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Età pensionabile e ammortizzatori sociali: ha ragione Draghi

Pubblicato: 13 ott 2009 da Giulio Mattioli

Commenti dei lettori


Su queste pagine mi sono lamentato più volte del fatto che la pressante necessità di una riforma degli ammortizzatori sociali italiani venga colpevolmente trascurata da molta - anche se non tutta - classe politica. A differenza del governatore di Bankitalia Mario Draghi, che ha dichiarato oggi:

“Molti lavoratori restano ancora esclusi dalla tutela pubblica (..). Dal sovrapporsi dei vari strumenti emerge una configurazione intricata che rende estremamente eterogenea la copertura assicurativa dei lavoratori, a seconda del settore, della dimensione di impresa e del contratto lavorativo (..). Nonostante vari interventi, non si e’ ancora giunti a un ripensamento complessivo del sistema orientato a criteri di equita’ ed efficienza”

“E’ di circa 1,2 milioni il numero dei lavoratori dipendenti che in caso di interruzione del rapporto di lavoro non sarebbero coperti da alcuna indennita’. A questi si affiancano 450 mila lavoratori parasubordinati per i quali non e’ previsto alcun sussidio o che non hanno i requisiti per accedere al beneficio introdotto dai recenti provvedimenti del Governo. Tra i lavoratori coperti quasi un milione avrebbe diritto alla sola indennita’ con requisiti ridotti”

Parole in marcato contrasto con quelle di Berlusconi (“nessuno che perda il posto di lavoro viene lasciato solo dallo Stato”) e di Brunetta (”gli ammortizzatori sociali italiani sono i migliori d’Europa”).

Il fatto è che - molto semplicemente - gli esponenti del governo hanno torto, mentre Draghi ha ragione: anche quando indica la possibile soluzione all’impasse - l’aumento dell’età pensionabile.

Il punto è infatti che il nostro sistema di welfare è del tutto sbilanciato a favore delle pensioni (per le quali spendiamo più di chiunque altro in Europa) e troppo poco a favore di strumenti come gli ammortizzatori sociali.

Infatti, dal punto di vista della percentuale di riduzione del rischio della povertà come effetto dei trasferimenti sociali (un’ottima misura dell’efficacia degli ammortizzatori sociali), il nostro paese è 23° su 27 nell’Unione.

Questo accade perchè le parole “vecchio” e “povero” non sono sinonimi, come sembra pensare invece il ministro Tremonti, inventore della cosiddetta Social Card.

Urge quindi un’aumento dell’età pensionabile, come dice Draghi, allo scopo di trasferire risorse dalle tasche di chi va in pensione troppo presto a quelle di chi perde lavoro - o non lo trova.

Tuttavia questo andrebbe contro gli interessi di molti: i baby boomers e gli anziani, innanzitutto, e questo, in un paese in cui ci sono 138 ultrasessantenni ogni 100 giovani, come raccontavamo qualche giorno fa, ha la sua importanza.

I principali partiti politici, in secondo luogo, che non hanno nessun interesse a proporre ad un elettorato così senescente una riforma per esso impopolare: e non è un caso infatti che nell’ultima campagna elettorale tutti abbiano promesso aumenti delle pensioni.

I sindacati, infine, che nell’assurdo sistema della Cassa Integrazione trovano un modo per perpetuare il proprio scampolo di potere, e che non oserebbero mai andare contro quei pensionati (e pensionandi) che costituiscono la stragrande maggioranza dei propri iscritti.

Insomma, per imporre questa riforma di cui il paese ha urgente bisogno ci vorrebbe tanto, tanto coraggio. Una cosa che Draghi, forse per il ruolo che ricopre, sta mostrando di avere. C’è qualche politico (specie tra quelli al governo) che possa dire altrettanto?

Foto | Flickr.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    13 ott 2009 - 14:02 - #1
    1 punto
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    MILANO - Non si ferma la corsa del debito pubblico. L’indebitamento dello Stato sale ancora e tocca un nuovo record ad agosto a quota 1.757,534 miliardi di euro. È quanto emerge dal supplemento finanza pubblica del Bollettino Statistico della Banca d’Italia.
    Il debito pubblico di agosto ha registrato un rialzo dello 0,2% rispetto ai 1.754 miliardi di euro di luglio scorso, e del 5,7% rispetto ai 1.663 miliardi di fine 2008.

    Ora se in un anno il PIL cala del 6% e il debito cresce del 6% cosa succede?

    ARGENTINA!

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    13 ott 2009 - 14:07 - #2
    0 punti
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    l’argentina è ancora il minimo, ma non se ne accorge ancora nessuno…

  • Profilo di m4rco.polo

    m4rco.polo

    13 ott 2009 - 14:09 - #3
    0 punti
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    Non si può parlare di alzare l’età pensionabile senza parlare di aumentare i salari -sopratutto per le donne e i giovani.

