
Il 4 e il 5 dicembre sono due date importanti per Silvio Berlusconi: il 4 dicembre, deporrà Gaspare Spatuzza, il pentito di Cosa Nostra le cui rivelazioni riaprirebbero vecchie inchieste sulla stagione stragista del ‘92, cui sarebbe legato l’attuale Premier. Sono accuse grosse, tutte da dimostrare: anche per chi, come vi scrive, di certo non ha in simpatia l’attuale Primo Ministro.
Spatuzza, verrà ascoltato il 4 dicembre: prevedibile che la giornata sia quantomeno “calda”, e che le eventuali rivelazioni del pentito, causerebbero un terremoto politico. Dobbiamo aspettarci prima di allora Berlusconi in puro stile Chavez che militarizza la televisione per dimostrare agli italiani a reti unificate che è innocente? Probabile. Aggiungiamo: si difenda in tribunale, non per via catodica o con quella vergogna del processo breve.
Saranno giorni durissimi: perché a stretto giro, il 5 dicembre ci sarà il No Berlusconi Day a Roma - e anche a Milano - e potrebbe un essere un altro duro colpo per la credibilità di un Governo molto più frammentato di quanto vi si mostri sui media mainstream. Un Governo che resta in piedi principalmente per una cospicua quantità di Bostik che li tiene ben incollati alle poltrone.
Fantapolitica: per voi come va a finire dopo il 4 e il 5 dicembre, il golgota berlusconiano?
Foto | Flickr
fc77
25 nov 2009 - 13:44 - #11° opzione: spatuzza spara a zero su sb e il tg1 farà finta di nulla.
2° opzione :spatuzza dirà che sb non c’entra nulla e allora il tg1 farà un diretta a reti unificate con minzolin e vespa .
proust
25 nov 2009 - 13:49 - #2“Spatuzza farà rivelazioni inimmaginabili”
e
“la manifestazione sarà un bel segnale”
però
Berlusconi non si dimetterà e non farà passi indietro sfruttando le televisioni.
aldebaran85
25 nov 2009 - 14:00 - #3dal sondaggio emerge un fiducia netta nel tg1 XD
finisce come è finito il “fatto” tarantino - tarantini : buio totale
fc77
25 nov 2009 - 14:05 - #4#3,xchè non lo sai che in italia la libertà d’informazione è ottima…….come nuova…….praticamente mai usata……
babyshambles
25 nov 2009 - 14:47 - #5tanto per il tg1 è sempre tutto gossip…
stefano1966
25 nov 2009 - 14:59 - #61 Che differenza c’è tra l’andare al governo coi voti della mafia e andare al governo perchè la mafia ha abbattuto il governo attuale?
Risposta,decide la mafia chi far governare,in entrambi i casi?
2 Le tv del Cav eviteranno la notizia.
Possibile.
Sicuro è che il Cav sa usare le tv,soprattutto da quando glie le hanno lasciate usare.
3 Sarebbe bello ed auspicabile avere un’articolo che spieghi la politica con la quale il PD pensa di sconfiggere democraticamente il Cav,tramite la vittoria di elezioni.
aldebaran85
25 nov 2009 - 15:20 - #71. ma ci deve essere la mafia sempre di mezzo? una terza opzione ora in italia non è possibile? (le persone che il 4 dicembre scenderanno in piazzo non sono mafiosi)
2. le tv di berlusca (quindi anche tg1,tg2 e porta a porta) eviteranno la notiza. ti sembra giornalismo? in un paese libero può accadere che i giornalisti evitino la notizia importante?
3. come può bersani spiegare il proprio programma se (vedi punto 2) i tg sono di parte?
notate i servizi del tg1: al pdl è sempre concessa la contro-ricontro-ancoracontro replica
chico-mendez
25 nov 2009 - 15:23 - #8Brunetta attacca Tremonti «Lui non è un economista»
Il ministro della Funzione Pubblica al collega del Tesoro: «io sono più rigorista di lu, gli Stranamore sono altri»
stefano1966
25 nov 2009 - 15:47 - #9@ 7
1 Lo so che è politicamente scorretto dirlo ma la mafia esiste e nessuno storicamente è riuscito a sconfiggerla.
Ormai parlare di mafia solo al sud è ridicolo,ma al sud “controlla” indisturbatamente almeno 4 regioni e non mi pare che governi di qualsiasi colore abbiano avuto o vogliano farle la guerra totale,quartiere per quartiere,quindi vedi tu se si riuscirà mai ad avere una mafia all’opposozione.
