Idv e trasparenza: le 10 domande di MicroMega a Di Pietro

pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Antonio di Pietro Italia dei valori



C’è del marcio nell’Italia dei Valori? Questo il titolo dell’inchiesta di MicroMega sul cosiddetto “partito dei magistrati”; e visto che le 10 domande vanno di gran moda, è il turno della rivista di Paolo Flores D’Arcais di porle al padre padrone dell’Idv, Antonio Di Pietro. Da notare che MicroMega è da sempre un rivista di riferimento per la sinistra italiana e rientra nel gruppo editoriale Repubblica/Espresso. Non crediamo quindi possa essere tacciata di partigianeria, tanto più che in passato è stata più volte accusata di fiancheggiare il massimalismo dipietrista più che il Pd.

Va anche detto che la componente interna vicina a De Magistris ha un impatto decisamente maggiore rispetto a quella tradizionale, e non possiamo escludere che ciò abbia avuto un peso nelle scelte editoriali. Di Pietro e De Magistris sembrano sempre più due separati in casa, al di là delle rassicurazioni fornite da Tonino, e a sinistra c’è anche chi sogna una bella spallata al capo per rendere l’Idv un partito più malleabile all’interno dello schieramento progressista.

Ciò detto le 10 domande sono state affidate a due persone al di sopra di ogni sospetto, ideologicamente parlando: Salvatore Borsellino (fratello del compianto magistrato) e Andrea Scanzi. Vediamole (dopo il salto).

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    Le domande di Salvatore Borsellino

    1) Di Pietro ha detto in una intervista che nelle liste di IDV non c’è un solo caso di incandidabilità, di immoralità e che tutti gli eletti e i candidati hanno il certificato penale al seguito, precisando che si intende per “immoralità” l’essere condannato con sentenza definitiva. Si rende conto l’Idv che, secondo questa lettura, un personaggio come Marcello Dell’Utri, non ancora condannato in via definitiva, sarebbe da ritenersi candidabile?

    2) Nella stessa intervista Di Pietro ha affermato che Orazio Schiavone non è “neanche più condannato” perché il suo reato, secondo la “normativa successiva non è più neanche reato”. Lei ritiene che l’Idv possa candidare persone che hanno commesso reati che tuttavia, grazie alle depenalizzazioni del governo Berlusconi – ad esempio il falso in bilancio – “non sono più neanche reati”? Per quanto riguarda Porfidia, Di Pietro dice che non è vero che è indagato per il 426 bis, ma per un “banalissimo abuso d’ufficio” di quando era sindaco. Non pensa che la base di IDV, soprattutto i giovani, vogliano essere rappresentati da persone che non abbiano commesso neanche dei “banalissimi abusi”?

    3) Di Pietro ha affermato che su 2500 eletti nell’IDV ci sono appena 32 persone che provengono da esperienze politiche precedenti. La cifra sembra molto bassa, ma se anche fosse, non pensa che sia un problema che queste persone abbiano in parecchi casi una storia caratterizzata da disinvolti salti da uno schieramento all’altro che dimostrano, se non altro, una spiccata tendenza all’opportunismo e al trasformismo?

    4) Nel raduno di Vasto sono intervenuto dicendo che per la prima volta avevo accettato di partecipare ad un raduno nazionale di un partito perché in quel partito mi sentivo a casa mia e con me si sentivano “a casa” i tanti giovani che si riconoscono nel movimento delle “Agende Rosse”. Dissi anche che mi sarei sentito a casa mia fino a quando anche quei giovani si fossero sentiti a casa loro. Possiamo sperare, sia io che questi giovani, che il processo in atto per fare veramente diventare IDV il partito della Giustizia, della Legalità, della Società Civile prosegua ed arrivi a compimento in maniera da farci sentire “definitivamente” a casa nostra?

    5) Non pensa che sarebbe necessario dare una ulteriore spinta alla democratizzazione interna arrivando a pensare ad un segretario eletto dalla base attraverso delle primarie? Negli incontri che faccio in tutte le regioni d’Italia, per la maggior parte organizzati da giovani, raccolgo un diffuso senso di disagio: molti sono entrati con entusiasmo in IDV ma oggi si sentono scoraggiati perchè non hanno la possibilità, a causa degli ostacoli posti dai dirigenti locali del partito, di tradurre in attività concreta la loro adesione. Non crede che questa situazione possa portare questi giovani ad un passo indietro rispetto alla loro militanza in IDV, e a frenare l’ingresso di tanti altri giovani che potrebbero essere una iniezione di forze nuove, attive e spesso entusiaste?

    Le domande di Andrea Scanzi

    6) L’Italia dei Valori è diventato il privilegiato approdo di molti delusi da sinistra, più per demeriti altrui che per meriti propri. E’ un partito che usufruisce di voti fluttuanti, radicalizzati ma non radicati. Un voto “in assenza di”: non un’adesione pienamente convinta. Quando scatterà – se scatterà – l’appartenenza?

    7) L’immagine attuale dell’Italia dei Valori è quella di un partito in cui le personalità maggiori coincidono con Di Pietro e De Magistris: due ex magistrati. E’ normale o piuttosto il segnale che il “giustizialismo” può diventare un assillo, quasi una devianza patologica?

