
Dunque Francesco Rutelli sta preparando la fuoriuscita dal Pd, come dicevamo ieri, ma “non subito e non da solo”. Queste parole sibilline trovano oggi una traduzione nel progetto messo in piedi dall’ex-sindaco di Roma, che prevede la scissione di un gruppo indipendente di almeno 25 parlamentari comprendente tutta la sezione teodem capitanata da Paola Binetti.
Si compie così la maledizione del Partito Democratico, il cui destino semplicemente non prevede leader al di fuori dell’area cattolica moderata che un tempo avremmo definito sinistra DC. E d’altronde il Pd non è altro che la reincarnazione dell’Ulivo; primo tentativo di alleanza tra cattolici e polo di sinistra che non a casa presentava alla propria guida un vecchio democristiano come Romano Prodi.
Le poche volte che il vecchio Pds/Ds ha tentato di mettere fuori la testa, come nel caso del ribaltone Prodi-D’Alema, è stato sempre respinto con perdite dalla componente “moderata” che semplicemente non sopporta una guida estremista (dal suo punto di vista). Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Ben si sa quanto sia invisa la componente teodem e la sua leader Binetti alla maggior parte degli elettori di sinistra, ma purtroppo senza questa frazione vincere le elezioni da molto difficile diventa letteralmente impossibile, e da questa la dirigenza del Pd non può prescindere.
Che scenari si aprono dunque davanti al centrosinistra? Le possibilità in pratica sono due. O Bersani dimostra insospettate capacità di mediazione e in qualche modo riesce a far rientrare la scissione rassicurando i moderati, oppure rischiamo davvero di trovarci di fronte all’atto di (ri) nascita della vecchia Balena Bianca.
La confluenza di mezza Margherita nell’Udc potrebbe infatti porre le basi per un vero soggetto alternativo cattolico popolare, capace probabilmente di ambire al 10%. E una volta creato questo terzo polo, non è improbabile che attiri altri transfughi delle due parti. La stessa granitica saldezza del Pdl potrebbe vacillare, perdendo tutti gli scontenti (non così pochi) dell’inattaccabile leadership berlusconiana, a partire dai mastelliani.
E Fini? Per ora sta alla finestra, ma chissà…
sandokan71
27 ott 2009 - 10:27 - #1Rutelli se ne va? Bene! Anzi, OTTIMO!!!
ice
27 ott 2009 - 10:27 - #2Corrotti e mafiosi di tutti gli schieramenti politici, non dovete piu nascondervi in partiti di Dx o Sx, un nuovo schieramento nato con il solo ideale politico dell’inciucio e dell’arraffaarraffa è nato e attende la Vostra adesione
ANDATE!!!!!!
ice
27 ott 2009 - 10:29 - #3non potendo ampliare le carceri si è deciso di fare un partito ad hoc per i delinquenti
credo che il PD se ripulisse le sue file ne avrebbe solo che da guadagnarci
il PdL invece rischia di venire prosciugato……
fc77
27 ott 2009 - 10:56 - #4landoni che fai gufi? non credo che rutelli porti via voti al pd,anzi potrebbe anche essere il contrario.
Steffa
27 ott 2009 - 11:08 - #5Da Rutelli a Mastella: il meglio del meglio insomma, evviva il grande centro ^^!
Se davvero questi vecchi democristiani se ne vanno e Bersani resta l’uomo concreto che è stato fin’ora prendo in considerazione di votare il PD alle prossime elezioni.
aldebaran85
27 ott 2009 - 11:14 - #6…e il caso tremonti-governo? certo i problemi sono solo nel pd
MacLeod
27 ott 2009 - 11:16 - #7@6
hai solo il berlusca per la testa????
MacLeod
27 ott 2009 - 11:22 - #8Rutelli ambiva alla segreteria di Franceschini, così aveva più spazio per i suoi margheritini… Quindi va con Casini che sicuramente gli darà molto più spazio. Rutelli, Mastella, Follini, e co… gentaglia senza ideali che va da destra a sinistra senza problemi… il classico sistema DC.. basta una cadrega.
fc77
27 ott 2009 - 11:42 - #9mastella in quale partito milita?
a1
27 ott 2009 - 12:12 - #10Rutelli ci hai stancato, VATTENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Tesqua
27 ott 2009 - 12:32 - #11Per ora direi che il pd per raggranellare 2 voti al centro ne ha persi 100 a sinistra; la “dipartita” del gruppetto teodem dal mio punto di vista sarebbe un evento enormemente positivo
Vx 220
27 ott 2009 - 18:41 - #12Sono perfettamente d’accordo con #11
La fuoriuscita teodem regalerebbe maggiore compattezza all’interno del pd: ciò si traduce in maggiori consensi soprattutto tra gli elettori di sinistra che alle ultime lezioni hanno optato per l’astensione.