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    13 ott 2009 - 14:24 - #4
    0 punti
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    Marco

    per aumentare i salari basta abbassare le tasse. Stoppiamo i vari pacchetti di stimolo all’economia, privatizziamo e tagliamo i costi della Cosa Pubblica, tagliamo i costi della politica e stimoliamo la crescita SOLO agendo sul cuneo fiscale.
    Cio’ pero’ comporta che i soldi che passano attraverso le mani dei politici a tutti i livelli diminuiscono. Capisci dove e’ il blocco?

  • Profilo di Scappare

    Scappare

    13 ott 2009 - 14:30 - #5
    -1 punto
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    praticamente ci mandano in pensione gia’ morti! eta’ media di vita di un uomo 72 anni donna 74 anni…pensione a 65…ci aspettano poi 7 anni di miseria!!

  • Profilo di ice

    ice

    13 ott 2009 - 14:36 - #6
    0 punti
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    l’aumento dell’età pensionabile scollegato da una riorganizzazione dei salari sarebbe una mannaia per l’economia nazionale
    Nel resto d’Europa gli stipendi hanno un adnamento a curva che rispecchia la porduttività individuale che a seconda dei mestieri ha un picco tra i 30 e i 45 anni.
    ci troveremmo con personale anziano iperqualificato (con qualifiche che magari sono ormai obsolete) e iperstipendiato, ma non piu produttivo ad incamerare la maggior parte delle spese sostenute da aziende e pubblica amministrazione per il personale
    senza contare che questo non tutlerebbe affatto chi a quell’età dovesse uscire suo malgrado dal giro e si troverebbe vecchio, disoccupato, ma senza accesso alla pensione guadagnata in anni di lavoro

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    13 ott 2009 - 14:43 - #7
    1 punto
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    Aumentando l’età pensionabile diminuiscono anche drasticamente i posti di lavoro.

    La verità è che abbiamo tutto quello che ci serve per vivere alla grande e far rinascere questo paese, solo che l’organizzazione di tutto è a p*ttane.

    Basterebbe una vera lotta all’evasione fiscale, eliminare i subappalti, e diminuire gli sprechi.

    Sono contrario a privatizzare dato che non abbiamo abbastanza controlli per garantire che poi il privato continui a fare anche il bene pubblico invece che il suo e basta.

  • Profilo di asterio

    asterio

    13 ott 2009 - 14:56 - #8
    0 punti
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    comunque la si tiri, la coperta, i numeri di posti di lavoro non aumentano: se non mandi in pensione gli anziani lasci a casa i giovani, comunque, con una solidarietà sociale che funzioni, i soldi ad uscire sarebbero all’incirca gli stessi.
    Non solo, non tutti possono diventare politici - manager, la maggior parte fa lavori che già a 50anni diventano pesanti da portare avanti, figuriamoci a 70.
    Piuttosto, perché non fare della pensione uno strumento di equità? una volta in pensione si produce tutti allo stesso modo, ergo, la pensione deve essere uguale per tutti. Questa però si sarebbe una rivoluzione che la classe politica (che dopo 10 anni di lavoro - 2 legislature - si garantisce pensioni da nababbi) e dirigenziale di questo paese non potrebbe accettare. Che c’è Draghi? alla tua pensione da 10keuro al mese non vuoi rinunciare? Tutti omosessuali con il cu.l0 degli altri.

  • Profilo di asterio

    asterio

    13 ott 2009 - 14:58 - #9
    1 punto
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    MetalSho, privatizzare è una cosa assurda proprio perché è giusto che il privato lavori per il bene privato e non pubblico, ecco perché i settori di interesse pubblico devono restare pubblici.
    Privatizzare è talmente una soluzione che dopo anni di privatizzazioni ora anche gli stati uniti stanno pensando a ristatalizzare i servizi, a cominciare dalla sanità.

  • Profilo di destynova

    destynova

    13 ott 2009 - 15:28 - #10
    -1 punto
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    Come mai nessuno accenna al fatto che il saldo attivo dell’inps nel 2007 era di 8 miliardi di euro, mentre nel 2008 di ben 11 miliardi di euro?

