
Guarito in tempi rapidi dall’influenza A (o suina per gli amici) Giovanni Floris è finalmente pronto a riproporre Ballarò, il programma di approfondinmento politico ritualmente in onda su Rai3 al martedì sera (ore 21 circa). E lo fa con una puntata davvero imperiale, grazie alla presenza di un ministro, Angelino Alfano, non troppo incline a farsi vedere in tv.
Giustizia, economia, sicurezza sono terreno di scontro non per governo e opposizione, ma all’interno dello stesso esecutivo. La maggioranza resterà unita, e a che prezzo per il Paese? E’ la domanda che Giovanni Floris proporrà, nella puntata di domani, agli ospiti di “Ballarò”, in onda alle 21.10 su Raitre.
Gli altri ospiti saranno il leader dell’UdC Pierferdinando Casini, il capogruppo dei deputati della Lega Nord Roberto Cota, Luciano Violante del PD, l’imprenditrice Luisa Todini, la direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer e il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Buona visione.
fc77
24 nov 2009 - 12:37 - #1e che c’entra alfano? lui di giustizia non capisce nulla,è come invitare cicciolina e parlare di vangelo e sacramenti.
enrico-xc
24 nov 2009 - 12:38 - #2bene cosi’ paglioncelli mostra i dati della ennesima crescita del pdl nei sondaggi a dispetto dei no b day…
fc77
24 nov 2009 - 12:46 - #3l’art.1 della costituzione è antico si potrebbe cambiare con :l’italia è una repubblica delle banane, fondata sul lavoro precario,sb e il suo parlamento regnano sovrani e con il diritto di fare leggi ad personam.
ti va bene così,enrico?ora togliti il bollino blu dalle chiappe…..
boh1
24 nov 2009 - 12:58 - #4rendiamoci conto.. un ministro (ossia alfano ) , non uno qualunque, un tipico giornalista al guinzaglio mediaset, che ad oggi ha ancora il coraggio di chiedersi pubblicamente come mai berlusconi non sia mai stato indagato prima della sua scesa in campo… forse ancora peggio è che nessuno in platea si sia alzato per gridargli in faccia la P2, la falsa testimonianza, il traffico di droga e i conti neri publitalia del ‘92 .
…ancora oggi nel 2009 un Ministro ha il coraggio di fare affermazioni simili in pubblico, poi vabè lo guardi in faccia , guardi il suo curriculum e smetti di stupirti..
nchomsky
24 nov 2009 - 13:20 - #5Il ministro: “Nessuno ha mai spiegato perché le inchieste sul premier partono dal 1994”.
Forse perché iniziano anni prima?.
di Peter Gomez e Marco Travaglio
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, minacciato di sfratto da Silvio Berlusconi tre giorni fa in caso di mancata approvazione della legge che ammazza i suoi processi, comunica: “Nessuno è riuscito a rispondere alla domanda su come mai tutte le inchieste si sono concentrate su Berlusconi soltanto dal 1994 in poi, mai per fatti funzionali alla sua attività politica, ma per fatti che vanno dal 1994 a ritroso”.
Caro ministro, le rispondiamo noi. Primo: le inchieste su Berlusconi e le sue aziende sono iniziate ben prima del ‘94. Secondo: i processi attualmente in corso per la corruzione di Mills e per i fondi neri Mediaset riguardano reati successivi al ‘94 a ritroso, dunque nemmeno volendo i magistrati avrebbero potuto scoprirli e perseguirli prima che fossero commessi. Piccolo promemoria, a beneficio del cosiddetto Guardasigilli.
1979, 12 novembre. Massimo Maria Berruti, maggiore della Guardia di finanza, guida un’ispezione all’Edilnord Centri Residenziali e interroga Silvio Berlusconi su presunte irregolarità tributarie. Berlusconi, mentendo, sostiene di essere un “semplice consulente” Edilnord per la “progettazione e della direzione generale di Milano 2”. Invece è il proprietario della società. Berruti si beve tutto, e chiude e chiude l’ispezione. Nel 1980 si congeda e poi diventa un consulente Fininvest.
1983. La Guardia di Finanza di Milano mette sotto controllo i telefoni di Berlusconi per un presunto traffico di droga. L’indagine sarà poi archiviata.
