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"Possono morire, noi il crocifisso non lo leviamo!" Intervista-show del ministro La Russa alla Vita in Diretta

Pubblicato: 05 nov 2009 da Luca Landoni

Commenti dei lettori



Incredibile show del Ministro alla Difesa Ignazio La Russa nel pomeriggio di Raiuno. Invitato dal conduttore Lamberto Sposini a parlare del 4 novembre, festa delle Forze Armate e anniversario della vittoria nella Grande Guerra, il ministro si indigna per il precedente servizio mandato in onda sulla questione del crocifisso nelle scuole.

Dopo aver lamentato lo squilibrio delle posizioni in campo, che a suo dire lasciava intendere che la maggioranza degli italiani fosse d’accordo con la decisione della corte europea, La Russa si scalda sempre di più dribblando ogni tentativo di Sposini di riprendere in mano il pallino. E proprio quando la situazione sembra tornata sotto controllo sbotta in un “Possono morire, noi il crocifisso dalle scuole non lo leviamo!”

Imperdibile!

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81 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 16:48 - #1
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    Ma pensa alle cose serie, ad esempio i nostri soldati in Afganistan…

  • Profilo di puntini-puntini-xanderoby

    puntini-puntini-xanderoby

    05 nov 2009 - 16:53 - #2
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    Complimenti.
    Dopo aver insultato cittadini americani di pedofilia quest’altro show.
    Ma qualcuno lo denuncia questo buffone?

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    05 nov 2009 - 16:56 - #3
    1 punto
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    …ma e’ una questione di design credo no? la Russa non ha nulla di cattolico quindi presumo che la sua sia solo una opinione dettata dalla moda….quella di appendere un simbolo che a nessuno dice nulla, al quale nessuno crede ma che serve solo a fare i gradassi in molte situazioni

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    05 nov 2009 - 17:10 - #4
    3 punti
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    Questa italia dove viene bandito il dissenso e si tenta di imporre i proprio principi agli altri mi fa sempre più schifo…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 17:12 - #5
    5 punti
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    Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io. Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone pu77aniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”. Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”). Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    05 nov 2009 - 17:24 - #6
    1 punto
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    ma si rende conto che è ridicolo? innanzitutto la sentenza europea non ha vietato di professare la religione cattolica, ma più semplicemente di togliere il crocifisso dalle scuole, pubbliche, pagate dai cittadini, tutti, che possono essere ebrei, musulmani, buddisti etc etc. Nessuno, rinco la russa, ti vieta di appenderti al collo una catenina che rappresenta il crocifisso. Piuttosto perchè non pensa al fallimento della nostra nazione? e per fallimento intendo su tutti i fronti. Ridicolo, davvero ridicolo, il povero e piccolo paladino della religione cattolica… ma che andasse a ripassare i 10 comandamenti, il suo padrone ne rispetta ben pochi. Comunque sia a me interessa la costituzione e la laicità che stuprano giorno dopo giorno.

  • Profilo di paer

    paer

    05 nov 2009 - 17:27 - #7
    1 punto
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    Il solito def***iciente -_- Che bei ministri che abbiamo…

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 17:31 - #8
    -5 punti
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    Io adoro quest’uomo…

  • Profilo di iononhovotatoberlusconi

    iononhovotatoberlusconi

    05 nov 2009 - 17:34 - #9
    0 punti
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    nchomsky #5

    Hai perfettamente ragione.
    Non sono religioso, ma ritengo giusti molti degli insegnamenti evangelici, quegli stessi insegnamenti che gli ecclesiastici sono i primi a dimenticare.

