Non sarò sempre colpa di Berlusconi, ma anche stavolta, nella vicenda della bocciatura di Massimo D’Alema a “ministro degli esteri” della Ue, pesano (insieme a quelle dell’ipocrita Schultz e dei “bidonari” socialisti) le responsabilità di premier e governo.
Non basta “appoggiare” una candidatura per farla diventare vincente. Conta il substrato politico, culturale, morale di una nazione.
Questa vicenda dimostra che in Europa e a livello internazionale il Cavaliere è considerato poco più di un “Franceschiello” e il suo Governo, una “compagnia di giro” da evitare.
Così l’Italia, Paese fondatore della Comunità europea (grazie alla tanto vilipesa prima Repubblica e alle intuizioni del demonizzato democristiano Alcide De Gasperi) non ha nessun ruolo importante nell’Unione, né in altre grandi organizzazioni internazionali.
Anche stavolta le cariche principali sono state assegnate con la logica spartitoria (una poltrona ai Popolari europei, una ai socialisti), con il compromesso al ribasso, dove a farla da padrona son state soprattutto Inghilterra e Germania.
L’Italia resta quindi a bocca asciutta. Più che le origini “comuniste” e “filosovietiche” (?!) di D’Alema (i cui tanti difetti non cancellano “caratura” e “spessore”) hanno pesato negativamente il “peso specifico” di Berlusconi e del suo Governo, considerati pari allo zero. Hanno pesato l’immagine dell’Italia, in caduta libera.
Un’occasione persa. Un altro fondamentale passaggio mancato per tentare il rilancio dell’Italia sulla scena mondiale. Da protagonista, con idee, progetti e uomini preparati e carismatici, leader riconosciuti, non “macchiette”, portaborse o veline. Sarà per il prossimo giro. Campa cavallo.
Tanti auguri, signora Catherine Ashton, baronessa Ashton Upholland! E auguri al socialdemocratico Pd di Bersani che “scopre” il volto dei socialisti europei.
fc77
20 nov 2009 - 11:44 - #1sono mesi che dico che in europa contiamo come il due di bastoni quando regna denari….
Cistòn
20 nov 2009 - 11:52 - #2Dalema non sa l’inglese.
asterio
20 nov 2009 - 11:54 - #3contiamo come il 2 di picche quando regna denari (cioè, manco nel mazzo giusto siamo).
La paura è che se continuiamo così dall’Europa ci sbattono proprio fuori… anzi no, in fin dei conti con le nostre tasche paghiamo sin troppe multe di cui altri godono il risultato, siamo un ottimo contribuente per l’Europa, per questo ci tengono ancora. Non fosse per questo, tra aspiranti dittatori, partiti integralisti religiosi e economia allo sfascio, oggi come oggi avremmo le stesse probabilità della Turchia di entrare in Europa.
PZ
20 nov 2009 - 12:03 - #4Schultz è quello al quale in una delle sue tante carinerie B ha dato del Kapò.
Se la sarà mica legata un filino al dito lui e i suoi compagni.
fc77
20 nov 2009 - 12:06 - #5#2,d’alema non sa neanche se è di dx o di sx.
enrico-xc
20 nov 2009 - 12:46 - #6che faccia lo skipper
bissis
20 nov 2009 - 13:55 - #7era il tuo candidato all’europa
Mauriziosat,9
20 nov 2009 - 13:55 - #8vuoi vedere che è colpa di Berlusconi pure l’incompetenza di D’Alema…….
.
D’Alema si contenti di comandare il fallimentare PD .
perchè , lo sapete vero che Bersani è solo un FANTOCCIO DI D’ALEMA……………
bissis
20 nov 2009 - 14:36 - #9“vuoi vedere che è colpa di Berlusconi pure l’incompetenza di D’Alema”
ma no tranquillo è solo che in generale valiamo meno di zero e nessuno ormai ci considera più affidabili per fare nulla
tutto qui
feric
20 nov 2009 - 14:50 - #10sottolineo come il PD non faccia parte del Partito socialista europeo(sic!) ma solo di un gruppo parlamentare insieme ai socialisti orami ridotti all’osso ai quali occorrevano 20 eurodeputati in più per far numero..
william-wallace
20 nov 2009 - 15:02 - #11Ma a qualcuno davvero fottev@ se baffeto diventava inutile ministro di un’ inutile istituzione?
