C’è chi le chiama “baruffe benefiche”.
Ma nel Pdl la temperatura continua a salire, al pari dell’irritazione del premier per i “personalismi” dei suoi ministri e per una guerra intestina che non trova requie.
A volte sembrano solo isterismi fra comari gelose e annoiate. Altre, invece, l’inizio del pandemonio.
Perché, inutile nasconderlo, il malumore c’è ed è molto più esteso e profondo di quel che si vede. E, a dirla tutta, non solo di malumore si tratta. La bagarre sull’economia cela ben altri nodi politici. Nodi inestricabili, trattandosi proprio del premier.
Nel finto partito del predellino e nella maggioranza al cappio di Bossi, ogni questione è buona per accendere la miccia, lanciare fendenti, sbracciarsi per rincorrere visibilità e raccattare alleanze in attesa degli eventi. Ma quali eventi?
Oramai, con un Paese che rischia la deriva, tutto è possibile: la caduta del governo, lo scioglimento del parlamento, le elezioni politiche anticipate e, perché no, un nuovo esecutivo senza la chiamata alle urne.
Insomma, con sempre maggior convinzione, si guarda al dopo Berlusconi.
La premiership del Cavaliere, sotto i colpi delle pesanti vicende “personali”, zoppica visibilmente e non sono pochi, nelle prime file ma anche nelle seconde e terze, a “smarcarsi” per avere le carte in regola nel momento del trapasso (politico) del padre/padrone.
Si va verso le basse temperature delle feste natalizie, ma il clima è quello “caldo” del 25 luglio 1943.
enrico-xc
23 nov 2009 - 11:39 - #1Tranquilli, berlusconi rimane dov’ e’.
Mike^
23 nov 2009 - 11:42 - #2il 4 dicembre Spatuzza il pentito di mafia metterà a verbale davanti ai giudici
l’accusa di Berlusconi e Dell’utri come mandanti occulti alle stragi mafiose.
No sul serio anche i pentiti lo abbandonano segno che hanno trovato un nuovo referente politico, non lo so il PD ?
enrico-xc
23 nov 2009 - 11:47 - #3spatuzza…
sicuramente molto attendibile!
aldebaran85
23 nov 2009 - 11:59 - #4ma va laaaaaaa
Mike^
23 nov 2009 - 12:01 - #5Se è attendibile o meno lo stabilirà il giudice diciamo cmq che Berlusconi non merita tutto questo garantismo visto e considerato che lui è il primo a sparare menzogne a raffica.
albert1
23 nov 2009 - 12:09 - #6Falciò, ma che scrivi sull’ “Eco dell’Apocalisse” ? ;)
All’inizio pensavo che fosse un caso, ma non c’è un pezzo tuo che non faccia accenno a tragedie, scenari postatomici, ecatombi, “moriremo tutti”, sfaceli e sfighe varie…
Vabbè che potrebbe essere uno “stile”, ma sei inquietante…
ll3mo
23 nov 2009 - 12:15 - #7Più che Spatuzza, si inizia a ridere se inizia a parlare seriamente uno dei fratelli Graviano.
bludawn
23 nov 2009 - 12:44 - #8ma quelli sono furbi non parlano sanno che Berlusconi sotto pressione lavora meglio…
FabioFazioso
23 nov 2009 - 12:44 - #9Se Berlusconi cade, la gente non andrà più a votare perchè non ci sono alternative meno peggiori di lui…
chico-mendez
23 nov 2009 - 15:34 - #10Se Berlusconi cade……non si fa un ca..zzo tanto e’ nano :)
help4desk
23 nov 2009 - 15:45 - #11Meno pranzo per tutti
albert1
23 nov 2009 - 15:56 - #12Chico: di più ! Rimbalza e si rimette in piedi, come i pupazzetti col peso sotto… ;)
nchomsky
23 nov 2009 - 16:29 - #13Angelino Fatto e disfatto:
Siccome la speranza è l’ultima a morire, noi speriamo vivamente
che Angelino Jolie cominci a leggere Il Fatto. Sia perché abbiamo
deciso di avviare una campagna in sua difesa. Sia perché si
distrarrebbe dai complessi calcoli matematici sulle prescrizioni brevi
e i processi brevissimi che lo stanno visibilmente consumando.
