Chi è Nicola Zingaretti, il nuovo presidente della Regione Lazio


Nicola Zingaretti si era candidato alle primarie PD per le elezioni comunali a Roma, con un anno di anticipo per avere il tempo di preparare la campagna elettorale contro Alemanno: i sondaggi gli davano ragione, tanto che si parlava già di una "exit strategy" dell'attuale sindaco di Roma per evitare la sconfitta elettorale. Non sapremo mai se era vero o no, perché lo scandalo dei rimborsi nella Regione Lazio e la successiva fine della giunta Polverini hanno portato il PD a chiedere a Zingaretti di candidarsi alla Pisana. E lui, si dice a malincuore, ha accettato per il bene del partito. Ora è il nuovo governatore del Lazio, un ruolo che non ha portato bene ai suoi predecessori: Renata Polverini, costretta alle dimissioni, Piero Marrazzo con il ben noto scandalo a base di droga e trans, e lo stesso Francesco Storace travolto da una vicenda giudiziaria da cui è uscito pulito solo quest'anno.

Nato a Roma nel 1965, fratello minore di Luca, il "commissario Montalbano" televisivo, Nicola Zingaretti inizia l'attività politica giovanissimo, fondando negli anni del liceo un'associazione per l'integrazione degli immigrati. Nel 1991 diventa responsabile nazionale di Sinistra giovanile e l'anno dopo entra nel Consiglio Comunale di Roma. Negli anni successivi si occupa prevalentemente di politica internazionale: è vicepresidente dell'Internazionale Socialista, interviene all'Assemblea dell'ONU per l'Anno mondiale della gioventù ed entra nella piattaforma socialista per il "Progresso globale" presieduta da Felipe Gonzalez. Da responsabile delle Relazioni Internazionali dei DS incontra il premio Nobel Aung San Suu Kiy e organizza la visita del Dalai Lama a Roma.

Torna alla politica nazionale nel 2000, quando viene eletto segretario romano dei DS e organizza la candidatura di Walter Veltroni al Campidoglio. Nel 2004 viene eletto al Parlamento Europeo e nel 2007 diventa responsabile regionale del partito. Nel 2008 lascia il seggio di europarlamentare per candidarsi alla presidenza della Provincia di Roma, vincendo in una tornata elettorale che vede il centrosinistra perdere il Comune di Roma. La sua candidatura alle provinciali ha avuto quest'anno uno strascico giudiziario: secondo i Radicali, che hanno presentato un esposto, nel 2008 Zingaretti si sarebbe candidato dopo essere stato assunto con contratto dal PD, facendosi quindi pagare i contributi dall'amministrazione, secondo una contestata legge provinciale.

Un'altra polemica, tornata spesso a galla in questa campagna elettorale, riguarda la costruzione del nuovo palazzo della provincia: il suo costo esorbitante (280 milioni di euro) ha causato l'indignazione del centrodestra, anche se Zingaretti ha sempre difeso la scelta. Scelta che gli ha anche causato l'ostilità del costruttore Caltagirone, proprietario del Messaggero, il principale quotidiano di Roma. Altra polemica risale al 2010, e contrappone Zingaretti a Matteo Renzi: dopo lo scandalo-Marrazzo, il partito propose all'allora presidente della provincia di candidarsi alla presidenza della Regione Lazio. Zingaretti tentennò, poi rifiutò l'offerta dicendo di voler continuare il suo lavoro alla Provincia. Matteo Renzi lo accusò di scarso coraggio, e Zingaretti replicò dicendo "la politica non è solo carrierismo".

Foto: NicolaZingaretti.it

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