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Calderoli e l'eterna voglia di ritorno delle case chiuse

Pubblicato: 27 nov 2009 da Christian De Mattia


Il dibattito sulle case chiuse torna periodicamente tra gli argomenti dell’attualità politica. E’ il ministro Roberto Calderoli a riportarlo all’ordine del giorno

Bisogna ripristinare le case chiuse e le prostitute devono pagare le tasse. La proposta di riaprire le case chiuse e creare quartieri a luci rosse e’ per noi di assoluto buonsenso. Una persona puo’ avere una determinata esigenza sessuale e se vuole togliersi la soddisfazione lo faccia pure, ma questo non deve necessariamente disturbare gli altri, soprattutto laddove ci sono famiglie e bambini

Subito arriva la replica di contenuto completamente opposto dal Pdci che accusa il ministro di maschilismo

Riaprire la case chiuse e prevedere quartieri a luci rosse nelle citta’ rivela un’idea tipica di chi considera la donna una merce da mettere sul mercato

Quindi per l’ennesima volta la politica parla e straparla di questa questione, senza mai arrivare ai fatti. Tra l’altro è proprio di questi giorni la proposta del vicesindaco di un comune del torinese che vorrebbe riattivare le case chiuse nell’ottica dell’abbassamento delle tasse

Il posto già c’è: è un ex edificio industriale alla periferia del paese. Lo facciamo diventare un posto carino e discreto, dove può andare chiunque, purché maggiorenne. E così restituiamo decoro alle nostre strade. In questo modo si potrebbero ridurre drasticamente le tasse. E i clienti avrebbero a loro disposizione personale “qualificato”

Per il vicesindaco l’imposta sull’acqua o la tassa sulla raccolta rifiuti potrebbero essere azzerate con un bordello comunale, con una decina di ragazze «professioniste, serie, capaci di farsi conoscere e apprezzare per le loro doti in camera da letto».

In un periodo in cui prostitute, escort e trans sono entrate prepotentemente nella politica, la questione delle case chiuse diventa paradossalmente (e in modo tragicomico) una questione da emergenza nazionale. Ci sarà mai una seduta del parlamento in cui, tra parlamentari bigotti e altri libertini, si riesca a discutere seriamente di questo tema? Probabilmente saremo costretti invece all’ennesima sparata di qualche parlamentare, come sempre da decenni.

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25 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    27 nov 2009 - 10:32 - #1
    4 punti
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    sarebbe ora.
    almeno le si toglierebbe dalla strada e dal controllo delle mafie.

  • Profilo di fc77

    fc77

    27 nov 2009 - 10:43 - #2
    0 punti
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    x la pima volta sono d’accordo con il suino ed enrico,tranne sul fatto della mafia,saranno i primi ad aprire…

  • Profilo di proust

    proust

    27 nov 2009 - 10:51 - #3
    4 punti
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    almeno ci pagherebbero le tasse…

  • Profilo di proust

    proust

    27 nov 2009 - 10:52 - #4
    1 punto
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    p.s. quel cartello è qualcosa di fantastico! hahah prima paga, poi fagli quello che vuoi, ma prima devi pagare! :-D

  • Profilo di keolo

    keolo

    27 nov 2009 - 11:08 - #5
    2 punti
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    Concordo anche io per la prima volta con Calde.
    Mi devo preoccupare?

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    27 nov 2009 - 11:43 - #6
    2 punti
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    Senza contare che le case chiuse di fatto non sono mai sparite, si sono solo trasformate per sfuggire alla chiusura. Esistono tantissimi night dove è noto che viene esercitata la prostituzione “take away” (porti a casa la signorina e poi la riaccompagni al locale).Senza parlare dei molti club privè dove, oltre alle coppie, la direzione assume sottobanco delle “escort” per intrattenere i clienti single. La legge merlin è una legge inutile!!
    Vorrei gettare un dubbio:
    Ad ogni modo non credo che sparirebbe la prostituzione abusiva, pensateci bene, a napoli (solo un esempio) pur essendoci decine di panetterie legali, è diffusissimo il fenomeno del pane abusivo, fatto illegalmente, semplicemnte per sfuggire alle norme igieniche o al controllo del fisco. Se questo capita per una cosa semplice come il pane, cosa ci garantisce che non succederà anche per la prostituzione statalizzata?

