Il 4 novembre 2008 è stato eletto l’attuale Presidente degli Stati Uniti. Barack Obama. Per capire come, e se, la sua ascesa politica abbia cambiato gli Stati Uniti nell’ultimo anno la scorsa settimana abbiamo intervistato Christian Rocca. Autore di camilloblog.it. E Giornalista. Negli Stati Uniti. Per il Foglio. Di Giuliano Ferrara.
Da oggi, fino a venerdì, troverete su polisblog il suo punto di vista sull’operato di Barack Obama. Alla vigilia del voto, molto importante per il Presidente, in Virginia e New Jersey (come ci ha spiegato lo stesso Rocca) abbiamo ragionato con lui sulle riforme. Partendo da quella sanitaria.
Uno dei punti di forza della campagna elettorale di Barack Obama è stata la riforma sanitaria. Come procedono i lavori per metterla in pratica?
Io sono sempre convito, sin dal giorno dell’elezione, che Obama avrebbe mantenuto la riforma sanitaria. Sono un po’ meno ottimista di allora perché ha sbagliato parecchie cose però alla fine penso che una riforma riuscirà a portarla a casa anche perché, e soprattutto, ai voti. I democratici di Obama hanno una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato.
La versione più, tra virgolette, avanzata di riforma incontra parecchie resistenze ma non tra i repubblicani che essendo in netta in minoranza non possano fare niente. Obama ha dei problemi con i democratici. Ci sono quattro-cinque senatori democratici che non vogliono un particolare aspetto. Ci sono una quarantina di deputati che sono scettici ai cambiamenti.
In America l’assistenza sanitaria non è un diritto. È privatistico. Si accede ai servizi sanitari come se fosse un servizio come qualsiasi altro. E si paga. Ci sono quindi le assicurazioni. Ci sono le imprese che forniscono la copertura sanitaria a dipendenti. Per i veterani, i bambini o gli anziani c’è invece lo stato che paga attraverso il Medicare.
Obama ha chiesto, semplicemente, di ampliare la copertura statale. Cioè non ha chiesto di fare una rivoluzione e trasformare il modello americano in quello italiano o europeo. Questa cosa qui non la vuole nessuno negli Stati Uniti.
La cosa più, tra virgolette, di sinistra o socialista che vuole il Partito Democratico è la cosiddetta Public Option cioè l’ipotesi che lo Stato subentri nel mercato delle assicurazioni e possa offrire ai cittadini americani che non possono permettersi l’assicurazione privata un’assicurazione statale a prezzi più bassi ma la struttura e il sistema americano rimane come quello che c’è sempre stato.
Questa Public Option che sarebbe il vero punto di svolta che Obama potrebbe portare al sistema americano è già stata cassata dal Presidente che ha già annunciato di volerci rinunciare perché non ai voti del suo stesso partito.
Questa cosa ha scatenato le proteste dell’ala più di sinistra del suo partito, dei giornali, che appunto hanno accusato Obama di aver tradito la promessa elettorale se non che proprio in questi giorni la maggioranza democratica alla Camera ha presentato, come pure la rappresentanza al Senato, la sua proposta che andrà al voto al termine di questa settimana.
In entrambi questi testi c’è la Public Option un po’ più edulcorata. Il punto è che non hanno i numeri. Si potrebbe arrivare al voto su questa cosa forzando i regolamenti ma Obama ha detto che lo avrebbe evitato.
Quindi siamo al punto in cui c’è questo progetto di riforma che prevede l’intervento diretto dello stato. È difficile che passi. Se non passa c’è ancora spazio per la mediazione.
Alla fine qualcosa Obama la porterà a casa. Importante è il voto in Virginia e New Jersey dove ha vinto Obama lo scorso novembre e dove i sondaggi danno come favorevoli i repubblicani.
Se lì i repubblicani vincono la riforma sanitaria avrà uno stop mica male. A quel punto questi due voti verranno interpretati come una bocciatura politica e quindi tutta l’ala moderata spingerà per ammorbidire la riforma che è stata presentata. Quindi al massimo passerà la versione più moderata.
