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Chi manifesta arriva dai centri sociali, Mariastella Gelmini come Renato Brunetta

Pubblicato: mercoledì 18 novembre 2009 da Giovanni Molaschi



Il Ministro della Pubblica Istruzione manderà il proprio primogenito, la cui nascita è prevista in primavera, alle scuole pubbliche. O a quelle private? Il dubbio sul quale l’esponente del Popolo della Libertà non ha ancora risposto è lecito oggi più che mai.

Ieri più di 150mila studenti, di 50 città italiane diverse, hanno manifestato nuovamente contro il Ministro. E la relativa riforma. Lo hanno fatto nello stesso giorno in cui in tutto il mondo si celebrava il diritto allo studio.

Come da prassi alcune manifestazioni sono state terminate con degli scontri figli, secondo Mariastella Gelmini, dei sostenitori dei centri sociali.

“I centri sociali – ha dichiarato il Ministro - non rappresentano gli studenti italiani.

Gli studenti italiani hanno capito che bisogna avere il coraggio di guardare al futuro, di cambiare la nostra scuola, di fare scelte coraggiose. Riproporre vecchi slogan, come se fossimo ancora negli anni ‘70 certamente non contribuisce a rendere la nostra scuola più moderna”.

Supponiamo per un momento che la considerazione del Ministro fossero pertinenti e giuste. Possibile che tra i 150mila manifestanti non ci sia una sola persona non riconducile ai centri sociali capace di elaborare delle tesi all’altezza della situazione? No. probabilmente No.

Negarlo non serve. Sarebbe persino controproducente. Ammettere i propri limiti significherebbe, in qualche modo, riconoscere il fallimento totale del Ministro Brunetta che contro gli impiegati statali si è comportato nello stesso modo.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di liberty-valance-2

    liberty-valance-2

    18 nov 2009 - 08:10 - #1
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    ma tu sei peggio anche di paganini!!!
    Lo sanno anche i sassi che ad uno studente se gli dici che si salta la scuola è capace di manifestare anche contro la cotoletta alla milanese.
    Fate una cosa, se vi da fastidio stare in Italia, con delle regole, senza delinquenti clandestini e col nostro crocifisso, andatevene a Cuba o in Venezuela.

  • Profilo di givan31

    givan31

    18 nov 2009 - 09:07 - #2
    1 punto
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    ma va a quel paese gelmini! torna da dove sei venuta insieme agli altri due nani allucinati del tuo governo!

  • Profilo di mirox

    mirox

    18 nov 2009 - 09:10 - #3
    -4 punti
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    Quoto! Piantatela di lamentarvi di tutto, avete rotto i maroni!

  • Profilo di sergyx

    sergyx

    18 nov 2009 - 10:04 - #4
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    ora si sta facendo veramente pesante, il solito giochino intentato da Berlusconi e seguaci è sempre quello: non analizzare i contenuti di chi ha una idea diversa ma criminalizzarlo..
    lo fanno ogni giorno con le opposizioni, l’hanno fatto con tutti gli elettori avversi, l’hanno fatto con i dipendenti pubblici, l’hanno fatto con gli studenti..
    ORA BASTA, AVETE STUFATO!!!

    p.s.: non voglio assolutamente giustificare qualsiasi forma di terrorismo (rif. alle lettere dei NAT), ma con questo clima teso secondo voi che cosa si devono aspettare, lettere d’amore??

  • Profilo di stef500f

    stef500f

    18 nov 2009 - 10:14 - #5
    2 punti
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    Ma andate a caga.r.e sottomessi che non siete altro. La gelmini non capisce un tubo.è chiaro anche ai sassi.

  • Profilo di asterio

    asterio

    18 nov 2009 - 10:55 - #6
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    la Gelmini è lì perché è un’artista nei pomp… ossia nel Preferire Onorevoli Molto Piccoli…

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    18 nov 2009 - 11:51 - #7
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    Liberty e mirox e’ evidentissimo che voi non avete figli……che vanno a scuola soprattutto elementari e medie inferiori, altrimenti sareste con la stragrande maggioranza dei genitori incavolato con la Gelmini

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    18 nov 2009 - 12:58 - #8
    -2 punti
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    la scuola e’ stata usata per decenni per assumere gente inutile, abbiamo il rapporto insegnanti-alunni piu’ alto in europa e la peggior resa.
    era ora che si ponesse freno, la sinistra aveva serbatoi di voti enormi e adesso e’ irritata e dice balle alla gente.
    i precari erano gente che non serviva a nessuno, cerchino un altro mestiere, ai miei tempi si studiava benissimo con la meta’ degli addetti.

