
Ci siamo, domani dovrebbe essere finalmente il giorno in cui sarà comunicata la decisione del Supremo Tribunal Federal sul ricorso italiano per l’estradizione di Cesare Battisti. Dall’Italia è già partita una delegazione che cercherà in ogni modo di opporsi alla possibilità che il nuovo giudice nominato dal Presidente Lula possa esprimersi sulla questione (facendo sbilanciare il collegio sul no all’espatrio).
Proveranno a convincere i brasiliani puntando sul fatto che Battisti deve sì scontare l’ergastolo (non previsto dall’ordinamento brasiliano) ma non stara’ in cella il resto dei suoi giorni (e non ci voleva un genio per capirlo). Previsioni non se ne possono fare ma si spera che una volta ottenuta la definitiva risposta si possa finalmente mettere una parola fine alla pietosa sceneggiata di Battisti che in un crescendo di dichiarazioni senza senso ci ha annoiato quotidianamente con il suo patetico mantra ripetuto ossessivamente…
Non riesco a immaginare l’ipotesi di essere estradato in Italia. E certamente temo per la mia vita se fossi rinchiuso in una prigione italiana. Sarebbe una morte annunciata. La mia estradizione significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici. Rimango molto triste pensando che in Italia la storia della mia vita sia stata raccontata con tanta falsità
Quindi il povero Battisti, minacciato dagli oppressori italiani, è triste perchè la sua drammatica biografia condita da assassini e rapine non è stata raccontata come si deve. Voleva forse un film di Placido, con una sua sceneggiatura? Tanto dopo la Banda della Magliana e il prossimo movie su Vallanzasca un lungometraggio sul terrorista con la frangetta non sarebbe stato male.
Non contento della pletora di fans in tutto il pianeta cerca ancora di convincere qualche beota del terribile pericolo che lo attenderebbe nelle nostre carceri. Raramente si è stati testimoni di una tale quantità di affermazioni in grado di peggiorare sistematicamente l’immagine di una persona. Ma probabilmente il nostro intellettuale con la pistola, fregandosene allegramente delle sue colpe, considera il suo teatrino funzionale (per ora lo è stato) alla linea di difesa.
Intanto, come si è fatto in questi mesi, si attende una decisione definitiva: sarà estradato o no?
william-wallace
11 nov 2009 - 10:20 - #1“In Italia la mia vita è in pericolo”
Un buon motivo per riportarlo qui.
andrea4381
11 nov 2009 - 10:20 - #2in galera, subito, ovviamente in Italia.
Poi però, caro Christian, vediamo di usare la stessa severità anche con un certo Delfo Zorzi, ormai cittadino giapponese da tanti anni.
william-wallace
11 nov 2009 - 10:31 - #3straquoto Andrea.
barley-scott-blair
11 nov 2009 - 11:07 - #4Brigatisti, rossi e neri, andrebbero sbattuti in galera e trattati per quello che sono: assassini. La politica è solo una scusa. Non si fa con le armi, ma con l’impegno civile, politico, concreto e non violento.
Trasformare la vita politica in un far-west è costato, in termini di sangue, uno sproposito a questo paese. E’ giusto che gli artefici di questo scempio paghino. Indipendentemente dal colore e dallo stemma che recavano sulle loro bandiere.
near
11 nov 2009 - 11:27 - #5andatelo a prendere! QUI LO VOGLIO!!!
emanuele777
11 nov 2009 - 12:07 - #6Tanto che cambia? Se concedono l’estradizione, quello non fa che prendere il primo aereo e andare in Cile: così come è scappato dalla Francia scapperà una seconda volta, al massimo gli si darà la noia di cambiare casa e la farsa continua.
D’altronde per certi ‘intellettuali’ ammazzare la gente è considerato un modo di esprimersi, una sorta di forma d’arte se vogliamo.
Mettetevi il cuore in pace, la giustizia non è di questo mondo
enrico-xc
11 nov 2009 - 12:08 - #7una delle falsita’ e’ che sia un rifugiato politico, e’ stato condannato anche per delitti comuni quindi e’ solo un latitante.
lapo
11 nov 2009 - 16:43 - #8è in pericolo come quella di tanta gente che ha fatto del male, ma non si preoccupi le vittime non sono bestie quanto lui
e quoto c’è posto anche per Delfo Zorzi nelle patrie galere
aeroperro
11 nov 2009 - 22:18 - #9Battisti ti aspettiamo con ardore, vederti in galera sarà una goduria.
Vieni, fa presto.
strobo
15 nov 2009 - 23:04 - #10Un condannato in contumacia (in base alle dichiarazioni di un solo pentito che, per averle fatte, si è guadagnato un bello sconto sulla pena) a cui viene negata la possibilità di difendersi in un nuovo processo ha tutto il diritto di sentirsi perseguitato!