
Si racconta di un semplice mugnaio che, agli inizi del 1700, seppe tenere testa all’Imperatore di Prussia Federico II, il quale voleva espropriargli il mulino, colpevole di rovinare la vista del suo nuovo castello di Sans Souci. Il mugnaio non volle cedere in alcun modo alla richiesta. E alle minacce del suo illustre interlocutore egli rispose che c’era pur sempre un giudice a Berlino, dal quale avrebbe potuto ottenere giustizia. Fu l’Imperatore così a dover cedere.
Oggi quel giudice è sempre più spesso la Corte europea dei diritti dell’uomo, che non ha sede a Berlino ma a Strasburgo. Ad essa si è rivolta, tempo addietro, la signora Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto comprensivo statale di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi figli, di togliere i crocifissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Contro il rifiuto opposto dalla direzione della scuola la signora aveva fatto ricorso al Tar.
Le norme che prevedevano l’esposizione del crocifisso nelle scuole erano state sottoposte anche al giudizio della Corte costituzionale, la quale però non era entrata nel merito della questione, rilevando che tali previsioni erano contenute in regolamenti e non in atti aventi valore di legge, non potendo quindi essere giudicate in quella sede.
La vicenda si concluse, per la giustizia italiana, con una singolare decisione del Consiglio di Stato (n. 556/2006), secondo cui non soltanto la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche non violerebbe il principio di laicità dello Stato, ma addirittura servirebbe proprio a simboleggiare tale fondamentale assunto della nostra democrazia!
“Come a ogni simbolo - spiegò, infatti, in quell’occasione il supremo giudice amministrativo -, anche al crocifisso possono essere imposti o attribuiti significati diversi e contrastanti, oppure ne può venire negato il valore simbolico per trasformarlo in suppellettile, che può al massimo presentare un valore artistico. Non si può però pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come a una suppellettile, oggetto di arredo, e neppure come a un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come a un simbolo idoneo a esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”.
E così il crocifisso, per il Consiglio di Stato, diventava paradossalmente un simbolo di laicità! Oltretutto, si aggiungeva, “nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo; e l’appellante del resto auspica (e rivendica) una parete bianca, la sola che alla stessa appare particolarmente consona con il valore della laicità dello Stato”.
Non solo il crocifisso veniva assunto - verrebbe da dire: orwellianamente - come simbolo di laicità, ma il Consiglio di Stato dimenticava che il (solo) simbolo idoneo “a esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato” è indicato dall’articolo 12 della Costituzione italiana (peraltro, nei suoi “principi fondamentali”): si tratta del tricolore, bandiera della Repubblica.
La “mugnaia” però non si è arresa ed ha proseguito la sua battaglia, sempre più sola, dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che oggi, per la prima volta, si è pronunciata sulla questione della presenza dei crocifissi nelle scuole pubbliche, affermando (come riporta il Corriere della sera) che questa costituisce “una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e della “libertà di religione degli alunni”.
“La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - spiega la Corte di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”. Il che “potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei”. La Corte, inoltre, afferma di non essere in grado di comprendere “come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana”.
La Corte di Strasburgo ha condannato, altresì, lo Stato italiano al risarcimento di cinquemila euro per danni morali a favore della ricorrente. Non è difficile prevedere le violente reazioni che questa decisione susciterà. Ma non si può nemmeno trascurare l’autorevolezza dell’organo che l’ha emessa. A ben vedere, l’Imperatore di Prussia fu più furbo: preferì cedere subito piuttosto che farsi trascinare a Berlino dal testardo mugnaio.
Foto | Flickr
paer
03 nov 2009 - 13:46 - #1Finalmente!
ice
03 nov 2009 - 14:02 - #2Ahi, prevedo grosse beghe in casa PD…….
vedremo come Bersani riuscirà a gestire la patata bollente
destynova
03 nov 2009 - 14:05 - #3Che vergogna dover arrivare, per una cosa tanto semplice, fino alla corte dei diritti dell’uomo.