  • Profilo di Doctz

    Doctz

    18 nov 2009 - 13:17 - #9
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    C’è qualcuno che ha il coraggio di non ammettere che i casinisti non siano quelli dei centri-sociali e/o simpatizzanti politicizzati? Stranamente a ogni manifestazione sono in prima linea e cmq messaggi e bandiere lo dicono chiaramente a quale parte appartengono. Gli studenti non sono sicuramente tutti rossi quelli che vanno a manifestare contro il governo sono una PICCOLA parte.

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:08 - #10
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    Chissà se prima di essere nominata, la Gelmini sapeva già che il suo ministero sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: sorta di Cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro Paese: la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’Istruzione Scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, nel decreto non c’è nessuna traccia: http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106. Quello che colpisce, oltre al Titolo: “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“; sono le Premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:10 - #11
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    Lezione di Ripasso per Tremonti, Gelmini e Brunetta!!!! L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (Art.1, Costituzione della Repubblica Italiana). Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (Art.4 com.2, Costituzione della Repubblica Italiana). Filmografia consigliata: “2012 L’Avvento del Male”; Bibliografia consigliata: “Fontamara” di Ignazio Silone. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:10 - #12
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    Il Governo Italiano (Circo Mediatico), invece di spararle grosse per evitare che sia ancora più palese la crisi profonda in cui è piombato, che sarebbe meglio ragionare se non sia arrivato il momento di mollare questo modo di fare politica senzazionalistica senza mai realizzare niente, basta vedere le riforme che in Italia aspettiamo, e passare ad una nuova fase di lavoro vero? Caro Presidente Berlusconi, non è arrivato il momento anche per lei, di cacciare da palazzo Chigi, ministri come la Gelmini, che in questo periodo tra tagli indiscriminati, accorpamento di classi, ricorsi persi, scioperi, malcontento di tutti gli operatori della scuola, e assoluta incompetenza in materia, come si evince dai papocchi che in questi giorni sono emersi, le hanno causato e ci hanno causato solo guasti e perdita di fiducia nelle istituzioni? E la Carfagna che vuole togliere il velo alle donne islamiche, lei così esperta in fatto di denudamenti vari? crede che questo sia proprio il primo pensiero degli italiani? e della pletora di yes men e personale politico scadente che ogni giorno le fa fare fesserie come il lodo “Alfano”? L’opposizione l’accusa di essere un nuovo Duce, ma voglio ricordarle che del Governo Mussolini facevano parte: Alfredo Rocco, Luigi Federzoni, Paolo Thaon di Revel, Alberto De Stefani, Giovanni Giuriati, Aldo Oviglio, Armando Diaz, Giuseppe D’Arzago De Capitani, Gabriello Carnazza, Giovanni Antonio Colonna di Cesarò e alla scuola Giovanni Gentile. Certo nessuno dei citati ha le doti della Carfagna e della Gelmini, due che il mondo ci invidia insieme a Cammarata e Schifani, ma pazienza!