Che poi mafia è un termine molto generico.
2 Quando la Rai è nata con rai 1 era democristiana.
Per soddisfare il PSI è nata rai 2.
Per soddisfare e ringraziare il PCI del compromesso storico è nata rai 3.
Siamo pieni di ex giornalisti passati alla politica.
Quando si parla di libertà di informazione bisognerebbe guardare se nei paesi cosidetti liberi è accaduto come da noi.
Accorgersi solo ora che in tv comanda la politica,è un po tardi.
3 Come detto sopra.
Perchè il rpoprio programma si può spiegare solo tramite tv?
Confermi che la visione politica berlusconiana ha vinto.
Si vuol vincere contro il Cav usando il mezzo che più sa usare…
E dire che una volta,quando il PCI ebbe i picchi di voti,il partito usava le strade,le piazze,le fabbriche,il volantinaggio porta a porta per farsi capire dal popolo.
Forse,se Bersani e gli altri politici tornassero in mezzo le strade e non nei salotti tv,parlando con la gente comune,capirebbero cosa vuole davvero la gente…di cosa sente la necessità.
Meno tv e più gente comune.
Che sia un caso che molti sindaci usano questo metodo per incontrare la gente e farsi capire meglio?
richard-benson
25 nov 2009 - 16:28 - #10http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&TAG=adesso+basta
“…Esistono ancora dei “padri della patria” in Italia? E oggi che appello farebbero ai giovani? Su Facebook, rilanciato dalla pagina del No B. Day, sta circolando un video del presidente Pertini. È un “appello ai giovani” nel quale il presidente dice semplicemente “la politica deve essere fatta con le mani pulite” e “se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato”. Parole semplici, ma forti e attualissime. ..”
chico-mendez
25 nov 2009 - 16:40 - #11…su su non parlate di Pertini che qualche giovane ignorante arriverebbe subito a sbraitare contro il CNL…..magari qualcuno che ha a casa i poster della banda Koch o dei bastardi della X mas….o qualche foto del maiale Valerio Borghese
nchomsky
25 nov 2009 - 16:48 - #12Parità di Trattamento
Fra le crepe di un sistema in cedimento strutturale penetrano spifferi d’aria che scoperchiano altarini e fasci di luce che illuminano zone d’ombra rimaste finora inesplorate e inesplorabili. Si spiega così, non certo col complotto delle toghe o delle penne rosse, la valanga di rivelazioni sui legami fra cosche, malaffare e politica. Oggi si aggiungono due tasselli al mosaico insanguinato che inaugurò la Seconda Repubblica: il racconto della signora D’Alì sul ruolo di Messina Denaro e quello di Ciancimino jr. sui capitali misteriosi (si fa per dire) di Berlusconi. Esistono due modi di reagire alla valanga delle rivelazioni di pentiti e testimoni. Uno, largamente minoritario, è lasciar lavorare magistrati e giornalisti per scoprire tutta la verità (ci ha provato il deputato finiano Fabio Granata con una coraggiosa intervista alla Stampa, subito linciato dai Bondi e dai Mantovano). L’altro, maggioritario anzi totalitario, è tentare di metterci un altro tappo con leggi salva-mafia tipo lo scudo fiscale o l’asta pubblica dei beni sequestrati mafiosi, e salva-collusi, tipo l’ammazzaprocessi, l’ammazzaintercettazioni, magari la depenalizzazione dell’associazione mafiosa o almeno del concorso esterno (idea del Foglio), i lodini dei soliti Casini. Per non parlare dell’incredibile offerta di Bersani che, come un anno fa Veltroni digerì il lodo Alfano in cambio del ritiro della bloccaprocessi, propone al premier ciò che lui vuole con la solita tecnica estorsiva: ritirare l’ammazzaprocessi in cambio del “dialogo sulla giustizia”. Finirà con una legge che ammazzerà solo i processi a Berlusconi e col Pd che canterà vittoria. Una sola pentola resta senza coperchio: la libera informazione, ancora vigente su un paio di giornali e in un paio di programmi tv. Se