Non si può ancora dire “finalmente”, i chirichetti hanno fatto ricorso e stanno sbraitando come mullah, speriamo non intervengano questioni diplomatiche per modificare la sentenza…
PincoPullo
03 nov 2009 - 14:06 - #4 (nascondi)Immagino che l’autore di questo “articolo” nom abbia mai studiato nulla di simbologia occidentale, di diritto ecclesiastico, di teologia, nè di greco, dal momento che gli sfugge il significato del termine sia nella cultura ellenica, sia nell’accezione agostiniana.
Questione, quella del crocefisso, su cui purtroppo i più cocciuti sono necessariamente i più ignoranti.
_marco_
03 nov 2009 - 14:06 - #5ah…gli estremisti cattolici…
PincoPullo
03 nov 2009 - 14:07 - #6Intendo il termine “laico”.
lapo
03 nov 2009 - 14:09 - #7che stupidata
ci vuole relativismo!
per i paesi moderni, tolleranti, laici e multiculturali levate il crocifisso (se lo hanno mai avuto)
per i paesi cattolici, arretrati, bacchettoni e intolleranti tenetevelo
destynova
03 nov 2009 - 14:10 - #8chierichetti….
@Ice
Beh, visto che è stato fatto il ricorso, rimanderanno al giudizio finale cavandosela, per ora, con la solita affermazione di rispetto per le sentenze…
mr-lorenz
03 nov 2009 - 14:11 - #9Soile Lautsi Albertin come Bosman per il calcio
william-wallace
03 nov 2009 - 14:15 - #10 (nascondi)Figuriamoci.
Cancellando le nostre radici, cancelleremo il nostro futuro.
L’Italia ha una CULTURA CATTOLICA imprescindibile, sancita anche nei principi della costituzione.
Oltretutto, non è vietando i simboli religiosi che si sancisce la laicità dello stato, ma permettendo a tutti di esporli. Se nella classe di mio figlio ci fosse appesa l’immagine di Shiva di fianco alla Croce, non mi darebbe alcun fastidio!
ice
03 nov 2009 - 14:17 - #11@ #4
non nasconderti dietro un dito
è come dare dell’ignorante a qualcuno e poi tirare fuori l’etimologia nobile nei dialoghi tra Socrate e Critone
sai benissimo il motivo per cui i crocifissi sono li:
per bigottismo religioso
tra l’altro il piu delle volte chi si alza a difesa di questo simbolo sono proprio gli elementi piu grezzi e meno “praticanti”
della serie “di quel simbolo non me frega niente: in chiesa ci vado solo a Natale in Duomo per mostrare la pelliccia e i gioielli, ma proprio perchè mi chiedi di toglierlo…..io lo tengo li”
lapo
03 nov 2009 - 14:19 - #12in una scuola pubblica italiana ci metti la bandiera, la cartina e la foto di napisan mica il crocifisso o shiva…
Marino887
03 nov 2009 - 14:19 - #13Ancora non capisco una cosa. Ma la corte di Strasburgo, una volta enunciata questa sentenza, ha più valore rispetto a quanto deciso in Italia? Se sì toglieranno finalmente quei cavolo di crocifissi riciclati a “simbolo laico”?
alessandro_m
03 nov 2009 - 14:21 - #14# 10.
Preferirei che ci ricordassimo della nostra “cultura cattolica” ogni volta che ci trovassimo a trattare con gli immigrati, con quei poveri disperati che vengono in Italia per sfuggire alle guerre e alla fame.
E dovremmo ricordarci della nostra “cultura cattolica” nel valutare i comportamenti di chi ci governa.
Altrimenti la difesa ad oltranza del crocifisso diventa un atto ipocrita e un po’ squallido.
babyshambles
03 nov 2009 - 14:28 - #15finalmente… era ora!!
PincoPullo
03 nov 2009 - 14:35 - #16 (nascondi)@ ice
Se uno conoscesse il vero significato di laicità ed il vero significato del crocefisso, non avrebbe dubbi sul riconoscere il secondo come simbolo della prima. Ovviamente, non è questa la sede idonea per discuterne. E’ molto facile però fare del populismo, alimentando la vena anticlericale di chi, per incolpevole ignoranza, si limita alla superficiale apparenza.
alessandro_m
03 nov 2009 - 14:41 - #17# 16.
