Ronde: storia di un flop non annunciato

pubblicato da giulio – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Ma non aveva detto che?


La notizia è di quelle bomba, eppure stranamente non sta facendo molto rumore: le ronde si sono rivelate un flop. O perlomeno queste sono le informazioni che provengono da grandi città del nord come Milano, Genova, Bergamo e Bologna. Il numero di associazioni che si sono fatte avanti ricorda il codice binario: oscilla infatti tra 0 e 1.

Qualcosa dev’essere andato storto per davvero, se perfino il berlusconiano Panorama titola “Niente ronde, siamo padani” e parla esplicitamente di “flop”. E dire che solo qualche mese fa, il dibattito infuriava: c’era chi salutava la misura provvidenziale che ci avrebbe salvato dall’anarchia e chi si preparava al ritorno del fascismo…

Perchè le ronde sono fallite? E’ presto detto: regole troppo restrittive. Si sono proibite le ronde di matrice politica, quelle retribuite, e si è trascurato l’intento di assistenza sociale che animava gruppi pre-esistenti come i City Angels. E così alla fine non è rimasto (quasi) nessuno.

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Quali lezioni trarre dalla vicenda sul piano politico? Primo, si conferma che in Italia la “politica dell’annuncio”, a cui non seguono conseguenze concrete, paga. Comunque vada, infatti, per il PdL e la Lega sarà stato un successo: hanno dato agli elettori il segnale che sono quelli che più si preoccupano per la sicurezza. E tanto basta, per coltivare il consenso.

Secondo, la sinistra ha con ogni probabilità perseguito una strategia analoga, sul fronte opposto: strillando contro l’arrivo delle orde razziste (aiutata non poco - va detto - da personaggi come Gaetano Saya), ha coltivato il consenso del suo elettorato, dimenticandosi di informarlo che nel frattempo la legge era stata annacquata a punto tale da essere non solo innocua - ma anche del tutto inutile.

Infine, l’esito di questa vicenda ci insegna una cosa importante sul popolo italiano: non ci sono mai state infatti, come molti lasciavano intendere, folle desiderose di dare una mano alla sorveglianza della comunità. C’erano solo attivisti politici inferociti, persone in cerca di denaro e alcuni già attivi nell’aiuto dei bisognosi. Esclusi questi, non è rimasto nessuno.

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Commenti dei lettori

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  • Commento #1 (-6 punti) - 23 ott 2009 - 07:24 - Apri commento
  • Profilo di AlbertoDaGiussano

    AlbertoDaGiussano

    23 ott 2009 - 07:24 - #1 (nascondi)
    -6 punti
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    un gruppo di cittadini che gira in gruppo di notte e segnala alle forze dell’ordine situazioni di criminalità è a tutti gli effetti una ronda, la cosa è perfettamente legale (come è perfettamente legale anche farla armati, se in possesso del porto d’armi) e non c’è bisogno di indossare alcuna pettorina verde e registrarsi in nessun posto per farla. Quello che importa è l’effetto psicologico, da un lato come deterrente per i criminali e dall’altro come legittimazione a livello di opinione pubblica delle ronde

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    23 ott 2009 - 07:27 - #2
    2 punti
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    Ma nooo giulio..ma quale flop…?!

    Dei leghisti con in testa borghezio (evito di sprecare una maiuscola per questo nome) hanno dichiarato il contrario da brachino (come sopra). . . Io credo a loro!

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    23 ott 2009 - 08:02 - #3
    1 punto
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    Chi desiderava le ronde erano solo degli pseudo sceriffi, convinti che la loro introduzione gli avrebbe permesso di diventare dei giustizieri della notte. Ovviamente una cosa del genere non era proponibile da nessuno (siamo ancora uno stato civile) e una volta uscita le legge si sono scontrati col fatto di poter andare solo a passeggio. Vi riporto il commento di un mio conoscente che voleva partecipare: “Vi rendete conto che se sono di ronda e vedo uno che compie un reato, non posso nemmeno bloccarlo al suolo, perchè rischio una denuncia?”

  • Profilo di kingart

    kingart

    23 ott 2009 - 22:36 - #4
    0 punti
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    “Primo, si conferma che in Italia la “politica dell’annuncio”, a cui non seguono conseguenze concrete, paga.”

    Queste parole riassumono tutta la politica del PDL. Fare continuamente “annunci” ai quattro venti (ma soprattutto a tutti i telegiornali) per giorni e giorni. Che poi alla fine non succede nulla questo è di “secondaria” (?) importanza.
    Ho sentito questa notizia delle ronde flop solo da Repubblica e su questo blog.
    Invece sull’istituzione delle ronde ci hanno tempestato per settimane e settimane su tutti i media.
    Ora ci riprovano con l’IRAP (notizia già ridimensionta da Letta: non subito e compatibilmente con i conti).
    Stiamo molto attenti….

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