
Tutto era scritto. Caduto il “lodo Alfano”, il Presidente del Consiglio dichiara guerra agli organi di controllo e di garanzia. Qualche giorno fa il Ministro della Giustizia aveva già preannunciato una prima riforma punitiva: quella intesa ad introdurre il sorteggio nelle elezioni dei componenti “togati” del Consiglio Superiore della Magistratura, affidando ad una sorta di “ruota della fortuna” il riconoscimento del loro diritto all’elettorato passivo.
Oggi, alla festa del Pdl di Benevento, Berlusconi ha illustrato ai suoi il piano di battaglia che intende seguire nei prossimi giorni, un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione della separazione delle carriere di giudici e P.M., la riforma della normativa sulle intercettazioni e la (probabile) revisione delle disposizioni sulla composizione della Corte costituzionale. Quest’ultima iniziativa non è stata preannunciata apertamente, ma si intuisce dal violento attacco del Capo del Governo, il quale ha affermato che, sul “lodo Alfano”, la Consulta si sarebbe comportata in modo sleale nei confronti del Parlamento e ha aggiunto che occorre evitare che il popolo non conti niente e che il Parlamento non possa legiferare a causa di una Corte che non è un organo di garanzia ma un organo politico.
Per amor di verità: a) la Corte costituzionale non si è comportata affatto in modo sleale nei confronti del Parlamento; semmai è stato quest’ultimo a tenere un comportamento censurabile riproducendo nella sostanza una legge che la Consulta aveva già dichiarato incostituzionale nel 2004; b) la Corte non aveva lasciato intedere in alcun modo, nella sentenza sul “lodo Schifani”, che con qualche correzione si potesse reintrodurre la stessa misura; essa, piuttosto, aveva annullato in modo secco l’atto normativo del Parlamento in quanto affetto da diversi vizi (insanabili) di incostituzionalità. Quella misura è incompatibile, per un numero impressionante di motivi, con la nostra Carta repubblicana.
Davvero sconcertanti, infine, le altre dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio al suo pubblico di Benevento sul ruolo istituzionale da egli occupato e sugli attacchi provenienti dalla stampa estera: “Non si può insultare un premier eletto dal popolo”, ha tuonato Berlusconi, aggiungendo poi che, quando critica il suo operato, la stampa estera (cito testualmente) “sputtana il paese”.
La guerra è cominciata. Adesso vedremo di che pasta è fatto il Presidente della Repubblica, il solo che può ancora esercitare un controllo preventivo su questa pletora di riforme che si preannunciano.
alessandro_m
11 ott 2009 - 20:59 - #51# 50.
Anch’io ti rispondo con civiltà.
So che ci sono molti abusi da parte dei cosiddetti organi della magistratura requirente; non sono affatto contrario, in linea di massima, alla separazione delle carriere. Ritengo anzi che la figura del pubblico ministero come “organo di garanzia”, che deve raccogliere anche elementi di prova a favore dell’indagato, corrisponda ad una ricostruzione poco realistica, che non trova riscontri in ciò che normalmente accade nelle aule dei tribunali (e fuori di queste).
Temo però che la distinzione delle carriere porti al successivo assoggettamento del pm all’esecutivo, il che forse può andare bene in altri paesi, ma non in Italia. Una riforma del genere mi fa molta paura perchè non credo che la separazione delle carriere ridurrebbe gli abusi. Farebbe però dei p.m. dei superpoliziotti alle dirette dipendenze dell’esecutivo. Da chi verrebbero disposte le assunzioni, i trasferimenti e le sanzioni disciplinari dei p.m.? Dal Ministro della giustizia?
E chi stabilirebbe le priorità nella lotta alla criminalità? Il Governo? Non vorrei che cadessimo dalla padella nella brace…
jack-bauer
11 ott 2009 - 21:07 - #52A me invece viene subito in mente un’altra obiezione riguardo alla separazione delle carriere:quali sarebbero poi le differenze tra il ruolo di p.m. e quello di comdandante della squadra mobile o della polizia giudiziaria?
