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Domenica in tv senza Report. Gianfranco Fini a Che tempo che fa

Pubblicato: 08 nov 2009 da Luca Landoni

Purtroppo per una domenica dovremo fare a meno del classico appuntamento con Report. Il programma di inchieste condotto da Milena Gabanelli lascia infatti il posto allo Speciale Elisir sulla lotta contro il cancro e tornerà domenica prossima.

Anche Lucia Annunziata per una volta non intervisterà un politico, anche se l’ospite del giorno indirettamente si può considerare tale. Si tratta infatti del regista Michael Moore, uno dei più feroci critici dell’ex-presidente George W. Bush e autore di film come Bowling for Columbine e il recente Capitalism: a love story. Sarà probabilmente l’occasione per parlare dello storico voto della Camera Usa, che proprio oggi ha detto sì alla nuova riforma sanitaria di Obama. Il tutto a In 1/2 h (Rai3, ore 14,30).

Chiusura con l’ospitata di Gianfranco Fini a Che tempo che fa, in onda su Rai3 alle 20,10.

Buona visione.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    08 nov 2009 - 11:23 - #1
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    Dialogo finale:

    In questi quindici anni la parola “dialogo”, peggio se associata alla parole “riforme” e “giustizia”, ha mietuto più vittime dell’influenza suina. Di chiunque abbia abboccato al dialogo con Berlusconi, non è rimasta traccia vitale. Infatti Pier Luigi Bersani, pur essendo un D’Alema travestito e rivestito, continua a ripetere che “dialogo” è un termine malato, jettatorio, e lui non lo vuole nemmeno pronunciare. Preferisce vivere. E’ già qualcosa, ma non basta. Perché il guaio non è la parola: è la sostanza. Per sapere che cosa intenda Berlusconi per dialogo, basta leggere i suoi house organ. L’altroieri Il Foglio spiegava che “il Cav. prepara il Gran Consiglio di maggioranza sulla giustizia” e ha pronto “un documento politico per chiudere con l’assedio di Milano e una legge esplicitamente ad personam”, determinato com’è a “porre la propria messa in sicurezza dal Tribunale di Milano come primo punto nell’agenda del Pdl e della maggioranza”, anche a costo di “rischiare la crisi di governo e ad azzardare nei rapporti con Fini e la presidenza della Repubblica”. Siamo alla soluzione finale. L’impunito, come scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera, l’ha già annunciato ai suoi: “Stavolta avverrà tutto alla luce del sole, spiegherò personalmente al Parlamento e al paese”. Che cosa spiegherà? Che il punto primo e unico del suo programma di governo è una legge che cancelli i suoi processi o, meglio ancora, i suoi reati. Ci sono addirittura trenta bozze di legge pronte al varo, che passano per la prescrizione dei processi o dei reati, oppure per il trasloco dei dibattimenti da Milano a Roma, dove tradizionalmente riposano in pace per sempre, con l’aggiunta di una maialata che cancellerebbe pure i procedimenti tributari. Prendere o lasciare. Non c’è dunque alcuna “riforma della giustizia” all’ordine del giorno. C’è l’ennesima porcata impunitaria, stavolta presentata come tale, senza nemmeno l’ipocrisia di camuffarla da riforma erga omnes e di trovare qualche prestanome che la firmi per conto terzi. La firmerà lui, in tandem con i suoi onorevoli avvocati. E’ un colpo di Stato contro la Costituzione e contro il diritto universale, che vuole le leggi “generali e astratte”: per tutti, non per uno solo. A questo punto le chiacchiere (e il “dialogo”) stanno a zero. Se esistesse uno Stato e una classe politica, tutti i partiti non golpisti presenti in Parlamento – dal Pd all’Idv, dall’Udc ai finiani del Pdl agli eventuali leghisti dissenzienti – dovrebbero firmare una mozione che li impegni a opporsi con ogni mezzo a qualunque legge che riguardi, direttamente o indirettamente, i processi del premier. Ma, siccome di leghisti dissenzienti non se ne vedono più da anni e siccome i finiani e i casiniani, finora, sono sempre rientrati all’ovile quando si trattava degli affari privati del padrone, basta e avanza una dichiarazione congiunta del Pd e dell’Idv. Perché una legge ordinaria tagliata su misura del premier violerebbe la Costituzione, dunque finirebbe come tutte le altre: cassata dalla Consulta (sempreché il capo dello Stato – che incredibilmente seguita a invitare i magistrati a “dialogare” col governo anziché intimare al governo di rispettare la magistratura – sia disposto a perdere un’altra volta la faccia promulgando l’ennesima legge destinata al macero). Dunque l’impunito, per la sua personale “messa in sicurezza”, ha bisogno di una legge costituzionale. Che però richiede tempi lunghi (doppia lettura: Camera-Senato-Camera-Senato) e maggioranza dei due terzi. Altrimenti, prima che entri in vigore, si dovrebbe attendere il referendum confermativo, rischioso e di là da venire. Ecco perché, per la prima volta nella sua storia, Berlusconi ha bisogno del dialogo con l’opposizione. E, per la prima volta, l’opposizione ha il coltello dalla parte del manico. C’è da sperare che non lo usi, come sempre, per fare harakiri.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    08 nov 2009 - 12:33 - #2
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    più leggo certi articoli più rimango a bocca aperta:
    1) in un paese normale un presidente del consiglio dei ministri che attacca tutte le istituzioni dal presidente della repubblica ai magistrati verrebbe preso dalla giacchetta, girato e dato un bel calcione nel didietro
    2) in un paese normale i cittadini sia di sinistra, di centro, di destra scendono in piazza a manifestare contro quella persona che sta distruggendo le istituzioni e l’onore del proprio paese
    3) come è possibile che quando silvio ha bisogno di una mano per approvare certe leggi tutta la maggioranza e l’udc lo accontentano? forse perchè ha in mano certo dossier?

