
«La trattativa tra Stato e mafia ha salvato la vita a molti ministri. Anche via D’Amelio potrebbe essere stata fatta per “riscaldare” la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli, Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo - dice il magistrato - probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici»
Così Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia ieri in un’intervista al Tg3. E ancora:
«Il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c’è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze»
Dichiarazioni che cascano a fagiolo, proprio nel momento in cui si discute dei papelli di Riina-Provenzano portati alla luce dal figlio dell’ex-sindaco di Palermo Vito Ciancimino. Quest’ultimo - ricordiamolo - è stato ospite della penultima puntata di Annozero, in cui la questione è stata dibattuta a fondo.
Ma ci si rende conto della gravità di queste affermazioni? Lo stato - che poi saremmo noi - ha patteggiato con la mafia in cambio dell’incolumità dei suoi leader… e Falcone, Borsellino, gli uomini delle rispettive scorte? E tutti coloro che hanno dato la vita nell’eterna lotta contro Cosa Nostra, che fossero uomini di stato come Dalla Chiesa o anche semplici passanti caduti per sbaglio in qualche regolamento di conti? Tutti dimenticati in nome dell’opportunismo di stato?
Ciò che è successo - che per la verità tutti sospettavano ma nessuno osava credere fino in fondo - è un insulto alle vittime di questa guerra in primo luogo, e a tutti i cittadini onesti in seconda istanza. E non è minimamente accettabile, come ha candidamente ammesso Grasso, che gli accordi volessero salvare dei “ministri” o chi per essi da qualsivoglia attentato, perché il cedimento dello stato in questo campo avrebbe fatalmente causato un numero elevatissimo di altre vittime innocenti, che non si vede perché avrebbero dovuto essere sacrificate per la salvezza di pochi eletti.
Per misteriosi motivi l’intera vicenda è rimasta seppellita nelle pagine secondarie di quasi tutti i quotidiani, quando si tratta di una delle più gravi rivelazioni della storia della Repubblica. E benissimo ha fatto Di Pietro, unico tra tutti i politici a quanto ci risulta, a tuonare e chiedere che Grasso faccia i nomi dei responsabili di questa scelta scellerata. E che magari qualcuno ci spieghi anche come mai nel caso Moro si sia scelta la linea della fermezza (giustamente) per poi cedere vigliaccamente proprio contro la Mafia, ovvero il peggiore cancro della società italiana nella sua intera storia.
Che si cominci finalmente a capire come abbiano fatto quattro contadini analfabeti a tenere in scacco un intero paese per decenni?
Pigi
19 ott 2009 - 10:21 - #1Non si capisce nulla.
Le dichiarazioni di Grasso usano verbi impersonali: “bisognava fermare”, “dovevano servire a…”
Chi avrebbe dato ordine di iniziare la trattativa, se trattativa ci fu? Non viene detto, e quindi si lascia il sospetto addosso a chiunque. Furono iniziative di politici, e quali? Furono iniziative di magistrati, e quali? Dei soliti servizi segreti?
Francamente, non siamo molto distanti, come credibilità, dalle presunte trattative in Afghanistan con i talebani.
Probabilmente qualcuno cercò di proporsi come intermediario, ma non sembra ci sia stato alcun seguito.
Mattia77
19 ott 2009 - 10:30 - #2E’ oggettivamente difficile non preferire idv al pd!
io sono giustizialista!
marco-alberto
19 ott 2009 - 10:40 - #3#1 Condivido! E aggiungo: Siamo alle solite,si parla,si dicono i peccati,e poi non si dicono i peccatori. Cioè,si lancia la pietra e poi si nasconde la mano. Bravo!
Albert1
19 ott 2009 - 10:42 - #4Quel che mi lascia perplesso è come adesso tutti abbiano qualche “rivelazione” da fare, qualcosa da dire, qualche carta da tirare fuori.