MAN in black
11 ott 2009 - 21:22 - #53Il sor berusca mi fa pensare alla mattanza nella quale il tonno arpionato si dimena per scappare al vil destino: imbandire la tavola.
-Alza i toni, grida e sparla quanto vuoi ma il tuo destino è segnato, silvio!
micropunto
11 ott 2009 - 21:30 - #54Ultimamente in Italia è “tornata la moda” di ricorrere ai principi fondamentali. La Corte Costituzionale è ricorsa al principio di Uguaglianza. I Cittadini Italiani sono Uguali Tutti davanti alla nostra Legge. Ebbene siamo tutti uguali e tutti siamo trattati in egual modo.
Bel principio di carta costituzionale. Peccato che finisca per essere un vero principio di carta per i cittadini.
Ciò che invece non deve assolutamente essere cartaceo è la suddivisione dei Poteri.
Penso che una Democrazia sia tanto più robusta quanto più architetturalmente separati siano i poteri stessi. Ecco perché il sistema giudiziario deve essere un sistema “organico” separato da quello legislativo ed esecutivo. Si tratta di Architettura ed organicità dei tre sistemi. Attualmente il sistema giudiziario italiano è di gran lunga il peggiore dei tre, quello progettato peggio. Un sistema organico implica una vita e sviluppo autonomo. E tale deve rimanere. Il suo interno deve essere ristrutturato creando binari paralleli a vicolo cieco. La riforma della giustizia è quindi una priorità italiana. Come debba essere attuata? Secondo i principi della Separazione dei Poteri. In tutti i possibili sensi declinabili.
Se la soluzione di riforma belusconiana sarà peggiorativa allora la contesteremo. Ma non contestiamo la necessità della riforma. Perchè è ad oggi fondamentale per la nostra democrazia. Prima ancora della tanto di moda libertà di stampa.
naruto1685
11 ott 2009 - 21:30 - #55berlusconi aveva ragione, chi è di sinistra è un gran cojone! parole sante! ma solo perchè ci siamo divisi (troppo troppo troppo) ma automaticamente ti abbiamo aiutato a ricoprire nuovamente il ruolo di presidente del consiglio, capito psico nano???!!! ora, per farti sparire definitivamente, sarei disposto a votare per quello schifo che si chiama “PD”… tanto, una volta che eliminiamo il cancro (sb), rimuovere una ciste (pd) non sarà poi così tanto difficile…
MAN in black
11 ott 2009 - 21:43 - #56La separazione dei giudici in quelli che concedono al papi tutto e in quelli che applicano la legge attingendo unicamente alla fonte vivifica ( costituzione ) è l’anelito del belzebùsconi, altroché! I secondi, ovviamente, devono essere una rarità altrimenti l’appellativo di ‘comunisti’ farà capolino. :)))
aldebaran85
11 ott 2009 - 21:51 - #57tornata di moda l’uguaglianza? ma stai scherzando? è uno dei principi della costituzione (art. 3)… invece di pensare alla divisione della magistratura perchè non aumentare il budget nella finanziaria (dove ogni anno e ogni governi viene diminuito), non è il caso di digitalizzare il settore? ogni giudice e ogni avvocato deve portare e leggere kg di carta per solo 1 processo.
ci sono altre priorità … non la suddivisione delle carriere
alessandro_m
11 ott 2009 - 21:53 - #58# 54.
Quella “moda” alla quale alludi si chiama democrazia costituzionale. I principi fondamentali della Costituzione repubblicana non sono parole vuote, ma disposizioni espressive di valori costati tanto sangue e sofferenza.