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    08 nov 2009 - 14:42 - #3
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    Articolo interesante.
    Mi ricorda molto le puntate di Calciopoli.
    Tutte facevano le furbe,tra le grandi,fuorchè una.
    Tutti sapevano,ma tutti stavano zitti.
    I presidenti si lamentavano degli arbitri,ma gli stessi dicevano NO alla tecnologia in campo per evitare che gli arbitri venissero sbugiardati…strano.
    Poi,per fortuna,ci ha pensato la giustizia sportiva.
    Amen.

  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    08 nov 2009 - 18:14 - #4
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    Giornata moscia oggi.
    Neanche un articolo contro Berlusconi.
    Le notizie positive che arrivano dalle organizzazioni economiche internazionali non sono attendibili.
    Torniamo sul divano a dormire…

  • Profilo di zapata

    zapata

    08 nov 2009 - 18:22 - #5
    1 punto
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    prima o poi riusciranno a tappare la bocca anche alla galbanelli, questi porci

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    08 nov 2009 - 19:12 - #6
    -3 punti
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    meno male che siete una minoranza in estinzione, sentirvi crea timore per la democrazia…

  • Profilo di mr-lorenz

    mr-lorenz

    09 nov 2009 - 00:20 - #7
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    paolo

    come gia’ detto ad un tuo predecessore….
    ti riferisci, immagino, al superindice OCSE
    Sono sicuro che non hai la piu’ pallida idea di come si calcoli. Quindi evito di spiegarti il motivo per cui la sua crescita non e’, necessariamente, garanzia di ripresa
    PS….io conosco il procedimento di calcono del superindice OSCE

  • Profilo di petronius

    petronius

    09 nov 2009 - 00:41 - #8
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    Sembra strano,forse ridicolo,ma la vera opposizione al Capo del Governo la svolge Fini,talora in compagnia di Bossi,che però persegue scopi soltanto utilitaristici,visto che poi spegne il falso contrasto alla tracotanza dell’alleato in cambio per esempio del governatorato di importanti regioni.Diversa è la posizione del Presidente della Camera il quale nella solitudine politica della funzione istituzionale e nell’abbandono quasi totale di gran parte di quelli dell’ex AN,riesce soltanto ad esprimere qualche dissenso che non impensierisce Berlusconi,anzi lo irrita,tant’è che sembra imminente una sorta di resa dei conti ultimativa.Gianfranco Fini dovrebbe riflettere sul fatto che la scelta di affidare la direzione del Giornale a Feltri non è stata una mossa per contrastare l’opposizione,ma proprio e soltanto per ridimensionare lui ed i suoi pochi accoliti.Ed infatti,da quando Feltri è alla direzione del Giornale,pochi e non caustici sono gli attacchi al PD,all’idv ed ai centristi ,molti e violenti sono invece gli strali contro Fini.Certamente Feltri si guarderebbe bene dall’attaccare Bossi,ben sapendo che un tal gesto inconsulto potrebbe anche determinare la caduta del Governo e quindi la morte politica di Berlusconi.Ed allora quando ancora può durare questa miserevole manfrina?L’analisi logica,prima ancora che politica,porta a ritenere che non ha torto Feltri quando intima a Fini di rientrare nei ranghi,oppure di andare alla ricerca di una diversa collocazione politica.Fini liquida il pensiero feltriano(rectius la voce del padrone) come un improvvido autogol,del tipo di quelli che malauguratamente procurava Comunardo Niccolai,lo stopper del Cagliari di Gigi Riva.Il pedatorio paragone,francamente,è poca cosa perchè Fini non ha la necessaria forza politica per arginare la macchina berlusconiana.In una recente intervista,un sottosegretario di fede finiana ha dichiarato che si è avverato il suo vaticinio quando avvertì Fini che AN sarebbe stata utilizzata al servizio di portierato nel PDL.Ora Berlusconi ha una sola esigenza,quella di varare norme che mandino in letargo i processi che lo riguardano,e pretende la preventiva assicurazione che non vi saranno prese di posizione per contrastarlo.E’evidente quindi che qualche leggina già in cantiere sarà blindata con il voto di fiducia.E’chiaro pure che la prima certezza il cavaliere la vuole da Bossi e la otterrà in cambio delle regioni che il furbo padano pretende.E quindi Fini potrà anche mettersi di traverso,ma la sua posizione,lungi dal migliorare,si affievolirebbe in modo forse irreparabile.Non a caso Berlusconi ha già fatto i suoi conti e sà che a contrastarlo sono quattro gatti,come si dice.Il monarca assoluto non conosce ostacoli perchè si ritiene intoccabile ed ama avere tutto e tutti al suo servizio,compreso il popolo esaltato soltanto perchè è divenuto strumento di potere.E’la degenerazione della democrazia in oclocrazia,come accadeva in tempi antichi.Finanche i legali del cavaliere hanno sostenuto dinanzi alla Corte Costituzionale che il Premier è “primus super pares”,ancora richiamando a sproposito la storiella della legittimazione popolare.Ecco perchè Fini non può far finta di niente,nè può accontentarsi di qualche querela o di interventi più o meno caustici.E perciò se proprio non accetta di vestire l’abito dell’idolatra,si presenti al proscenio ed annunci che la farsa è finita,come diceva Rabelais.

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