Questa della D’Addario è la storia vera…
Ci si mette anche Checco Zalone, insieme ai farabutti e ai giudici di ogni risma (ma di un solo colore) ad attaccare e sputtanare il nostro Paese e l’uomo solo al comando che il popolo ha eletto amministratore delegato.
Debuttando ieri con il suo nuovo one man show, Zalone si è avventurato nella rivisitazione della Storia di Marinella e del Pescatore di De Andrè, qualificandosi anche come il miglior cantante degli ultimi 150 anni.
Naturalmente ogni riferimento a cose, fatti, persone o Berlusconi è puramente casuale: All’ombra di Villa Certosa, pensava sempre ad una cosa …
Proust
12 ott 2009 - 14:07 - #1ommioddio, un genio!
riderò per dei giorni!
hahahahahaha
jack-bauer
12 ott 2009 - 14:41 - #2Checco Zalone ovviamente comunista?!
Pierpyx polisblog
12 ott 2009 - 14:49 - #3Checco Zalone è un genio… ovviamente cattocomunista!!
ve la ricordate questa genialata?:
http://www.youtube.com/watch?v=MKBvR6P-yZw
TOKA
12 ott 2009 - 14:50 - #4 (nascondi)e poi dicono che le reti mediaset sono controllate ecc ecc… questo sputa nel piatto dove mangia in prima serata!
babyshambles
12 ott 2009 - 14:59 - #5ahahaha grande!!
povero berlusca è ancora perseguitato dai comunisti…
antonio's
12 ott 2009 - 15:00 - #6#Toka
Questi spettacoli sono la prove che usana i berluscones x dire che le rete mediaset sono libere…naturalmente è falso. Il controllo avviene in altri modi meno sfacciati e poco visibili(tranne per emilio fido, seza maiuscole per mia scelta).
BOH1
12 ott 2009 - 15:02 - #7@4 ecco bravo …aspettavo con ansia un commento come il tuo grazie ..
ragazzi tranquillizziamoci checco zalone è il garante del libero pensiero e della libertà d informazione in italia …dormirò tranquillo.
qualcuno lo comunichi all organizzazione reporter sans frontieres ..adesso staremo su di almeno una dozzina di posti..forse forse superiamo pure la namibia.
ice
12 ott 2009 - 15:21 - #8@ TOKA
sulle reti Mediaset la satira di Zalone è sopportata perchè anche se parla male di Silvio….cmq fa audience…e l’audience delle reti Mediaset sono soldi in tasca a Berlsuconi….
l’audience delle reti RAI invece sono soldi per le casse della rete statale..
…perchè mai Silvio dovrebbe lasciare andare in onda qualcuno che parlando male di lui sottrae pure introiti publbicitari alle sue reti!?!?!?
Cornuto e mazziato lui!?!?!?
Non sia mai!!!
Cornuti e mazziati noi itliani presi beatamente per i fondelli da tutte le sue uscite
Chico Mendez
12 ott 2009 - 15:31 - #9toka capacita’ analitica di una ameba noto, nessuno mette in discussione il fatto che il popolo di zelig sia di sinistra (Nico Colonna, Gino e Michele, Giancarlo Bozzo non sono di certo provenienti dalla destra) eppure e’ il fatto che nelle amenita’ ci sia liberta’ di pensiero (o presunta tale visto che anche zelig ha abbassato e di molto il tiro delle battute), ma mancva completamente l’approfondimento, tipo sulle reti mediaset e’ mai comparso l’ex consigliere di FI a Roma che ora e’ uscito polemico dal partito e dalla PDL a causa delle ipocrite politiche sui rifiuti? NON CREDO PROPRIO…..
Mr Lorenz
12 ott 2009 - 15:39 - #10polis
con affetto, eh, ma
la Carfy che vuole vietare il niqab a scuola (e mi aspetto che a sto punto chi ha stigmatizzato il velo alla Gruber ai tempi dell’Iraq faccia una buca e si sotterri)
il Napolitano che ci fa sapere che siamo quasi in bancarotta
il sindaco di Telese ar gabbio per corruzione
Bronw che per fare cassa vende il tunnel sotto la Manica
Il Nobel per l’economia dato a due quasi sconosciti (con affetto, eh)
il Tremonty che ipotizza i SudBond (dopo i Tremontibond)
non meritavano un post un po’piu’ di Zalone?
Albert1
12 ott 2009 - 15:47 - #11Anche questa è informazione… e siccome si parla di Berlusconi è “politica” a pieno titolo ;)
Lorenz, Lorenz… credevo ti fossi abituato… eheheh…
Mr Lorenz
12 ott 2009 - 16:02 - #12Lo so Albe’, ma quando ho letto dei SudBond mi sono iniziate a prudere le mani.