certe vergogne non si processano più, ma i giornalisti le raccontano ancora, i cittadini continuano a sapere: peggio la toppa del buco. Ecco dunque le prossime “linee guida” dell’Agcom che impongono la par condicio fra notizie vere e notizie false: un lodo Alfano per congelare l’informazione, peraltro anticipato da conduttori particolarmente zelanti. Come Antonello Piroso, direttore dell’informazione (si fa per dire) di La7. Stava per essere sostituito dal turboforzista Vigorelli, ma ha sventato la minaccia dimostrando che non c’è bisogno di un Vigorelli per censurare in extremis un reportage di “Reality” sulla trattativa e le stragi del 1992-’93: basta un Piroso. Ieri l’autrice del servizio, Silvia Resta, e la redazione di Reality sono stati insigniti del premio “Libera informazione” da Articolo21, in una conferenza stampa con la Fnsi e l’Ordine di Roma. Ma l’inchiesta premiata non la vedrà nessuno. Per Piroso, quando si parla di mafia, stragi e trattative, bisogna sentire Berlusconi anche se non è mai nominato: per competenza, a prescindere. Lui o Dell’Utri, che però non ha voluto parlare. Per Piroso il coraggioso, intervistare magistrati antimafia, Scotti, Mancino, Dalla Chiesa o peggio il fratello di Borsellino, riportare le frasi di Spatuzza e Ciancimino che sono su tutti i giornali del mondo, addirittura mostrare le lettere di Provenzano a Berlusconi, è “giornalismo militante”, “a tesi”, “unidirezionale”, “di parte”. E solidarizzare, come il Cdr del Tg1, con la collega censurata è “sovietismo”. “Io resto qui perché sono Pirosoooo!”, strillava il nostro venerdì nel programma-ossimoro “Niente di personale”. Piroso ha bisogno di riposo: lui tiene famiglia, anzi poltrona. In attesa che Vespa, convertito dal plastico di casa Cogne a quello di casa Brenda, trovi finalmente il plastico di casa Ciancimino, la par condicio fra mafia e antimafia ormai è passata. Chi intervista l’antimafia è “di parte”. Saviano prenda nota: la prossima volta che vorrà parlare del clan dei Casalesi, dovrà portarsi dietro Sandokan. Non Kabir Bedi. Quell’altro.
richard-benson
25 nov 2009 - 17:17 - #13e intanto:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/11/25/visualizza_new.html_1621122741.html
(ANSA) - GENOVA, 25 NOV - E’ stato lo stesso giornalista minacciato, collaboratore della sede genovese de “IL GIORNALE”, a scrivere il falso volantino delle BR. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l’uomo per simulazione di reato e procurato allarme. La lettera, scritta a mano e con una stella a cinque punte, conteneva minacce alla redazione, al capo della sede Massimiliano Lussana e al collaboratore Francesco Guzzardi, per inchieste fatte sulla Valbisagno.
HAHAHAHAHAH che simpatici umoristi quelli del Giornale :D
chico-mendez
25 nov 2009 - 17:38 - #14…beh non e’ la prima volta, qualcuno si ricorda del volantino che parlava del lago della Duchessa come tomba di Moro?..stampato nella tipografia copertura del sid…..
nchomsky
25 nov 2009 - 18:16 - #15L’Anm: “Processi brevi? Una farsa, le procure sono state svuotate, sia al Sud che al Nord, le scoperture di organico sono superiori al 60%”
ROMA - “A fronte della situazione creatasi negli uffici giudiziari più esposti, le proclamazioni dell’intento di abbreviare i tempi del processo e di rafforzare la lotta al crimine appaiono prive di ogni credibilità”. E’ il passaggio chiave di una forte denuncia dell’Anm, che spiega: “Alcuni uffici giudiziari del Sud sono ormai completamente carenti di magistrati. In altri uffici, sia al Sud che al Nord, le scoperture di organico sono superiori al 60%. In un avamposto della lotta alla mafia come la Procura di Palermo mancano ben 16 pubblici ministeri. A fare le spese di questa situazione saranno, come sempre, i cittadini onesti”.
