
L’autosospensione di Piero Marrazzo non è un atto facilmente collocabile nel quadro delle regole che definiscono le cause di cessazione dalla carica di Presidente della Regione. Proviamo a delineare tale quadro, al fine di valutare la correttezza dell’iniziativa assunta dall’attuale Presidente del Lazio.
Com’è noto, in seguito alla riforma introdotta con la legge costituzionale n. 1 del 1999, la figura del Presidente ha assunto un peso notevole nell’ambito della forma di governo regionale. Il vigente articolo 122 della Costituzione prevede, infatti, che “Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta”. La soluzione, per così dire, “preferita” dalla Costituzione è, dunque, quella dell’elezione diretta dell’organo, ma si lascia alle singole Regioni, nell’esercizio dell’autonomia statutaria, la possibilità di scegliere forme diverse di designazione.
Il Presidente della Giunta (che è anche capo dell’ente) ha poteri considerevoli: come stabilisce l’ultimo comma dell’articolo 121, egli “rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica”. Caratteri che forse evocano tratti tipici del presidenzialismo, anche se non si può parlare tecnicamente di forma di governo presidenziale perché l’esecutivo regionale, per poter svolgere le proprie funzioni, ha comunque bisogno della fiducia del Consiglio e questo è un tratto proprio della forma di governo parlamentare.
Ad ogni modo, quel che conta qui notare è che il legislatore costituzionale del 1999 ha introdotto nella Carta la previsione secondo cui “L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio” (articolo 126, ultimo comma, della Costituzione). Cosa significa?
Significa che se la Regione sceglie di adottare l’elezione a suffragio universale e diretto, deve anche rispettare la regola “antiribaltone”, in base alla quale se il Presidente viene meno per un qualunque motivo (sfiducia, rimozione, impedimento permanente, morte o dimissioni), sorge in capo ai componenti della Giunta l’obbligo di dimettersi e il Consiglio regionale viene sciolto (simul stabunt, simul cadent). In sostanza, quando cade il Presidente si va a nuove elezioni. Non ci sono alternative.
Posta la normativa costituzionale, vediamo cosa stabilisce quella regionale. Lo Statuto della Regione Lazio ha accolto integralmente la soluzione dell’elezione diretta del Presidente. E, del resto, l’articolo 44 dello Statuto prevede che “Le dimissioni volontarie, la rimozione, la decadenza, l’impedimento permanente e la morte del Presidente della Regione comportano le dimissioni della Giunta regionale e lo scioglimento del Consiglio regionale”. Non sembra esserci spazio, dunque, per alcuna forma di “autosospensione”. Nè si comprende come possa reputarsi compatibile con le norme appena richiamate l’affermazione secondo cui con tale inizativa si intende “aprire un percorso che porterà alle dimissioni”.
Delle due l’una. O Marrazzo si dimette subito o versa in una condizione di “impedimento permanente”: in entrambi i casi non c’è alternativa alle elezioni anticipate. E sarebbe bene che la questione si chiarisse al più presto. Le regole vanno rispettate sempre e da tutti, a maggior ragione da parte di coloro che le hanno poste (ricordo che la legge costituzionale n. 1 del 1999 fu varata proprio dal centro-sinistra).
ventoacqua
25 ott 2009 - 16:57 - #1Marrazzo ha utilizzato una possibilità prevista dalla legge, inc aso di impedimento del presidente a portare a termine il mandato, il vice-presidente ha assunto tutti i suoi poteri e porterà la giunta a completare i lavori in corso fino alle prossime elezioni regionali, che distano pochi mesi.
Mi sembra davvero la soluzione più logica e rispettosa dell’interesse del cittadino, se la giunta venisse sciolta, infatti, la regione resterebbe paralizzata per mesi, che senso ha attuare una simile iniziativa quando mancano appena 5 mesi alle elezioni regionali generali….?
alessandro_m
25 ott 2009 - 17:00 - #2Scusa, ma quale legge?
ventoacqua
25 ott 2009 - 17:08 - #3#2 : L’articolo 45 dello statuto della regione Lazio.
N.Chomsky
25 ott 2009 - 17:18 - #4C’è ne una che riguarda anche il commissariamento dei comuni che hanno infiltrazioni mafiose, se al pdl riesce bene (un pò meno farne di costituzionali) ad aggirarle senza subirne conseguenze negative perchè il pd deve mollere l’osso quando è il suo turno oltretutto per una vicenda forse più scabrosa ma non certo peggiore anzi… (oltretutto si parla di pochi mesi)
alessandro_m
25 ott 2009 - 17:25 - #5# 3.