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:11 - #13
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    Il ministro Maria Star, la cui determinazione è pari all’inadeguatezza per l’incarico affidatole, e il Governo (Circo Mediatico) hanno mirato a dare deliberatamente della scuola pubblica un’immagine negativa, dipingendola come sprecona e inefficiente, e a screditare, quando non demonizzare, sistematicamente i suoi lavoratori, presentati come fannulloni, assenteisti, in parcheggio, in sovrannumero rispetto ai bisogni. Un’azione legislativa motivata esclusivamente da ragioni economiche che ha portato a tagli indiscriminati degli investimenti per la scuola (otto miliardi di euro) e del personale (140.000 lavoratori in tre anni). Tagli che hanno di fatto reso ‘disoccupati’ con un colpo di spugna, già da quest’anno, quarantamila lavoratori e hanno creato caos e disagio agli studenti e alle famiglie: nelle Superiori, ad esempio, il venir meno delle ore ‘a disposizione’ ha fatto esplodere il problema delle sostituzioni dei docenti assenti, violando di fatto il diritto allo studio e creando problemi di sicurezza e controllo, questo nonostante gli sforzi organizzativi delle Dirigenze e la disponibilità dei docenti alla flessibilità. L’imposizione di un Riforma della Scuola Secondaria Superiore, disapprovata dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, dalla Conferenza Stato Regioni, da tutte le Associazioni professionali, di Genitori e di Studenti intervenute in Commissione Parlamentare, mai condivisa realmente con le parti sociali coinvolte. Una Riforma che ridurrà il tempo scuola fino ad un terzo, penalizzando i ragazzi con meno opportunità culturali e riducendo le possibilità per tutti di acquisire una propria autonomia di pensiero. Nel Liceo Socio Psicopedagogico, in particolare, si passerà, dal prossimo anno scolastico, anche per le attuali prime, da 34 a 27 ore settimanali, riducendo o eliminando le materie d’indirizzo. Tagliando le ore di Psicologia, Pedagogia, Sociologia fino a più della metà la Riforma, oltre a cancellare 3 docenti su 5 di queste discipline, danneggia gli studenti, offrendo loro una formazione fortemente impoverita ed inadeguata. Si tratta dell’unico Liceo che perde la sua specificità: aiutare gli studenti ad avere uno sguardo competente e critico sulla società. Non riteniamo sia un caso. E, pertanto, Le chiedono di intervenire pubblicamente, efficacemente e costantemente a favore della scuola pubblica e dei suoi lavoratori per restituire, attraverso i mass media, un’immagine realistica della elevata qualità del suo personale, il quale con notevole impegno e competenza contribuisce alla formazione degli studenti e allo sviluppo del Paese, ben oltre quanto consentito dalle risorse investite: agire efficacemente per l’immediato ripristino dei fondi sottratti alla scuola pubblica e di ottenere dal Ministro dell’Economia la cancellazione immediata dei tagli al personale, quanto il reintegro dei lavoratori precari, oggi disoccupati, anche attraverso forme simili all’organico funzionale e l’immediato ritiro della Riforma della Secondaria Superiore con l’apertura di un tavolo di riflessione e confronto aperto alle parti sociali e alle categorie coinvolte (lavoratori, studenti, genitori) per una Riforma condivisa che tenga conto innanzitutto delle reali necessità formative dei giovani nell’attuale contesto sociale.

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:11 - #14
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    Il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria per il quinquennio 2009-2013, ha delineato uno schema di risparmio finanziario di 7.832 milioni di euro nel settore dell’istruzione tradottosi, solo nel corrente anno scolastico e in forza della legge finanziaria per il 2009 (legge del 22 dicembre 2008, n. 203), nella riduzione di 42.103 posti per i docenti e di 15.167 posti per il personale A.T.A e nella disoccupazione di 26000 precari privati della possibilità di rinnovo contrattuale. Tale assetto produrrà, inoltre, la decurtazione di ulteriori 45.236 unità per l’organico docente e di 29.334 unità per il personale A.T.A., profilandosi, in tal guisa, un futuro incerto per circa 340.000 precari del comparto scuola. Tutto questo comporterà inevitabilmente l’aumento del numero di alunni per classe con il conseguente innalzamento del rapporto alunni/docente (incrementato di un punto percentuale da 8,9 a 9,9) in palese violazione delle norme sulla sicurezza nelle classi con più di 25 alunni (L. n. 820 del 1971; D.M. 26.08.1992, n. 292; D. Lgs. 9/4/2008, n. 81), la soppressione delle cattedre, la razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso in tutti gli ordini e gradi di istruzione e, in particolare, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di II grado.