Vale anche per gli Stati Uniti l’effetto Berlusconi grazie al quale i candidati vincono utilizzando, in questo caso, l’immagine del Presidente degli Stati Uniti?
Ci sono sostanzialmente tre voti. Due importanti. Sia che in Virginia che in New Jersey succede quello che sostieni nella domanda.
La Virginia è sempre stato conservatore anche se gli ultimi due governatori sono stati democratici. Comunque moderati. Non uomini di sinistra.Obama lì a vinto alle presidenziali ed era una cosa che non era successa negli ultimi quarant’anni. Durante quest’estate i sondaggi su Obama sono molto calati soprattutto in quegli stati conservatori o in bilico come nel caso, appunto, della Virginia.
Il candidato democratico ha provato questi ultimi mesi a differenziarsi da Obama perché aveva capito che tra gli elettori normali della Virginia c’è quasi del pentimento per aver votato Obama il 4 novembre.
C’è stato qualcuno alla Casa Bianca che addirittura ha detto che sta facendo una campagna folle. Il risultato è che è sotto di 16-18 punti rispetto al repubblicano. Adesso ha cambiato rotta. Ha chiesto ad Obama di fare campagna per lui e sta sperando nell’effetto Berlusconi per recuperare i punti di svantaggio.
Bisogna poi considerare che mentre l’elezione di Obama aveva portato alle urne l’elettorato nero che di solito non vota questa volta si presume, poiché non c’è un candidato nero, che questi cittadini non vadano a votare. Quei posti in cui Obama aveva vinto di poco sarà difficile far prevalere i democratici.
In New Jersey c’è l’effetto opposto. C’è un governatore miliardario banchiere democratico ben visto, poiché lì la crisi si è sentita moltissimo, il quale però ha fatto campagna elettorale spacciandosi come il migliore amico di Obama. Obama è già andato lì tre volte. Ci è ritornato lo scorso week end, quindi due giorni prima del voto.
Tutta la campagna è stata fatta sulla amicizia tra i due e lì i sondaggi sono migliori. Era sotto ma man mano che si è legato ad Obama è tornato in testa di poco.
L’effetto positivo c’è.
BOH1
02 nov 2009 - 00:27 - #1ma non diciamo idizie..ma perfavore..togliete a berlusconi il monopolio televisivo..toglieteli il suo potere economico ,toglietelo dai poteri forti e dall editoria…e poi ritorniamo tutti insieme appassionatamente a parlare del “successo” politico berlusconiano, e della sua strabiliante ed efficacissima comunicazione politica che fa sfraceli dal nord al sud..
ma lo vogliamo capire una buona volta che fare analisi politiche/sociali/deimassimisistemi non serve a niente fintanto che si accetta normale l occupazione dei poteri di cui berlusconi è protagonista ???
ha senso fare analisi sulla vittoria di una ferrari in un trofeo monomarca smart ?..ha senso analizzare le vittorie degli spagnoli contro i maya ???..
Ha senso continuare a minimizzare, fare finta di niente e davvero credere che in un paese con solo il 12 % della popolazione che legge quotidiani, un tasso di alfabetizzazione bassissimo, la televisione non sia un mezzo di manipolazione , formazione e informazione senza pari e di un potere quasi assoluto ?.
bah…
enrico xc
02 nov 2009 - 07:17 - #2berlusconi vince non per le tv ma per l’ incapacita’ conclamata della sinistra a governare. due anni di governo Prodi hanno garantito al centrodestra il governo per trenta!