    In un paese di precari, siamo sicuri che le pensioni siano o saranno un problema?
    L’attivo dell’inps è stato possibile grazie all’apporto degli immigrati…

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    13 ott 2009 - 15:41 - #11
    0 punti
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    “Sono contrario a privatizzare dato che non abbiamo abbastanza controlli per garantire che poi il privato continui a fare anche il bene pubblico invece che il suo e basta”
    I controlli esistono. Si chiamano clausole contrattuali. Fai un contratto in cui chi non ti da’ un servizio in linea paga penali e ti da’ il diritto di recedere con minimo preavviso, vedrai poi il privato come pedala! O facciamo come la Gelmini che vuole assumere dipendenti pubblci (bidelli) a pulire le latrine a scuola?
    Privatizzare SPOLITICIZZANDO (ovvero affidando l’assegnazione degli appalti a enti terzi e non pretendendo poi di mettere il trombato di turno a fare l’AD con stipendio da sceicco) e’ la soluzione migliore.

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    13 ott 2009 - 16:00 - #12
    0 punti
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    Guido Bertolaso: “Entro la fine del mese saranno smontate tutte le tendopoli in Abruzzo - sotto le quali vivono ancora 11 mila persone - ed entro la fine dell’anno, tutti gli sfollati saranno sistemati nelle abitazioni. Potremmo ospitare nelle case di legno e in quelle antisismiche tra le 25 e le 30mila persone”. 15 settembre 2009
    L’AQUILA - Sono ancora in seimila ad abitare nelle tende. E il vento gelido che arriva dai Balcani rende la loro situazione ancor più drammatica, riportando alla luce i ritardi e le promesse non mantenute. Perché le tendopoli dovevano essere chiuse entro la fine di settembre, ma oggi si sta ancora così, con l’aggravante delle temperature che precipitano a picco e nel solo arco di una nottata, mentre il maltempo flagella mezza Italia e soprattutto l’Abruzzo” 13 ottobre 2009

  • Profilo di Utan

    Utan

    13 ott 2009 - 16:20 - #13
    0 punti
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    Caro Draghi altro che inps e limiti di età:

    Un bancario racconta: “siamo allibiti, prendiamo soldi da chiunque”

    “Uno spettacolo che fa venire i brividi a chiunque abbia un minimo senso della legalità. E il fatto più sconvolgente è che la legge sul nuovo scudo fiscale sta scatenando gli appetiti meno nobili delle banche”. R.A. ha cinquant’anni, ha girato mezza Europa come gestore di patrimoni e oggi è il responsabile “Clientela Privata” di una media banca del Nord. Con il “Fatto Quotidiano” ha tanta voglia di sfogarsi e chiede solo l’anonimato, “perchè come banchiere sono tenuto alla riservatezza”.

    Innanzitutto, avete capito come funziona il nuovo scudo?
    Abbiamo fatto vari corsi con fiscalisti esterni e società di gestione del risparmio. Siamo allibiti dalla quantità di cose che si possono fare.

    Per esempio?
    A me, che ho vent’anni di banca sulle spalle, fa una certa impressione vedere un bonifico che arriva dall’estero su un conto che non è neppure intestato al cliente, ma a una fiduciaria.

    Ma se fiutate qualcosa di strano, potete sempre fare una segnalazione anti-riciclaggio. Va bene. Ammettiamo che si abbia voglia di fare gli antipatici con un tizio che ti sta portando milioni freschi. Lo posso fare solo se vedo una sproporzione enorme tra il suo “profilo” e il cash che mi versa. Ma nessun delinquente serio manderà mai in banca un manovale a versare 10 milioni. Magari ci spedisce un imprenditore a cui chiedeva il pizzo, o che gli fa da prestanome. E poi sa qual è la cosa più incredibile?”

    Ce la racconti
    Che senso ha parlare di sproporzioni nel Paese in cui il 90% degli imprenditori dichiara meno dei suoi dipendenti?

    E la famosa “conoscenza del cliente”, tanto cara alle banche che dicono di privilegiare il merito di credito?
    Una favola che forse vale ancora nelle banche di credito cooperativo. Ma da me vengono avvocati e commercialisti che hanno studiato le circolari alla perfezione e lavorano per gente che manco conosciamo.

    Significa che state prendendo soldi da non si sa bene chi?
    Se vuole, la possiamo mettere così. Quello che trovo fantastico sono gli scenari che si aprono per la vigilanza. Ma vi immaginate che numeri da circo alla prossima ispezione di Bankitalia? Arrivano gli ispettori di Via Nazionale e se ci chiedono di chi è un certo conto dalla movimentazione sospetta, noi gli si dice che è tutta roba scudata. Si dedicheranno ai mutui dei poveri cristi.

    Però la Banca d’Italia ha assunto con la Bce compiti di anti-riciclaggio.
    Certo, ma sui capitali scudati salta tutto. Possiamo respingere anche la Guardia di Finanza se non viene con un mandato della magistratura. E il mandato dev’essere nominativo.

    Beh, questo è lo stato di diritto…
    Sarà, ma quando le autorità Usa bussano alle banche svizzere, come stanno facendo da mesi, mica chiedono se per caso Mister Paul Smith ha un conto alla tal banca di Zurigo. Vogliono i nomi di tutti i cittadini americani e basta. Vogliamo dire che non sanno che negli Usa non sanno cos’è la democrazia?