  • Profilo di dario911

    dario911

    05 nov 2009 - 17:34 - #10
    1 punto
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    Che classe, La Russa. Non si smentisce mai. Per accaparrarsi i voti dei bigotti non sa più che fare. Penso che venderebbe sua moglie.
    Che tristezza, vedere che si infervora in questo modo per argomenti marginali come quello del crocifisso.
    Sulle questioni serie mai niente, invece.
    Peccato, ha perso un’altra occasione per starsene zitto.
    Per quanto mi riguarda, il crocifisso andrebbe tolto non solo dalle scuole, ma da qualsiasi ufficio pubblico. Non ha senso. L’Italia è un paese laico, non c’è bisogno di esporre il crocifisso ovunque. Non occorre mostrare il crocifisso per dimostrare di essere cristiani. A meno che la fede non sia tanto fragile da necessitare di simili gingilli, che mi sanno tanto di idolatria.
    Però siamo in Italia, e non si può non compiacere il Vaticano, che rappresenta una fonte di arretratezza culturale incredibile.
    Nessuno va da loro ad imporre nulla, non vedo perché loro debbano imporre qualcosa a tutti, impunemente, sfacciatamente, sentendosi forti di un appoggio politico risibile, che non poggia sul principio religioso, ma sul desiderio di accaparrarsi i voti di tutti i bigotti che affollano la penisola.
    Ma al Vaticano non interessa come stanno le cose. L’importante è riuscire a perseguire il proprio scopo: pesare quanto più possibile sulla politica italiana.
    E ci riescono eccome, purtroppo per noi…
    Non importa che poi, il rappresentante di punta del governo tanto caro alla chiesa, diffami Boffo per interposta persona, frequenti minorenni, sia divorziato ed organizzi festini con escort…
    Tutti uniti sotto il crocifisso, mi raccomando!

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    05 nov 2009 - 17:35 - #11
    -3 punti
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    Ignazio,
    So che sei una persona intelligente.
    Quando vuoi.
    Sicuramente tu non ti ricordi di me ma io ricordo quando la nostra comune amica,S.C. ora moglie di un ministro,ci fece conoscere,quella sera,dopo la manifestazione di Milano
    Constatai di personai che eri un tipo assolutamente cordiale e “fuori dagli schemi”.
    Sei veramente cambiato così tanto?
    O è solo che in questo momento devi lecc… il c… al SCV?
    Ok,non sei il solo,lo so.
    Ma perchè ridursi a certe sceneggiate in tv?
    Con affetto.

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 17:39 - #12
    -3 punti
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    Ha semplicemente espresso, nel suo usuale modo colorito e caciarone, il pensiero della stragrande maggioranza degli italiani.
    Che sia un ministro del cdx, in questo caso, è completamente irrilevante.

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    05 nov 2009 - 17:42 - #13
    5 punti
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    Quindi la Corte europea dei diritti dell’uomo è un “finto organismo internazionale”? E quali sarebbero quelli veri, ammesso che ci siano?

    Che le norme che impongono l’esposizione del crocifisso siano state approvate nel periodo fascista è indubbio: risalgono al 1924 e al 1928 (si tratta di due regi decreti). L’Avv. La Russa fa finta di non saperlo. Secondo lui dovremmo applicare queste norme che prevedono anche la presenza nelle scuole della foto del Re?

    Per quanto riguarda il Concordato, ricordiamoci che è stato modificato nel 1984 su iniziativa di Bettino Craxi, soprattutto (ma ovviamente non solo) per rimuovere la previsione secondo cui la religione cattolica è la religione di Stato (cosa che quindi non sta scritta più nemmeno lì).

    Infine, ricordiamoci dell’articolo 8 della Costituzione, che recita: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”.

    Ricordiamoci inoltre: che il crocifisso mette a disagio anche molti protestanti italiani, che c’è un’autorevole giurisprudenza della Corte di Cassazione dalla quale si evince che tale simbolo non deve stare negli edifici pubblici. Che altro?

    Ah sì, perchè il Ministro della difesa non parla del tricolore? Forse perchè qualche suo collega di Governo ne fa usi poco nobili? Un tempo parlavano di Patria. Ora più nemmeno di quella…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 17:43 - #14
    0 punti
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    12-
    Un politico non deve esprimere il pensiero degli Italiani (spesso sbagliato o dettato dal momento), ma deve esprimersi per il bene del paese, e queste prese di posizione demagogiche sicuramente non lo sono…

  • Profilo di jack-bauer

    jack-bauer

    05 nov 2009 - 17:45 - #15
    1 punto
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    @nchomsky Se fai copia incolla di un articolo di Marco Travaglio scrivilo però!

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    05 nov 2009 - 17:45 - #16
    0 punti
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    albert1, il punto è un altro, ci sono cose molto più importanti, è questo il punto. Il fatto che la russa sia del centro destra è rilevante, anche tanto, perchè fa parte di una maggioranza che dovrebbe pensare a risolvere i problemi interni dell’italia. Ogni scusa è buona per evitare l’irrisolvibile (per quanto riguarda questo governo buffone).