Comunque, è proprio la garanzia della separazione dei poteri il problema. La separazione tra legislativo ed esecutivo è inesistente: il Governo ha integralmente usurpato la funzione legislativa. Il Parlamento approva soltanto leggi di conversione dei decreti-legge del Governo, leggi delega al Governo stesso per l’adozione di decreti legislativi e leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali. Peraltro, si usa soltanto la fiducia. Non si discute più nulla nelle assemblee elette dal popolo sovrano.
Il Governo invade pesantemente anche la sfera di competenze del potere giudiziario. Il caso Englaro è stato il più eclatante, ma è terrificante il ricorso che si fa alle norme di interpretazione autentica, che mirano soltanto ad incidere sui giudizi in corso a favore del Governo stesso. Disposizioni che vengono inserite in leggi di conversione di decreti-legge o direttamente in decreti-legge.
micropunto
11 ott 2009 - 22:08 - #59#57
Leggi bene ciò che ho scritto. Una persona di buon senso, intellettualmente onesta penso non possa non concordare che sia una priorità per la democrazia in Italia. Ma se volete credere che sia la Libertà di Stampa ad essere in pericolo continuate pure a crederlo.
Quando si ricorre ad un principio di Uguaglianza nell’espressione tecnica di un giudizio si esprime in generale debolezza dell’espressione dell’organo preposto all’esame. Sempre in merito alla Consulta non avere sentenziato in maniera “inequivocabile” in merito alla legge costituzionale è spia di carenza di professionalità tecnica. Essere tecnici di alta professionalità in qualunque settore implica esprimere la questione in maniera inequivocabile. E il merito della legge costituzionale andava espresso in maniera univoca già anni addietro.
Giangius
11 ott 2009 - 22:14 - #60Sto guardando Report, ho sempre di più l’impressione, che l’Italia com’è oggi è un’isola sperduta. Ma come è possibile che in Germania la burocrazia sia così performante, noi con questi governanti siamo sempre ultimi. Voglio che siano tutti cacciati, sono stanco.
alessandro_m
11 ott 2009 - 22:16 - #61# 59.
Francamente trovo incredibile tutto questo dibattito sulla sentenza della Corte costituzionale. Siamo così abituati a vedere calpestata l’eguaglianza che pensiamo che sia più grave la lesione dell’articolo 138 della Costituzione rispetto a quella dell’articolo 3. Ma è accettabile una misura come quella introdotta dal lodo Alfano? Se la Corte non avesse evocato l’articolo 138 era già pronto un decreto-legge elusivo della pronuncia per ripristinare l’immunità.
Ma poi un’immunità per i reati extrafunzionali è assurda. E’ davvero indifendibile.
Che la giustizia in Italia sia un problema è indubbio, ma la soluzione non è la separazione delle carriere. E comunque non è accettabile che se ne parli in questi modi. E’ eticamente insopportabile che venga minacciata da chi ha all’attivo una pronuncia civile di condanna in cui incidentalmente si è accertato che ha corrotto dei giudici.
micropunto
11 ott 2009 - 22:20 - #62“Il Governo invade pesantemente anche la sfera di competenze del potere giudiziario.”
Se analizzassimo la storia politica contemporanea la tua frase sarebbe logicamente falsa.
La moda di ricorrere a principi generali, generalissimi, infinitamente generali oltre ad indebolire un giudizio tecnico competete diventa uno strumento inadeguato per risolvere problemi contestuali. La contestualizzazione italiana è necessaria in era berlusconiana. Perchè altamente anomala.
alessandro_m
11 ott 2009 - 22:32 - #63# 62.
La mia non era una valutazione storica o politica, ma giuridica.
La maggior parte dei conflitti di attribuzioni tra poteri dello Stato risolti dalla Corte costituzionale vedono, da una parte, il Parlamento e dall’altra organi del potere giudizario. In discussione è l’applicazione dell’art. 68 della Costituzione (insandacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati dal parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni). In breve, il Parlamento nega ai giudici la possibilità di pronunciarsi sulle tante (troppe) dichiarazioni diffamatorie (a volte anche gravemente lesive della dignità di privati cittadini privi di immunità in quanto non sono parlamentari), rifiutando l’autorizzazione. La Corte costituzionale spessissimo si trova a giudicare di tali casi.