    Vi sentite tra banche quando avete un sospetto?
    Ma per carità! Lo scudo è mica una pratica di co-finanziamento. Se arriva gente che vuole versare una decina di milioni li si prende e basta. Il fatto è che con una legge fatta così, in un periodo in cui manca il contante, si spingono le banche a farsi la concorrenza più spietata sui soldi che rientrano.

  • Profilo di asterio

    asterio

    13 ott 2009 - 16:38 - #14
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    Utan… che schifo… sto vomitando…. davvero questo scudo è una porcata ancora peggiore di quanto ci si poteva aspettare, davvero è la legalizzazione della mafia ad opera di Berlusconi.

  • Profilo di puntini-puntini-xanderoby

    puntini-puntini-xanderoby

    13 ott 2009 - 16:51 - #15
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    Consiglio di rivedere la questione in uno spettro un tantino più ampio, come già han fatto notare molti commentatori qui e giornalisti altrove.

    Aumentare l’età pensionabile non è una soluzione, è uno spostamento di un problema che, cercando di diminuire la portata di uno, ne aumenta la portata di un altro.

    Quello che manca in Italia è il lavoro, tutelato, stipendiato adeguatamente, con una ricaduta di know-how che guarda ad investimenti sul lungo piuttosto che sul breve periodo.

    Affamare la parte produttiva della popolazione e mantenere la parte, sempre in crescita, non più produttiva e più conservatrice significa tagliare il ramo su cui si è seduti, specie se la parte non più produttiva non viene incentivata a collaborare adeguatamente (associazioni e servizi noprofit sarebbero uno dei tanti escamotages) alla tenuta del sistema-paese.

    Draghi osa poco e partendo col piede sbagliato: sembra più un intervento suicida sul piano mediatico che un’opinione vastamente articolata, e verrebbe da chiedersi il motivo.

    P.S.: incredibile la posizione dell’INPS: vive alla giornata. ‘-.-

  • Profilo di Pigi

    Pigi

    14 ott 2009 - 07:57 - #16
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    Draghi ha ragione non una, ma mille volte.
    La speranza di vita in Italia nel 2008 è quasi 79 anni per gli uomini e 84 per le donne, tavola tratta da dati Istat:
    http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/AT12/ARG2/FOGLIA17/allegati/sanitax/tav_15_1_benchmark_speranze_di_vita.xls
    Evidente che non possiamo più andare in pensione a 60 anni come ora, anche se dopo 40 anni di contributi.
    Chi va in pensione libera il posto, certo, ma dove li prendiamo i soldi per la pensione? Con le tasse, ovvio. Chiamamoli contributi, chiamamoli IRPEF, IRPEG, come volete, ma i soldi vanno presi dagli altri lavoratori e dalle imprese. Le imprese quindi dovranno contribuire a chi è andato in pensione: un’uscita senza il corrispettivo della prestazione lavorativa. Sarebbe da spiegare cosa ci guadagnano le imprese, se non un effimero alleggerimento iniziale.
    Questa diffusa mentalità, quella di non voler neanche fare i conti della serva, purtroppo è figlia della sinistra irresponsabile, quella erede del PCI, che ha contibuito in modo determinante allo scasso dei conti pensionistici e di conseguenza, alla pessima copertura degli ammortizzatori sociali.

  • Profilo di asterio

    asterio

    14 ott 2009 - 11:05 - #17
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    Pigi, scusa ma se tieni un lavoratore sino a 70 anni, che produttività ti garantisce negli ultimi 10 anni? E non parliamo di insegnanti universitari che possono ancora tramandare le loro esperienze ma di muratori che non ti alzano più i mattoni, di dirigenti ed impiegati di alto livello che non hanno più voglia di aggiornarsi, di lavoratori che non riescono a stare concentrati o non hanno forza fisica sufficiente.
    Quanto ai costi, pagare un assegno di mantenimento ad un disoccupato o pagare una pensione non cambia poi molto, il minimo vitale bisogna pur sempre garantirlo.

  • Profilo di puntini-puntini-xanderoby

    puntini-puntini-xanderoby

    15 ott 2009 - 10:34 - #18
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    È ora che fai pace col cervello, cercatore di bolscevichi.
    Non c’è bisogno che ti sforzi troppo nel tuo aut aut: basta osservare i sistemi di welfare di altri paesi e cercare di carpirne i pregi.
    Ma tu stai solo cercando risposte banali a problemi complessi: il mondo di Fruttolo fatto realtà.
    Tra l’ideologia del supermercato e quella degli elettori poppanti non che si possa pretendere di più, d’altra parte.