
Beata coerenza. Ad una settimana dalla decisione sul Lodo Alfano, e dai tanti discorsi farciti di parole spot (una su tutte “onestà”), si riequilibra il dibattito pubblico grazie ad una sentenza esemplare. Gabriella Carlucci, del Pdl, dovrà dare alla sua ex portaborse 10170,39 alla sua ex portaborse.
Celestina, questo è il nome dell’ex collaboratrice della conduttrice (anche) di Mela Verde, ha denunciato il proprio datore di lavoro per averla costretta a lavorare in nero dal luglio del 2004 al giugno del 2006.
La situazione di Celestina, come spiegato da Sergio Rizzo per il Corriere della Sera, non rappresenta un caso isolato. Un servizio delle Iene aveva infatti dimostrato che solo l’8% dei portaborse ha stipulato con l’esponente politico per il quale lavora un regolare contratto.
Anche su questo, per essere credibile, il Ministro della Pubblicazione Renato Brunetta dovrebbe ragionare. Altro che proclami contro i fannulloni. Prima di pulire le case altrui sarebbe meglio dedicarsi alla propria dependance.
Utan
13 ott 2009 - 13:04 - #1presto sarà in buona compagnia:
Si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio per 78 dei 90 indagati la discussione dell’udienza preliminare a carico, tra gli altri, del ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), e dell’editore e imprenditore romano Giampaolo Angelucci. La richiesta è stata fatta dalla pubblica accusa al termine dell’udienza del procedimento “La Fiorita”, che si celebra dinanzi al gup di Bari Rosa Calia di Pinto.
All’udienza, che si concluderà il 30 novembre prossimo, è costituita parte civile la Regione Puglia. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 1999 e il 2005, quando Fitto era presidente della Regione Puglia, e si prescriveranno tutti entro il 2012. A Fitto i magistrati della procura barese contestano i reati di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e illecito finanziamento ai partiti. I reati di corruzione e di illecito finanziamento di 500.000 euro al partito di Fitto “La Puglia prima di tutto” si contestano anche all’editore de il Riformista e di Libero Angelucci.
Secondo la difesa di Fitto, i reati contestati sono insussistenti, anche perché il finanziamento elettorale ricevuto fu regolarmente registrato. Prima della discussione il gup ha ammesso sette imputati al giudizio con rito abbreviato e per altri cinque, tra i quali l’imprenditore campano Alfredo Romeo (accusato di turbativa d’asta e di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio), ha disposto l’invio degli atti alla procura di Roma per competenza territoriale. Il gup ha inoltre respinto tutte le eccezioni del difensore di Fitto, l’on.Francesco Paolo Sisto (Pdl), relative alla inutilizzabilità delle intercettazioni e di alcuni atti d’indagine.
Il reato di corruzione contestato a Fitto ed Angelucci riguarda una presunta tangente di 500.000 euro pagata - secondo i pubblici ministeri - dall’editore al movimento politico creato da Fitto per le regionali dell’aprile 2005, “La Puglia prima di tutto” (che candidò alle ultime leezioni baresi anche la escort Patrizia D’Addario). Il danaro fu elargito - sostiene la procura - per ottenere dalla giunta regionale pugliese, nel 2004, l’aggiudicazione dell’appalto settennale da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). Per questi fatti Angelucci, il 20 giugno 2006, fu posto agli arresti domiciliari per alcuni giorni; per Fitto, che nel frattempo era diventato parlamentare di Forza Italia, la magistratura barese chiese senza successo alla Camera l’autorizzazione a procedere all’arresto.
L’indagine - nella quale sono coinvolte anche 14 persone giuridiche, molte delle quali del gruppo Angelucci - riguarda una presunta associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati per assicurare alla società barese “La Fiorita” le concessioni di servizi di pulizia, sanificazione ed ausiliariato da parte di enti pubblici e di Ausl pugliesi. Ciò - secondo l’accusa - per far conservare alla società una posizione di monopolio nel settore, per realizzare profitti illeciti e per gestire in modo clientelare numerosissimi posti di lavoro. A Fitto si contesta di aver offerto “copertura politica” all’attività dell’associazione a capo della quale vi sarebbero stati Dario e Pietro Maniglia, proprietari della Fiorita.
Nel procedimento sono imputati anche il presidente e il dg di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola (accusato di corruzione) e Marco Franchini (turbativa d’asta), l’editore salentino Paolo Pagliaro (corruzione), il consigliere regionale Giovanni Copertino (Pdl), l’ex assessore regionale di Fi Andrea Silvestri (truffa e turbativa d’asta) e l’ex dg dell’Ares Puglia Mario Morlacco (falso).
William Wallace
13 ott 2009 - 13:05 - #2Speriamo che tutti i portaborse in nero denuncino i loro datori di lavoro (nero).
Blubell
13 ott 2009 - 14:30 - #3William, in questo caso, sono daccordo con te….
andreami
13 ott 2009 - 14:33 - #4Sarebbe il minimo, che li denunciassero.
Purtroppo data la natura dell’ambiente e’ difficilmente auspicabile (i portaborse sono gente che ha bisogno di lavorare, e con questi lavorano, i parlamentari purtroppo si possono pure permettere di assumere i collaboratori in nero…).
Steve Robinson Hakkabee
13 ott 2009 - 14:35 - #5Ma la Carlucci pensava di vincere anche? Da quel che ho capito sono andati al processo senza “mettersi d’accordo”…
BOH1
13 ott 2009 - 14:53 - #6@5
facci caso..negli atteggiamenti, nelle reazioni quando la intervistano, nei modi nelle affermazioni (lei è una di quelle che dice che in mediaset sono tutti comunisti ..seriamente ) e infine pure nel essersi riplastificata tutta la faccia …
soffre di turbe psichiche..al pari di berlusconi o peggio..è una borderline il tutto mescolato ad una forma di arroganza poco sopportabile
babyshambles
13 ott 2009 - 15:44 - #7le sta bene! dovrebbero essere denunciati anche tutti gli altri
Utan
13 ott 2009 - 15:53 - #85-
Date le frequentazioni pensava di essere dalla parte del giusto, ora maledirà i giudici comunisti che l’hanno condannata, poveraccia gli toccherà mettere un ipoteca sul porsche
Mautasi
13 ott 2009 - 18:54 - #9E quel simpaticone di Brunetta non dice nulla?????????????? ha ha ha ha che ipocriti i politici… sempre a vivere sulle spalle di chi ha 1000 euro al mese, insultando e sbraitando convinti che siamo i loro schiavi….E ci sono pure i fessi che li votano, in una guerra tra poveri, danno ragione a questi elementi!!!!Lezione di Ripasso per Tremonti, Gelmini e Brunetta!!!! L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (Art.1, Costituzione della Repubblica Italiana). Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (Art.4 com.2, Costituzione della Repubblica Italiana). Filmografia consigliata: “2012 L’Avvento del Male”; Bibliografia consigliata: “Fontamara” di Ignazio Silone. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
MAN in black
13 ott 2009 - 19:01 - #10Io, senza leggere né scrivere, le comminerei il divieto di usufruire in perpetuo della chirurgia plastica oltre che di pagare la portaborse per averla sfruttata e umiliata (perché quando ti danno un lavoro in nero non ti sfruttano solo ma ti umiliano anche).
Che ne dite se il lavoro in nero venisse considerato “riduzione in schiavitù”? Perché è una vera riduzione in schiavitù!!!