L’articolo 45 comma 2 dello Statuto prevede “Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento temporaneo”. “Impedimento temporaneo”, ovverosia una brutta influenza, un problema odontoiatrico, ecc.
Marrazzo ha detto che con questo atto intende “aprire un percorso che porterà alle dimissioni”. Sta dicendo che non tornerà più a svolgere le sue funzioni. Non si tratta di “impedimento temporaneo”, ma “permanente”. Quindi si deve applicare l’articolo 45. Non è una questione di buon senso, ma di legalità.
Non possiamo chiedere a Berlusconi di rispettare la Costituzione e le leggi e accettare che il pd ne faccia un’applicazione molto “discrezionale”…
N.Chomsky
25 ott 2009 - 17:31 - #65-
Cioè? il berlusca può addirittura fregarle o infischiarsene di costituzione e regole mentre il pd non può darne nemmeno una lettura un pò stiracchiata a suo favore ma nei limiti delle regole?
N.Chomsky
25 ott 2009 - 17:35 - #7Piero Marrazzo si deve dimettere. Peccato: non governava male. Ma deve andarsene: la patetica manfrina dell’”autosospensione” in vista di un “percorso” che porterà chissà quando al passo d’addio è imbarazzante per tutti, ma soprattutto per lui, chiuso nel freezer in versione Findus. Se ha ceduto al ricatto anziché denunciare l’estorsione, non può più ricoprire una carica pubblica. Il fatto poi che sia stato ricattato per mesi getta un’ombra sul suo governo passato e anche su quello futuro. Ma l’unica cosa che non si può (più) dire è che sia sotto ricatto, ora che questo è stato smascherato e i suoi autori arrestati. E infatti è proprio quel che scrive Pierluigi Battista, sedicente “terzista”, sul Corriere della sera: “Un governatore sotto ricatto è politicamente dimezzato e azzoppato, impossibilitato a svolgere con serenità e responsabilità istituzionale le funzioni che gli sono proprie”. Solennissima sciocchezza: visto che i ricattatori sono in galera, il ricatto non c’è più. Ma è comunque consolante che il Battista, alla sua età, sia riuscito finalmente a chiedere le dimissioni di un politico coinvolto in uno scandalo, sia pur con la penna intinta nella vaselina cerchiobottista, anzi cerchiobattista (“Marrazzo deve valutare se fare un passo indietro non sia l’unico gesto pieno di dignità…”).
Purtroppo non l’ha mai chiesto per Silvio Berlusconi. Anzi, il Battista e il Corriere han sempre detto il contrario: gli scandali non devono impedire al premier di “andare avanti” e i giornali che chiedono le sue dimissioni, o qualche risposta alle domande, “organizzano campagne” e “alimentano lo scontro”. Poco importa se quegli scandali rendevano e rendono tuttora il Cavaliere ricattabile e forse ricattato. Se Mills sa di aver preso 600 mila dollari da “Mr.B.”; se Dell’Utri conosce tanti altarini e li tiene per sè, così come Previti e tanti altri complici; se Provenzano gli scriveva lettere d’amore e minacce; se Vito Ciancimino lo avvertiva dal carcere “Se passa molto tempo sarò costretto a uscire dal mio riserbo che dura da anni…”; se Gaspare Spatuzza parla di lui dopo anni di silenzio e racconta che nel ’93 i Graviano minacciavano di “parlare” se qualcuno non fosse entrato in politica; se la D’Addario e interi plotoni di “ragazze” più o meno a tassametro andavano e venivano dalle sue case e/o dalle sue alcove, armate di registratori e telefonini con videocamera; se Saccà doveva piazzarne alcune a Raifiction perché questa o quella “sta diventando pericolosa”, cioè ha iniziato a parlare; ecco, se centinaia di persone conoscono fatti tali da poter rovinare la reputazione del presidente del Consiglio, o quel che ne resta, e per vicende un po’ più gravi di qualche vizietto privato, forse è il caso di pretendere “un passo indietro” anche da lui perché “politicamente dimezzato e azzoppato, impossibilitato a svolgere con serenità e responsabilità istituzionale le funzioni che gli sono proprie”. Invece il Pompiere della Sera, insieme al capo dello Stato e ad altri estintori umani, chiede alle opposizioni di sedersi al tavolo con lui per riformare addirittura la Giustizia e la Costituzione. Cade così l’ultimo velo dalle ipocrisie dei “terzisti”. Chi invoca le dimissioni di Marrazzo, ma non di Berlusconi, non è un terzista. E’ un berlusconiano travestito.
