Mariastella Gelmini: “educazione fisica e alimentazione sana nelle scuole elementari”

pubblicato da gmolaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Popolo delle Libertà PDL



Alimentazione sana ed educazione fisica sono le attività che il Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, vuole potenziare nelle scuole pubbliche. Per farlo ha avviato un progetto pilota in duemila scuole elementari che allo Stato è costato un milione e mezzo di euro.

“Abbiamo avviato - ha dichiarato Mariastella Gelmini - una collaborazione con alcune associazioni di categoria, come la Coldiretti, e abbiamo chiesto ad alcuni esperti di alimentazione di accompagnarci in questo progetto pilota. Estenderemo poi il progetto a tutte le scuole elementari”.

L’iniziativa per come è stata presentata alla stampa è sicuramente interessante e propositiva. Bisogna solo capire se sarà efficace e perfetta per risolvere anche la crisi del sistema scolastico italiano.

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Del budget stanziato dallo Stato per lo sviluppo dell’idea quanto è stato destinato a super consulenze esterne e quanto invece alla realizzazione del progetto?

Anche di queste cifre il Ministro Gelmini dovrebbe fin da subito parlare per zittire tutte le persone contrarie al suo operato, certamente discutibile. Una bella iniziativa sviluppata male è forse peggio di un’idea mediocre sviluppata bene.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    27 nov 2009 - 10:21 - #1
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    ma li avete visti quanti bambini obesi?

  • Profilo di cuddy

    cuddy

    27 nov 2009 - 10:47 - #2
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    meglio obesi che ignoranti.. che poi dove stanno gli obesi? li vedete solo voi

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    27 nov 2009 - 11:06 - #3
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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    27 nov 2009 - 12:56 - #4
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    Tutto molto bello e interessante, ma con quali soldi intende farlo?
    Con quelli che non ha?
    Riguardo la mancanza di soldi e insegnanti di sostegno per l’integrazione dei disabili, cosa intende fare, sono più importanti i bambini sovrappeso?

  • Profilo di rikstyle

    rikstyle

    27 nov 2009 - 14:28 - #5
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    Educazione fisicanon serve assolutamente a nulla, quelle 2-3 ore settimanali potrebbero essere spese benissimo in ore di lezione ordinaria.
    Tanto di certo l’obesità non la toglie.

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    27 nov 2009 - 15:23 - #6
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    Questa continua a scoprire l’acqua calda in maniera sensazionalisitca, quando invece dovrebbe prima vergognarsi e poi lavarci i piatti con la stessa acqua!!! Intanto, educazione civica e costituzionale, quanto educazione alimentare, stradale, affettiva, ecc…ci sono gia nella scuola e da almeno 20 anni!!! Io le medie le ho fatte dall’85 all’88 e queste boiate c’erano gia…a discapito di piu ore di matematica, inglese o italiano…. Poi il corso di educazione alimentare dovrebbero farlo urgentemente i genitori visto che hanno figli obesi. Non può di certo un insegnante dire al bambino che la merendina kinder gli fa male… L’insegnante faccia grammatica, non il dietologo!!!! Ma come al solito Maria Stra pur di far parlare di se… poveraccia che pena, che squallore, che capra ignorante e per giunta cattiva dentro, se penso a quanti bambini sono rimasti senza l’insegnante di sostegno per colpa di una snaturata come lei, ed ha anche il coraggio di fare figli quando non si è saputa occupare dei figli degli altri… ESTRADATELA!!!