Già un anno fa, quando dovette studiare i dati sulle intercettazioni,
fu ricoverato in prognosi riservata con un’ernia al cervello. Poi,
appena dimesso, enunciò alla Camera un “mio calcolo empirico, non
scientifico”. Questo: “E’ probabilmente intercettata una grandissima
parte del paese… 3 milioni di persone l’anno”.
Si scoprì poi che le persone intercettate sono meno di 15 mila: un
italiano ogni 4 mila. In pieno stato confusionale, l’empirico Angelino
aggiunse che “la spesa per intercettare è aumentata del 50% dal 2003
al 2006” e occupa “il 33% delle spese per la Giustizia”. In realtà la
spesa è in continuo calo: 286 milioni nel 2005, 246 nel 2006, 224 nel
2007, su un bilancio della Giustizia che nel 2007 ammontava a 7,7
miliardi: dunque 224 milioni rappresentano non il 33%, ma il 2,9. Un
mese fa, prostrato dalla fine miseranda del suo Lodo, il pover’uomo
aveva giurato di non firmare più nulla.
Ora invece è costretto a ridare i numeri: a suo dire, la legge sul
“processo breve” (morto stecchito se dura più di 6 anni) cancellerà
“soltanto l’1% dei processi”.
Comprendiamo le sue precarie condizioni di salute, ma se così fosse
significherebbe che in Italia il 99% dei processi durano meno di 6
anni. La lentezza biblica della giustizia italiana sarebbe una
leggenda metropolitana. E, se i processi durassero meno di 6 anni, non
si vedrebbe perché precipitarsi ad ammazzarli dopo 6 anni. Lo stesso
Alfano ha dichiarato giorni fa, non si sa se in base a calcoli
empirici o scientifici, che i processi durano “in media sette anni e
mezzo”.
Ora, se Alfano fosse d’accordo con Alfano, del che si ha ragione di
dubitare, tutti i processi morirebbero prima di finire, visto che la
legge li fulmina dopo 6 anni senza mettere un euro in più per farli
durare meno. Ma il Guardagingilli va compreso e difeso. Già gli era
occorso un mese di ripetizioni dalla sorella di Ghedini per capire la
differenza fra prescrizione breve e processo breve.
Ora gli tocca ricominciare tutto da capo, con pallottoliere e
lavagnetta da bravo ragazzo di via Panisperna, anzi via del
Plebiscito.
Ogni mattina il Capo lo convoca a Palazzo e gli dà un problemino da
risolvere: “Angelino, scrivi: se da una vasca da bagno di 5 metri cubi
piena di processi lunghi si verifica una perdita improvvisa che ne fa
prescrivere 1,3 periodico, quanti decalitri di processi brevi
fuoriusciranno dall’invaso se Ghedini fa un altro buco?
E, calcolando che io delinquo 24 ore su 24, salvo tre ore di sonno e
tre di escort, quanti buchi si dovranno praticare per estinguere tutti
i miei processi brevi o lunghi o di media intensità presenti e futuri?
Vai, piccino, hai 24 ore per rispondere e fare la legge”.
Angelino Pitagorico apre la scatola del piccolo matematico e va via di
parentesi tonde, quadre e graffe, aggiunge aggravanti, sottrae
attenuanti, moltiplica per Ghedini e Pecorella, divide per ex Cirielli
col riporto di Schifani, poi disperato chiama la mamma e convoca
d’urgenza Zichichi.