Sono le enormi carenze di organico dei magistrati delle procure, soprattutto al sud dove è più reale e concreta la forza della criminalità organizzata. E’ questo uno dei motivi che sta portando alla paralisi della giurisdizione. L’allarme dell’Associazione nazionale magistrati ribadisce la denuncia di numerosi Procuratori della Repubblica contenuta in una lettera inviata al Presidente della Repubblica nei giorni scorsi.
Le fortissime preoccupazioni dell’Anm stanno, purtroppo, trovando preciso riscontro nella realtà. Soprattutto nel Mezzogiorno dove si traduce nella abdicazione dello Stato al controllo del territorio, e alla tutela della sicurezza dei cittadini, al contrasto della criminalità organizzata e mafiosa”.
“L’Associazione nazionale magistrati rilancia le proposte già rivolte al Governo, al Parlamento e al Consiglio superiore della magistratura, e ribadisce con forza che l’unica soluzione stabile ed efficace al problema è la completa e organica revisione della distribuzione degli uffici sul territorio, secondo le indicazioni più volte fornite dall’Anm; nell’immediato l’unica soluzione ragionevole è quella - conclude la nota dell’Anm - di una deroga temporanea e limitata al divieto di destinare i magistrati di prima nomina a funzioni requirenti e monocratiche penali”.
toka
25 nov 2009 - 18:19 - #16cari di polis ma dove volete arrivare? il blog è ormai alla frutta, non fate più numeri…
complimenti per le vostre scelte siete riusciti a far affondare l’inaffondabile.
titanic blog vi dovreste chiamare….
non vado oltre perchhè non meritate di far infiammare questa discussione.
nchomsky
25 nov 2009 - 18:22 - #1713-
magari nel frattempo, prima della conclusione dell’inchiesta godeva del supporto di una scorta.
E poi sul giornale davano del “furbastro” a Saviano, ma con che faccia potranno rifarlo, o magari attaccare vociando contro Travaglio dandogli dell’opportunista ogni volta che parla ad annozero?
terrone57
25 nov 2009 - 19:07 - #18“Forse,se Bersani e gli altri politici tornassero in mezzo le strade e non nei salotti tv,parlando con la gente comune,capirebbero cosa vuole davvero la gente…di cosa sente la necessità.
Meno tv e più gente comune.”
d’accordo……ma non trovi che l’italia sia un pò cambiata nel frattempo?
sei d’accordo che l’opinione pubblica si forma attraverso la tv?
andare in tv dire quattro cazzate, sparare qualche numero ad effetto è molto meglio che farsi il cu…lo per le strade tra la gente, poi da noi è ancora più facile perchè si incontrano giornalisti inginocchiati…
man-in-black
25 nov 2009 - 19:34 - #19“del domani non c’è certezza” recita una massima dantesca ma mutuata da questi dal libro dei libri; eppoi il calvario accostato a belzebùsconi è troppo anche per un ateo.
Comunque. In un paese normale non si sarebbe arrivato a tanto, ergo, la storia è lungi da far intravedere l’epilogo: belzebùsconi è la maledizione comminata ad un popolo che persevera!!!
terrone57
25 nov 2009 - 19:38 - #20il 4 e il 5 dicembre non succederà nulla, gli italiani sono vaccinati, abbiamo davanti anni e anni di berlusconite cronica…
stefano1966
25 nov 2009 - 20:12 - #21@ 18
Sicuramente l’italia è cambiata.
Ma il cambiamento nel metodo di comunicazione è stato fatto principalmente dal Cav,fa parte del berlusconismo.
Ha spostato il dibattito politico dalle piazze alla tv.
Se si vuole battere il Cav si sceglie il metodo comunicativo che va per la maggiore ma che è stato “inventato” dal Cav?