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 17:47 - #17
    -1 punto
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    naruto: l’ha detto da Lamberto Sposini, mica in Parlamento…
    L’unica cosa cui si potrebbe obiettare è il fatto che un ministro vada a fare le ospitate in trasmissioni da casalinghe disperate come quella, e fin lì ci può stare.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 17:48 - #18
    0 punti
    Up Down

    13-
    Le norme a cui fai riferimento riguardano solo gli edifici pubblici “scolastici” e fanno parte delle norme sull’arredo scolastico…norme che non sono leggi, ma che in quanto norme devono altresi sottostare alle leggi dello stato e qualora le norme si trovassero in contrasto con le leggi sono le norme a decadere..

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    05 nov 2009 - 17:49 - #19
    -1 punto
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    ah, si albert, allora la pensiamo allo stesso modo. Io odio questi salotti, stile sposini e d’urso!

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 17:52 - #20
    0 punti
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    15-

    Se scrivo Travaglio molti per punto preso non lo leggono anche se poi si trovano in accordo su quanto scrive, er cui lasci che siano i più svegli a scoprire l’autore.

    E’ implicito che l’articolo di Travaglio copia, in un certo senso, anche il mio pensiero..

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 17:54 - #21
    -2 punti
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    Forte Travaglio, però…
    E’ riuscito ad andare “controcorrente” senza però perdere l’occasione per rompere i c0glioni.
    Quell’uomo è un piccolo genio, peccato sia così stron2o… ;)

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 17:54 - #22
    0 punti
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    20-
    Azz ho la tastiera che salta qualche lettera…scusate

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:01 - #23
    0 punti
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    Landò, hai visto che roba ?

    Sofri = 7 commenti
    Crocifisso (ancora) = 22 in un’ora e se ci mettiamo d’impegno, sale…

    E non c’è niente da fare, quando l’argomento tira, tira… ;)

  • Profilo di fabio-p

    fabio-p

    05 nov 2009 - 18:06 - #24
    0 punti
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    Lo show di un ridicolo pezzente che non ha uno straccio di argomentazione capace di difendere la sua posizione sul crocifisso. L’unica strada rimane ovviamente quella di fare uno show. Si fa la voce grossa, un atteggiamento da duro, un po’ di denigrazione dell’avversario e il gioco è fatto. Qualcuno che applaude sulla scia dell’entusiasmo lo si trova sempre.

  • Profilo di stef500f

    stef500f

    05 nov 2009 - 18:07 - #25
    2 punti
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    Ministro della difesa????
    Mi vergogno.

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:07 - #26
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    Non mi ricordo, ma il precedente di qualche anno fa, quando quel signore di religione musulmana fece la stessa richiesta, come andò a finire ?
    Qualcuno ne ha memoria ?
    Chi si schierò pro, chi contro ?
    Ma soprattutto, lo tolsero poi quel crocifisso o no ?

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    05 nov 2009 - 18:19 - #27
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    Ma ci vogliamo rendere conto che la cosa scandalosa non è ciò che difendono, ma le ragioni? A loro non interessa nulla dei cittadini, non conosco nemmeno una persona che sià assolutamente contro la rimozione del crocifisso. Quello che interessa a loro è difendere gli interessi della chiesa per non inasprire ulteriormente i rapporti con un organo così importante a livello economico e politico. Come al solito stanno lavorando per mantenere il potere e non per garantire la libertà e l’eguaglianza dei cittadini.

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:21 - #28
    0 punti
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    winkiller: forse è solo un po’ di buon senso ?

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    05 nov 2009 - 18:27 - #29
    0 punti
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    albert1
    era l’imam di carmagnola.

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:27 - #30
    0 punti
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    E come finì ? Aspetta che cerco…

  • Profilo di magog

    magog

    05 nov 2009 - 18:28 - #31
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    Bah. Se avessi un centesimo per ogni vaccata detta da La Russa mi sarei già comprato casa in una nazione civile tipo Inghilterra, Svezia, Norvegia, Olanda, Spagna, insomma “una a caso che tanto è sempre meglio di noi™” e mi avanzerebbe ancora abbastanza denaro da vivere di rendita.

  • Profilo di fabio-medici

    fabio-medici

    05 nov 2009 - 18:28 - #32
    -4 punti
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    Bravo la russa stavolta….
    Hai tutto il mio appoggio…contro questi sch.izofrenici….