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    27 nov 2009 - 11:56 - #7
    3 punti
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    naturalmente la proposta verrà tacciata di indecenza.. le strade sono piene di prostitute, che sono le prime a rischiare la pelle a lavorare per strada. Ma tanto chissenefrega! Ci sono certi trans che guadagnano 25.000 euro al mese: buon per loro, ma perchè non dovrebbero pagare le tasse? Giusto sarebbe trovare dei quartieri appositi e fare anche gli opportuni controlli medici.
    Ai moralisti l’idea non piace?

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    27 nov 2009 - 12:05 - #8
    0 punti
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    7
    a quel punto sarebbe evasione fiscale ed illecita’ attivita’ pero’…

  • Profilo di pigi

    pigi

    27 nov 2009 - 12:24 - #9
    -2 punti
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    L’importante è che siano distanti dalle abitazioni residenziali, per evitare il fastidio dei continui viavai notturni.
    Per il resto va bene, meglio ancora se fossero gestite come cooperative.

  • Profilo di _emy

    _emy

    27 nov 2009 - 12:33 - #10
    0 punti
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    Tra l’altro la lega anni fa aveva proposto gli ‘Eros Center’… erano parte del programma, mi ricordo che la proposta era anche sul loro sito…
    E adesso che sono al governo se ne sono dimenticati??

  • Profilo di albert1

    albert1

    27 nov 2009 - 12:34 - #11
    2 punti
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    Mah. Questo è uno dei “temi caldi” che si tirano periodicamente e sistematicamente fuori quando non si vuole parlar di cose “serie”.
    E’ una cosa che aizza il dibattito a colpo sicuro, tanto ci sono sempre i pro e i contro.

    Direi che sarebbe ora di smettere di chiacchierarne e farlo sul serio, se s’ha da fare.

    Se no, no. E non se ne parli più.

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    27 nov 2009 - 12:58 - #12
    1 punto
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    “Mah. Questo è uno dei “temi caldi” che si tirano periodicamente e sistematicamente fuori quando non si vuole parlar di cose “serie”.”

    Parole sante e santissime.
    E’ il classico discorso che tirano fuori per parlare d’altro.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    27 nov 2009 - 13:03 - #13
    0 punti
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    La riapertura dei postriboli e la possibilità della prostituzione privata legalizzata (con relativi introiti da tasse e migliori controlli sanitari oltre che una ripulita alla microcriminalità che ruota intorno) se ben fatta sarebbe anche positiva, ma sicuramente non è questo il metodo per farlo.

  • Profilo di spiritolibero85

    spiritolibero85

    27 nov 2009 - 13:10 - #14
    1 punto
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    Per me sarebbe giusto. I quartieri a luci rosse forse non hanno senso ma le case chiuse e la prostituzione come libero professionista vanno in assoluto legalizzate.

    Anche perchè un cliente di sicuro preferisce un locale a norma e in regola alla strada. Il nero c’è in molti ambienti ma credo che se dovessi andare in una casa chiusa, sceglierei quella a norma di legge per non incorrere in questioni sgradevoli che in questo ambiente sono all’ordine del giorno. In sintesi: non è come comprare il pane in nero. L’utente è incentivato a scegliere il posto in regola per ovvie ragioni (sicurezza, igiene, maggiore prevenzione malattie, maggiore età certa dell’escort…)

    Parlare di maschilismo è assurdo: così come la prostituzione femminile c’è anche quella maschile. Vi saranno anche escort che andranno con maschi o femmine, ognuno secondo il proprio gusto, quindi parlare di maschilismo non ha proprio senso.

    Concordo sulle tasse: il debito si abbatte del tutto ahahahah!

