
Questione di ore. Giorni, al massimo. Entro la fine della settimana, salvo imprevisti, il direttore generale della RAI Mauro Masi ufficializzerà la defenestrazione di Paolo Ruffini, attuale direttore di RaiTre il cui operato non è ben visto dal Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.
Ma è davvero imputabile a lui l’uscita di scena di uno dei più illuminati direttori televisivi? Probabilmente No. È una scusa utilizzata da altri che davanti al potere preferiscono genuflettersi piuttosto che rimane dritti.
Possibile che lo stesso imprenditore televisivo in meno di dieci anni abbia rinnegato il proprio operato? Possibile che Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto, il cui passaggio a Mediaset è stato fondamentale sia per l’azienda che per loro stessi, oggi diano fastidio a Silvio?
Probabilmente No. I saltimbanco citati danno più fastidio agli altri. A tutto l’inutile contorno che vede nel loro successo una mancata occasione per emanciparsi. Silvio, e i suoi gusti televisivi, sono solo una scusa.
L’ennesima. Sostenuta da tutta una serie di intellettuali radical chic, capeggiati da Giovanni Minoli, che criticano il Premier solo quando è comodo o è meglio farlo. Nessuno che abbia l’integrità di tirarsi fuori dal gioco. Di sostenere un collega che rimane a casa perché lavora troppo bene.
Tutti ad accarezzare le poltrone.
Tutti lì. In silenzio. Ad aspettare che Maurizio Belpietro si contenda con Michele Santoro l’approfondimento di RaiDue.
Poco conta se il direttore di Libero, di cui non si sta criticando in questo post le idee, abbia in corso una collaborazione con Mediaset.
Tutti lì. In silenzio. Ad aspettare il ritorno, probabile, in video di Piero Marrazzo che dalla Rai uscì per intraprendere la carriera politica.
Al momento, fortunatamente, l’indiscrezione non è stata confermata. Se così fosse in molti dovrebbero preoccuparsi.
Più che la libertà d’informazione, che in Italia grazie a media paralleli è garantita, nel nostro paese è scomparsa la morale.
Che poi, se uno ci pensa bene, forse è pure peggio. La censura la denunci.
La morale si può ricostruire?
ice
09 nov 2009 - 08:29 - #1a proposito di ingerenze di Berlusconi che per interesse di Mediaset guastano i palinsesti della RAI
io ieri ho notato come un programma un tmepo cult come Linea Verde sia passato dalla fascia gold della domenica (12:00-13:30) alla fascia “sono a casa ammalato e col raffreddore non riesco a dormire” (aka dalle 10:00 alle 11:30)
cosi le famiglie che si riuniscono in attesa del pranzo domenicale possono girare canale su Rete4 e guardarsi il clone “Mela Verde” condotto dal critico gastronomico Raspelli
perchè chi la domenica mattina va a messa….poi non torna a gurdarsela in tv, mentre gli infermi che sono a casa possono benissimo guardarsi la messa dalle 10 alle 11, tra l’altro con omelie piu “comprensibili” e significative di quelle del papa che partorite dalla sua torre d’avorio nulla hanno a che vedere con la vita quotidina della comunità dei credenti
una volta Linea Verde veniva interrotta solo per la benedizione finale del papa, ossia 15-20 minuti
adesso invece il papa monopolizza la prima rete RAI tutte le domeniche mattina dalle 11:30 alle 13:00
e il portafogli Mediaset ingrassa
prego chiunque ne sia in possesso di mostrare i dati audience di Linea Verde vs quelli odierni della Santa Messa del papa, vs quelli di Mela Verde
Ossia Rai1 vs Rete4 nella fascia 11:30-13:30 3 anni fa e oggi
GRAZIE
enrico-xc
09 nov 2009 - 09:10 - #2Marrazzo faceva ottima tv, perche’ non puo’ rientrare in rai?
steve-robinson-hakkabee
09 nov 2009 - 09:27 - #3Articolo un po sconclusionato. Non mi é piaciuto. Non dice niente e non conclude niente.
william-wallace
09 nov 2009 - 09:39 - #4Concordo con Steve.
Io proprio non ho capito il senso dell’articolo.
albert1
09 nov 2009 - 09:41 - #5E’ la tecnica del Molaschi. ;)
Perlomeno quando va di fretta.
albert1
09 nov 2009 - 10:17 - #6OT: ma Paolo Ruffini c’entra qualcosa con Fatma Ruffini ? Curiosità…
nchomsky
09 nov 2009 - 15:57 - #7Caro LEI vuol dirci che le scelte di colpire in Rai proprio le cose che rendono come spettatori e pubblicità e quindi importanti economicamente, favorendo così Mediaset sono un caso?
Raccontalo a Zelig li le barzellette sono ben accette…
stefano1966
09 nov 2009 - 16:15 - #8Il senso dell’articolo è elementare.
Si fa fuori un direttore di rete “buono” e grazie a Minoli si mette dentro un giornalista ricattabile dal Cav come Marrazzo.
Bisognerebbe però tenere presente un paio di elementi:
- Marrazzo è in Rai grazie a Minoli,non da adesso,da sempre.
- come tutti quelli che fanno una professione e poi si danno alla politica,Marrazzo avrà anche lui preso un periodo di aspettativa.
Ora che non è più in politica mi pare normale che l’aspettativa sia finita e torni a fare il suo vero lavoro,il giornalista in Rai.
Altre considerazioni sono possibili,ma sono opinabili.