N.Chomsky
25 ott 2009 - 17:39 - #8Siccome non abbiamo appartenenze di partito, ma siamo fatti anche noi di carne e sangue, in redazione ne abbiamo discusso a lungo, fin da quando è scoppiato il caso. Piero Marrazzo era indubitabilmente vittima di un ricatto, ma doveva dimettersi o no? Alcuni di noi (tra cui chi scrive) erano più draconiani: sì, lo deve fare subito. Altri lo erano di meno, soprattutto perché molto preoccupati (giustamente) di una politica combattuta a colpi di dossier, dalla possibilità di scalzare leader eletti a colpi di video e di veleni. Ma ieri (quando dal cilindro degli azzeccagarbugli è saltata fuori la soluzione delle dimissioni che non dimettono, o meglio dell’”autospensione” che serve unicamente a congelare una giunta) i dirigenti del Pd sono riusciti a metterci tutti d’accordo. Una “manfrina”, la definisce Marco Travaglio nel suo editoriale. Come dagli torto? O uno si dimette e se ne va davvero (se ha il fegato per farlo), oppure non si dimette (se ha il fegato per farlo).
La scusa con cui si supera questo banale sillogismo, quella che così la giunta può rimanere in vita, non mi convince: se non altro perché la legge parla chiaro. Al contrario di quanto accade per le elezioni politiche, nelle regioni il presidente viene eletto direttamente. Se cade, tutta la giunta se ne deve andare a casa. Quanti cittadini del Lazio sanno chi diavolo sia Esterino Montino? (Si accettano scommesse). Quanto a Marrazzo, Antonio Padellaro lo aveva scritto in modo molto chiaro nel suo editoriale di ieri: “Resta sacrosanta la tutela della vita privata di un uomo e dei suoi cari. Non però la protezione di un uomo e di una candidatura”. Malgrado tutto quello che è accaduto c’è poco da aggiungere a queste parole, perfettamente misurate.
Ma, ovviamente, il caso Marrazzo ci ha posto altri dubbi che ci piacerebbe girare a voi per sapere cosa ne pensate. Il primo: cosa c’è dietro la solitudine di questi leader, che sembrano trovare gratificazione solo in una vita parallela e in una dimensione sessuale diversa da quella che manifestano in pubblico (a tratti disperata)? In una intervista che pubblichiamo domani Rosy Bindi ci dice che esiste una questione morale anche nel Pd, e che il tempo del maggioritario e degli incarichi monocratici ha sradicato i leader dalla realtà in cui vivevano. Aggiuinge la Bindi che i paracadutati finiscono nel tritacarne della politica e troppo spesso crollano sotto il peso di una professione totalizzante. Che non ci si può improvvisare. E’ sicuramente vero.
Seconda domanda, sempre su Marrazzo e sulla sua battaglia disperata: era proprio necessario perdere una intera giornata a ripetere che era tutta una bufala, dopo che si era già ammesso tutto davanti al magistrato? Dire che il filmino non esisteva dopo aver spiegato il perché e il per come? Inventarsi che gli assegni non erano firmati da lui, dopo aver ammesso di averli pagati agli inquirenti? Stupisce la vista corta di molti politici che (anche a sinistra) preferiscono vivere alla giornata, tenersi sempre e comunque imbullonati fino all’ultimo minuto utile (non ci siamo scordati il mitico Villari). Questo sforzo non impedisce che i destini si compiano, ovviamente. Ma mettono in difficoltà gli elettori che hanno creduto in loro e nel partito che li ha candidati. Quando i riflettori sull’inchiesta si saranno spenti sarà il caso di ripartire da queste, e dalle altre domande per una riflessione più seria senza cui non c’è via di uscita dalla crisi della politica.
alessandro_m
25 ott 2009 - 17:44 - #9# 6.
Cioè vorrei che la sinistra la smettesse di dare il “cattivo esempio”. Ne ricordo solo qualcuno
Nel 1997 il centro-sinistra ha approvato la riforma Bassanini, in molti punti in contrasto con la Costituzione allora vigente, insegnando che si potevano fare le riforme materialmente costituzionali a Costituzione invariata…
Nel 2001 il centro-sinistra ha cambiato la Costituzione a maggioranza, senza il consenso dell’opposizione. Adesso chi può impedire a Berlusconi e a Bossi di farsi da soli la riforma (come del resto hanno tentato di fare già con la devolution)?