Dubito.
terrone57
25 nov 2009 - 20:16 - #22l’errore commesso è quello di aver usato l’arma del cavaliere senza saperla usare….ma la soluzione qual’è?
nchomsky
25 nov 2009 - 20:29 - #23Balle a stelle e strisce:
«Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - si legge nella nota di Palazzo Chigi - ha ricevuto una telefonata da parte del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama». «Nel corso della cordiale conversazione è stata esaminata principalmente la situazione in Afghanistan ed il presidente americano ha illustrato i punti salienti della revisione strategica che l’Amministrazione Usa si appresta a varare. Il presidente Obama - prosegue la nota - ha elogiato il ruolo di leadership svolto dal presidente Berlusconi sulla questione afghana e sui numerosi altri teatri di crisi, chiedendo il sostegno dell’Italia nel rafforzamento dell’impegno della comunità internazionale in Afghanistan». «Il presidente del Consiglio ha accolto positivamente questa richiesta - sottolinea il comunicato della presidenza del Consiglio - e entrambi hanno deciso che essa verrà approfondita nei dettagli in occasione di un prossimo incontro tra il ministro degli Esteri Frattini ed il segretario di Stato Clinton».
Con quali soldi (dato che sono indispensabili) il nostro caro Berlu intenda rafforzare la missione, dato che Tremonti ha chiaramente detto che non c’è più il becco di un quattrino? Intende levarne altri da fondi già stanziati?
enrico-xc
25 nov 2009 - 20:29 - #24la sinistra deve imparare che si governa facendosi votare, non pagando i pentiti ad orologeria…
nchomsky
25 nov 2009 - 20:33 - #25«Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia a Berlusconi per concorso esterno. Subito dopo gli verrà requisito l’intero patrimonio. Per la legge, infatti, basta il sospetto».
L’annuncio lo dà Il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, che nell’edizione di oggi titola a tutta pagina: «Sequestrare il tesoro di Silvio».
LE DICHIARAZIONI DI SPATUZZA - L’anticipazione del quotidiano di Vittorio Feltri è legata alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, braccio destro dei boss mafiosi Filippo e Giuseppe Graviano, che chiamano in causa il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, grande amico di Berlusconi e già al vertice di Pubblitalia, la società che raccoglie pubblicità per il gruppo Mediaset. Il sospetto del giornale è che i magistrati possano attaccarsi al solo «sospetto» di rapporti tra Dell’Utri e Cosa Nostra per coinvolgere anche il premier con l’accusa di «concorso esterno» in associazione mafiosa. Un passaggio che, è l’analisi, potrebbe poi portare al sequestro dei beni patrimoniali di cui il Cavaliere non fosse eventualmente in grado di spiegare la provenienza e che potrebbero essere dunque attribuiti, nelle accuse, ad attività legate alle organizzazioni criminali. Un impianto, questo, fa notare il quotidiano di Feltri, che non terrebbe conto di ricostruzioni analoghe, sempre con Berlusconi nel mirino, che sarebbero però già state smontate in altri processi. Negli ultimi tempi le accuse di Spatuzza hanno portato a indicare Berlusconi come il referente della mafia ai tempi delle stragi del 1992-’93.
«ACCUSE FARNETICANTI» - Della vicenda ha parlato anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: «Leggiamo troppe cose strane, continua l’uso politico dei pentiti» ha commentato rispondendo a Maurizio Belpietro che su Canale 5 gli chiedeva se sia in arrivo una nuova offensiva giudiziaria contro Berlusconi o altri esponenti del centrodestra. «Vediamo Ingroia che gira i programmi televisivi e le manifestazioni di un partito fondato da un ex magistrato per lanciare strali intollerabili contro il governo - ha aggiunto -. Riteniamo ci sia in atto una offensiva politica di alcuni militanti della sinistra che sono dentro la magistratura e privilegiano la loro appartenenza politica all’esercizio corretto delle loro funzioni». Per Gasparri ci sono alcuni pentiti «come un tale Spatuzza che, probabilmente sollecitati a farlo, fanno accuse farneticanti, dicendo di avere sentito e dedotto qualcosa, quando su alcune vicende storiche e fatti di mafia ci sono state sentenze e accertamenti».