1984, 24 maggio.Il vicecapo dell’Ufficio Istruzione di Roma, Renato Squillante, interroga Berlusconi, assistito dall’avvocato Previti e imputato “ai sensi dell’articolo 1 della legge 15/12/69 n. 932” (interruzione di pubblico servizio) per antenne abusive sul Monte Cavo che interferiscono con le frequenze radio della Protezione civile e dell’aeroporto di Fiumicino. Gli imputati sono un centinaio. Ma Berlusconi nel 1985 è subito archiviato, gli altri nel ‘92: non potevano sapere che Squillante, Fininvest e Previti avevano conti comunicanti in Svizzera.
1984,16 ottobre. Tre pretori sequestrano gli impianti che consentono a Canale5, Italia 1 e Rete4 di trasmettere in contemporanea in tutt’Italia in spregio alla legge. Craxi interviene con due “decreti Berlusconi”.
1988, 27 settembre. Berlusconi viene sentito dal pretore di Verona come parte offesa in un processo per diffamazione contro due giornalisti: “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Mai pagato la quota di iscrizione”. Doppia bugia: si iscrisse nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e pagò la quota. La Corte d’appello di Venezia spiega che è colpevole di falsa testimonianza, ma che il reato è coperto dall’amnistia del 1990.
1992, 4 maggio. Il pm Antonio Di Pietro firma un decreto di “acquisizione di documenti” sugli appalti della Coge di Parma, partecipata da Paolo Berlusconi. Il fascicolo è il 6380/91 su Mario Chiesa che il 17 febbraio ha dato il via a Mani Pulite. In Tangentopoli la famiglia Berlusconi entra subito.
1992, 21 maggio. Paolo Borsellino parla a due cronisti francesi di un’indagine in corso sui rapporti fra il boss Mangano, Dell’Utri e Berlusconi.
1992, 9 giugno. I giornali svelano che il dc Maurizio Prada accusa la Fininvest di una tangente da 150 milioni alla Dc. Fininvest “smentisce categoricamente”: solo sconti sugli spot. Anche il dc Gianstefano Frigerio parla di 150 milioni dati da Paolo Berlusconi per la discarica di Cerro.
1992, 15 settembre. Augusto Rezzonico, ex presidente delle Ferrovie Nord, racconta ai pm che in febbraio Dc e Psi hanno inserito nella legge sul codice della strada un emendamento per favorire la “Fininvest, unica depositaria del know how tecnico necessario” per il sistema di segnalazione elettronico “Auxilium” per le autostrade, “un business da 1.000 miliardi”. Poi aggiunge che il manager del gruppo Sergio Roncucci “ringraziò per l’emendamento e mi confermò l’impegno della Fininvest a contribuzioni alla Dc per il piacere ricevuto”.
1992, dicembre. Paolo Berlusconi indagato a Roma: avrebbe venduto immobili Edilnord a enti previdenziali a prezzi gonfiati in cambio di mazzette all’Ufficio tecnico erariale. Pagamenti per cui sarà poi considerato vittima di concussione.
1993, 15 gennaio. Paolo Berlusconi rinviato a giudizio con 34 persone i finanziamenti illeciti ai partiti legati alle discariche.
1993, 8 aprile. Gianni Letta, interrogato da Di Pietro, ammette di aver finanziato illegalmente con 70 milioni il segretario Psdi Antonio Cariglia: “La somma fu da me introdotta in una busta e consegnata tramite fattorino”. Lo salva l’amnistia del 1990.
1993, 18 maggio. Arrestato per corruzione Davide Giacalone,consulente del ministro delle Poste Oscar Mammì per la legge sulle tv, e poi consulente Fininvest per 600 milioni. Verrà assolto e in parte prescritto.
1993, 18 giugno. Arrestato Aldo Brancher, assistente di Fedele Confalonieri, per 300 milioni dati al Psi e 300 a Giovanni Marone, segretario del ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, in cambio di spot anti-Aids sulle reti Fininvest. Resterà tre mesi a San Vittore senz’aprire bocca. Poi diventerà deputato e viceministro.
1993, 23 giugno. Confalonieri e Brancher indagati a Milano per 300 milioni al Psi. I due usciranno indenni dall’inchiesta.
1993, settembre. La Procura di Torino indaga su un giro di false fatture nelle sponsorizzazioni sportive, che porterà al coinvolgimento di Publitalia e nel ‘95 all’arresto e alla condanna di Dell’Utri. Anche a Milano si scoprono fondi neri di Publitalia. Dell’Utri patteggerà la pena.