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    05 nov 2009 - 18:29 - #33
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    @albert1
    Buonsenso in cosa? Nel fregarsene del loro ruolo istituzionale per cui sono strapagati, lavorando al solo scopo di mantenere il potere ed i benefici che gliene derivano?
    Quello, sì, è buon senso, ma buon senso da ladri e truffatori.(E parlo di tutti, Bersani in primis che non ha le palle di prendere una posizione di sinistra, bel cambiamento!!!)

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 18:29 - #34
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    Il bello è che personaggi come lui hanno, ad esempio, dato hai figli nomi che con la tradizione cattolica non c’entrano nulla, o magari anche Berlusconi tra i più accesi critici della sentenza, che ha costruito un mausoleo (tomba) che ha tanti simboli religiosi e di altra origine fuorchè la classica croce cristiana

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:33 - #35
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    Niente, non riesco a trovare l’epilogo di quella storia di Adel Smith…
    Vabbè, sento che era importante, ma ci rinuncio per ora.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    05 nov 2009 - 18:39 - #36
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    solito populismo per pigliare voti… incoerenti incoerenti … tutti si fingono cattolici quando pare a loro

    grave per un ministro quelle affermazione sulla corte europea

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 18:42 - #37
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    35-
    La faccenda riguardava la struttura pubblica in quanto ospedale in cui era ricoverata la madre in fin di vita, ma se l’ospedale era cattolico (tipo il “Gemelli”) la protesta era inutile, se invece l’ospedale era semplicemente pubblico il tribunale gli avrà dato ragione (credo di ricordare fosse la seconda ipotesi)

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:47 - #38
    0 punti
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    No no, era sempre in una scuola…
    Vatte a ricordà, mannaggia la memoria che mi falla.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 18:52 - #39
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    38-
    Aveva protestato in due occasioni:
    A scuola per i figli e poi all’Ospedale dove con un gesto clamoroso aveva gettato il crocifisso dalla finestra, nel caso della scuola il tribunale gli aveva dato ragione, riguardo l’ospedale non so…

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    05 nov 2009 - 18:53 - #40
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    Tolse di persona il crocefisso da una scuola.
    Pisanu lo cacciò dall’italia.
    Difeso da Pisapia (avvocato di Rifondazione) vinse con sentenza del TAR del Lazio.
    E’ attualmente indagato per alcuni siti senegalesi pro jihad.

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:53 - #41
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    Che poi alla fine non capisco tutto sto accanirsi contro il crocifisso…

    Alla fine, sta lì buono buono, che fastidio dà ?

    Senza togliere poi che può tornare utile in tanti modi, all’occorrenza:

    1) come picchetto d’emergenza per i tiranti di una tenda;
    2) aggiungendo un bell’elastico, come mazzafionda;
    3) allontana i vampiri e i lupi mannari;
    4) se abbastanza grande, ottimo appendiabiti;
    5) correttamente impugnato, come martello per piccoli lavori di bricolage;
    6) come strumento ginnico;
    7) …

    L’avevano considerato questo, a Strasburgo ?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 18:56 - #42
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    Adel Smith getta crocifisso da finestra ospedale
    Repubblica — 16 dicembre 2003

    L’ AQUILA - Il crocifisso strappato dalla parete e gettato giù dalla finestra. è andato in scena all’ ospedale San Salvatore dell’ Aquila l’ ultimo atto della battaglia personale di Adel Smith contro il simbolo della cristianità. Il presidente dell’ Unione musulmani d’ Italia (una piccola associazione di matrice integralista) ha infatti reagito con virulenza al rifiuto della autorità sanitarie di rimuovere il crocifisso dal muro della stanza in cui è stata ricoverata ieri mattina la madre settantenne. Alla fine però Smith ha ottenuto solo una denuncia e lo spostamento del letto dell’ anziana, che non avrà più la croce di fronte ma alle spalle. «Ho chiesto con educazione e molto pacatamente - ha spiegato più tardi Smith - la rimozione del crocifisso perché mia madre non può morire avendolo davanti alla faccia. Di fronte al diniego e quindi alla mancanza del rispetto della libertà religiosa, ho deciso di gettare il crocifisso per difendere mia madre». Dura la replica del direttore sanitario della Asl Umberto Giammaria dopo le scene di nervosismo che si sono viste in ospedale: «L’ azione folle di Smith ha causato l’ interruzione del pubblico servizio, lacerando la tranquillità terapeutica che regnava nel reparto di neurologia». L’ episodio ha riaperto le polemiche che si erano chiuse dopo che il tribunale dell’ Aquila aveva respinto (dichiarandosi non competente a decidere) il ricorso di Smith contro l’ esposizione del crocifisso nella scuola di Ofena frequentata dai figli. La decisione del tribunale ha infatti annullato l’ ordinanza del giudice Mario Montanaro che, con ordinanza urgente, aveva ordinato la rimozione della croce. Le iniziative di Smith continuano comunque a non convincere la maggioranza della comunità musulmana in Italia. «è una provocazione folle. Mi sembra una cosa indegna che non si può stigmatizzare in termini più forti», ha commentato il rappresentante italiano della Lega mondiale musulmana Mario Scialoja. Contrario alla presa di posizione di Smith anche Amos Luzzatto, presidente delle Comunità ebraiche in Italia: «Bisogna farla finita di trasformare i simboli in sostanza».