ice
02 nov 2009 - 08:39 - #3l’unico paragone tra la lotta di Obama x la sanità e politic italiani puo essere fatto con le liberalizzazioni di Bersani e dell’ultimo governo Prodi:
_contro le banche: portabilità dei mutui gratuita
_contro gli abusi delle grandi aziende pubblbiche e private: class action
_contro le compagnie telefoniche: abolizione costi di ricarica (probabile fosse rimasto in carica si sarebbe colpito anche il costo dello scatto)
riforma che rimasero incompiute per colpa degli enormi poteri delle lobby interessate
e che finiro nel dimenticatoio grazie ai successivo governo Belrsuconi
solo la crisi mondiale dei mutui ha portato con un anno di ritarid a fare qualcosa…ma qui si trattava di evitare una rivolta popolare e si tratta cmq di misure straordinarie e non di diritti acquisiti dei consumatori
augustus
02 nov 2009 - 09:18 - #4Il paragone Obama-Berlusconi lo trovo insultante (per gli americani, sia chiaro). Voto in Italia ma voto anche negli USA (sono anche cittadino americano) e di simile tra la politica di questi due paesi, non c’e’ assolutamente nulla. In italia non vedo un presidente (del consiglio) che cerchi di fare cosa crede sia onestamente il meglio per il prorio paese. Non vedo nessuna grande riforma, non vedo nessun miglioramento. Non una legge nuova che migliori la situazione economica, non una qualsiasi riforma ne per la ricerca, ne per l’educazione ne per i diritti civili. Il nulla.
Ritornare in Italia per le vacanze e’ fare un passo indietro nel tempo, sempre piu’ grande, immobile nella sua noiosa staticita’.
Questo non lo posso dire per la situazione politica negli USA. Con Obama ho visto molto piu’ cambiamento di quello che venga publicizzato. Non si parla solo di riforma sanitaria (ora) ma di quello che e’ gia’ stato approvato. Sembra ci si sia gia’ dimenticato dell’enorme Stimulus Bill che i Repubblicani gia’ erano contrari. Non si parla della Riforma del Credito gia’ passata, non si parla dell’incremento esponenziale dell’investimento nelle rinnovabili. La quantita’ di burocrazia che si sta muovendo dietro la riforma energetica e’ enorme (rinnovabili come la costruzione della smarti grid), eppure non se ne parla, sembra dovuta, dimenticando che i Repubblicani l’hanno bollata come problema inesistente.
Non si parla dell’aumento dei fondi alla ricerca (aumento generale annuo gestito dalla NSF piu’ uno speciale di 3 miliardi venuti dallo Stimulus Package).
Poi si puo’ continuare con l’aumento di oltre il 100% nella costruzione per l’insfrastruttura ferroviaria, delle riforme per i diritti civili ( l’ultimo il Matthew Shepard Act), avanzati di piu’ in quest’ultimo anno che non in 8 anni sotto l’amministrazione Bush.
E i prigionieri da Guantanamo continuano ad essere mandati via per poterla chiudere (altri 3 la scorsa settimana).
E Obama non ha fatto niente? Tutte promesse…..niente fatti?
Rimango basito da quanto si possano ignorare fatti della politica attuale pur “seguendo” la stessa politica attraverso giornali & co. E anche solo il minimo paragone tra Berlusconi e Obama lo trovo vergognoso, il prodotto del solito complesso d’inferiorita’ italiano che ha il bisogno di portare al suo stesso (basso) livello gli altri paesi per non sentirsi male di se stesso.
Sinceramente patetico.
N.Chomsky
02 nov 2009 - 11:24 - #5Imbecillità più grande di questa è difficile sentirla…
N.Chomsky
02 nov 2009 - 11:27 - #6A battere una tale serie di imbecillità possono essere solo gente come questa, Rocca vuol farne parte?
Ku Klux Klan in Italia, l’ultima follia:
L’apertura delle iscrizioni lanciata via internet con slogan deliranti
Gli obiettivi della “lotta” sono negri, immigrati, omosessuali, ebrei
“Aderisci e salva la stirpe bianca”
“Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”
N.Chomsky
02 nov 2009 - 11:30 - #72-
Altri 5 anni di governo Berlusconi (dopo i disastrosi 5 già svolti dal berlusca e che portarono alla vittoria di Prodi)) e non ci sarà più una nazione da governare…