Nel 2006 il centro-sinistra ha eletto da solo il Presidente della Repubblica. Chi impedirà ora al centro-destra di eleggersi il suo Presidente?
Ecco, adesso, dopo che ci hanno propinato in tutte le salse la regola antiribaltone per cui il Presidente della Regione è assolutamente insostituibile, scopriamo che basta “autosospendersi” per disapplicare l’articolo 126 della Costituzione…
Direi che sarebbe ora di smetterla.
ventoacqua
25 ott 2009 - 17:44 - #10#7: Veramente Marrazzo ha già lasciato la sua carica e la politica, il taglio è netto sotto tutti i punti di vista, le dimissioni ufficiali non arriveranno “chissà quando”, ma a dicembre, in modo da far sciogliere le elezioni regionali nella data prefissata, insieme a tutte le altre.
alessandro_m
25 ott 2009 - 17:49 - #11# 5.
Volevo dire: “Quindi si deve applicare l’articolo 44″. Quando l’impedimento è permanente il Consiglio si scioglie.
ventoacqua
25 ott 2009 - 17:50 - #12#9: I politici di destra battono sul tasto delle “dimmissioni subito” per sfruttare l’occasione a fini politici (e fin qui nulla di strano) ma dai commentatori ci si aspetterebbe un po’ di ragionamento, non stiamo parlando di un presidente di regione appena eletto, stiamo parlando di un presidente alla soglia della fine del mandato, anche con dimissioni immediate le elezioni non si svolgerebbero prima di gennaio, che senso ha mandare tutto all’aria se poi si anticipano elezioni di poche settimane??
Marrazzo ha lasciato il suo incarico (giustamente e doverosamente) direi di lasciarlo in pace adesso.
aldebaran85
25 ott 2009 - 17:51 - #13berlusca dimettiti
alessandro_m
25 ott 2009 - 17:56 - #14#12.
Ripeto: è una questione di legalità (innanzitutto) costituzionale.
Così si crea un precedente, che un giorno potrà essere usato da qualunque politico di destra o di sinistra. Anche in circostanze molto diverse da questa. Se una cosa è vietata non si può fare e basta.
Figurati che personalmente penso che Berlusconi nel 1994 era giuridicamente ineleggibile. Anche allora un uomo di sinistra (Occhetto) decise di disapplicare la legge per avere un “finto” avversario da battere facilmente. La storia gli ha datto torto. Sarebbe bastato rispettare semplicemente la legge…
ventoacqua
25 ott 2009 - 17:57 - #15#11; In caso di dimissioni il consiglio regionale si scioglie, appunto, e allora cosa è meglio *per i cittadini*, avere una giunta funzionante che porta a termine i lavori in corso per poi andare alle elezioni nella data prevista, o NON avere una giunta lasciando per mesi ogni iniziativa in sospeso anticipando le elezioni di appena qualche settimana?
Ripeto, Marrazzo ha lasciato e entro breve ufficializzerà le dimissioni, un comportamento responsabile, continuare a dargli addosso mi sembra unicamente una scelta di opportunismo politico.
ventoacqua
25 ott 2009 - 17:59 - #16#14: Lo statuto prevede la possibilità che il vice sostituisca il presidente per un periodo temporaneo, le settimane che separano da dicembre -sono- un periodo temporaneo, passato il quale arriveranno le dimissioni ufficiali.
alessandro_m
25 ott 2009 - 18:03 - #17# 15.
Non so cosa sia meglio per i cittadini. Forse sapere che ci sono delle regole che vengono rispettate. Ecco, i cittadini avrebbero bisogno di poter credere un po’ più nelle istituzioni.
Manca la certezza del diritto.
Quello che so è che l’autosospensione di un Presidente di Regione è un atto anomalo, che un domani potrebbe essere usato in modo spregiudicato per fini molto meno nobili di quelli che vengono illustrati ora.
Ma poi il problema qual è? Quello di dare il tempo al pd di fare le solite primarie per scegliere il nuovo candidato? Questo è il problema?
alessandro_m
25 ott 2009 - 18:06 - #18# 16.
Non è così. La temporaneità dell’impedimento è esclusa dal fatto che Marrazzo ha platealmente dichiarato che non farà più il Presidente.