  • Profilo di albert1

    albert1

    05 nov 2009 - 18:56 - #43
    0 punti
    Up Down

    Oh, grazie.
    Quindi era recidivo.
    A questo punto mi chiedo: se riguardo la scuola aveva già vinto al TAR, come mai la nostra finlandese volante è andata a finire a Strasburgo ?

    Mi sembra che i casi siano assimilabili…

  • Profilo di lapo

    lapo

    05 nov 2009 - 18:57 - #44
    2 punti
    Up Down

    che schfio
    non per l opinione di tenere o meno sti cacchio di croci
    ma per come si fa politica
    un ministro che va ad un varietà di metà pomeriggio a fare un comizio da festa della salamella
    e fosse la prima volta

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    05 nov 2009 - 18:57 - #45
    0 punti
    Up Down

    Tra religione e Stato
    Repubblica — 30 ottobre 2003

    NELLA concitata discussione seguita al gesto concitato di un estremista religioso come Adel Smith, solamente Tullia Zevi, voce emerita degli ebrei italiani, ha voluto tenere fermo il principio dell’ assoluta laicità dello Stato come unica vera garanzia della libertà di ciascuno, compresa la libertà religiosa. La Zevi non vorrebbe che il crocifisso fosse affisso nelle scuole pubbliche. Stando ai sondaggi la sua è una posizione controvento, specie adesso che il clima è invelenito da quel poco o tanto di iconoclastia sgarbata che spira dalla sentenza di Ofena. Quasi tutti, anche i non credenti, riscoprono e ridicono il non potersi non dire cristiani, spiegano che il cultuale è anche culturale, che la familiarità con il Cristo morente è, nel nostro paese come in altri, così radicale da non poter essere discussa, e tanto meno censurata. Tutte cose giustissime, non fosse che la Zevi, in linea di principio, ha sommamente ragione: i simboli religiosi, nei luoghi dello Stato, invischiano lo stesso Stato in una inevitabile e spinosa commistione di ruoli e di significati. Tolte la bandiera e l’ immagine del Presidente della Repubblica, che appartengono a tutti i cittadini, ogni altra icona, comprese quelle più affini ai sentimenti di maggioranza, è inevitabilmente di parte, e non può essere la percentuale soverchiante a giustificarne la legittimità. Perché ogni minoranza, anche infima, si sentirà in diritto di chiedere che anche il proprio simbolo confessionale non venga discriminato, così come la democrazia e il buon senso impongono. E una parete patchwork, aperta alle icone di ogni chiesa e setta, sarebbe comunque sempre più imperfetta e confusa di un muro bianco, immagine non perfettibile dell’ assoluta neutralità dello Stato di fronte ai molteplici convincimenti religiosi dei cittadini. Messomi controvento anch’ io, credo però che lo spirito di tolleranza, per essere tale, non può porsi sullo stesso terreno, provocatorio e conflittuale, dell’ integrismo religioso che ha suggerito a Adel Smith di chiedere la deposizione del Cristo di Ofena. La potenza dei simboli è tale perché i simboli racchiudono storia e memoria, raccontano le attitudini, lo spirito e soprattutto lo sguardo di chi ci ha preceduto. Un crocifisso su un muro è anche la somma degli sguardi che lo hanno riconosciuto, per amarlo o semplicemente rispettarlo, nel passaggio delle generazioni. “Sacro”, in questo senso, è ogni simbolo, perfino quelli che incarnano infelicità e sottomissione, perfino i Lenin abbattuti, i busti dei tiranni scalciati e sputati dalla folla furente. A Berlino, città per altro di meravigliosa vitalità, colpisce e dispiace scoprire che il Muro non ha lasciato che minime e quasi introvabili tracce, che della sua monumentale, assurda, swiftiana imbecillità, così importante nella storia del mondo, non resta una memoria significativa. Direi dunque che le tracce di ogni credenza, da quelle salvifiche a quelle più truci, meriterebbero di non essere mai dissolte. Il chiodo e l’ alone scuro che Adel Smith preferirebbe vedere al posto del piccolo simbolo da lui osteggiato non fanno pensare, difatti, a un igienico rimedio, ma a una cancellazione brutale, parente poverissima dell’ attacco ai Budda afgani voluto dai taliban. L’ iconoclastia è figlia della sopraffazione