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    27 nov 2009 - 15:25 - #7
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    Il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria per il quinquennio 2009-2013, ha delineato uno schema di risparmio finanziario di 7.832 milioni di euro nel settore dell’istruzione tradottosi, solo nel corrente anno scolastico e in forza della legge finanziaria per il 2009 (legge del 22 dicembre 2008, n. 203), nella riduzione di 42.103 posti per i docenti e di 15.167 posti per il personale A.T.A e nella disoccupazione di 26000 precari privati della possibilità di rinnovo contrattuale. Tale assetto produrrà, inoltre, la decurtazione di ulteriori 45.236 unità per l’organico docente e di 29.334 unità per il personale A.T.A., profilandosi, in tal guisa, un futuro incerto per circa 340.000 precari del comparto scuola. Tutto questo comporterà inevitabilmente l’aumento del numero di alunni per classe con il conseguente innalzamento del rapporto alunni/docente (incrementato di un punto percentuale da 8,9 a 9,9) in palese violazione delle norme sulla sicurezza nelle classi con più di 25 alunni (L. n. 820 del 1971; D.M. 26.08.1992, n. 292; D. Lgs. 9/4/2008, n. 81), la soppressione delle cattedre, la razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso in tutti gli ordini e gradi di istruzione e, in particolare, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di II grado. L’Italia sta portando avanti, con l’attuale governo Berlusconi, una politica di tagli alla scuola pubblica: tagli devastanti che non hanno paragoni con il trattamento riservato agli altri settori della finanziaria e sembrano più corrispondere ad un vero progetto ideologico reazionario più che ad una risposta alla crisi economica, scoppiata fra l’altro successivamente al DL n. 137 e all’art.133 della Finanziaria 2008 di Tremonti. Di fronte ad un investimento planetario nel campo della conoscenza e dell’istruzione, gli USA di Obama in testa, l’attuale ministro Gelmini, invece, s’inorgoglisce in televisione per l’aumento del 10% delle bocciature nell’ultimo anno scolastico. La scuola, è l’ultima difesa che la nostra società possiede di fronte al pericolo del pensiero unico e semplificato, prodotto da quella poderosa macchina del consenso che è il sistema mediatico, monopolizzato in Italia da un unico soggetto economico-politico. In base ai dettami della Riforma, alcune scuole non saranno più attive a partire dal prossimo anno scolastico. Non è difficile immaginare che esse saranno soprattutto le scuole di montagna. I numeri minimi per il mantenimento dei plessi scolastici lasciano poco spazio all’immaginazione: dieci alunni per la Scuola dell’infanzia, diciotto per la Scuola primaria – elementare e venti per la Scuola secondaria – media. Diverse scuole delle Valli potrebbero, quindi, cadere sotto la mannaia della chiusura. Un autentico passo indietro che contrasta col sacrificio degli amministratori locali e del mondo dell’imprenditoria che cerca di preservare il territorio, di aiutarlo a crescere ed a popolarsi assicurando servizi minimi in grado di non mettere in difficoltà i cittadini che già ogni giorno devono fare i conti con le distanze e con le problematiche strettamente connesse con la vita in montagna. Chiudere una scuola rappresenta anche un passo indietro sulla strada del preservare le tradizioni locali, vero elemento di forza in una fase nella quale si riscoprono, a fini anche economici, i territori con le loro peculiarità e la loro capacità di diversificarsi sotto i profili culturali e sociali. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    27 nov 2009 - 15:25 - #8
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    Ogni ora di Sostegno tagliata è un salto all’indietro. Ogni insegnante che se ne va un trauma psicologico difficile da ricostruire. Come una barriera architettonica che non si riesce mai ad abbattere, perché per loro, i bambini e i ragazzi H (così la scuola ancora li definisce) la vita in Italia si è fatta davvero dura. Si chiamano Valerio, Giulia, Martina, Claudia, Adele, hanno dai 4 ai 18 anni, hanno disabilità diverse, e abitano in ogni luogo d’Italia. Da quest’anno, con i tagli della riforma Gelmini, hanno perso la metà dei loro diritti: ore di sostegno dimezzate, assistenza inesistente, accesso allo studio, di fatto, negato. Parliamo di studenti disabili, vittime del taglio degli insegnanti di sostegno, la faccia più oscura e dolorosa della scuola senza più fondi, dove spesso non c’è più nessuno che accompagni al bagno il piccolo con handicap, nessuno che lo sorvegli, e dove anche 5 o 6 alunni disabili vengono concentrati in un sola classe. Dove, denuncia Alessandra Corradi, una mamma di Verona con un bimbo di 4 anni, cieco e con una grave tetraparesi, “sono tornati gli stanzini H”. “Spesso mio figlio, con la scusa di proteggerlo dalla confusione, veniva portato in una classe a parte, lui da solo, senza gli altri bambini… Vi sembra integrazione questa?”. I dati dell’anno 2009/2010 segnalano un taglio di circa 500 insegnanti di sostegno con un aumento però di oltre 4000 ragazzi disabili. Questo vuol dire, spiega Giuseppe Argiolas, docente all’Istituto “Colli Vignarelli” di Sanluri, in Sardegna, “che la maggioranza dei ragazzi e dei bambini disabili che ieri avevano diritto a 18 ore di sostegno alla settimana, oggi arriva a malapena a nove”. Con conseguenze spesso gravissime per le vite di studenti, che con enormi sforzi e pazienza conquistano pezzetti di autonomia e abilità. “Anche in questo istituto, da sempre all’avanguardia nell’integrazione e nel processo formativo dei giovani con disabilità, oggi c’è una prima superiore con addirittura sei ragazzi con seri handicap riuniti tutti insieme, mentre per il buon andamento della classe, per il successo sia loro che dei ragazzi normodotati non dovrebbero essere più di due. Ma qual è il disegno? Tornare alle classi differenziali?”. Il risultato è una pioggia di ricorsi che si è abbattuta sui tribunali regionali di tutta Italia, da parte di famiglie che chiedono, e spesso ottengono, che per i loro figli, vengano ripristinate le ore di lezione legittime. Una battaglia di raccomandate e carte bollate, come quella che ha intrapreso Marisa Melis, mamma di Martina, che ha 14 anni, una grave malformazione cerebrale, ma una fantastica voglia di vivere e di imparare. Grazie agli sforzi fin qui fatti dalla famiglia e dagli insegnanti Martina fa equitazione, è cintura marrone di karate, partecipa ai campi Scout, legge e scrive bene, ma ha bisogno di continuo appoggio e di percorsi personalizzati. “Invece da quest’anno Martina ha il sostegno soltanto per nove ore alla settimana, contro le 18 dell’anno scorso. Ho protestato con la dirigente, con il ministero, ma non ho ottenuto niente. Se Martina non viene stimolata, seguita, ogni volta si torna indietro, ogni successo di questi bambini è figlio di sforzi enormi… Così ho deciso di fare ricorso al Tar e in questi giorni arriverà la sentenza”. Storie di sfide quotidiane, vissute in silenzio, l’Italia è uno dei paesi d’Europa che destina meno risorse alla cura e allo sviluppo delle persone con handicap. Giulia Dolcetti ha 45 anni, è un’insegnante di sostegno precaria che quest’anno ha perso il posto. “Ma la vittima di questo taglio - racconta Giulia - non sono soltanto io, ma anche un bambino di 9 anni che si chiama Pietro. La sua diagnosi? Grave disturbo pervasivo dello sviluppo. Autismo. Pietro non parla, ma capisce tutto, comunica con il computer, scia e nuota come un campione. L’ho seguito per tre anni, avevamo un rapporto forte e bellissimo: oggi Pietro a scuola non ci vuole più andare. A novembre non gli è stata ancora assegnata un’insegnante di sostegno, e senza di me sembra aver perso il suo legame sia con i compagni che con lo studio… Ma che Stato è questo che punisce i più deboli?”. La guerra dei ricorsi è soltanto all’inizio. E se in Sardegna una mamma passa tutta la sua giornata davanti alla scuola del figlio, affetto da autismo per “tradurre” ai prof che cosa vuol dire il ragazzo, Alessandra Corradi, mamma di un piccolo tetraplegico, spiega in poche parole cosa vuol dire disinteresse. “A mio figlio, cieco fin dalla nascita, le maestre in classe chiedevano: “La vedi quella cosa lì?”. La stessa insegnate di sostegno ha confessato che per lei il mio bambino era troppo grave… Per fortuna il Comune ci ha assegnato una “lettrice”, che con la musicoterapia e l’ascolto delle fiabe stimola il suo udito e le sue abilità. E quando c’è lei mio figlio cambia, sorride, non è più triste”. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