Perché le equazioni sono sempre a più incognite, con radice quadra
Tarantini fratto Previti elevato alla Mills, senza dimenticare il
teorema di Dell’Utri con variante Ciancimino moltiplicato Spatuzza.
Quando, alla fine, Angelino emerge esausto e bruciacchiato dal
laboratorio urlando “eureka!” con la formula in mano, il Capo lo gela:
“Idiota, il risultato è un’altra volta ‘infinito’. Ora ti mando a
studiare da quelli della sinistra: loro sì che le sapevano fare le
leggi per me”.
andrea4381
23 nov 2009 - 16:45 - #14Falcioni, io ogni volta spero che tu abbia ragione, che si assista finalmente a questa caduta, ma non succede mai nulla.
Non è che per caso porti un po’ di sfiga? ;)
Fai un post in cui Silvio è fortissimo e la sua leadership non è in discussione dai! :D
Paolo83
23 nov 2009 - 18:55 - #15Mettiamo da parte per un omento i processi del premier.
TUTTI PENSO VOGLIAMO UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CHE
PENSI AI CITTADINI ONESTI E NON A SALVARE I MARIUOLI DEL PARLAMENTO.
Quindi ridurre il tempo dei processi senza intaccare l’efficienza e la
libertà dei magistrati (di giudicare senza forzature o
condizionamenti) ma che allo stesso tempo migliorne l’efficienza e
responsabilizzare ulteriormente i magistrati.
E’ per questo che dico che va bene mettere una ragionevole SCADENZA AI
TEMPI DEI PROCESSI, ma non è giusto che le conseguenze
di eventuali inadempienze o in generale della burocrazia ferragginosa
dell procure le paghino i cittadini con i processi prescritti, come
avverrebe con l’attuale DDL
NON E’ GIUSTO!!
Sono dell’idea che se un magistrato non conclude un processo in modo
giusto in tempi ragionevoli, deve essere lui penalizzato! Non dico di
licenziarlo, ma nemmeno di procurargli un semplice trasferiemento!
(come avvine ora tra l’altro in rarissimi casi).
Occorre avere una una scala della meritocrazia anche nelle procure:
chi lavora poco e male, potrebbe non avere diritto allo scatto di
stipendio, oppure potrebbe averlo posticipato. Questa è solo
un’ipotesi, poi sarebbero i tecnici ad entrare nel dettaglio di sanzioni
eque e adeguate, in un eventuale rpoposta di legge.
Stevu
23 nov 2009 - 20:52 - #16La taumaturga e divina facoltà di rimettere i peccati originali si è rivelata un fallimento perchè tutto dipende da quel colpo di teatro di Berlusconi, cha ha fondato il suo “finto partito” come dice l’articolo dal predellino dell’auto a San Babila. Un movimento nato così, senza un periodo di gestazione e di integrazione tra le due forze fondanti - peraltro già distanti per idee politiche, anche se nello stesso schieramento -, non poteva che rivelare, a distanza di tempo, le sue crepe, figle di una divisione latente ed endemica che non è mai stata sanata. La dialettica interna è la grande sconosciuta, gli esponenti ingaggiano a giorni alterni lotte subdole per la visibilità, il carisma del leader appannato spinge i galli nel pollaio a smarcarsi ad ogni occasione, e poi il solito Berlusconi con i problemi giudiziari da risolvere che intasano la legislatura, la combutta con la mafiata scoppiando come un bubbone.. Come al solito, il tempo è stato galantuomo. Non poteva durare. Giustamente chi ha una storia politica alle spalle, non impantanata nello squallore di Noemi e Patrizia D’Addario, si sente mortifcato e preso in giro. Gli altri ne approfittano per fini personali. Non poteva che essere così, in un partito dove è sempre stata di gran voga la predicazione dell’individualismo, del successo senza scrupoli, del personalismo, della politica come affare. E’ il Verbo del Grande Capo, che ha fatto breccia nei suoi sottoposti che, da sempre educati ad abbassare la testa secondo i desiderata dal loro padrone - nonché creatore - ora la stanno rialzando, riscoprendo quella cosa chiamata confronto politico, e magari anche scontro. Il partito monolitico a immagine e somiglianza del premier mostra ogni giorno di più le sue gravi crepe. Fini, Brunetta, Tremonti, Granata - oggi sulla Stampa - e a livello locale non ne parliamo, strappi continui, malcontenti che rivelano una debolezza sempre più preoccupante.