  • Profilo di boh1

    boh1

    27 nov 2009 - 13:23 - #15
    0 punti
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    in base a cosa togliere le prostitute dalla strada le farebbe togliere dal controllo delle mafie..dallo sfruttamento della prostituzione e dalle violenze e prevaricazioni che in genere si accompagnano a questa attività , qualcuno me lo dovrebbe spiegare dettagliatamente. Le mafie potrebbero attuare le medesime violenze protette dallo scudo della legalità e ben lontane, appunto, dagli occhi indiscreti.
    Per togliere il controllo delle mafie bisogna… lottare contro le mafie e l illegalità.
    invece nel nostro bel paese il problema si vuole risolvere permettendogli di legalizzare i loro sporchi traffici.
    Letteralmente assurdo.
    Già che ci siamo togliamo dal codice i reati come l associazione a delinquere, il traffico di droga..non mi stupisce che al governo qualcuno voglia far valere l equivalenza cancellato il reato = cancellato il problema, mi stupisco di quell opinione pubblica così ingenua da dar credito a tali proposte.
    il problema della prostituzione non è il fastidio dei passanti, come quel mono nuerone di calderoli afferma nei suoi deliri, bensì lo sfruttamento, le sevizie e le truffe contro donne rese schiave dai loro aguzzini.
    Ma a quanto pare è la tipica strategia del governo quella di usare ipocritamente e spudoratamente il pretesto di problemi che affliggono la nostra società , per proporre disegni di legge incivili , ad personam/as . Dopo le intercettazioni, il processo breve che niente hanno a che vedere con i problemi della giustizia, adesso la prostituzione. Per accontentare tutta quella tipica categoria di italiani che i problemi non li vuole vedere , se ne frega , non gli interessa e le schiave di strada le vuole rintanate in casa, perchè si sa..quando esce con le bambine gli da parecchio fastidio.
    L’ Italietta da 4 soldi.

  • Profilo di boh1

    boh1

    27 nov 2009 - 13:30 - #16
    0 punti
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    ah ovviamente la sempre verde storia ” abbattiamo le tasse ” riscalda gli animi …abbiamo un paese con il 50% per del sommerso , e dovrebbero essere i night club ( tipiche aziende rinomate per la correttezza nel versamento dei contributi XD ) a salvare le casse dello stato..
    rendiamoci conto che siamo al delirio più totale.

  • Profilo di sergyx

    sergyx

    27 nov 2009 - 13:38 - #17
    0 punti
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    per la prima volta son d’accordo con Calderoli, anzi visto che la coincidenza mi scoccia, e visto che lo dico da parecchio tempo, dico che è Calderoli ad essere d’accordo con me..

    però devo dire che risulterebbe totalmente inutile se a questa soluzione non si affiancasse un potenziamento dei controlli..

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    27 nov 2009 - 14:11 - #18
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    La prostituzione in italia non è reato.
    La vecchia legge Merlin (socialista) è passata con il contributo fondamentale del vecchio PCI.
    All’epoca il mondo era diverso,perbenista,e forse credevano veramente che quella legge contribuisse a sollevare la donna e a emanciparla.
    Di fatto la prostituzione si è spostata dalle case alle strade.
    O si è rimaste in casa,in nero.
    Oggi il mondo è diverso.
    Mi fa ridere l’ipotesi “arrivano in italia e non sanno che andranno in strada” lo sanno eccome ma nella maggior parte dei casi fanno lo stesso mestiere nel paese di origine,nella minoranza dei casi “sopportano la situazione” sperando per il meglio in futuro.
    In italia finchè lo SCV avrà così un peso in politica non si potranno comunque riaprire.
    Quindi è il solito discorso perditempo.
    Spero che il ministro,che ho votato,mi smentisca.

  • Profilo di macleod

    macleod

    27 nov 2009 - 16:19 - #19
    0 punti
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    Son d’accordo.. ma so già che nn faranno niente… i cattolici bigotti bloccheranno tutto…

  • Profilo di boh1

    boh1

    27 nov 2009 - 16:25 - #20
    0 punti
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    @18