1993, 29 ottobre. Il pm romano Maria Cordova, che indaga su tangenti al ministero delle Poste, chiede al gip Augusta Iannini (moglie di Bruno Vespa) l’arresto di De Benedetti, Galliani e Letta. Ma la Iannini arresta solo De Benedetti e si spoglia delle altre due posizioni perché relative a amici di famiglia. I due, poi assolti, restano a piede libero. 1993, 25 novembre. Craxi trasmette un memoriale ai pm: “Gruppi economici (…) hanno certamente finanziato o agevolato i partiti politici e, anche personalmente, esponenti della classe politica. Da Fiat a Olivetti, da Montedison a Fininvest”.
1993, 4 dicembre. La Procura di Torino raccoglie le confessioni del presidente del Torino Calcio, Gianmauro Borsano, deputato Psi, travolto da un crac finanziario. Borsano dice che nel marzo ‘92 il vicepresidente del Milan, Galliani, gli versò 18 miliardi e mezzo più 10 miliardi in nero per il calciatore Lentini. La Procura trasmette il fascicolo a Milano per falso in bilancio e il 22 febbraio ‘94 ascolta Borsano e altri protagonisti. Il pool mette così il naso nei conti esteri Fininvest.
1993, 14 dicembre. Arrestati a Torino il sindaco Pds e quattro assessori di Grugliasco per tangenti sul megacentro commerciale Le Gru, costruito dalle coop rosse e gestito dalla francese Trema e da Standa (Fininvest). La Procura indaga Brancher (poi archiviato) e convoca come teste Berlusconi, che si presenterà solo il 19 aprile ‘94, dopo aver vinto le elezioni.
1993, dicembre. Salvatore Cancemi, primo boss pentito della Cupola,comincia a parlare al pm di Caltanissetta Ilda Boccassini dei rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri, mafia e stragi. 1993, 20 dicembre. Il procuratore Borrelli dice al Corriere: “Sappiamo che certe coincidenze possono provocare sconquassi, ma che possiamo farci? Quelli che si vogliono candidare si guardino dentro. Se sono puliti, vadano avanti tranquilli. Ma chi sa di avere scheletri nell’armadio, vergogne del passato, apra l’armadio e si tiri da parte prima che arriviamo noi”.
1994, 26 gennaio. Silvio Berlusconi annuncia in tv, con un videomessaggio, il suo ingresso in politica perché “questo è il paese che amo”. In privato, confida a Montanelli e a Biagi: “Se non entro in politica, finisco in galera e fallisco per debiti”.
nchomsky
24 nov 2009 - 13:26 - #6Il ministro Alfano aveva parlato di rischi per l’1% dei processi con le norme che vorrebbe Berlusconi. E aveva detto che su questo dato nessuno lo poteva contestare. Ma la realtà sembra molto meno rosea. L’associazione nazionale dei magistrati, molto critica sull’ipotesi di una riforma della giustizia imperniata sul “processo breve”, sostiene che se la riforma andasse in porto nei termini in cui se ne è parlato a rischio prescrizione sarebbero non l’1% ma il 20-30% dei processi, con punte del 50% a Roma Bologna e Torino. A Firenze, Napoli e Palermo, l’estinzione riguarderà una percentuale di procedimenti compresa tra il 20 e il 30 per cento.
Dati che smentiscono «clamorosamente le rosee previsioni» del ministro Alfano, che alla Camera aveva parlato dell’1% della prescrizione dei procedimenti interessati dal ddl. Una rilevazione, si precisa, compiuta nei tribunali capoluogo dei maggiori distretti. L’Anm sottolinea come «sebbene si tratti dei primi dati comunicati dagli uffici giudiziari, sono calcolati su un campione particolarmente significativo e rappresentativo, poichè provengono dai Tribunali delle grandi città».
Il sindacato delle toghe ora si aspetta «una discussione serena ma informata, che si estenda anche alla legge finanziaria e alle residue possibilità di prevedere risorse e stanziamenti adeguati al rilancio della giustizia».
La stima dell’Anm è stata contestata dal ministro: “Ma stiamo scherzando? Invito l’Anm a “non giocare con le parole e neanche con i numeri, e dunque a chiarire bene i termini della questione”.