Presidente Berlusconi, si ricordi di una legge cui nessuno potrà impedire di sottoporsi: quella del CONTRAPPASSO. Il suo partito è diventato lo specchio delle sue contraddizioni.
Per una maggioranza che non è più in grado di reggere un governo, c’è una forza di serietà e responsabilità che può rispondere veramente ai bisogni di noi cittadini: ed è il progetto del nuovo Centro, il cui leader Casini aveva predetto tutto quello che oggi si legge pietosamente sui giornali. Diamogli fiducia. A questo Paese serve ragionevolezza e moderazione. Con buona pace di Fini, dei colonnelli e di tutti i galli nel pollaio dove oltre alle continue beccate volano anche gli insulti.
andrea rubiu
23 nov 2009 - 21:30 - #17Oh Italia, povera Italia. È proprio l’Italia con i suoi cittadini che stanno assistendo al triste spettacolo della politica imbizzarrita di questi ultimi mesi. Ciò che si sta verificando, è davvero un tutti contro tutti che di sicuro non potrà portare benefici alla nostra nazione. L’eccellente leader dell’UDC Casini annunciò, sul nascere del primo lodo Alfano, che le riforme della Giustizia sono mirate agli interessi del Premier Berlusconi ma che gli interessi degli italiani vengono prima di quelli del Presidente del Consiglio. ora questa teoria è addirittura supportata da alcuni membri del Governo. Ciò non mostra grande serietà e intesa all’interno della squadra di governo e ciò può solo portare ripercussioni poco gradite fra i cittadini. Inoltre Pier Ferdinando Casini lancia un appello alla maggioranza affinché accetti la sua proposta su una legge ponte sul legittimo impedimento, una specie di “mini lodo”, ed eviti di sfasciare la giustizia con il ddl sul processo breve, dimostrando che il leader Casini, non solo è critico nei confronti del Governo, ma è soprattutto propositivo e estremamente interessato alle tematiche di cui necessitano tutti i cittadini italiani. Complimenti On. Casini!!!
Marta Romano
23 nov 2009 - 21:48 - #18I problemi all’interno del PDL sono tanti e troppo grandi. Questa la conseguenza del partito-scatolone, nel quale convivono moltissime persone, con idee completamente opposte. Il tutto è peggiorato dalla presenza della Lega, e dalla golden share che questa ha acquisito, all’interno della coalizione di maggioranza. Queste le conseguenze delle scelte del 2008, che hanno portato l’UDC a staccarsi da quest’accozzaglia di gente chiamata POPOLO DELLE LIBERTA’.
A distanza di quasi 2 anni, apprezzo ancora di più l’UDC, e capisco la scelta della frattura. Ora spero solo che si continui così, come ha promesso Casini, andando da soli anche alle regionali. Sarebbe un’ulteriore dimostrazione di coraggio!
Marta
Jacques de Molay
23 nov 2009 - 23:30 - #19Con la maggioranza che si ritrovano, non credo che ci saranno elezioni anticipate, certo che vedere litigare dei membri di governo non è piacevole! Poi Una vera riforma della giustizia la credo impossibile, fino a quando ci sarà Berlusconi in politica, ogni riforma si pensa sempre al presidente del consiglio, chi pro i che contro di lui.
Condivido la proposta di Casini, sul “mini-lodo” almeno si andrà a discutere del problemi del paese, non sempre quelli di Berlusconi!