Il Governo invade la sfera di competenza dei giudici quando, ad esempio, introduce in un decreto-legge o in un decreto legislativo una norma di interpretazione autentica, con la quale fa dire ad una legge, sulla quale è aperto un contenzioso in cui lo Stato è parte, ciò che più gli conviene al fine di condizionare l’esito del giudizio.
E vogliamo parlare del caso Englaro? Lì c’era una sentenza della Cassazione e una decisione della Corte d’appello e il Governo ha provato ad intervenire con un decreto per impedirne l’applicazione.
Ma gli esempi sono tanti. Si sono avuti importanti conflitti di attribuzione, sempre risolti dalla Corte costituzionale, tra Ministro della Giustizia e CSM su alcune competenze cruciali riguardanti il potere giudiziario.
In Italia la giustizia è certamente una priorità, ma i problemi sono tanti: occorre dislocare in modo più razionale le risorse, dare più soldi, ridurre i tempi processuali.
La separazione delle carriere nasconde il solito intento autoritario che non mi piace affatto.
micropunto
11 ott 2009 - 22:36 - #64“Che la giustizia in Italia sia un problema è indubbio, ma la soluzione non è la separazione delle carriere. E comunque non è accettabile che se ne parli in questi modi. E’ eticamente insopportabile che venga minacciata da chi ha all’attivo una pronuncia civile di condanna in cui incidentalmente si è accertato che ha corrotto dei giudici.”
Già qualcosa il fatto stesso di ammettere che sia un indubbio problema. Sai non lo si legge da nessuna parte. Lascerei perdere la questione della condanna di primo grado “civile”.
Tu invece non puoi affermare che ci sia corruzione perchè entreresti nel merito del processo. E non puoi farlo perchè è la sentenza di un singolo giudice civile di “primo”grado. Una sentenza civile che “spara” 750 milioni di euro tenendo conto dell’immediata liquidità, implica rendere una sentenza di primo grado di un singolo giudice (che sentenzia su basi probabilistiche) una sentenza definitiva. Insomma è un caso giudiziario vergognoso. Un classico esempio di come si utilizzi il proprio potere per colpire politicamente. Non ti consiglio di citare tale caso.
micropunto
11 ott 2009 - 22:40 - #65Alessandro sto semplicemente dicendo che non è proprorzionato parlare del condizionamento del potere politico sommato su quello giudiziario. Ed è un’analisi storica contemporanea a comprovarla. “Storica” nel senso cronologico del termine.
alessandro_m
11 ott 2009 - 22:45 - #66# 64.
Sai qual è il problema serio? Che ci siamo abituati a valutare i politici (diciamo meglio: i potenti) in base alle loro responsabilità penali e non in base a parametri etici. Appiattire la morale sul codice penale significa dire che chi ha il potere di cambiare il codice penale ha il potere di cambiare le regole e i confini della morale.
Questa è una concezione autoritaria o meglio assolutistica del rapporto tra governanti e governati, alla Hobbes. Auctoritas, non veritas, faci legem.
Eticamente e politicamente non mi importa se vige il principio della presunzione di innocenza, quanti gradi di giudizio esistono e quante garanzie costituzionali (e sottolineo costituzionali) vigono. Quello che conta, da un punto di vista morale e politico, è che un giudice penale ha accertato che c’è stato un corrotto e la logica mi dice che deve esserci stato un corruttore (e quel corruttore è facilmente identificabile). Inoltre, un giudice civile, seguendo questa semplcie deduzione logica, ha confermato il sospetto sospetto.