«Eccoli -si legge in una nota- i numeri che il ministro ritiene che l’Anm, non possieda: Roma, Bologna e Torino oltre il 50%, Firenze, Napoli e Palermo, tra il 20 e il 30%. Sono queste -si spiega- le percentuali dei procedimenti in fase di udienza preliminare e dei dibattimenti in primo grado già prescritti, o dei quali sarebbe imminente la prescrizione, in caso di entrata in vigore del ddl sul processo breve».
nchomsky
24 nov 2009 - 13:30 - #72-
Caro sbarbatello:
Stranamente il Nano di Oz non da più dati di nuovi sondaggi, che non siano in suo favore nonostante l’uso, negli ultimi, di sempre più ampie percentuali di taroccamento?
nchomsky
24 nov 2009 - 13:43 - #8UN Pò DI NUMERI E RAFFRONTI TRA IL LAVORO DEI NOSTRI GIUDICI E QUELLI EUROPEI:
C’è una e-mail che gira in questi giorni fra i magistrati. A spedirla è stata Mario Morra, 36anni, giudice in servizio al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Procura di trincea, dove si è svolto il mega processo «Spartacus»,doposei anni di dibattimento, nei confronti del più potente cartello camorristico: quello dei Casalesi. Ha iniziato a spedirla a pochi colleghi, che poi l’hanno girata ad altri colleghi, è rimbalzata sui blog ed è arrivata all’Associazione nazionale magistrati. Contiene un riassunto del Rapporto 2008 stilato dalla Cepej, che non è una banda di giustizialisti, ma la Commissione europea per il funzionamento della Giustizia in Europa. L’ha fatto dopo aver ascoltato l’ultima requisitoria di Maurizio Belpietro in televisione contro i magistrati:«Hoprovatounprofondo senso di frustrazione sentendo che l’intera categoria veniva accusata di essere l’origine di tutti i mali delle lungaggini della giustizia», racconta Morra. Anche perché a leggere quel Rapporto, steso sui dati relativi al 2006, viene fuori tutta un’altra storia che il giudice ha raccolto in una sorta di «strumento di autodifesa», come lui stesso lo definisce. Intanto partiamo dal numero dei magistrati italiani: sono 14,8 ogni centomila abitanti.
Tanti o pochi? Dite voi: in Austria il rapporto è di 22,8 ogni 100mila abitanti; in Germania di 30,7, mentre in Portogallo di 29,9, in Spagna praticamente equivalente al nostro, in Svezia di 23,8. Soltanto il Regno Unito ne conta 11,6. Di fatto il numero dei magistrati rispetto alla popolazione è inferiore a quello di tutti gli altri principali paesi europei. Morra analizza il carico medio di lavoro di ogni magistrato giudicante, partendo dal presupposto che non essendo distinto nel Rapporto il dato sul numero dei giudici penali da quelli civili, il totale delle cause viene spalmato su tutta la magistratura giudicante. In Italia ogni giudice si ritrova come «patrimonio» professionale un carico di ben 438,06 cause civili, contro le 67,96 dell’Austria, le 202,48 del Belgio; le 54,8 della Germania le 153,58 del Portogallo.È superato soltanto dai colleghi olandesi che ne hanno 458,71(ma su questo dato la Commissione ha espresso qualche perplessità). Beati gli svedesi con un popolo che risolve in altro modo i suoi problemi di giustizia civile o forse non ce li ha: 25,6 cause per ogni giudice. Le«sopravvenienze»,come vengono definite tecnicamente, in Italia sono otto volte superiori a quelle di Germania e Austria, 17 rispetto a quelle dei paesi scandinavi. Idem per i reati penali gravi, come le rapine, le estorsioni, quelli a sfondo sessuali, gli omicidi e così via. Ogni giudice in Italia ne ha 190,71, contro gli 80,92 di Francia, i 42,41 della Germania e i 103,94 del Regno Unito. Le toghe italiane ricevono procedimenti pari al doppio di quelli dei colleghi francesi e inglesi, il quadruplo rispetto ai tedeschi, 12 volte di più rispetto agli austriaci. «Già solo questo dato - dice Morra - spiega il motivo per cui da noi ci sono pendenze impressionanti, dal momentoche ogni anno, per ragioni diverse, nel nostro paese c’è un numero di cause civili e di processi penali di gran lunga maggiore rispetto a quello degli altri paesi europei». Anchescorrendolatabellapubblicata di lato sul numero di processi civili e penali di primo grado smaltiti in un anno dai magistrati risulta che «ogni giudice in Italia, in media, definisce un numero di procedimenti civili e penali pari al doppio dei colleghi francesi, spagnoli e portoghesi, e 5 volte superiore al numero di processi smaltiti in Germania».