    8) La questione morale è centrale nell’Italia dei Valori. L’inchiesta di MicroMega sembra però avere infastidito la nomenklatura. Per chi fa politica come l’Idv, sempre sull’orlo del populismo, è costante il rischio che a furia di fare i Robespierre prima o poi spunti un Saint-Just a rubarti scena (e testa). Non è per questo particolarmente sbagliato minimizzare i problemi interni (per quanto inferiori alla media)? Non avvertite l’esigenza di dimostrare che le Sonia Alfano e i Gianni Vattimo non erano specchietti per le allodole?

    9) Il momento più basso dell’Idv è stato il voto contrario alla Commissione d’Inchiesta sulle mattanze a Bolzaneto e Scuola Diaz, quando il vostro partito era al governo. E’ di queste settimane il calvario di Stefano Cucchi. L’impostazione “poliziottesca” dei quadri dirigenziali dell’Idv (emblematico il caso Giovanni Palladini) può portare a una sottovalutazione di vicende analoghe? La vostra attenzione alla legalità contempla anche il garantismo e il coraggio di non reputare intoccabili magistrati e forze dell’ordine?

    10) L’Italia dei Valori prospera per la risibile debolezza del Pd e perché il bipolarismo italiano è drammaticamente atipico: non centrosinistra e centrodestra, ma berlusconiani e antiberlusconiani. Questa radicalizzazione avvantaggia un partito di lotta come l’Idv: di lotta, ma non di governo. Cosa farà l’Italia dei Valori quando Berlusconi non ci sarà più? Non è un partito che, paradossalmente, per prosperare ha bisogno anzitutto del Nemico?

Come vedete si tratta di domande molto costruttive. Attendiamo le risposte di Di Pietro.

Nella foto: l’immagine di copertina dell’inchiesta di MicroMega. Di Pietro in versione caricaturale “Antonio La Trippa”, da un celebre film di Totò

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di proust

    proust

    10 nov 2009 - 10:43 - #1
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    scommetto 5 euro che risponderà come fece con Feltri quando gli chiese delle sue case… alla fine credo che ringrazierà pure.

    non è da queste cose che si giudica un politico? forse no, ma aiuta.

  • Profilo di asterio

    asterio

    10 nov 2009 - 11:04 - #2
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    speriamo, sono curioso di sapere le sue risposte.

  • Commento #3 (-7 punti) - 10 nov 2009 - 11:04 - Apri commento
  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    10 nov 2009 - 11:19 - #3 (nascondi)
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    Di Pietro ha comprato milioni di euro di immobili, deve in qualche maniera chiarire da dove sono arrivati.

  • Profilo di proust

    proust

    10 nov 2009 - 11:24 - #4
    1 punto
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    enrico, santo cielo, vai a leggerti le risposte che aveva dato a Feltri!

    tutto documentato e tutto alla luce del sole, non è la prima volta che ritiri fuori sta storia, se non volete sapere non lamentatevi di non sapere.

    ora ditemi pure che difendo sempre di pietro, ma cribbio…almeno quando si spiega bene sarebe il caso di ascoltarlo, non capita spesso.

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    10 nov 2009 - 11:37 - #5
    -3 punti
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    no, non era chiaro per niente.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    10 nov 2009 - 13:32 - #6
    1 punto
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    Caro Luca dimentichi una piccola cosa:
    Nell’IDV si possono ribellare (a torto o a ragione) nel PDL no (a prescindere), sottile ma importante differenza…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    10 nov 2009 - 13:34 - #7
    0 punti
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    3-
    HA avuto un processo a Brescia in tal senso dove è stato assolto (e non prescritto) dopo il dibattimento da ogni accusa, cosa deve chiarire di più?

  • Profilo di william-wallace

    william-wallace

    10 nov 2009 - 14:10 - #8
    -3 punti
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    Ricordo che il moralista di pietro si è macchiato di una delle infrazioni del codice deontologico degli avvocati più gravi che ci possano essere…

    http://www.bergamosera.com/cms/2009/07/22/antonio-di-pietro-sospeso-dallordine-degli-avvocati/

    Che mi venga a parlare di moralità uno che fa queste cose…

  • Profilo di proust

    proust

    10 nov 2009 - 14:57 - #9
    1 punto
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    william sospeso per tre mesi per una violazione che francamente non sembra neppure così grave nella fattispecie.

    il problema è che nell’ordine degli avvocati sono severi, sbagli -> paghi e le regole sono molto stringenti.

    se si applicasse lo stesso rigore in parlamento sarebbe sempre vuoto, dia pianisti agli assenteisti a chi cambia “cliente” di continuo…

  • Profilo di macleod

    macleod

    10 nov 2009 - 18:22 - #10
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    @8
    ma capiscilo era un compaesano… nn era riuscito a metterlo nel partito come il resto dei famigliari e amici, quindi doveva per lo meno far il suo avvocato… eh eh

  • Profilo di macleod

    macleod

    10 nov 2009 - 18:23 - #11
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    vediamo se il caro CONTADINOTTO utilizzerà il FATTO del suo amico e lacchè Travaglio per rispondere. L’immagine è insuperabile!!!! ah ah ah ah

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