Dovrebbe dare le dimissioni. Non ci sono alternative.
ventoacqua
25 ott 2009 - 18:52 - #19#17; Veramente quello delle primarie non è un vezzo, un passatempo del PD, è la possibilità per i cittadini di scegliere i candidati che vogliono eleggere, quella possibilità che è stata tolta dalla legge elettorale Calderoli, per intenderci….
Fabio P.
25 ott 2009 - 18:55 - #20Penso che sia giusto ciò che scrive Marco Travaglio:
“Piero Marrazzo si deve dimettere. […] la patetica manfrina dell’”autosospensione” in vista di un “percorso” che porterà chissà quando al passo d’addio è imbarazzante per tutti […]. Se ha ceduto al ricatto anziché denunciare l’estorsione, non può più ricoprire una carica pubblica. Il fatto poi che sia stato ricattato per mesi getta un’ombra sul suo governo passato e anche su quello futuro. Ma l’unica cosa che non si può (più) dire è che sia sotto ricatto, ora che questo è stato smascherato e i suoi autori arrestati. E infatti è proprio quel che scrive Pierluigi Battista, sedicente “terzista”, sul Corriere della sera: “Un governatore sotto ricatto è politicamente dimezzato e azzoppato, impossibilitato a svolgere con serenità e responsabilità istituzionale le funzioni che gli sono proprie”. Solennissima sciocchezza: visto che i ricattatori sono in galera, il ricatto non c’è più. Ma è comunque consolante che il Battista, alla sua età, sia riuscito finalmente a chiedere le dimissioni di un politico coinvolto in uno scandalo […].
Purtroppo non l’ha mai chiesto per Silvio Berlusconi. Anzi, il Battista e il Corriere han sempre detto il contrario: gli scandali non devono impedire al premier di “andare avanti” e i giornali che chiedono le sue dimissioni, o qualche risposta alle domande, “organizzano campagne” e “alimentano lo scontro”. Poco importa se quegli scandali rendevano e rendono tuttora il Cavaliere ricattabile e forse ricattato. Se Mills sa di aver preso 600 mila dollari da “Mr.B.”; se Dell’Utri conosce tanti altarini e li tiene per sè, così come Previti e tanti altri complici; se Provenzano gli scriveva lettere d’amore e minacce; se Vito Ciancimino lo avvertiva dal carcere “Se passa molto tempo sarò costretto a uscire dal mio riserbo che dura da anni…”; se Gaspare Spatuzza parla di lui dopo anni di silenzio e racconta che nel ’93 i Graviano minacciavano di “parlare” se qualcuno non fosse entrato in politica; se la D’Addario e interi plotoni di “ragazze” più o meno a tassametro andavano e venivano dalle sue case e/o dalle sue alcove, armate di registratori e telefonini con videocamera; se Saccà doveva piazzarne alcune a Raifiction perché questa o quella “sta diventando pericolosa”, cioè ha iniziato a parlare […]. Il Pompiere della Sera, insieme al capo dello Stato e ad altri estintori umani, chiede alle opposizioni di sedersi al tavolo con lui per riformare addirittura la Giustizia e la Costituzione. Cade così l’ultimo velo dalle ipocrisie dei “terzisti”. Chi invoca le dimissioni di Marrazzo, ma non di Berlusconi, non è un terzista. E’ un berlusconiano travestito.”
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2364672&yy=2009&mm=10&dd=25&title=adesso_se_ne_vada_e_berlusconi
aldebaran85
25 ott 2009 - 18:59 - #21concordo con travaglio
chi ha chiesto le dimissioni di marrazzo ma non di berlusca è un INCOERENTE
alessandro_m
25 ott 2009 - 19:00 - #22# 24.
Ci sarebbe molto da dire sulle primarie del pd, anche se certamente sono preferibili alla nomina “dall’alto” che vige nel centro-destra.
Quanto al Presidente del Consiglio, penso che si sarebbe dovuto dimettere da diversi mesi. E’ assurdo che dopo tutto quello che è emerso sia ancora lì. La sua attuale presenza nelle istituzioni è il segno più evidente del profondo malessere che sta vivendo la nostra democrazia.
bissis
25 ott 2009 - 19:05 - #23mauriziosat, aggiornati
passi il tempo a dare dei comunisti agli altri, ma sono quelli per cui fai il tifo tu gli ultimi veri che ne applicano il metodo
andato bene il giretto in russia? e i giornali pravda?
