Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non ricorda solo quella di Mino Pecorelli

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Il fatto della settimana



In attesa che la giustizia faccia il suo corso senza che nessuno ipotizzi dei ritardi per via della mancata riforma, sulla quale si disquisisce più dell’emergenza rifiuti che in Sicilia si sta registrando nelle ultime settimane, è necessario continuare a riflettere sulla morte di Brenda.

Secondo Mario Adinolfi la transessuale, travolta (e non solo) dallo scandalo di Piero Marrazzo, ricorda Mino Pecorelli. Il giornalista, affiliato alla loggia massonica P2, che venne ucciso nel 1979 in circostante ancora da stabilire.

“È Roma – scrive Mario Adinolfi - che sembra tornata ad essere quella dei tempi della Banda della Magliana. Anzi, peggiore. Più subdola e per questo più pericolosa. La Brendona è il Mino Pecorelli del tempo tragico e farsesco che stiamo vivendo, di una classe dirigente di una pochezza spaventosa, nome in codice Chiappe d’Oro”.

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Ma la morte di Brenda non ha analogie solo con quella di Mino Pecorelli. Sempre a causa del fuoco morì nel 1998 il poeta omosessuale Alfredo Ormando che in segno di protesta si bruciò vivo in Piazza San Pietro.

Oggi come allora la classe politica, presieduta da Romano Prodi, non si scompose davanti alla morte di una persona che rivendicava solo i propri diritti. Ancora oggi negati.

Ma l’orientamento sessuale delle due vittime non è l’unico aspetto che le avvicina.

Oggi come allora la classe politica, presieduta da Silvio Berlusconi, tenta di riformare la giustizia.

Sul finire del proprio mandato Romano Prodi approvò il decreto 51 grazie al quale venne introdotto nel nostro ordinamento la riforma del giudice unico di primo grado.

Possibile che in dieci anni siano cambiate le vittime e le formazioni politiche ma non i problemi con i quali le amministrazioni decidono di confrontarsi?

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di gugly

    gugly

    22 nov 2009 - 11:26 - #1
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    Mah…possiamo fare tutte le analogie che vogliamo, da che mondo è mondo le persone scomode rischiano più delle altre…detto questo, la mia opinione sul caso è al tempo più semplice e complicata; se è stato omicidio, è stato un avvertimento da parte della malavita che, stanca di avere i riflettori puntati addosso, ha lanciato l’avvertimento “serrate le righe e statevi zitti/e”.

    Che poi dietro ci sia qualche scandalo per il potente di turno è altamente probabile, ma gli uni si fanno i favori agli altri senza contatti diretti, di modo che ciascun livello possa smentire agevolmente.

    Come nelle parole di Mister X in JFK: Nessuno ha detto : deve morire”

  • Profilo di albert1

    albert1

    23 nov 2009 - 10:26 - #2
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    Molà… io non so che giri cerebrali abbia fatto Adinolfi e di conseguenza tu, ma io ’ste analogie proprio non le vedo…

    Uno il fuoco non l’ha visto proprio, l’altro se l’è appiccato in piazza in un gesto pubblico estremo. I motivi poi, sono diversi per ognuno (posto che per Brenda ancora non li conosciamo).

    Boh ? Il lunedì è dura, eh ?

  • Profilo di gmolaschi

    gmolaschi

    23 nov 2009 - 10:59 - #3
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    sì. soprattutto perché il pezzo è stato pubblicato ieri.

  • Profilo di albert1

    albert1

    23 nov 2009 - 12:05 - #4
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    …e la domenica è peggio ;) Spiritosone…

  • Profilo di albert1

    albert1

    23 nov 2009 - 12:15 - #5
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    …e comunque Adinolfi si rolla i cannoni con l’incenso… non è che ve li passate fra voi ?

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