E se sono quelli che lavorano di più, stando al rapporto del Cepej, sono anche quelli che si beccano un discreto numero di «sanzioni disciplinari »: 7,5 ogni 1000 magistrati vengono bacchettati dal loro organo di controllo. In Francia 0,5; in Germania 1 su mille. «Forse ci vorrebbe maggiore cautela nel dire che c’è scarso controllo sul nostro operato», suggerisce Morra. Nessuno nega la lentezza della giustizia, ma secondo il giudice napoletano che ha lavorato a questo manuale di autodifesa, non è scaricando la responsabilità sui magistrati che se ne viene fuori. Né«possiamo assistere senza far nulla al messaggio distorto che arriva all’opinione pubblica». Tra i molti problemi c’è anche questo: la «drammatica e preoccupante desertificazione delle procure», come ha denunciato Luca Palamara, presidente del sindacato delle toghe (l’Anm). Un’emergenza che viene fuori anche dal rapporto della Cepej.
chico-mendez
24 nov 2009 - 13:54 - #9Enrico porello ancora stai aspettando un ondaggio favorevole?….secondo te gli italiani tutti cogli.oni?…..basta solo guardare i dati economici e CHIUNQUE con un po di informazione seria (i dati sono Istat e Banca d’Italia non cazzini e fighetti) scopre che siamo alla bancarotta e allo strapotere dei farabutti falsificatori di bilanci e bustarellomani….
chico-mendez
24 nov 2009 - 13:55 - #10ondaggio non e’ un errore…il concetto e’ proprio quello dell’onda :)
enrico-xc
24 nov 2009 - 14:16 - #11porello tu, non sai neanche leggere il tuo blog, proprio oggi sono usciti questi dati che confermano il grande successo del pdl che assieme alla lega sfiora il 50%
http://www.polisblog.it/post/6220/sondaggi-rimane-nettissimo-il-vantaggio-del-centrodestra-pdl-10-punti-sopra-il-pd
ah ah ah ah!
enrico-xc
24 nov 2009 - 14:24 - #12…e alle regionali sara’ un trionfo!
mimmo-da-ardore-rc
24 nov 2009 - 14:30 - #13Vediamo cosa dirà stasera Alfano a tutti quelli che da anni aspettano una sentenza da un giudice.
Il giudice dovrà dire “si va tutti a casa, fino ad ora abbiamo scherzato!”
assurdo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dovrebbe vantarsi Alfano, dicendo: “come mai tutte le inchieste sono cominciate dal 1994″.
Significa che la giustizia ha iniziato a funzionare da quando Silvio è in politica.
Il problema però è che Silvio si fa anche le leggi per non finire dietro le sbarre.
La legge sul processo breve è una vergogna e farebbe meglio (se non c’è altra strada) a farsi un mini-lodo come dice Casini (una legge che salvi soltanto lui fino alla fine del mandato), piuttosto che una legge che stravolga la giustizia (ma, ripeto, soltanto se non c’è altra strada da percorrere e fosse l’unica cosa che farebbe ragionare il premier).
I problemi della giustizia si risolvono con una riforma seria e non approfittando per farsi una legge ad personam.
chico-mendez
24 nov 2009 - 14:43 - #14Enrico che droghe usi?……..tu sei convinto che la PdL abbia il 50% dei voti? Ok continuaa sognare piccolo
chico-mendez
24 nov 2009 - 14:49 - #15cmq Alfano dice che il suo intelligente provvedimento colpira’ l’1% dei processi, quindi come dice Spataro a che serve una legge se il 99% dei processi funziona egregiamente?
enrico-xc
24 nov 2009 - 15:05 - #1614 leggi sul tuo blog allora.
chico-mendez
24 nov 2009 - 15:12 - #17Enrico conosci l’italiano? ho detto voti non alcuni calcoli generati da alcuni algoritmi…..ricordati la veridicita’ di TUTTI i sondaggi pre elezioni ultimamente
nchomsky
24 nov 2009 - 17:36 - #18La Tegola Spatuzza e la Bitumata Cocuzza:
Digerita più o meno volentieri la prospettiva di votare l’ennesima micro-macro modifica del codice, infatti, è ben altra la preoccupazione che occupa le menti dei componenti la maggioranza, ai livelli bassi come a quelli alti. «Il processo breve che interessa tanto voi giornalisti rischia di essere superato dai fatti: a noi sta molto più a cuore la tegola che potrebbe arrivare sul premier», sintetizzano ai piani alti del Pdl.