Il punto è proprio questo: chi ha il potere di stabilire qual è il “vero” significato del principio di laicità e chi ha il potere di stabilire qual è il “vero” significato del crocefisso?
Schmittianamente risponderei che il suddetto potere ce l’hanno, nel primo caso, la Corte costituzionale; nel secondo, il Papa. E’ anche per questo che il crocifisso non può essere assunto come simbolo di Stato.
lorenzo2
03 nov 2009 - 14:42 - #18Sono FELICISSIMO di questa sentenza. Comunque, William scrive:
“L’Italia ha una CULTURA CATTOLICA imprescindibile”
Anch’io la pensavo così fino a pochi anni fa. Ma poi chiediti: quali sono quesi valori cattolici che l’italia può sbandierare come forieri di una superiorità morale rispetto, a che so, la Norvegia? Perchè se un valore non ti fa sentire moralmente superiore non è un valore vero. Io credo che la radice cattolica italiana abbia dato molto di buono a questo paese ma ne ha dato altrettanto di cattivo e ha bisogno seriamente di essere messa in discussione.
lapo
03 nov 2009 - 14:42 - #19e quale sarebbe il vero significato che un istituzione NON religiosa NON puo comunicare?
normanno-del-sud
03 nov 2009 - 14:43 - #20 (nascondi)con gente del genere (voi liberali) o (laici) normale che vince l’islam in europa!!
u duce vulimmu!!
lorenzo2
03 nov 2009 - 14:43 - #21Pincoupllo, io ero animatore parrocchiale e ho pure considerato (se pur astrattamente) l’idea di prendere i voti fino a qualche anno fa, ora sono agnostico convinto, quindi non pensare che se è uno è determinatamente laicista lo è perchè è cresciuto in un ambiente che lo ha plagiato in al senso.
_marco_
03 nov 2009 - 14:52 - #22In molti dicono di conoscere il vero significato della croce laica (a scuola c’è la croce con un cristo sopra, non una croce e basta) ma di non voler discuterla qui.
Mi potrete gentilmente indicare un link dove posso informarmi in merito?
Si sono tirati in ballo simbologia occidentale, diritto ecclesiastico, teologia, greco, cultura ellenica, accezione agostiniana.
Io sono solo un povero informatico
PincoPullo
03 nov 2009 - 14:59 - #23 (nascondi)@ alessandro
Ti sbagli. Non esiste il “potere di stabilire”: il concetto di laicità ed il simbolo del crocefisso non devono essere stabiliti, sono più antichi di qualunque istituzione vivente, anche della Chiesa. L’art. 7 della Costituzione non reinterpreta nulla, si limita a recepire una filosofia e filologia millenaria, su cui nessuno di noi si può permettere di approcciarsi senza la dovuta preparazione.
@ lorenzo2
E, caro Lorenzo, non importa il tuo passato, né è rilevante che tu sia laicista, ateo, mangiapreti o cattolico fervente: se nell’ambiente che frequentavi hai avuto modo di approfondire un po’ Agostino, mi capirai meglio di chiunque altro.
PincoPullo
03 nov 2009 - 15:02 - #24Caro Marco, un link non te lo posso dare perchè la cultura web è per sua natura composta da una serie di informazioni. Su tutta wikipedia non ci saranno 3 righe di vera ermeneutica. Invece, se tu volessi andare in libreria ed ordinare (ahimè, temo che non ci siano sugli scaffali tra un Brown ed un Vespa) un paio di libri, ti consiglierei per iniziare gli scritti di Jasonni e Calamandrei.
PincoPullo
03 nov 2009 - 15:03 - #25Ah, per inciso, la corce non muta di significato che ci sia o no il Cristo sopra. ;)
puntini-puntini-xanderoby
03 nov 2009 - 15:04 - #26Finalmente togliamo ’sto simbolo religioso dalle pareti dove NON deve stare.
I fanatici religiosi, se non sono abbastanza contenti di portarsene uno al collo od al culo, come moda impone, potrebbe tatuarselo in fronte, così da mostrar la loro imprenscindibile fede a chiunque.