come la convinzione di riferirsi sempre agli altri come “voi” “voi sinistri” “non imparerete”. il nemico di cartone contro cui ripetere le solite frasi, dando del “voi sinistri” a destra, centro, sinistra, sopra e sotto senza distinzione :D
aldebaran85
25 ott 2009 - 19:05 - #24#27 berlusca è ancora al comando grazie alle sue tv, ai suoi giornali (mondadori… poi certi dicono che sono tanti 700mln) e alla rai che non ha informato i cittadini
una vergogna
N.Chomsky
25 ott 2009 - 19:07 - #25Il massimo è Fitto che chiede le dimissioni di Marrazzo invocando il rispetto delle regole, lui che dovrebbe già essere a casa da un pezzo essendo stato rinviato a giudizio per cose ben peggiori quale artefice e non vittima mentre era governatore della puglia…
aldebaran85
25 ott 2009 - 19:09 - #26certi hanno una faccia tosta
ventoacqua
25 ott 2009 - 19:12 - #27#19; Ma quale “vi rode”?
Ci roderebbe se Marrazzo se ne fosse infischiato della situazione e fosse rimasto attaccato alla poltrona (come fanno altri esponenti politici), ma così non è stato.
N.Chomsky
25 ott 2009 - 19:15 - #28Al limite se la cosa è veramente illegale interverranno gli organi preposti, il pdl ha presentato due volte la legge per l’immunità poi dichiarata incostituzionale (ma già da tutti ritenuta non valida) ma che per un certo lasso di tempo era comunque in azione parando il c… al Berlusca, avranno il diritto di sbagliare almeno una volta anche quelli del pd e pararsi il c… invece che per qualche anno solo per qualche mese?
alessandro_m
25 ott 2009 - 19:23 - #29# 28.
Trovo davvero indicativo il fatto che Putin, il grande amico e socio del nostro Presidente del Consiglio, stia promuovendo da tempo, sul piano culturale, una rivalutazione della figura di Stalin (http://www.magdiallam.it/node/769).
Il problema fondamentale, quello che ancora molti italiani non hanno capito, è che i veri eredi di Stalin sono i berlusconiani. Cos’ha di “liberale” un partito in cui il capo non cambia mai e non è mai votato, il cui “proprietario” è titolare anche di importantissime aziende e concessioni pubbliche e che porta avanti una politica fortemente centralista (a dispetto dei proclami “federalistici”) in tutti i settori? Un partito che, sul piano etico, accetta acriticamente tutte le posizioni della Chiesa cattolica?
I metodi sono quelli stalinisti. I contenuti mancano.
Mr Lorenz
25 ott 2009 - 19:30 - #30Devastante
se continua cosi’ alle primarie del PD vota piu’ gente di quando elessero Prodi
Sveglia ragazzi! Se si votasse domani al CDX arriverebbe na mazzata storica!
Secondo me alle prossime regionali in CDX tiene la Lombardia, la Sicilia, e ho dubbi sul Veneto. Il resto dell’Italia ve lo scordate
Scommetto una cena da 50 euro a testa
N.Chomsky
25 ott 2009 - 19:35 - #3135-
Vero, ha madato nel cesso anche moglie e figlie, ma sono cavoli suoi, non avendo lui mai preteso il valore della famiglia cattolica quale principio unico di vita morale e sociale come invece ha pubblicizzato uno che si presentava come l’unico vero difensore dei valori cattolico.vaticani, imponendoli per legge anche agli altri per poi risultare nei fatti uno che predicava bene ma razzolava male
alessandro g
25 ott 2009 - 19:35 - #32Marrazzo dovrebbe dimessersi e basta. Comunque, in questa vicenda lui è chiaramente una vittima. Ritengo che la storia della cocaina sia una montatura e che la soffiata che i 4 carabinieri hanno sfruttato per irrompere nell’appartamento sia riconducibile alle informazioni raccolte 4 anni da coloro che spiarono Marrazzo alla vigilia delle elezioni regionali.
Marrazzo, tuttavia, avrebbe dovuto subito dimettersi e sporgere denuncia, senza passare questi mesi sotto ricatto.
In questo modo si fa il gioco della destra, e, probabilmente, si è già perso il lazio. Complimenti a Marrazzo e a chi lo scelse.
naruto1685
25 ott 2009 - 19:43 - #33beh, il pd sta andando molto molto molto bene. Preparatevi berlusconiani, adesso ci riuniremo, niente più litigi, è ora di dire basta!