Le dimissioni sarebbero doverose.
alessandro_m
11 ott 2009 - 22:46 - #67pardòn: facit
micropunto
11 ott 2009 - 22:51 - #68Mi fai morire :)
Il principio della presunzione di innocenza lo devi rispettare. Altimenti non avrebbero senso tutte le tue parole.
alessandro_m
11 ott 2009 - 22:56 - #69Eh no! Per i governanti dovrebbe vigere la presunzione di colpevolezza! Dovremmo essere molto più esigenti. :)
micropunto
11 ott 2009 - 22:56 - #70Vado a dormire. Ci tenevo a ricordare che oggi è ancora possibile discutere civilmente se lo si vuole. E la discussione tra noi due, nei commenti del post, ne sono una dimostrazione.
alessandro_m
11 ott 2009 - 23:01 - #71Condivido. Questa è democrazia.
jack-bauer
11 ott 2009 - 23:48 - #72State e stiamo discutendo su un blog ma se diverrà legge il ddl Alfano su intercettazioni ed editoria le cose si faranno leggermente più difficili.
io non sono forcaiolo
12 ott 2009 - 00:11 - #73discutere civilmente con chi invoca la questione morale, è tempo perso.
Pigi
12 ott 2009 - 08:31 - #741) Legge costituzionale, sì o no. Questa è la costituzione del Brasile:
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/BancheDati/costituzioni/br/Costituzione_Brasile.htm
Vogliamo anche noi una costituzione così? No di certo. Allora dobbiamo lasciare nella costituzione l’organizzazione e i compiti principali degli organi pubblici, lasciando i dettagli alle leggi. La maggioranza attuale è tanto forte da poter fare benissimo una legge costituzionale al posto del “lodo Alfano”, ma non conviene a nessuno.
2) La separazione delle carriere dei magistrati ce la chiede la UE. Strano che coloro che citano l’Europa in ogni momento, se lo dimentichino ora.
Poca fiducia che Berlusconi la porti a compimento, piuttosto. Perché non l’ha fatta subito? Cosa sperava, che tenendo questa minaccia nel cassetto i magistrati se ne stessero buoni? Non capiva che alcuni di loro ugualmente tenevano nel cassetto le loro armi aspettando il momento inevitabile di un calo di popolarità del capo del governo?
Speriamo che questa sia la volta buona, senza illusioni.
alex111
12 ott 2009 - 11:17 - #75Con la sentenza n. 106/2009 la Corte Costituzionale non ha ritenuto illegittimo porre il segreto di stato su azioni che violano i diritti umani, e noi ci preoccupiamo del Lodo Alfano?
http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/garanzie/Salvi-Segreto.pdf)
Ecco la perfetta riuscita di un falso bersaglio, far credere ai cittadini che i loro diritti costituzionali sono difesi quando in realtà, senza neanche accorgersene, hanno perso il diritto alla tutela dei diritti umani.
MacLeod
12 ott 2009 - 12:36 - #76@21 la Bindi è racchia sul serio, qlkn afferma il contrario??? il presidente è un comunista che inneggiava ai carriarmati che caricavano sul popolo ungherese… I giudici son politicamente shcierati, lo dimostra il loro operato… come remano contro ogni legge della destra, come sviscerano e creano disordini pur di nn applicare il pacchetto sicurezza…la magistratura fa schifo. Poi è ovvio che il berlusca nn è uno stinco di santo, ma nn venitemi a dire che la magistratura è meglio di lui… x piacere… sopratutto la gente marcia che compone il PD che si indigna…che ipocrisia…
BOH1
12 ott 2009 - 14:49 - #77Micropunto..
Francamente dopo aver letto i tuoi commenti credo che tu non viva in italia o semplicemente dietro alla tua ragionevole pacatezza si nasconda un tremendo fanatismo per il centro destra. Quel tipico fanatismo italiano che porta a ribaltare la realtà, sociale, politica e giudiziaria del nostro paese.