bissis
20 nov 2009 - 15:43 - #12vedi è esattamente questa la questione
a nessuno interessa dell’italia e della sua presenza nelle istituzioni estere
siamo belli sono noi, ce lo ripetiamo tra di noi e tutto va bene solo se parliamo tra di noi e all’interno dei nostri giornali
mentre all’estero o ci usano come materiale per le commedie, o
ci ignorano semplicemente
considerando che siamo quasi nel 2010 e in un mondo sempre più globalizzato, ritengo possa essere un lievissimo problema
terrone57
20 nov 2009 - 17:35 - #13#12
è difficile far capire a qualcuno che non siamo più nel medioevo, già oggi e ancor di più nel prossimo futuro si dovrà avere un “ruolo” importante nelle istituzioni “globali” per tenere il passo con l’evoluzione dell’economia, solo che noi italiani abbiamo un problema, questo problema sono i nostri rappresentanti politici, bravissimi nelle beghe nazionali, ma sono dei nani (tutti nessuno escluso) a livello internazionale, se pensiamo che il cavaliere corre dietro a putin e a gheddafi…stiamo freschi….
ventoacqua
20 nov 2009 - 17:39 - #14#10: Veramente non è così, il PD non è un elemento separato all’interno dei socialisti, è il gruppo socialista ad essere diventato gruppo socialisti & democratici.
nchomsky
20 nov 2009 - 18:51 - #15A Berlusco’ ricordati degli amici
di Marco Travaglio
Ha fatto bene l’astuto D’Alema a fidarsi della parola di
Berlusconi, che si era solennemente impegnato a sostenerlo ventre a
terra per la nomina a “Mister Pesc”, cioè a ministro degli Esteri
d’Europa.
Infatti è passata la baronessa laburista inglese Catherine Ashton.
Si consuma così l’ennesimo trionfo politico di Max che – fra la
Bicamerale, il minigoverno con Cossiga & Mastella, le poltrone sfumate
di presidente della Camera e della Repubblica – ha collezionato più
fiaschi di una cantina sociale.
Ma continua a passare per un tipo “molto intelligente”, a
prescindere.
Non ha ancora capito che l’inciucio all’italiana funziona sempre a
senso unico: è un “do ut des” dove si notano soltanto i do della
sinistra, e mai i des del Cavaliere.
Infatti il centrosinistra ha resuscitato tre volte l’ometto morente,
il quale invece ha sterminato una dozzina di leader del
centrosinistra.
E quello che non è riuscito a sconfiggere, Prodi, glielo ha
gentilmente fulminato il centrosinistra due volte su due. Ora, per
somma beffa, il Pdl si accinge a ritirare la ghedinata del processo
breve, anzi morto, per sostituirla con il geniale disegno di legge
Finocchiaro-Calvi, presentato e fortunatamente non approvato alcuni
anni fa, che sortisce lo stesso risultato: ammazza sia il processo
Mills sia il processo Mediaset. Invertendo l’ordine degli
schieramenti, il prodotto non cambia. In fondo a che altro serve il
centrosinistra in Italia se non a salvare Berlusconi?
Chi scriverà la storia di questi 15 anni non potrà prescindere dalla
gag di Corrado Guzzanti nei panni di Rutelli con la voce di Sordi:
“A Berlusco’, so’ anni che te portamo l’acqua co le orecchie, che ce
voi pure ‘a scorzetta de limone? A Berlusco’, ricordate degli amici,
ricordate de chi t’ha voluto bbene”.
Archiviato Berlinguer come un nonnetto un po’ rinco a causa del suo
patologico senso dello Stato, il centrosinistra ha assorbito tutto il
peggio delle culture anti-statali e anti-legalitarie dei gruppettari
anni 60 e 70: le stesse che avevano portato naturalmente i vari Sofri,
Boato, Liguori, Marcenaro, Panella, Briglia dalla sinistra
extraparlamentare a Craxi e molti di essi da Craxi a Berlusconi (non a
caso, Boato era relatore per la giustizia in Bicamerale, e andava
d’amore e d’accordo con Gelli e con Previti).
Poi le ha mescolate con il giustificazionismo piagnone dei
cattocomunisti e con l’antica avversione dei cattolici integralisti e
papalini allo Stato risorgimentale. Il nemico è sempre quello: la
legge e chi la fa rispettare.