I cristiani, quello sparuto gruppo che lo è davvero senza dover necessariamente ricorrere a cadaveri appesi in ogni luogo, non potranno che esser felici di non veder un simbolo tanto alto riprodotto in ogni dove senza alcuna attinenza che non sia l’ipocrita prepotenza su chi non crede.
lorenzo2
03 nov 2009 - 15:08 - #27PincoPullo, sono sicuro c’è gente che giustifica il terrorismo islamico con affascinanti e bizantine giustificazioni filosofico-religiose basate ineccepibilmente sui precetti del corano, quindi se permetti, non guardo il sasso per perdere di vista la montagna: mi limito a tenermi stretto il primo strato interpretativo, ossiaà che il crocifisso è un simbolo religioso della religione Cattolica Romana.
jason-bourne
03 nov 2009 - 15:08 - #28Data l’ignoranza generale riguardo le istituzioni comunitarie occorre ribadire che la corte europea non è un organo dell’unione europea.
In ogni caso siamo abituati a queste “sentenze” politiche che non avranno nessun effetto pratico
alessandro_m
03 nov 2009 - 15:09 - #29# 23.
Pincopullo, sei tu che ti sbagli. Se esistesse una sola concezione di laicità o una sola concezione del crocifisso (che, tra l’altro, non sta bene nemmeno ai protestanti, per i quali è ammissibile solo la croce nuda) non ci sarebbero problemi. O meglio ce ne sarebbero eccome: per il pluralismo e la democrazia.
L’articolo 7 della Costituzione non ha fatto propria nessuna filosofia, nessuna concezione. Nella Costituzione troviamo solo concetti, non concezioni. Se trovassimo concezioni ufficiali della giustizia o della religione o di altro, non sarebbe una Costituzione liberale e democratica, ma totalitaria o confessionale.
Sulla distinzione tra concetti e concezioni della giustizia John Rawls ha scritto pagine molto interessanti. Anche Dworkin utilizza in modo efficace tale distinzione.
puntini-puntini-xanderoby
03 nov 2009 - 15:13 - #30Ah, prima o poi l’UE dovrà sbatterlo fuori ’sto crocevia di fanatici religiosi, mafiosi ed attentatori dello stato di diritto.
Così finalmente saran soddisfatti entrambi: l’UE che si leverà il peso di un cadavere morente e l’Italia che potrà completare la sua deriva autarchica, autoritaria e teocratica.
Benedetto sia quel giorno!!!
PincoPullo
03 nov 2009 - 15:13 - #31Il crocefisso non è un simbolo Cristiano, è un simbolo di tante realtà. Dopotutto non credo che Madonna lo sfoggi fra i seni perchè è una devota credente: la croce è un simbolo nato cristianamente, ma ora il suo valore è eclettico. Se volete, un simbolo ancor più diffuso e prettamente ecclesiastico è la cravatta! Eppure, nessuno di queeli che ora l’hanno al collo pensa certamente alla religione, davanti allo specchio al mattino…
puntini-puntini-xanderoby
03 nov 2009 - 15:19 - #32Ah non è un simbolo cristiano, allora mi domando perché c’è il crocifisso negli edifici e sui culi di metà popolazione e non ci sono altri simboli.
Quindi se non è un simbolo religioso è possibile bruciarlo, gettarlo fuori dalla finestra o frantumarlo, come si farebbe con un qualsiasi Brand, o sbaglio?
Ma marchiatevelo a fuoco, se ci tenete tanto.
destynova
03 nov 2009 - 15:22 - #33Alla fine Bersani mi ha smentito ed è riuscito a fare peggio delle mie aspettative:
Per il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani “un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”.
Ma dove ha letto che il crocefisso è stato considerato offensivo? Si è inventato una notizia per poter fare un commento di comodo, pessimo inizio, il buon senso del disonesto.
puntini-puntini-xanderoby
03 nov 2009 - 15:26 - #34Complimenti a Bersani che mostra come fare a perdere ancora voti.
Topo Gigio, novello divulgatore scientifico, mi pare abbia più credibilità.
william-wallace
03 nov 2009 - 15:29 - #35alessandro m.