Quando affermi :
” Ma se volete credere che sia la Libertà di Stampa ad essere in pericolo continuate pure a crederlo”
Sono affermazioni gravi, pesanti. Il nostro capo del governo come in una qualsiasi repubblica islamica , scaraventandoci indietro dei secoli , è protagonista di un occupazione dei poteri senza pari. Monopolista delle concessioni televisive nazionali e ha una fortissima influenza e potere di interdizione sui canali pubblici. ( E francamente che mi venga risparmiato il discorso sul voto libero , dei cittadini responsabilmente consenzienti : Il risultato del voto è appunto una diretta conseguenza di tale conflitto di interessi )
Vogliono il carcere per i giornalisti. Solo con una grande carica di disonestà intellettuale si può non scorgere l artificio pretestuoso dietro tali disegni di legge. Carcere per i giornalisti per ciò che trascrivono e non per diffamazione.
Così come in cina, e nelle repubbliche africane la minaccia giudiziaria, del carcere o di multe devastanti come strumento di controllo e sottomissione del libero pensiero e giornalismo.
Quando al limite a livello di logica gli unici punibili dovrebbero essere gli operatori delle procure dei tribunali unici responsabili della fuga dei materiali. Ma ovviamente non è la logica e il senso civico ad ispirare questi riformatori.
Come se non bastasse , il problema deve essere “risolto” alla radice quindi via al divieto o alle fortissime limitazioni di uno strumento di indagine fondamentale (usato come altrove e sfido a dimostrare il contrario) come le intercettazioni. Anche qui, il pretesto di una violazione della privacy ,appare ridicolo paragonato alla realtà dei fatti. Lo strumento giudiziario in sè non ha niente a che vedere con le citate violazioni. Come prima ritorniamo alla responsabilità di chi permette la fuga dei materiali.
Nelle dittature, quelle serie, la chiamano difesa della rivoluzione , da noi difesa della privacy. I vecchi giochi sono quelli che funzionano meglio.
E intanto la lega già sbraita per il controllo governativo della rete.
Mi dispiace , non aspetterò di vedere l italia trasformata in un avamposto della corea del nord prima di indignarmi e protestare. Non aspetterò fino a quando sarà troppo tardi.
Non mi tranquillizzo di fronte agli articoli di Battisti in prima pagina sul corriere ( con riotta, quotidiano definitivamente piegato e vaccinato ) “non siamo in dittatura” rassicurando il lettore (insultando la sua intelligenza) riguardo la solidità della nostra democrazia grazie …alla corte costituzionale. da 4 o 5 poteri , da innumerevoli strumenti di garanzia e contrappesi del potere , ci siamo ridotti ad una sola misera corte costituzionale. Corte già prontamente criminalizzata, mediaticamente distrutta.
Insomma ci stanno già alacremente lavorando e non ci deluderanno.
Ma a quanto pare è quello che vorrebbe una certa parte dell opinione pubblica.
Continuando il discorso, francamente non so come trovi il coraggio di parlare della separazione delle carriere come priorità per il sistema giudiziario italiano. Anche qui ti ritrovi cieco di fronte al sistematico uso e strumentalizzazioni di problemi marginali (anche se esistenti) per distruggere lo stato di diritto ancora vigente nel nostro paese. Cieco di fronte alla situazione reale del nostro paese
Parli di magistrati che hanno fatto male il loro lavoro. Sì ci sono e ci sono stati e probabilmente sempre ci saranno come in qualsiasi categoria.
Ma la totale incertezza della pena , l impunità , ossia tutti i veri cancri della giustizia italiana non sono minimamente sfiorati dalla riforma in questione. O per caso vorresti sostenere che l illecito accanimento giudiziario sia un fenomeno più ampio e diffuso dell impunità dilagante?
Riforma che se osservata da vicino palesemente punta alla trasformazione della giustizia in un affare per pochi , per ricchi. Un totale sbilanciamento di responsabilità verso le difese. Una brutta copia
del sistema americano. .