E sul Giornale i commenti me li cassano, sul Messaggero sono tutti d’accordo con me, quindi…….
Albert1
12 ott 2009 - 16:07 - #13Comunque ’sto Zalone è forte davvero… secondo me Berlusconi lo assume.
…come l’ha già assunto ? Ah, ecco. ;)
SudBond ? Beh, un tentativo per togliere lo strozzo alla mafia… l’avevi considerato da questo punto di vista ?
Utan
12 ott 2009 - 16:12 - #14Ferruccio de Bortoli è un galantuomo. E il Corriere della sera è un grande quotidiano che tenta, grazie al direttore, a molti giornalisti e a pochi editorialisti, di difendere la propria indipendenza. Ora, come ai tempi del fascismo, della P2, del craxismo e del secondo governo Berlusconi, il regime gli ripresenta il conto: o bacia la sacra pantofola, anzi la scarpina con tacchi e rialzo, o è la guerra. Si ripete pari pari la scena del 2003, quando de Bortoli fu costretto ad andarsene dopo mesi di attacchi e lettere minatorie. Il Corriere aveva una sola colpa: non apparteneva al Cavaliere, dunque non passava le sue veline, ma dava le notizie. Ergo era comunista. Poi venne Mieli, ma l’importante era affermare il principio che i direttori sgraditi al Boss saltano. Mieli seguitò a dare le notizie e si permise financo un paio di critiche. Finchè il Boss disse pubblicamente che Mieli e Anselmi, direttore della Stampa, “devono cambiare mestiere”. Lo cambiarono entrambi. Al Corriere tornò de Bortoli e fece un giornale molto più accomodante del precedente: se ieri c’erano Montanelli, Biagi, Sartori, Penati, Grevi e Stella, controbilanciati da Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino, Romano, Franco, Battista, oggi strabordano i secondi, intervallati ogni 29 febbraio da qualche pallida critica. Prima un colpo al cerchio e uno alla botte. Ora cento al cerchio e uno alla botte. Ma non basta ancora: il Corriere rimane comunista. Lo scrive de Bortoli, nell’editoriale di ieri: caro Presidente, non le bastano le dosi intensive di Galli della Loggia e Battista? No che non gli bastano. Lui è ingordo, bulimico, totalitario. Pretende sempre di più. Non basta nascondere lo scoop sulla D’Addario; o pubblicare le balle spaziali di Della Loggia sull’inesistente voltafaccia della Consulta o le corbellerie di Cerchiobattista sul regime che non c’è perché 9 giudici costituzionali su 15 non si sono appecoronati ai diktat di palazzo Grazioli; o titolare “ironia del premier” sul volgare insulto alla Bindi; o gridare al vilipendio a ogni battuta di Grillo e a ogni critica di Di Pietro, e poi dar fondo alle riserve di vaselina per minimizzare le sparate eversive di Berlusconi e Bossi (titolo di ieri: “La Lega: la Consulta va abolita. Proposta-provocazione, Pdl più cauto”). Non basta nemmeno intervistare ogni due per tre Tarak ben Ammar e Marina Berlusconi come se fossero osservatori indipendenti, e non azionisti di Mediobanca e dunque del Corriere. Il “terzismo”, semprechè sia esistito, è morto e sepolto. Serviva a tener ferma la sinistra mentre Berlusconi la menava. Ma oggi la sinistra non c’è più, o si tiene ferma da sola. Il Boss non vuole un Corriere ancor più compiacente: lo vuole suo. Lo vuole come Il Giornale, anzi ve lo ingloberebbe volentieri sotto la direzione unica di Littorio Feltri. La riduzione del danno, la modica quantità di critiche, il compromesso quotidiano non gl’interessano. Cedere ogni giorno un centimetro di libertà per salvare il salvabile non è sbagliato: è inutile. Come diceva Paolo Sylos Labini, “chi accetta il meno peggio con Berlusconi si prepara a un peggio ancora peggiore”. Come dice Vittorio Cecchi Gori che l’ha conosciuto bene, “Silvio è fatto così: se gli dai un dito, lui si prende il kulo.”
Mr Lorenz
12 ott 2009 - 16:20 - #15Albe’ magari
serviranno (per come sono scritti ad oggi) a fare il finanziamento diffuso delle opere pubbliche al Sud
In pratica il cittadino (invece che lo Stato) finanzia l’opera pubblica con un bond, che poi al solito l’opera sara’ appaltata alla mafia. Quindi e’ una forma diretta di finanziamento del cittadino alla mafia (a tassi concorrenziali)
Marenzio
12 ott 2009 - 16:21 - #16#11
http://it.wikipedia.org/wiki/Satira