LA NOTA - Intanto Palazzo Chigi, attraverso una nota, puntualizza la propria posizione sulle voci di soppressione della norma sul concorso esterno in associazione mafiosa: «Circolano voci false, originate da alcuni giornali, in merito alla volontà del presidente del Consiglio di modificare la norma che ha consentito di arrivare al concorso esterno in reati di mafia. Si tratta di voci false, tendenziose e destituite di ogni fondamento«. Palazzo Chigi poi prosegue: «Ci troviamo di fronte ad un comportamento molto pericoloso, perché si basa su voci inventate sì, ma che potrebbero addirittura favorire il fenomeno criminale. Queste falsità sono tanto più gravi se rivolte contro un Presidente del Consiglio ed un governo che hanno fatto della lotta alla criminalità mafiosa uno dei punti qualificanti della loro attività».
nchomsky
25 nov 2009 - 20:39 - #26L’articolo del ” Giornale”:
Vogliono sequestrare il patrimonio di Berlusconi
Palermo - Se tutto va come certi pm siciliani sognano vada, per Silvio Berlusconi l’aggressione al «patrimonio» di famiglia avvenuto con la condanna al risarcimento da 750 milioni di euro per il Lodo Mondadori, rischia di rappresentare uno sgradevole antipasto. Perché l’obiettivo finale che taluni magistrati si sarebbero prefissati inseguendo le parole dei pentiti e taluni flussi finanziari ritenuti sporchi, punterebbe a indagare il premier per concorso esterno in associazione mafiosa e poi, in tale veste, chiedere al tribunale l’immediata applicazione delle misure di prevenzione, personali e patrimoniali.
Con ciò arrivando al sequestro del suo intero patrimonio. L’abito criminale a cui si starebbe lavorando è lo stesso che anni fa si pensò di cucire su misura per il medesimo personaggio politico: quello della legge Rognoni-La Torre sulla confisca dei patrimoni dei boss. All’indagato per 416 bis possono essere infatti sequestrati, e successivamente confiscati, i beni di proprietà, e ciò indipendentemente dall’esito del procedimento penale.
Col risultato che se l’indagato per concorso esterno verrà assolto potrebbe vedersi comunque il patrimonio sequestrato nel caso in cui non riuscisse a dimostrare fino in fondo la provenienza lecita della stesso. Per legge oggi basta il «sospetto» che il capitale in oggetto sia di provenienza mafiosa. È necessario che sussistano meri «indizi» che il patrimonio s’è formato anche grazie all’apporto mafioso, indizi assemblabili con la chiamata in correità (non riscontrata) dei pentiti. Ma c’è di più. L’onere della prova non ricadrebbe sul pm bensì su Berlusconi: toccherebbe a lui dimostrare che ogni euro del suo capitale non s’è sporcato con Cosa nostra. In caso contrario, l’intero patrimonio risulterebbe aggredibile.
Seguendo questo percorso scatterebbero, come presupposto, anche le misure di prevenzione personali per sottoporlo a situazioni di limitazioni della libertà, ivi compreso il divieto «autorizzativo» che lo potrebbe privare finanche della possibilità di ricoprire incarichi pubblici o di svolgere l’attività di imprenditore. E se per la «patrimoniale» occorrono indizi sulla riconducibilità mafiosa dei soldi, per la «personale» bastano indizi ancora più blandi o semplici chiamate in correità, di quelle che abbondano al processo Dell’Utri o nelle indagini sulle stragi dal ’92 al ’94 aperte a Caltanissetta, Palermo e Firenze, dove l’argomento del giorno è sempre il Cavaliere. I pentiti, da Spatuzza a Grigoli, fanno a gara a parlare di Berlusconi «grazie al quale avevamo ottenuto tutto» (dice il primo) e di Dell’Utri, «il politico in contatto con Cosa nostra» (ribatte il secondo).