N.Chomsky
25 ott 2009 - 19:45 - #3438-
Hai ragione, ma è anche vero che in pratica lo ha fatto salvaguardando gli interessi del partito e specialmente dei lavori della giunta regionale che è inutile negarlo ha ottenuto risultati positivi.
ioioboh
25 ott 2009 - 20:47 - #35dove sono i katto-kraniolesi-falcemartellati
che disquisivano e pontificavano sui ‘voli di stato’ ?
- e le katto associazionescu??
ripeteranno le denunce di ‘abuso’ di automezzi anche contro marrazzo?
non credo,
perlomeno il berluska l’hanno arkiviato.
komunque, kari compagny, propongo una class-action contro la Ford!
Alcuni suoi modelli sono stati particolarmente nefasti per la politika itagliota,
escort e transit,
sono modelli che debbono essere ritirati immediatamente dal … mercato della pollitika … hahahah!!
Ke strampalati ipokriti e fetidi bakkettoni!!
ank’io ho ’sospeso’ il berluska,
a… divinis
fino alle prossime elezioni;
ciarlatani a non finire……….
fab z.
25 ott 2009 - 20:52 - #36l’art 45 della ragione lazio prevede la sostituzione in caso di impedimento temporaneo, ossia nel caso in cui il presidente dopo un breve periodo riassuma l’incarico. Questo non sembra essere il caso di marrazzo, che ha detto chiaramente di voler lasciare definitivamente l’incarico. Mi pare che si tratti di una furbata avente come scopo quello di limitare i danni che sarebbero devastanti nel caso il PD si ripresentasse subito alle elezioni. E oltretutto sarebbe molto discutibile dal punto di vista costituzionale giacchè l’art 126 della Costituzione in caso di impedimento permanente ( e questo sembra il caso di Marrazzo) prevede lo scioglimento del consiglio, indizione di immediate elezioni e il mantenimento in carica della Giunta fino all proclamazione del nuovo eletto e solo limitatamente all’ordinaria amministrazione.
Magoselvo
25 ott 2009 - 21:15 - #37La vicenda fà tristezza. Ma due sono i punti. Primo ha usato le auto blu dello stato per andare dai trans (ricordate la bufera risoltasi in nulla per i voli di SB) secondo ha PALESEMENTE mentito per una giornata dopo che aveva già ammesso le proprie colpe davanti al magistrato. È la triste fine di un triste uomo indipendentemente dall’appartenenza politica.
ventoacqua
25 ott 2009 - 21:42 - #38“È la triste fine di un triste uomo indipendentemente dall’appartenenza politica.”
Peccato che un certo uomo questa fine la eviti a suon di leggi ad personam….
Sui voli di stato usati da berlusconi per trasportare ragazze e cantanti alle sue feste in villa, vorrei precisare che la faccenda si è “risolta in nulla” NON perchè l’uso era corretto, ma perchè lo stesso Berlusconi appena salito al governo ha cambiato la legge sui voli di Stato!
Magoselvo
25 ott 2009 - 21:49 - #39Beh mi sembra una situazione piuttosta diversa da quella di SB. Qui si parla di coca, trans, autoblu x andarci, ricatti, insomma a parte le leggi ad personam cè una certa gravità oggettiva nella faccenda anche di rilevanza penale. Per i voli SB è stato assolto e quindi d’accordo o non d’accordo è quanto dice la legge. (brucia? vabbè dai….)
N.Chomsky
25 ott 2009 - 22:28 - #4044-
Sull’auto blu ci andava Marrazzo per recarsi dal Trans, sui voli di stato ci andavano le escort per recarsi da il grande B.
La cosa mi sembra decisamente diversa, l’auto blu la utilizzava il legittimo fruitore al cui uso era destinata (che poi fosse per scopi non propriamente pubblici…) gli aerei di stato lo utilizzavano gente estranea (e per scopi non certo pubblici) a cui gli aerei non erano destinati per recarsi dal legittimo fruitore dei medesimi…
Praticamente se io con l’auto che la ditta in cui lavoro mi da in uso per svolgere le mie mansioni mi fermo a comprare la cena (per fare un favore a mia moglie) prima di rientrare in sede fo una cosa non propriamente corretta ma ancora nei limiti, se invece lasciassi l’auto della ditta a mia moglie per andarci a fare la spesa mentre io aspetto a casa che me la porti commetterei un vero e proprio abuso.
micropunto
25 ott 2009 - 22:34 - #41Bravo Alessandro, bell’articolo il tuo di oggi. Vorrei leggere sempre più spesso “analisi” in testa ai blog italiani e non i soliti sfoghi personali.
