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Oggi in tv: interviste a Ezio Mauro e La Russa. Report sulla minaccia cinese al Made in Italy

Pubblicato: 18 ott 2009 da Luca Landoni

Finalmente con oggi riprende il nostro appuntamento domenicale con Report, il programma di inchieste condotto da Milena Gabanelli fortemente a rischio per la mancanza di copertura legale da parte della Rai. Risolti tutti i problemi, la trasmissione ha debuttato la scorsa settimana parlando di edilizia e burocrazia, mentre stasera affronterà il tema del made in Italy fortemente minacciato dalla concorrenza cinese.

L’incredibile storia di una concorrenza sleale nella civile Romagna che ha portato i poltronifici italiani sull’orlo di una crisi che non ha nulla a che vedere con l’attuale crisi finanziaria. Infatti gli artigiani italiani sono stati sostituiti da imprese cinesi che applicano prezzi dimezzati e insostenibili per chi rispetta le regole.

L’inchiesta svela i punti oscuri di una delocalizzazione dentro il territorio italiano dove controllori e associazioni non hanno fatto il loro dovere consentendo il graduale insediamento di imprenditori cinesi che, in Romagna come in molte altre zone produttive italiane, fanno spesso uso di manodopera clandestina oppure pagata in nero.

Quali sono le vere ragioni per le quali uno dei più prestigiosi distretti del divano Made in Italy (da cui escono poltrone e divani molto famosi) si sia gradualmente abbassato a pratiche irregolari nel disinteresse generale? L’inchiesta ha cercato di andare oltre la cronaca approfondendo il profilo etico che regola i rapporti di lavoro tra il committente e il suo fornitore.

Nel corso del pomeriggio avremo invece occasione di vedere il direttore di Repubblica Ezio Mauro ospite di Lucia Annunziata nel suo consueto appuntamento In 1/2 h. Temi base con ogni probabilità la campagna anti-Premier del quotidiano culminata nelle dieci (+10) domande a Berlusconi, e il clima di conflitto permanente nel paese.

Per finire segnaliamo la presenza del Ministro della Difesa Ignazio La Russa da Fabio Fazio a Che tempo che fa, dove si parlera’ delle guerre in Afghanistan e in Iraq, delle missioni internazionali in cui l’Esercito italiano è impegnato, delle recenti polemiche con conseguente querela al quotidiano inglese Times, ma anche della situazione politica italiana tra ricerca del dialogo con le istituzioni e (di nuovo) l’anti-berlusconismo delle opposizioni.

Gli orari: In 1/2 h ore 14,30. Che tempo che fa ore 20,10. Report ore 21,30. Ilo tutto sempre su Rai3. Buona visione.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    18 ott 2009 - 11:34 - #1
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    I cinesi all’attuale,secondo le ultime stime,come popolazione hanno superato il miliardo e 200milioni e continuano a crescere.Cioè sono praticamente oltre 1/5 della popolazione del pianeta. Se si fa i paragoni col misero 59 milioni e rotti della quantità d’Italiani,si scopre che siamo ancora fortunati che si limitano a metter su qualche impresa qua e la quando invece potrebbero tranquillamente sommergerci modello crollo diga. Contro un invasione così silenziosa ma numericamente schiacciante e massiccia,non credo ci sia poi molto da fare.Anzi,se li fai incazzare è peggio!

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    18 ott 2009 - 11:42 - #2
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    Spiego cosa intendo x peggio solo un secondo: Per peggio intendo dire che loro,con crescita a 2 zeri,assorbiscono tantissimo dei manufatti industriali e materie prime prodotte sul pianeta. Moltissime aziende di ogni nazione hanno fabbriche laggiù. Ora,i Cinesi,hanno già minacciato più volte l’Europa e il mondo di interrompere le importazioni se gli facciamo girare le scatole. Se mai lo facessero,anche se non totalmente sia chiaro(basterebbe un meno 5xcento di quanto importato),questa crisi mondiale,simile a quella del 29,sarebbe un cioccolatino al gianduia a confronto di cosa capiterebbe.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    18 ott 2009 - 12:05 - #3
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    @1-2: non capisco davvero che vuoi dire, la Cina ha una bilancia commerciale fortemente in attivo, ciò significa che campa di esportazioni, siamo noi (Europa) a poterli “ricattare”, non viceversa! Una politica protezionista da parte dell’UE comporterebbe un forte calo dell’export cinese che, non essendo supportato dalla domanda interna porterebbe ad una crisi di sovrapproduzione e la perdita di milioni di posti di lavoro. Chiaramente questo lo potrebbe far l’Europa (come voleva Tremonti), non certo gli Stati Uniti che mantengono la bilancia in passivo grazie ai finanziamenti cinesi al loro debito pubblico

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    18 ott 2009 - 12:12 - #4
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    #3. Importano anche loro,non esportano soltanto. Guarda i dati del calo di importazione del petrolio da parte cinese(dovuto alla crisi mondiale e,alla riduzione dell’importazione della stessa materia da parte dell’Europa) dell’ultimo anno lo squilibrio che ha portato ai paesi produttori arabi.

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    18 ott 2009 - 12:35 - #5
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    Senza contare che i cinesi sono i piu’grossi CREDITORI degli USA.
    Praticamente se domattina la Cina chiedesse di incassare i vari bond amercani gli USA andrebbero istantaneamente in bancarottta

  • Profilo di MacLeod

    MacLeod

    18 ott 2009 - 13:18 - #6
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    CIAMPI e MORTADELLA: ”Cina? Non avremmo mai problemi da loro!!!”