    “arrivano in italia e non sanno che andranno in strada” lo sanno eccome ma nella maggior parte dei casi fanno lo stesso mestiere nel paese di origine,nella minoranza dei casi “sopportano la situazione” sperando per il meglio in futuro”

    non so da che fonti hai appreso questa notizia..una cosa è certa chiunque è entrato in contatto con queste realtà fondando pure comunità e quant altro (come zanotelli , don benzi ecc) , han sempre sostenuto il contrario e descritto una realtà ben differente. Ovvero una stretta minoranza di donne che liberamente scelgono la prostituzione e una larga maggioranza di esse obbligate a farlo, vittime di violenze fisiche ma soprattutto psicologiche.
    Guarda caso è proprio tra i frequentatori di prostitute che aleggia la forte convinzione che in fin dei conti lo fanno liberamente e pure con gusto.
    La prostituzione non è reato e nessuno lo mette in dubbio, ma un paese civile e moderno dovrebbe garantire innanzitutto che possa essere svolto Realmente liberamente e senza condizionamenti. (si potrebbe aggiungere : esattamente come qualsiasi altro mestiere ).
    Nessun essere umano sceglie liberamente la disperazione , la fame, la miseria o la mancanza di aspettative e speranze per un futuro migliore. In queste condizioni non c’è libertà ma può esserci una scelta ( due concetti totalmente differente ma di proposito sovrapposti e resi equivalenti) . Di sicuro i più forti da sempre scelgono di sfruttare queste condizioni a proprio vantaggio, per avere un rapporto sessuale o per fare soldi. Il mestiere più vecchio del mondo , i rapporti sociali più vecchi del mondo. La prostituzione come qualsiasi altro lavoro altamente degradante è figlia della povertà e dell ingiustizia.
    E parlare di “Il sopportare la situazione ” o ” nella maggior parte dei casi fanno lo stesso mestiere nel paese di origine” sono un ottimo metodo per dare un calcio alla coscienza e fregarsene le mani..

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    27 nov 2009 - 17:21 - #21
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    @ 20
    “non so da che fonti hai appreso questa notizia..una cosa è certa chiunque è entrato in contatto con queste realtà fondando pure comunità e quant altro (come zanotelli , don benzi ecc) , han sempre sostenuto il contrario e descritto una realtà ben differente.”

    Non ho bisogno del sentito dire da altri.
    Ho tuttora e ho avuto amicizie albanesi,rumene,ukraine e di altri paesi.
    Se parli direttamente con loro scopri che la loro feccia (delinquenti abituali) è venuta da noi perchè qui le regole sono lassiste per come sono abituati loro e ti danno anche del fesso come italiano per aver preso dentro i loro connazionali che loro non volevano in patria.
    Poi ti spiegano che molti di loro vedono la tv italiana via satellite e che conoscono bene come è la vita in italia,tanto che usano la nostra tv per iniziare a capire l’italiano.
    Quindi vedono anche i nostri tg.
    Sono più informati di noi.

  • Profilo di boh1

    boh1

    27 nov 2009 - 18:03 - #22
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    ..sì ma tra le tue amicizie quante sono le prostitute ?? Francamente l opinione pubblica degli albanesi è equivalente a quella degli italiani in fatto di attendibilità e vericidità circa la realtà della prostituzione. O forse pure peggio viste le condizioni.
    Il tuo discorso conferma che da quelle parti vedono l italia come l america, un sogno. Cosa che facilmente si trasforma in truffe e trappole per i più sprovveduti. Ma come ho detto precedentemente la vera libertà nasce da condizioni di vita umane e dignitose. tutto il resto è aria fritta e voltarsi dall altra parte..Chissà come mai le prostitute vengono tutte da paesi del terzo mondo, chissà come mai il turismo sessuale esiste solo in paesi disastrati..coincidenze.

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    27 nov 2009 - 18:27 - #23
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    @ 22
    le mie amicizie derivano da polacche ex badanti che si sono sposati dei miei amici,da degli albanesi che sono rispettivamente responsabili di reparti pc e buyer di note catene commerciali della mia zona,da romene che sono colf di una mia vicina di casa che se lo può permettere e romeni che sono ingegneri.
    Se vuoi posso continuare a farti l’elenco delle mie amicizie.
    Le prostitute che vedi sono venute da paesi del terzo mondo,le vedi e fanno notizia.
    Altre non le vedi anche perchè in pochi se le possono permettere,italiane e straniere,ma quelle non le vedrai mai e non si faranno mai intervistare per fare soldi,ne fanno molti di più rispettando la riservatezza dei loro clienti,non si fanno pagare solo per la prestazione….

