Grillo contro l'articolo 67 della Costituzione. Ma nel 2005 la pensava diversamente

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Beppe Grillo

Era il 2005. Beppe Grillo stigmatizzava dichiarazioni di Giovanardi, in questo modo

Il dipendente Giovanardi in una trasmissione radiofonica su Radio24 si è dimesso da dipendente.
Infatti, in contraddizione con la Costituzione Italiana che recita:

Art. 1:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

Art. 67:
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Ha dichiarato:
“Io non sono dipendente di nessuno se non dei miei elettori”
e
“In democrazia ognuno risponde delle sue idee e degli elettori che lo hanno votato”.

Se ne deduce che chi ha votato l’ex dipendente Giovanardi (ma come fa a sapere chi è se il voto è segreto?) deve pagargli lui solo lo stipendio, non tutti i cittadini italiani.

L’osservazione di Grillo dell’epoca centrava il punto: siccome senatori e deputati rispondono a tutto il popolo italiano, deve valere il divieto di mandato imperativo. Oggi, però, arriva il cambio repentino. Come mai all’epoca l’articolo 67 della Costituzione andava bene?

(il vecchio post è stato scovato da questa pagina Facebook)

Grillo contro l’articolo 67 della costituzione

Beppe Grillo articolo 67 Costituzione Italiana

L’Articolo 67 della Costituzione Italiana recita:

«Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato»

Grillo ha appena scritto sul suo blog un pezzo che distrugge questo articolo. Il problema è che lo travisa completamente.

Secondo la tesi del leader del Movimento 5 Stelle, questo articolo verrebbe utilizzato per quella che lui stesso definisce «circonvenzione d’elettore».

«Viene concesso al parlamentare libertà preventiva di menzogna, può mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato»

scrive il leader del M5S. La sua interpretazione (personale e non depositaria della verità, ovviamente), purtroppo, mi sembra superficiale, acritica e priva di attinenza con la storia e con le ragioni da cui deriva questo articolo, che è uno dei fondamenti di tutte le democrazie moderne. L’articolo 67 della Costituzione italiana deriva dal cosiddetto divieto di mandato imperativo, che Grillo liquida malamente.

Il divieto di mandato imperativo vale (cito da RAPPRESENTANZA POLITICA E DIVIETO DI MANDATO IMPERATIVO NEL PROGETTO DI RIFORMA COSTITUZIONALE di Salvatore Curreri, Ricercatore in Istituzioni di diritto pubblico, Università degli studi di Palermo)

«nelle moderne democrazie, fondate sulla mediazione politica dei partiti […] a svincolare il parlamentare dagli interessi particolari dei suoi elettori per permettergli così di rappresentare gli interessi generali dell’intera collettività. Esso però non può essere opposto con la medesima efficacia ai partiti politici i quali, a differenza dei singoli elettori, perseguono proprio quegli in teressi generali che il parlamentare deve rappresentare, seppur valutati da un punto di vista particolare. Oggi, infatti, il parlamentare è legato al mandato di partito proveniente dagli elettori e rappresenta gli interessi nazionali per come sono sintetizzati e mediati dai partiti politici. Egli non rappresenta un’entità astratta ma i cittadini così come organizzati politicamente dai partiti».


Ecco dunque che si ribalta l’ottica, come spiega ancora Curreri:

«il divieto divincolo sancito dall’art. 67 Cost. vale essenzialmente ad impedire che il mandato parlamentare possa essere revocato dagli elettori e (arbitrariamente) dal partito».

Anche perché Grillo, ancora una volta, legge un articolo della Costituzione come se fosse svincolato da tutto il resto. Ma non lo è. La costituzione è un corpus unico, e l’articolo 67 va considerato in questo corpus, che comprende anche, per esempio, l’articolo 49 (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale) e l’articolo 1 (La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione).

Il senso di questa terna di articoli che consideriamo assieme (come se fossero isolati dagli altri, ma solo per semplicità) è che la sovranità è popolare, che i cittadini si possono associare in partiti e che attraverso questi partiti partecipano a definire la politica della nazione. In maniera democratica.

Se il singolo parlamentare fosse vincolato da un mandato come se avesse firmato un contratto di tipo privatistico con l’elettore, il suo operato sarebbe troppo vincolato agli interessi di una parte e non a quelli del tutto. I padri costituenti avevano fatto bene il loro lavoro.

Fra l’altro, Grillo sembra ignorare anche il fatto che esista già un progetto di riforma del medesimo articolo (lo ricorda il medesimo ricercatore già citato, il quale è favorevole a una riforma, per inciso) e un ampio dibattito in merito. E che si possa agire, per esempio, non già su quell’articolo della Costituzione, ma piuttosto sul regolamento del Parlamento, laddove il divieto di mandato imperativo agisca causando, per esempio, la caduta di un Governo.

Non si dimentichi, peraltro, che la libertà di mandato consente al deputato e al senatore, qualora il proprio gruppo parlamentare prendesse una strada non conforme al programma condiviso, di esprimere il proprio dissenso.

Un dissenso che Grillo sembra non accettare fra i suoi. Staremo a vedere, giusto? Ma la sensazione è che questo attacco sia mirato. A controllare i “suoi”.

Quanto al dibattito sull’articolo 67: sarebbe bello vederlo svolgersi, come per tutti gli altri articoli della Costituzione, ad opera di persone competenti, che rappresentino le proprie idee come una possibile opinione e non come la verità assoluta.

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  • nickname Commento numero 1 su Grillo contro l'articolo 67 della Costituzione. Ma nel 2005 la pensava diversamente

    Posted by: oibo

    Attenti , classica buccia di banana ( chi scivola non fà altro che continuare nella vecchia strada del personalismo e malaffare ), noi italiani abbiamo bisogno di altro, basta ambiguità . Scritto il Date —

 

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