Allora io vorrei che si parlasse di laicità anche quando si tratta di donne in burqua, per esempio.
Essere di cultura cattolica non significa essere cattolici. Significa che la nostra storia ed anche tantissimi principi fondanti della costituzione non arrivano da chissà quale intellettuale illuminato, ma da questa religione.
E comunque, prescindendo da questo discorso, la libertà non si difende impedendo di esporre simboli religiosi, ma permettendo a tutti di farlo. Io non mi sentirei offeso o discriminato se di fianco alla Croce ci fosse Shiva o il Buddha o chi volete voi.
PincoPullo
03 nov 2009 - 15:30 - #36@ alessandro
E’ un piacere discutere con te. Orbene, se mi dici che esistono varie concezioni di laicità, il problema che si pone è quello di definirne comunque una che sia la principale: se io intendo la laicità come A, e tu come B, la mia idea di stato laico sarà inevitabilmente diversa dalla tua. In uno stato “democratico”, non può comunque farsi a meno di concetti che siano univoci: andrà stabilito quale dei tanti significati del termine deve prevalere.
La Costituzione questa scelta l’ha fatta. Ed ha inquadrato, nell’art. 7, un concetto di laicità diverso da quello sentito dal popolo in questo determinato contesto storico. Ora il punto è: il popolo considera non laico il crocefisso? Pare di sì.
A questo punto, emerge la vera natura di uno Stato. Saprai meglio di me che la “democrazia” greca era fortemente negativa per gli ellenici: il governo del volgo, specialmente su questioni così attinenti all’ermeneutica, porterebbe senz’altro a soluzioni sbagliate. E’ allora il “laos” (da cui “laicità”), insieme di persone caratterizzate da un contesto intellettuale ed una conoscenza comune, a dover affinare la risposta più esatta.
Per paradosso, la sublime “democrazia” greca avrebbe sottratto la questione al popolo, inteso come numero matematico di soggetti, e l’avrebbe affidata ai veri “laici”, coloro i quali soli conoscono i substrati degli elementi millenari di cui si parla.
alessandro_m
03 nov 2009 - 15:30 - #37PincoPullo, croce e crocifisso non sono la stessa cosa.
destynova
03 nov 2009 - 15:32 - #38@#34
Che vuoi farci, ha paura d’esser poco di “centro” e deve rimediare.
Farà la fine di chi vuole stare da tutte le parti, ovvero stare da nessuna.
lapo
03 nov 2009 - 15:32 - #39il burqa non è un simbolo religioso e non è imposto a nessuno
william-wallace
03 nov 2009 - 15:36 - #40Tra l’altro non sento mai nessuno che difenda la laicità dello Stato quando ci sono le ferie nei giorni delle festività religiose…
destynova
03 nov 2009 - 15:38 - #41@william-wallace
Tralasciando le implicazioni pratico legali, il burqua è un indumento ed indossarlo è una questione privata, quindi non vedo che attinenza possa avere (oltretutto non è neanche un simbolo religioso).
puntini-puntini-xanderoby
03 nov 2009 - 15:39 - #42WW: aridaje.
Se uno non è di nessuna confessione religiosa deve trovarsi un muro di simboli e precetti innanzi ogni volta che mette piede in un edificio pubblico, sia esso un bambino che va a scuola, un cittadino che va in un ufficio della P.A.?!
Ma non è più semplicemente ELIMINARE i simboli religiosi ove non consoni e TUTELARE ciascun credente nell’attuazione della propria fede?
Se uno è fervente cattolico può portarsi un Cristo al collo e lo avrà sempre con sé.
Se uno è fervente musulmano può indossar chador, burqa e quel che ritiene opportuno.
Se uno crede in Babbo Natale indosserà tutto l’anno il berretto tipico e pace sia.
Ognuno la sua fede può portarsela appresso come crede, ma non si capisce perché debba esser imposta ad altri anche ove non necessario.
destynova: contento lui contenti tutti.