La “tegola” sarebbe la possibile concretizzazione delle vociferate novità in arrivo dalle procure di Firenze e Caltanissetta, quelle che indagano sulle stragi di mafia del ’93-’94. Ciò che insomma, nei corridoi di Montecitorio chiamano per brevità il “fattore Spatuzza”, con riferimento al pentito che punta il dito sul premier e che sarà sentito il 4 dicembre. Indiscrezioni e voci, segnale eloquente, avvolgono persino i giornali di centrodestra. In varia forma dialettica. Irridente il “Giornale”: «Scoppierà un nuovo presunto scandalo. Ve lo anticipiamo. Berlusconi è mafioso e responsabile delle stragi degli inizi degli anni Novanta». Dietrologista “Libero”, che pur «senza prove» «scommette» sulla «già avvenuta» iscrizione tra gli indagati del premier e di Dell’Utri e si chiede: «Quando e perché verrà fatta trapelare l’indiscrezione?». Definitivo per calembour il Foglio: «Come difendersi da uno Spatuzza che darà di mafioso a Berlusconi?». Si capisce così perché, nei corridoi di Palazzo sommersi di voci, si dia per inutilmente acquisito il ddl sul processo breve. «È chiaro», spiega una gola profonda, «che tutto lo sforzo di bloccare il processo Mills allo scopo di garantire a Berlusconi la presentabilità internazionale non servirebbe più a nulla». Perché «se è “impresentabile” un premier condannato in primo grado per corruzione, cosa potrebbe essere di un leader indagato per legami più o meno stretti con la mafia?». L’aggravante, vista con gli occhi del Cav, è peraltro che questa evenienza sarebbe inaggirabile per via legislativa. Di qui l’idea di «parlare agli italiani». Allo scopo di fare per via politica ciò che non gli riesce per legge: ritrovare l’unanimità per andare avanti. Del resto, una specie di mozione anti-magistratura su cui far esprimere il Parlamento era tra le bozze circolate nel bailamme di qualche settimana fa. Ora, dicono, il Cavaliere potrebbe anche ritirarla fuori. E magari, proprio su questo, eseguire la famosa conta su chi sta con lui e chi no.
_emy
24 nov 2009 - 17:47 - #19[I]E lo fa con una puntata davvero imperiale, grazie alla presenza di un ministro, Angelino Alfano, non troppo incline a farsi vedere in tv.[/I]
veramente c’è andato anche il mese scorso..
terrone57
24 nov 2009 - 18:23 - #20#5
Azzo….. che curriculum…..un premier così ce lo invidierà tutto il mondo.
aldebaran85
24 nov 2009 - 18:49 - #21enrico hai letto il commento #5?
terrone57
24 nov 2009 - 18:51 - #22#21
è stato scritto da un comunista..-)
aldebaran85
24 nov 2009 - 18:56 - #23AHAHAHAHA, hai ragione
bimbogigi
24 nov 2009 - 20:54 - #24Anche stasera ospiti da brivido. Gli unici rappresentanti dell’opposizione sono Casini e Violante: due inciucisti da sempre e favorevoli all’immunità, non c’è uno straccio di ospite (magistrato o giornalista) che possa minimamente contestare la caterva di falsità che come di consueto il ministro Alfano tenterà di far passare per giustificare l’ingiustificabile. Un’altra puntata inguardabile.
xiaobu005
16 set 2010 - 09:04 - #25In case you accept a annular confront, again you absolutely accept to abrasion all-encompassing abatement Tiffany jewellery rather than bandage earrings. For anyone who is long-faced, again you’d far bigger aces Tiffany earrings bandage earrings or huge adornment to accomplish your face attending far added fetching? I got this silver earrings backpack agreeableness chaplet yesterday.