e della rimozione, della paura degli altri. E allora che fare, se si condivide il principio di Tullia Zevi (nessun simbolo religioso nei luoghi dello Stato) e però si nutre rispetto e affetto per le icone religiose, specie quelle che descrivono secoli interi della nostra storia popolare? Una modesta proposta (e una improbabile soluzione, dirò poi perché) è questa: sancito il principio, si stabilisce che in ogni nuovo edificio pubblico - scuola, tribunale, ospedale - non devono essere esposti simboli di fede, perché lo Stato è la casa di tutti. Quanto al già edificato, e già arredato da crocifissi e altro, si condona munificamente, nella profonda e serena convinzione che ogni muro debba rimanere come è stato concepito e osservato dai milioni di italiani che ci sono passati davanti. Non un solo Cristo verrebbe deposto, non un solo nuovo crocifisso verrebbe imposto ai cittadini della nuova Italia multietnica. E, visti i tempi dell’ edilizia pubblica, per decenni e forse secoli conviverebbero le tante vecchie aule con il crocifisso e le poche nuove aule senza. Compromesso virtuoso, decantazione lenta e paciosa della questione. Perché ho definito improbabile questa soluzione? Perché la laicità dello Stato è, nei fatti, alquanto fragile e indefinita, e nessuna maggioranza parlamentare è pensabile senza i “placet” e il potere di veto dei cattolici, come dimostrano le recenti vicende della bocciatura del divorzio breve e della legge contro la libera scelta in materia di fecondazione assistita. La cosiddetta “paura” del partito neoguelfo non è una paura, è la presa d’ atto (desolata, per quanto mi riguarda) di una perdurante e se possibile ancora più tenace commistione tra morale religiosa e morale pubblica. Purtroppo ci saranno nuovi Adel Smith, nel futuro, che vorranno risolvere con pessime maniere le questioni che lo Stato non ha saputo o potuto risolvere secondo diritto. Le reazioni intolleranti avranno sempre più spazio in un paese che ha tale disistima della propria identità nazionale da affidarne la “difesa” al moralismo restrittivo. Per onorare il crocifisso, imporlo è la via peggiore. Ma proprio questa sembra la strada scelta. - MICHELE SERRA

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    nchomsky

    05 nov 2009 - 18:59 - #46
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    Si vede che l’italofillandese non si fidava…

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    lapo

    05 nov 2009 - 18:59 - #47
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    ps: ma in tv qualcuno ha sentito dire che chi ha portato avanti sta cosa è una veneta nata in finalndia?
    no perchè sento ancora in giro gente che dice dei musulmani che ci invdadono che impongono a casa loro non si puo e vaccate varie

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    albert1

    05 nov 2009 - 19:03 - #48
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    lapo: è gente che fa confusione…

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    nchomsky

    05 nov 2009 - 19:04 - #49
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    45-
    Come si vede dall’articolo di Serra il problema era già in essere 6 anni fa e tale e quale si ripresenza senza varianti di rilievo a parte che ora il problema in misura minore è anche europeo

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    albert1

    05 nov 2009 - 19:09 - #50
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    Secondo me è un “non problema”.
    E più aumentano integrazione, multietnicità, multiculturalità, maggiore è la necessità di mantenere dei “punti fermi”.
    Delle cose che dicano: “ok, siamo aperti, siamo bravi, ma qui le regole del gioco sono queste”.

    Secondo me, anche se in via residuale, il crocifisso è uno di questi punti fermi.

    Una specie di segnaposto. Lì sta e lì rimane. Le implicazioni di una sua rimozione forse non sono chiare a tutti nella loro interezza. Fino a vent’anni fa, se ne sarebbe pure potuto discutere. Oggi no. Teniamoci stretto quello che abbiamo.

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