Proprio seguendo il filone finanziario, i pm di Firenze il 5 novembre scorso chiedono a Grigoli notizie sui «rapporti imprenditoriali» fra Dell’Utri e i boss Graviano trapiantati a Milano e ritenuti, dagli stessi collaboranti, i referenti diretti dell’attuale senatore del Pdl sotto processo a Palermo. Ossessivamente si stanno rileggendo atti già sconfessati, inerenti il «peccato originale». Cioè il presunto apporto «economico» della mafia alla nascente Forza Italia, atti disintegrati dai processi ma «riletti» sotto una nuova luce «finanziaria» che tiene conto di nuovi pentiti ma non dell’archiviazione a Caltanissetta dell’inchiesta per concorso in strage che vedeva indagati Berlusconi e Dell’Utri: ecco allora che si vanno a rispolverare verbali sui mai riscontrati rapporti «finanziari» di Berlusconi coi boss Bontade, Lo Iacono e Teresi, secondo le chiacchiere dei pentiti Cangemi, Di Carlo o Calderone.
Si riesumano i legami di Berlusconi, cessati nel 1973, con la Banca Rasini di Milano considerata solo dieci anni più tardi una lavanderia di denaro sporco; si rielaborano le risultanze del procedimento 6031/94 trasmigrate nel processo Dell’Utri per dimostrare una mai dimostrata ipotesi di riciclaggio finalizzata a coinvolgere Berlusconi; si cercano spunti all’originario rapporto del Ros di Caltanissetta del febbraio ’99 sulle 401 società riconducibili alla Fininvest; si ri-studia la perizia depositata al processo Dell’Utri su operazioni fra il Banco Ambrosiano di Calvi e la Fininvest Limited Gran Cayman; si lavora d’archivio soprattutto per un raccordo con l’attualità scaturita dalle dichiarazioni su Dell’Utri (e quindi Berlusconi) fatte da Massimo Ciancimino, figliolo di quell’ex sindaco mafioso di Palermo, don Vito, legatissimo all’imprenditore Zummo accusato recentemente dalla Dda di Palermo d’aver fatto sparire alle Bahamas parte del tesoro di Ciancimino senior quantificabile in 13 milioni di euro.
Riciclaggio, sospettano i pm, avvenuto con l’aiuto di Nicola Bravetti, socio fondatore della Banca Arner considerata dai pm l’istituto di credito della Fininvest, delle holding numerate dei figli del premier e del Cavaliere che vi ha personalmente depositato 60 milioni di euro. Per la cronaca, il pm che indaga sulla Arner è lo stesso che ha criticato il governo ad Annozero e che da mesi confessa il giovane Ciancimino dopo aver messo in croce il senatore Dell’Utri.
terrone57
25 nov 2009 - 20:46 - #27angelino starà già lavorando per cancellare la legge rognoni-la torre…-)
sergyx
25 nov 2009 - 22:48 - #28@9 Stefano1966
“Perchè il rpoprio programma si può spiegare solo tramite tv?
Confermi che la visione politica berlusconiana ha vinto.
Si vuol vincere contro il Cav usando il mezzo che più sa usare…
E dire che una volta,quando il PCI ebbe i picchi di voti,il partito usava le strade,le piazze,le fabbriche,il volantinaggio porta a porta per farsi capire dal popolo.
Forse,se Bersani e gli altri politici tornassero in mezzo le strade e non nei salotti tv,parlando con la gente comune,capirebbero cosa vuole davvero la gente…di cosa sente la necessità.
Meno tv e più gente comune.
Che sia un caso che molti sindaci usano questo metodo per incontrare la gente e farsi capire meglio?”
hai ragione, ma purtroppo soldi e tv sono i mezzi più facili con cui far arrivare un messaggio chiaro (seppur mediatico) alla gente.. bisogna ripristinare il lavoro nelle piazze e tra la gente, però ricordi cosa è successo in Sardegna? io lo so bene perchè ci vivo: Soru ha fatto una campagna elettorale girando tutta la Sardegna, poi arriva il Capo e con 2 barzellette in piazza e un bombardamento tv/giornali ha scaraventato Soru a centinaia di metri..