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:52 - #15
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    Studenti tutti riuniti con un passaparola frettoloso e per una causa comune che infiamma i nostri cuori e libera quello di cui i potenti hanno quasi sempre paura, gli studenti insoddisfatti; perché la verità è che la cosa più temuta dai tiranni (perché ormai di questi si tratta) è proprio la vox populi. Si torna quindi, grazie ai decreti ministeriali di Maria Stella Gelmini, al prototipo della scuola dei baroni (sì, quella del ’68), dove i privati domineranno, le rappresentanze studentesche saranno abolite e la democrazia sarà più presente in paesi come la Birmania. Negli istituti di tutta Italia, i soldi sono diventati un’utopia; gli studenti non hanno a loro disposizione nemmeno la carta igienica. I sussidi audiovisivi sono ormai sogni lontani, così come palestre ed aule adeguate a tenere assemblee. Nelle classi, composte ormai da ben trenta persone, le norme sulla sicurezza vengono meno poiché gli studenti sono chiusi in spazi minuscoli, schiacciati. Molti professori verranno licenziati in tronco, gli istituti verranno accorpati senza un criterio minimo; ad esempio, l’IPSIA rischia l’accorpamento con l’Istituto d’Arte. Le ore di formazione professionale saranno poi relegate a sole due o tre, ai confini dell’orario scolastico. La crisi si scaglia quindi sul settore pubblico, e soprattutto sulla scuola. Perché? E’ questa la domanda che oggi, come quarantuno anni fa, poniamo a squarciagola con i nostri slogan, senza schierarci politicamente, senza arrivare a violenze e scontri perché a noi, di creare problemi, non importa proprio. Se solo nella sede del PDL di Imperia avessero saputo quanti studenti schierati dalla parte di suddetto partito erano lì sotto questa mattina a formare quel gruppetto di più di trecento studenti, forse non verremmo ignorati come nella peggiore delle tirannie, demonizzati, accusati di parlare solo perché “politicamente orientati (leggasi: comunisti)” e di, in parole povere, non capire nulla. Ma nonostante la nostra ignoranza e la nostra incapacità di comprendere, noi scendiamo in piazza per difendere i nostri diritti di studenti, di cittadini e di umani. Perché i soldi che i noi e i nostri genitori versiamo allo stato finiscono, a quanto pare, spesi in droghe, giri di prostituzione, affari “privati” di chi dovrebbe anteporre lo Stato, i cittadini ed il benessere comune a tutto il resto? E perché, quando ci si rende conto che i soldi sono finiti, sono i cittadini a pagare i “divertimenti” di coloro che hanno eletto? Perché, infine, il diritto allo studio ci viene negato in modo così subdolo? Alla scuola dovevano pensarci prima, e ora la vergogna è di tutti loro. La destra, con interesse ed arroganza, chiude così quello che la sinistra ha fatto fallire per boria e cecità, e “la cecità degli uomini è così grande che persino della propria cecità si gloriano.”

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:53 - #16
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    Sciopero generale degli studenti che ha visto una larga partecipazione in molte città d’Italia. Il ministro Maria Stella Gelmini anziché riflettere (anche se non rientra nelle sue consuetudini) su questo avvenimento lo ha subito liquidato con questa battuta: “Coloro che hanno partecipato ai cortei sono tutti appartenenti ai centri sociali”. Voleva squalificare i manifestanti?I centri sociali secondo lei sono luoghi di perdizione dai quali bisogna stare lontani? Cose non corrispondenti alla realtà, che un ministro dovrebbe sapere. Ma la polizia che ha sicuramente fatto un rapporto al Ministero dell’Interno su queste manifestazioni studentesche ha attribuito tutta quella massa di giovani ai centri sociali? Se così fosse i centri sociali avrebbero un motivo di gongolare. Ma non è così. Il ministro della Pubblica Istruzione di origine lombarda, ma abilitata avvocato in una sede più “comprensiva” del sud ha ancora una volta dimostrato il suo basso tasso di intelligenza, sollecitata forse dalla sua faziosità tipica di certi ciellini.

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    18 nov 2009 - 15:54 - #17
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    A me sa tanto che di “Ministronza” una c’e sicuro…anche raffigurata nei fumetti, e di “Megastronza” c’è nì’ una che brilla come la secodna stella a destra che indica il cammino verso un dirupo… Peccato che non ci cada lei sotto…

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    22 nov 2009 - 17:13 - #18
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    In base ai dettami della Riforma, alcune scuole non saranno più attive a partire dal prossimo anno scolastico. Non è difficile immaginare che esse saranno soprattutto le scuole di montagna. I numeri minimi per il mantenimento dei plessi scolastici lasciano poco spazio all’immaginazione: dieci alunni per la Scuola dell’infanzia, diciotto per la Scuola primaria – elementare e venti per la Scuola secondaria – media. Diverse scuole delle Valli potrebbero, quindi, cadere sotto la mannaia della chiusura. Un autentico passo indietro che contrasta col sacrificio degli amministratori locali e del mondo dell’imprenditoria che cerca di preservare il territorio, di aiutarlo a crescere ed a popolarsi assicurando servizi minimi in grado di non mettere in difficoltà i cittadini che già ogni giorno devono fare i conti con le distanze e con le problematiche strettamente connesse con la vita in montagna. Chiudere una scuola rappresenta anche un passo indietro sulla strada del preservare le tradizioni locali, vero elemento di forza in una fase nella quale si riscoprono, a fini anche economici, i territori con le loro peculiarità e la loro capacità di diversificarsi sotto i profili culturali e sociali. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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