La politica ai tempi del web: democrazia e partecipazione, ma senza esagerare!

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: L'Italia fa schifo Propaganda Mediaticamente


Tra gli effetti collaterali dell’affermazione della grande rete internet, uno riguarda in modo particolare le istituzioni, ed è la cosiddetta e-democracy. Trattasi della formula coniata per indicare le possibilità di partecipazione (al limite della democrazia diretta) offerte dalle moderne tecnologie informatiche: trasparenza, tempestività, chiarezza nella comunicazione tra istituzioni e sudditi (forse nella definizione ufficiale si parla di cittadini..).

Anche grazie agli input del Brunetta, i siti istituzionali sono stati costretti (nonostante rilevanti sacche di resistenza) a mettere online dati prima segreti, come compensi, presenze, nomi dei dirigenti, recapiti di posta elettronica. Il tutto con casi paradossali in cui puoi cercare per ore per scoprire che nessuno si è ricordato di pubblicare in internet un semplice e banale numero di telefono.

Naturalmente il più delle volte l’e-democracy è stata utilizzata solo per fare spot e passerelle mediatiche, pavoneggiandosi durante una conferenza stampa per poi tornare al solito agire nel segno della riservatezza e dell’opacità. Un paio di questi casi sono segnalati oggi da Flavia Amabile sulla Stampa: la Camera dei Deputati ha creato un suo canale You Tube, ma in un mese ci ha messo 2 soli video tagliati e montati come degli spot (censurando le gaffe della conferenza stampa di presentazione) e con i commenti disattivati…

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…il ministero della Gelmini ha invece un canale dove troviamo sempre lo stesso video del 25 giugno, dunque di quasi cinque mesi fa, sulla sua visita agli studenti alle prese con gli esami di Stato in Abruzzo. Troviamo valanghe di commenti, almeno la Gelmini ha avuto il coraggio di non disattivarli, ma sono una pioggia di insulti, volgarità, nulla che possa far pensare a un ‘confronto’ come lei stessa chiedeva al momento dell’attivazione del canale un anno e mezzo fa.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    17 nov 2009 - 16:51 - #1
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    Poliziotti VS Mediaset sul WEB:

    Su Facebook chiamano colleghi e simpatizzanti a raccolta: sono “I poliziotti che non guarderanno più i tg Mediaset”. Hanno già aderito 1.000 persone: “Dopo il minuscolo spazio” scrivono “dedicato alla nostra manifestazione nazionale da parte delle reti Mediaset, non guardiamo più il Tg5, il Tg4 e Studio Aperto. Facciamo sentire il nostro dissenso. Anche per difendere la libertà d’informazione”. Il 28 ottobre i poliziotti sono scesi in piazza dinanzi Palazzo Chigi. Erano in quarantamila (su un totale di 110.000 agenti italiani) per chiedere mezzi e risorse. Sandro Chiaravalloti, il segretario del Siap-Piacenza che ha lanciato l’appello su Facebook, ci dice che le loro rivendicazioni riguardano le buste paga (proposti 40 euro lordi di aumento, nonostante il contratto sia scaduto da due anni), ma soprattutto mezzi e risorse: “Non stiamo lavorando – ci dice Sandro – non ci sono neanche i soldi per la carta, ci sono colleghi che comprano di tasca loro i toner e le cartucce per poter lavorare.

    E questa è una situazione comune in tutta Italia”. La manifestazione del 28 ottobre venne oscurata dai tg Mediaset: “Non è andato in onda niente. Zero”, ci dice ancora Chiaravalloti “eppure quando manifestammo contro Prodi, nel 2007 – anche se in piazza eravamo meno – i telegiornali Mediaset diedero all’evento una copertura totale, il Tg4 mandò in onda la manifestazione per una settimana intera”. Così nasce l’idea di una pagina Facebook “ed è bello che anche persone comuni, non solo colleghi, abbiano aderito”. Tra i messaggi di solidarietà, c’è anche spazio per i complimenti ai colleghi di Palermo per l’arresto del boss Raccuglia. “C’è qualcosa di magico in tutto questo”, scrive il Siap “una volta quando si catturava un boss mafioso, sotto la questura venivano parenti e amici dei boss per insultare e minacciare. Oggi questi fantastici ragazzi. Grazie”.

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