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Pastorale americana: Benedetto XVI, Hillary e Obama

Pubblicato: 16 apr 2008 da V.

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Il viaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti mette bene in luce cosa sia davvero la land of freedom. Agli americani il messaggio di Cristo piace, anche se declinato in mille maniere, lontano, spesso molto lontane da quelle che siamo abituati a vedere come logiche e plausibili in Italia. Dai cristiani evangelici a quelli rinati, come lo stesso George Bush.

Stiamo sui cattolici, evitando di allargare il discorso: ci sono comunque settanta milioni di fedeli che aspettavano questa visita. Gli stessi candidati democrats fanno a gara a tirare per la giacca il pontefice. E fin lì ci sta; ci sta anche la scusa tirata fuori per una certa diversità di trattamento rispetto a come fu ricevuto il Dalai Lama.

Comunque ricevuto, al contrario di quanto fece Prodi, causando imbarazzi che non ci ricordiamo solo perchè grazie a Dio l’uomo del 2008 ha la memoria molto corta. Come potete leggere su Il Giornale la diversità di trattamento tra i due è dovuta solo al fatto che Benedetto XVI è in realtà un capo di stato oltre che un religioso. E come tale va ricevuto nella sala ovale. Ma non stiamo su questo.

Sono molto più interessanti le dichiarazioni dei due candidati del Partito Democratico. Entrambi si lanciano in lodi sperticate, proprio mentre dal versante obamiano c’è una caduta di stile che ha bloccato la crescita del Senatore dell’Illinois: andate a leggere cosa è successo a Mayhill Fowler, blogger sessantunenne colpevole di aver citato off the record sul suo blog una dichiarazione non proprio in grande stile di Barack. E ora riceve minacce di morte. Pensare che alla cena di fundraising aveva anche lasciato 2300 dollari. Il massimo che si potesse dare. Per saperne di più c’è questo pezzo del San Francisco Chronicle, in inglese. La vicenda esploderà a breve anche in Italia?

Foto: giamp, Flickr

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