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Schifani avvisa i finiani: Compattezza o si torna al voto. Elezioni anticipate a marzo?

Pubblicato: 18 nov 2009 da Luca Landoni



La bomba di ieri sono state le dichiarazioni del Presidente del Senato Renato Schifani all’inaugurazione dell’anno accademico del collegio universitario Lamaro Pozzani. Le parole della seconda carica dello stato potrebbero anche apparire di semplice buon senso, se non fosse che in politica tutto ha un significato ben preciso e, in questo caso, evidentemente ispirato da Berlusconi.

«Compito del governo è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell’opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale».

Che si traduce così: Berlusconi è stufo delle interferenze su ogni provvedimento da parte della sua stessa maggioranza, in particolare su processo breve e varie riforme giudiziarie. Dunque i suoi “oppositori” interni, a partire da Fini e dai suoi, si adeguino oppure si vada a elezioni anticipate e ci penserà il popolo a farli tacere.

Poco democratico? Tutto il contrario. Fin troppo democratico, oseremmo dire. Ma il problema è che stavolta non è detto che il popolo si esprima plebiscitariamente a favore del Cavaliere. Una nuova affermazione del centro-destra non sembra in discussione, ma il consenso potrebbe spostarsi dal centro berlusconiano dell’alleanza alle periferie leghiste/finiane e mettere ancor più in difficoltà il progetto del Presidente del Consiglio.

In conclusione registriamo anche la reazione dei finiani tramite il deputato Fabio Granata, che abbiamo apprezzato nell’ultima puntata di Annozero:

«C’è un clima irrespirabile, ma non per colpa nostra. Da parte nostra non c’è una volontà di arrivare alla rottura o alle elezioni, ma nessuno può pensare di evitarle riportando tutto a un pensiero unico. La compattezza non è essere fedeli alla linea come se fossimo in una caserma, ma rispettare i patti sulla giustizia e anche avere compattezza su questioni come quella di Cosentino»

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 nov 2009 - 09:06 - #1
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    secondo voi quelli che hanno votato per il pdl sono dalla parte di berlusconi o di fini?

  • Profilo di lorenzo2

    lorenzo2

    18 nov 2009 - 09:13 - #2
    0 punti
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    Concordo con Aldebaran, non è che si può votare per il PdL aggiungendo come postilla “… però voglio Fini come premier” (magari!)

  • Profilo di luca-landoni

    luca-landoni

    18 nov 2009 - 09:33 - #3
    0 punti
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    questo no, però chi vuole può decidere di votare Fini stesso o i suoi uomini e dare un segnale al governo

  • Profilo di proust

    proust

    18 nov 2009 - 09:56 - #4
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    Luca, ma Fini dovrebbe presentarsi da solo uscendo dal PdL, o sbaglio?

    se sulla scheda elettorale non sono ritenuto abbastanza intelligente se non per mettere una dannata “ics” non si scappa, scelgono sempre loro… :(

  • Profilo di ice

    ice

    18 nov 2009 - 09:57 - #5
    1 punto
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    @ #3
    ti segnalo che l’attuale legge elettorale non lo permette

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    18 nov 2009 - 10:42 - #6
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    #1; Ma è una domanda retorica?
    Seguono Berlusconi, che è la verità e la vita e salverà l’Italia con la sola imposizione della mani….

    Fini dice cose assennate e di buon senso (legalità, rispetto per le istituzioni…), per cui a destra è detestato.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    18 nov 2009 - 10:48 - #7
    0 punti
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    #6 no è una curiosità

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    18 nov 2009 - 10:50 - #8
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    “Una nuova affermazione del centro-destra non sembra in discussione”

    Vero che i sondaggi danno favorito il centro-destra, ma non si tiene conto di un punto fondamentale:l’astensione.
    Già alle europee il PDL, accreditato intorno al 40% dai sondaggi, prese solo il 35% a causa delle diserzioni di massa dell’elettorato, soprattutto al sud.
    Se si tornasse alle urne dopo una lite fratricida e un collasso del governo, le astensioni sarebbero ancora maggiori, a tutto vantaggio del PD, che in questo momento è in crescita grazie all’effetto-primarie.

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    18 nov 2009 - 13:49 - #9
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    si, e ammesso che succeda il miracolo dell’ astensione dei pdl sai che successo il governo bersani con dentro di pietro, casini, verdi, radicali, sinistrissimi, dura un giorno!
    che illusione…

  • Profilo di luca-landoni

    luca-landoni

    18 nov 2009 - 13:52 - #10
    0 punti
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    vero. la legge attuale non lo permette e servirebbe una formazione collegata.

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    18 nov 2009 - 14:29 - #11
    0 punti
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    Enrico mentre a cdx invece la coalizione tiene?

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