
“I dottrinari del diritto costituzionale discutono sulla formula che definisca lo Stato italiano. È lo Stato italiano parlamentare, costituzionale, assoluto? O contempera brillantemente in una sintesi, riflesso delle qualità eminentemente pragmatiche del popolo nostro, tutto ciò che di buono è risultato dalle esperienze democratiche degli altri popoli?
Lo Stato italiano, attraverso l’esame della guerra, ha finalmente rivelato la sua intima essenza: esso è lo Stato di Pulcinella, è il dominio dell’arbitrio, del capriccio, dell’irresponsabilità, del disordine immanente, generatore di sempre più asfissiante disordine.
Negli Stati assoluti esiste un solo autocrate, depositario della sovranità e del potere: nel paese di Pulcinella gli autocrati si moltiplicano per generazione spontanea: la tribù dei segretari e sottosegretari di Stato è un semenzaio di poteri autocratici, ognuno dei quali opera per conto proprio, fa, disfa, accavalla e distrugge, distrugge la ricchezza nazionale; sono autocrati i prefetti, i sottoprefetti, i questori che unificano la farragine di disposizioni, circolari, decreti nel proprio buon piacere; i censori che, scelti col criterio della beneficenza, per assicurare una decorosa vecchiaia ai falliti del giornalismo e della burocrazia, mangiano la foglia… sonniniana-conservatrice e tagliano e deturpano l’Avanti! preoccupandosi solo di perpetuare il loro canonicato e i lauti appannaggi correlativi: i generali, i delegati, i questurini.
Ognuno di questi ’servitori’ del potere esecutivo ha trasformato la sfera della sua azione in una satrapia indipendente dalle leggi generali, in uno Stato nello Stato, dove l’abuso e il sopruso sono la quotidiana attività, che travolge e dissolve le tradizioni, la sicurezza, gli interessi cosiddetti legittimi, le gerarchie sentimentali e autoritarie, i rapporti sociali.
[…]
Lo Stato italiano è lo Stato di Pulcinella, dove nessuno comanda perchè un’infinità di irresponsabili comandano, dove nessuno crea, perchè gli incompetenti riddano attorno agli stipendi e alle sinecure, dove il domani è buio perchè non esiste un’attività generale organizzata che segua rettilineamente una via conosciuta.
È il paese del disordine permanente, della censura permanente, dello stato d’assedio permanente, anche se decreti e disposizioni particolari annunziano, confermano, ripetono, avvertono, assicurano”.
Antonio Gramsci, Il paese di Pulcinella, pubblicato per la prima volta, senza firma, sull’Avanti!, ediz. piemontese, 30 gennaio 1919, e successivamente in Scritti politici, a cura di Paolo Spriano, I, Roma 1973, pp. 231 s.
Foto | Flickr
MARRAZZI
07 nov 2009 - 09:36 - #1La politica democratica è la nobile arte di ottenere voti dai poveri, e finanziamenti dai ricchi, promettendo di proteggere ciascun ceto dall’altro.:(
ILoveLea
07 nov 2009 - 12:34 - #2Rivoglio la mia Vate la mia Musa, questo è un blog di comusti, Lea è l’unico simbolo di libertà di questo blog, torna mia Vate mia Musa mia Dea.
alessandro_m
07 nov 2009 - 12:42 - #3Veramente da un po’ di tempo a questa parte Gramsci è più citato a destra che a sinistra.
Qualche esempio qui:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4635&ID_sezione=&sezione=
Andrea S.
07 nov 2009 - 14:01 - #4Beh, da quel che ne capisco, e ammetto, di solito fraintendo, lo Stato Italiano è così com’è ora perché vi è nato.
Siamo solo, molto probabilmente, alla fine di una genrazione di autocrati, in attesa di quella nuova.
scappare
07 nov 2009 - 14:47 - #5“Lo Stato italiano è lo Stato di Pulcinella, dove nessuno comanda perchè un’infinità di irresponsabili comandano, dove nessuno crea, perchè gli incompetenti riddano attorno agli stipendi e alle sinecure, dove il domani è buio perchè non esiste un’attività generale organizzata che segua rettilineamente una via conosciuta.”
Parole scritte quasi un secolo fa ma attuali ancora adesso! la nostra classe dirigente e’ un ammasso di personaggi irresponsabili, sottoacculturati e incompetenti!! che stanno distruggendo una nazione! Fazzone (quello presente nella ultima puntata di annozero) e’ un fulgido esempio del politico italiano!!
steffa
07 nov 2009 - 15:46 - #6Gramsci parla dell’Italia sabauda dello statuto albertino che ha portato i fascisti al potere, (qusto articolo è tratto dall’Avanti, diretto da Mussolini in persona!) Ad ogni modo Gramsci è un intellettuale attalmente abbastanza dimenticato in Italia, eppur molto apprezzato all’estero, specie nei paesi anglosassoni
stefano1966
07 nov 2009 - 15:46 - #7Di intellettuali così non ce ne sono più,putroppo.
Ne a destra ne a sinistra.
Nel ‘92 andai a visitare la casa-museo a Ghilarza.
ugo-manetta
07 nov 2009 - 17:17 - #8E come avrebbe detto Mike:
ALLEGRIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Dai qualche brava e competente persona c’è anche in Italia, anche nei posti di potere. Viviamo in un paese ricco, di soldi e anche di altro. Dobbiamo solo ritrovare la giusta strada dell’equilibrio.
perfida
07 nov 2009 - 19:44 - #9@steffa,
giusto per la precisione storica, Mussolini fu direttore dell’Avanti! dal 1912 al 1914, quando (complici certi soldini dati sottobanco dai francesi) decise di diventare interventista e fu quindi “costretto” alle dimissioni. Gramsci ha scritto questo articolo nel 1919.
Inoltre, è vero che Gramsci parla dell’Italia sabauda, ma lo fa citando quel “paese di Pulcinella” che era il regno delle Due Sicilie e che già allora conteneva tutto il marciume che ci ha accompagnato nei secoli sino ai giorni nostri.
steffa
07 nov 2009 - 20:49 - #10@9: hai ragione, Mussolini aveva già dato le dimissioni, errore imperdonable
Lario Anselmo
08 nov 2009 - 09:46 - #11http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-lario-caccia-alla-parola-mancante-era-porco-142868/
Marrazzi
08 nov 2009 - 14:44 - #12Adesso fanno le partite tra giudici e cantanti. Ne dovevano fare una anche tra ministri e mafiosi: insomma, un’amichevole.