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    18 ott 2009 - 13:53 - #7
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    la prima regola del commercio è che il cliente ha sempre ragione.
    Perchè ti porta i soldini.
    Quindi se la cina esporta e l’europa importa,il cliente siamo noi.
    Noi europei abbiamo fatto in modo di far diventare ricco il “commerciante” cina.
    Se i cinesi sono i più grossi creditori degli usa….idem.
    La cina è la finanziaria e gli usa sono il cliente.
    Nessuna finanziaria seria mette sul lastrico un proprio creditore sarebbe come darsi la zappa sui piedi,i soldi quando li rivedi più?
    Al massimo gli chiede se vuole altri soldi,cioè,incassa più interessi.
    Soprattutto se sa che il cliente ha beni,consuma e può permettersi di fare debiti.

    Io,ogni giorno,ricevo telefonate da finanziarie e posta da carte di credito che mi “vogliono” finanziare.
    Nella normalità dovrei piangere per ottenere quello che oggi loro mi vogliono dare.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 ott 2009 - 15:05 - #8
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    cosa ha detto ezio mauro a 1/2 ora?

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    18 ott 2009 - 15:23 - #9
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    @4: grazie… tutti importano ed esportano da tutti, ma sicuramente la Cina esporta in UE molto più di quanto non importi, è palese. La Cina importa dall’Europa qualche auto e beni di lusso, ma non c’è assolutamente paragone

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    18 ott 2009 - 15:25 - #10
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    @MacLeod: bello vedere che dai sempre dei contributi intelligienti e interessanti alle discussioni..

  • Profilo di Utan

    Utan

    19 ott 2009 - 17:21 - #11
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    LO SCANDALO
    Un vero e proprio scandalo che, stando a quanto dice Stancanelli, nasce da un accordo tra il premier e il sindaco etneo. Con un preciso obiettivo: evitare il fallimento del comune per il dissesto finanziario creato dal precedente primo cittadino, Umberto Scapagnini, medico di fiducia di Berlusconi. Insomma una questione di immagine personale risolta con i soldi dello Stato. Da qui l’avvio di due inchieste,una per abuso d’ufficio e l’altra per il buco di bilancio. Per quest’ultima è stato chiesto il rinvio a giudizio dell’ex-sindaco Scapagnini e di diciotto tra assessori e burocrati. Tra le intercettazioni depositate nell’inchiesta c’è appunto quella che riportiamo: spiega in che modo nasce la cifra di 140 milioni. Tutto ha inizio proprio con la denuncia di Report dello scorso marzo. Si scopre infatti che per evitare la dichiarazione di fallimento il governo “consiglia” alcomunedi accedere ai fondi Fas, buttando giù una lista di opere che andrebbero finanziate. È una procedura che va contro il testo unico della legislazione degli enti locali, ma poco importa. La cifra da richiedere nasce da una stima dei beni del comune che però sono invendibili, una cifra quindi basata sul nulla. Pura finanza creativa. Ma il Cipe, comitato interministeriale per la programmazione economica, dieci giorni dopo la telefonata tra Berlusconi e Stancanelli vara con la delibera numero 92 il finanziamento di 140 milioni di euro. Sulla base di cosa? Di una lista di opere, dice il sindaco. Solo che - denuncia Report – quella lista è «una rappresentazione virtuale», la delibera numero 92 non la conosce nessuno, sul sito del Cipe si passa dalla 91 alla 93. Stanacanelli lo aveva “confessato” davanti le telecamere: «Abbiamo inventatounelenco di cose per avere 140 milioni… c’è stato un accordo». Appunto, quello che si evince dalla telefonata. La cifra che consente il finanziamento di 140 milioni sarebbe stata quindi “concordata” con il Presidente del consiglio che smette i suoi panni istituzionali per vestire quelli di superconsulente della città del suo medico personale. E compare dalla telefonata tra il sindaco e il ragioniere. Che dice: «Gli può sparare 100 milioni… sa qual è il patrimonio disponibile? E c’avemu? Quattru cose? Spari se vuole 100 milioni…». Ribatte Stancanelli: «Allora c’è un valore di 140 milioni ». È la cifra che viene riportata al governo, che con un decreto ad hoc li destina alla copertura dei disavanzi. Rimane ovviamente un mistero quali opere il Cipe avesse deciso di finanziare con questa montagna di denaro. Quella lista non è disponibile.

    COMUNE FALLITO
    Successivamente all’accordo il Premier consente che questi 140 milioni di euro possano essere usati a copertura delle spese correnti. A distanza di un anno i soldi non sono arrivati ma sono stati usati come garanzia per coprire i buchi del bilancio dell’amministrazione Scapagnini. Alle telecamere di Report l’attuale sindaco Stancanelli dice che va tutto bene, che la Corte dei Conti ha approvato l’operazione. Ma non è vero: l’organo di controllo economico ha sentenziato come questo tipo di operazione sia contraria al Tuel (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). I buchi di bilancio vanno coperti entro due anni, pena la dichiarazione del dissesto e le deroghedevono essere espressamente previste dalla legge. «Il governo – denuncia Report - non lo ha fatto e con quei soldi sono stati coperti i disavanzi del biennio 2003 – 2004». Ilcomunedi Catania secondo la legge è già fallito ma nessuno lo dice. D’altronde in quella telefonata il sindaco lo aveva confidato al ragionier Bruno: «Rimanga tra di noi».

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