Tanto chi non votava PD prima certo non lo voterà adesso grazie a lui.
alessandro_m
03 nov 2009 - 15:40 - #43PincoPullo, il punto è che il principio di laicità non si ritrova nell’art. 7 della Costituzione, il quale recita “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”.
La Corte costituzionale, nella sentenza 203 del 1989, ha ricavato il principio di laicità dall’insieme degli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione. E ha definito quello di laicità un principio supremo.
In forza di questo principio è intervenuta sui reati di vilipendio alla religione e sul giuramento processuale, oltre che sull’ora di religione nelle scuole. Esiste una concezione democratica di laicità: è quella elaborata dalla Corte costituzionale.
Ricordiamoci che l’articolo 8 della Costituzione prevede che “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”. O vogliamo applicare la concezione orwelliana/ghediniana secondo cui tutte le confessioni sono uguali ma l’eguaglianza non si applica sempre allo stesso modo?
william-wallace
03 nov 2009 - 15:41 - #44destynova
A) Il mio era un riferimento generale sul discorso della laicità, non certo un paragone col crocifisso.
B) Il velo (quello che copre interamente il volto) non è una questione privata, visto che è vietato dalla legge, per la quale un cittadino deve sempre essere riconoscibile.
lorenzo2
03 nov 2009 - 15:42 - #45William, ripeto: non vedo alcun valore “cattolico” (quindi legato al crocifisso) che non abbiano anche altri paesi modereni occidentali. In israele (ESCLUDENDO TUTTO IL DISCORSO ‘PALESTINA’, MA PRESO COME ESEMPIO DI PAESE DEMOCRATICO NON CRISTIANO) non mi pare che mangino bambini, spengano le sigarette negli occhi dei cerbiatti o facciano sacrifici umani.
william-wallace
03 nov 2009 - 15:47 - #46puntini
Quello che non capisco è chi impone cosa. Un simbolo religioso in un ufficio pubblico è segno di imposizione? Esiste secondo te qualcuno che davvero potrebbe offendersi senza che la sua reazione sia in realtà condizionata da pregiudizi? Se non ci credo, cosa me ne frega del simbolo??!
Se qualcuno si offende per un simbolo religioso è lui ad avere problemi!
A me non da fastidio nessun simbolo religioso, purchè vengano rispettate le leggi dello Stato. Questa è laicità.
A me tutto sto discorso sa tanto di astio verso il Cattolicesimo, ma forse mi sbaglio.
aldebaran85
03 nov 2009 - 15:49 - #47doh, non potevano aspettare altri 2 mesi?… a dicembre per l’esame devo aggiungere pure questa sentenza
stefano1966
03 nov 2009 - 15:50 - #48Finalmente!
Io ho la mia catenina al collo e la porto sotto la maglietta non fuori per far vedere che sono cattolico.
Ora i politici da me votati si stracceranno le vesti e forse anche i politici da me non votati.
Non hanno capito nulla o gli ordini che vengono dal SCV sono ancora più importanti della laicità dello stato.
Per me in questo lo stato vero è rappresentato dalla Francia di Sarkozy.
Come cittadino puoi credere in quello che vuoi ma se sei un dipendente pubblico non devi far capire al cittadino che sta al di la del vetro qual’è la tua credenza.
La credenza è TUA non dello stato.
Il brutto è che i cattolici capiscono questa sentenza come un’attacco a loro.
Non riescono nemmeno a capire che in un’europa sempre più islamizzata questa sentenza è a loro favore,che è una sentenza che li “aiuta”.
Vietare l’esposizione di un simbolo religioso come il crocefisso in un edificio della Repubblica significa vietare l’esposizione di simboli religiosi,non solo cristiani.
E i simboli non sono solo attaccati ai muri…si possono indossare.
Quindi se passerà questo principio il divieto colpirà più altre religioni.
Questo ragionamento i cattolici non riescono a farlo?
aldebaran85
03 nov 2009 - 15:52 - #49non solo l’italia è stata “ripresa” dalla corte europea ma anche la germania
alessandro_m
03 nov 2009 - 15:53 - #50# 46.
Quindi non avresti problemi a farti giudicare in un’aula di tribunale in cui è appeso alla parete, in bella mostra, un versetto del Corano?