non rilevante istituzionalmente. Queste poche righe per dire che l’onorevole Berlusconi potrebbe essere sostituito alla guida del governo da altra persona della sua stessa maggioranza. Filmografia consigliata: “2012 L’Avvento del Male”; Bibliografia consigliata: “Fontamara” di Ignazio Silone. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
cattivik
12 ott 2009 - 13:16 - #11FINALMENTE ! oggi è tutto chiaro. Il lodo alfano è stato bloccato perchè tutelava SOLO le prime 4 cariche dello stato. Oggi infatti è stata riproposta l’immunità per tutti i parlamentari ed ho capito ! L’immunità per tutti i parlamentari è la contropartita per la riforma della giustizia. La riforma infatti fa paura a TUTTI i politici.
Questo è quello che succederà :
1 - immunità a tutti i parlamentari
2 - riforma della giustizia
E’ un po’ come il “liberi tutti” del nascondino.
Semplice