Tanto, riguardo queste faccende chiunque può dire qualsiasi cosa senza timore di essere smentito…
Fra un po’ uscirà fuori pure l’agenda di Borsellino, magari fa comodo a qualcuno, chissà…
MacLeod
19 ott 2009 - 10:59 - #5I nomi… non credo che serva molto a farli… si sa chi sono… Andreotti in primis…
Albert1
19 ott 2009 - 11:04 - #6Inoltre, vorrei invitarvi a riflettere su questo mio pensiero (dico soprattutto a Luca, che mi sembra stranamente troppo indignato per questa storia):
La mafia (anche se a volte usa metodi assimilabili) non è terrorismo.
La mafia è “pragmatica”, non uccide a caso e non uccide per ideologia (vera o presunta che sia).
La mafia non colpirebbe mai un ministro o un’istituzione, se non fosse strettamente necessario ad un fine specifico e puntuale.
Quindi, nell’ipotesi di Grasso (che rimane un’ipotesi) non è vero che la mafia abbia ridimensionato gli obiettivi per qualsiasi motivo. Non avrebbero mai colpito Martelli o Andreotti (mi vien da ridere) o qualsiasi altra carica dello Stato a quel livello, semplicemente perchè non sarebbe servito a niente. E per nessun altro motivo.
Se l’ostacolo è la “giustizia” in senso lato, non è facendo fuori il ministro della giustizia in carica che risolvi il problema. Il problema lo risolvi togliendo di mezzo la persona che in quello specifico momento sta indagando su di te. E questo la mafia lo sa bene, come sa che i problemi politici non si risolvono con le bombe o le pistolettate.
Mr Lorenz
19 ott 2009 - 11:30 - #7Io invece inviterei a riflettere sul fatto che in Italia si va in galera per coltivazione di maria, mentre con la mafia (quella che sequestra, uccide, dirige il traffico della prostituzione, affonda navi con carichi radioattivi, impone di costruire ospedali e caserme con cemento depotenziato al triplo del costo che sarebbe necessario, etc…) si tratta, per paura.
E se ad esempio Riina fosse stato “consegnato” perche’ troppo “talebano”? E se Provenzano tutti sapevano dov’era ma si e’ atteso il momento giusto per prenderlo?
E se oggi si fosse giunti a un equilibrio, per quieto vivere?
lorenzo2
19 ott 2009 - 12:55 - #8Che tristezza. Chissà se ne usciremo mai.
Mr Lorenz
19 ott 2009 - 13:03 - #9Non ci posso pensare senza inc…armi
Italia ostaggio della mafia. Poi complice.
Questa e’ la classe politica spazzata via da Tangentopoli.
E qualcuno ancora la rimpiange
Lapo
19 ott 2009 - 13:05 - #10ci rendiamo conto che la mafia è comandata da contadini ignoranti?
cioè noi siamo minacciati da una mandria di contadini ignoranti, gente cha mangia caciotta e rucola, pascola le pecore e manco sa parlare italiano?
e vogliono pure fare il ponte, ma fate un divaricatore, un cric
babyshambles
19 ott 2009 - 13:58 - #11come sempre di pietro si distingue dalla mischia…bravo!
Doctz
19 ott 2009 - 14:03 - #12Per risolvere il problema ci vuole la pena di morte per tutti questi mafiosi! Tutti quanti!
Albert1
19 ott 2009 - 15:05 - #13Baby: come al solito Di Pietro dimostra di non capire un ca22o e di esser capace solo di fare casino così poi la gente dice “và quello che bravo, non glie la manda mica a dire a nessuno”… ;)
Doctz: seeeeee, ecchene n’antro. BUM !
Utan
19 ott 2009 - 17:15 - #14Il problema è che ora siamo passati dallo stato che tratta con la mafia per salvare i ministri ai ministri che trattano con lo stato per favorire la mafia
babyshambles
19 ott 2009 - 19:42 - #15#3
si, vabbè allora fanno meglio gli altri a strafregarsene di tutta questa storia…
babyshambles
19 ott 2009 - 19:43 - #16#13