  • Profilo di boh1

    boh1

    27 nov 2009 - 21:01 - #24
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    no appunto , non mi interessano le tue amicizie..ma se tra queste non c’è manco una prostituta anche a te tocca far riferimento all esperienza degli altri e di chi conosce quegli ambienti più da vicino, perchè non vedo alcun nesso tra una responsabile dei reparti pc con la prostituzione..Certo , Le prostitute “d alto borgo” ci sono , ( e tra queste senz altro ci sono coloro che lo fanno liberamente, e infatti è proprio in questo settore che si trovano pure le italiane ) , ma vuoi per caso dire che queste rappresentano la maggioranza ??…dai non scherziamo

  • Profilo di petronius

    petronius

    29 nov 2009 - 01:59 - #25
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    I pubblici postriboli sorsero ai tempi di Cavour,necessitati dal diffondersi di gravi malattie,specialmente la sifilide.Il governo fissava il compenso dovuto alle meretrici ed al tenutario,nonchè l’ammontare del prelievo tributario,e poneva altresì l’obbligo di periodiche visite mediche da effettuarsi presso strutture pubbliche.Con l’avvento del fascismo,fu confermato l’esercizio del meretricio pubblico ed anche l’obbligo di visite mediche periodiche presso presidi sanitari.Al normale prelievo tributario(imposte reddituali),si aggiunse l’imposta generale sull’entrata,istituita nell’anno 1940,che colpiva a cascata ogni manifestazione di ricchezza.Da tale breve excursus emerge come lo Stato si preoccupava della salute pubblica,cercando di contenere al meglio il diffondersi di gravi malattie,e al tempo stesso assicurava un certo gettito alle proprie casse.Il meretricio “legale” durò fino alla fine degli anni ‘50,quando le cosidette case di tolleranza furono definitivamente chiuse grazie alla senatrice Lina Merlin che condusse una battaglia personale per abolire quello che essa considerava un indegno mercimonio ed un abominevole sfruttamento.Ciò accadeva alla mezzanotte del 20 settembre 1958,con l’entrata in vigore della legge 20 febbraio 1958 n.75.E’ ben chiaro che la senatrice Merlin non poteva credere che un divieto imposto con legge valesse a far cessare il mestiere più antico del mondo,vecchio cioè di millenni.Ed infatti all’indomani della chiusura delle “case” la prostituzione si trasferì nelle strade,e quindi in lerci tuguri,perchè il maschio italiano imparò presto a coniugare il famoso”arrangiatevi”dell’omonimo film di Totò.Ora,a distanza di oltre mezzo secolo,ed in un contesto socio-economico certamente diverso,l’esercizio della prostituzione,commisto al turpe traffico della droga,è fonte di smisurati guadagni per la criminalità organizzata,è perciò ogni accostamento ad un’epoca passata risulterebbe grossolano anacronismo.Tuttavia è innegabile che i quartieri delle città offrono spettacoli nauseabondi,spesso con grave pregiudizio per la sicurezza della gente.Non è perciò una provocazione la proposta di Calderoli di riaprire i postriboli e addirittura di creare quartieri dove poter esercitare il meretricio.In una tale operazione il parlamentare vede l’eliminazione dalle strade cittadine dell’attuale scempio,e coglie anche l’opportunità per l’erario di incamerare il relativo gettito fiscale.Meglio ancora se la legalizzazione di una losca attività valesse ad incidere sui patrimoni criminali.Vero è che uno Stato di diritto non può permettersi di sfruttare la prostituzione mediante la pretesa fiscale,ma siccome questo Stato diventa sempre meno di diritto e sempre più tollerante di diffuse brutture,passi anche questa,se serve a ripristinare almeno la pubblica decenza. Tanto,nè le sanzioni pecuniarie,e neppure quelle penali,guariscono il maschio italiano da forme croniche di satiriasi,oggidì degenerate addirittura nella ricerca di esperienze abnormi,come riferiscono le miserevoli cronache quotidiane.E perciò non è necessario essere leghisti per dire che Calderoli invita ad una approfondita riflessione per valutare se sia utile il ricorso al principio machiavellico,quando il fine giustifica il mezzo col quale lo si raggiunge.

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