N.Chomsky
25 ott 2009 - 22:40 - #42Comunque se i berluscones ritengono l’autosospensione del Governatore del Lazio poca cosa rispetto agli accadimenti, che il loro Idolo faccia lo stesso lasciando magari la guida del governo a Fini, per me sarebbe già una bella notizia…
micropunto
25 ott 2009 - 22:51 - #43#52
Non mi sono informato più di tanto sulla questione in oggetto. Una cosa però è certa. Marrazzo prova vergogna di se stesso e vuole “fuggire” dalla politica. E’ una reazione ben chiara. L’autosospensione è in questo caso incomprensibile.
Aggiungo una mia opinione personale. Per troppi anni ha indossato la famosa maschera del moralizzatore. Per tale motivo si è di colpo distrutto con le proprie mani. E non riesce psicologicamente a reggere lo scandalo.
help4desk
26 ott 2009 - 12:16 - #44Solo una nota per l’autore dell’articolo: l’autosospensione di Marrazzo e’ ovviamente costituzionale, dato che e’ per definizione TEMPORANEA. Infatti fino ad avvenute dimissioni ovviamente Marrazzo rimane sempre il Presidente della Regione Lazio.
E naturalmente puo’ sempre cambiare idea, e decidere da un momento all’altro di riprendere la sua carica.
Non esistono infatti impedimenti fisici o psichici ad un suo possibile ritorno, e le decisioni politiche (”presentero’ le dimissioni il giorno X”) si possono cambiare, e sono gia’ cambiate se guardiamo a quando sosteneva lo stesso Marrazzo pochi giorni fa.
Questo naturalmente solo per discutere della sua costituzionalita’.
Ciao
help4desk
26 ott 2009 - 12:18 - #45@55
ovviamente la sospensione di Marrazzo e’ stata decisa dai vertici PD, non da lui che ha provato a resistere.
Ma dubito che dato il tuo livello culturale noti le differenze con il tuo caro premier stinco_di_santo che ha preso (chissa’ come??) la scarlattina in Russia
Moderatore
26 ott 2009 - 13:16 - #46Cari lettori, stiamo cercando di filtrare la parte più volgare e diffamatoria dei commenti, perchè diversi lettori giustamente si sono lamentati per la bassezza del livello medio. Fate attenzione a non cadere troppo di tono, perchè rischiate il ban da tutta Blogo.
ioioboh
27 ott 2009 - 12:08 - #47poveri falcemartellati craniolesi,
non c’è kura ke tenga!
sono destinati all’irreversibilità perenne;
dall’alto dei loro pulpiti
sanno solo sputare sentenze,
e sparare catz… - ekkillifrega?
dopo l’ultima del loro kompagno governatore romanico,
ank’esso uscito dalla fogna rai,
per dar manforte ai kompagnucci a suo tempo;
“però … ha lavorato bene …. ”
dicono i katto-kulatton-akkulturati,
issi so’ tutti allauriati, kevveaccredete??
dalla parte del pdl so’ tutti
somari, lobomizzati e’mbecilli…. !!
ma le vedono i kompagny le marazzate di turno?
(ora tokka a lui dare gli esempi… - ah ah ah )
5.000 euri a botta per li trans,
(se lo sa la d’addario rialza le sue tariffe!!)
mo’ kapisco perchè a sx proteggono tanto li trans,
pe’ daje in k… doppo!!
Questi sarebbero i puri kasti emmorali che vengono presi
ad esempio dai kattocraniolesi!
er sor marrazzo,
donchisciotto della ggggenteallaromana,
deve molti soldini all’erario
infatti, la società di riscossione equitalia ha dovuto recentemente ipotecare per oltre 60.000 euro sulla villa di Riano di proprietà di Marrazzo e della sua attuale consorte per imposte e multe del 1997.
Villa Marrazzo fu acquistata nel 2003,
una casetta come si conviene ai kompagnuccy,
in russia le kiamano dacie,
valutare per credere:
ha soltanto 19 vani,
una corte e
16 porzioncine di terreno per un totale di 63 are.
Costo?
Molto proletario,
a vedere il mutuo ipotecario concesso per 450 mila euro,
durata ventennale ma nel 2008 - saldando il dovuto -
il mutuo fu estinto;
comunque - colpa dei trans,
senza quelle spesse accessorie
5000 euri a botta
il debito con l’erario sarebbe stato ‘appagato’