  • Profilo di mautasi

    mautasi

    27 nov 2009 - 15:26 - #9
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    Alla vigilia della seconda fase della “mattanza” che nei prossimi mesi colpirà il precariato scolastico (dai professori ai bidelli, agli impiegati), la ministra dell’istruzione Gelmini, ideatrice assieme a Tremonti dei drastici tagli alla spesa scolastica e di una maxiriforma che farà scomparire cattedre, indirizzi e ore settimanali di lezione, manda a dire ai ragazzi di non lasciarsi strumentalizzare. “Rispetto chi manifesta il proprio dissenso - spiega la Gelmini - ma invito i ragazzi a non schierarsi dalla parte della conservazione”. Il ministro, che commenta in questo modo le proteste degli studenti di questi giorni, getta però benzina sul fuoco quando aggiunge: “Io vado avanti, non credo che le istituzioni possano indietreggiare rispetto a episodi di violenza che grazie a Dio sono isolati e in molti casi non sono degli studenti ma dei centri sociali”. Si prevedono esuberi in massa tra i docenti a tempo indeterminato che per legge se non accetteranno di cambiare amministrazione potranno essere licenziati. “Se protestano cinquanta operai perché la crisi morde la notizia va in prima pagina, ma qui saremo oltre centomila a perdere il lavoro con un conseguente scadimento del servizio scolastico ed educativo. E gli intellettuali si occupano di giustizia, trans permettendo”. Si invita alla mobilitazione: “Facciamoci sentire e Chiediamo di non dare corso ai tagli e di bloccare l’applicazione delle nuove disposizioni ministeriali. Rivendichiamo il diritto all’assunzione a tempo indeterminato”. La Legge Finanziaria di Gelmini & Tremonti, ha cancellato inoltre la gratuità dei libri di testo per le scuole elementari. La legge, dopo l’approvazione del Senato, arriverà alla Camera per la discussione. Il Governo ha deciso di non rifinanziare il capitolo che serviva a garantire ai Comuni le risorse per pagare i libri che ogni anno ricevono tutti i bambini delle elementari. Elimina anche la copertura del comodato d’uso alle superiori. Un risparmio di 103 milioni di euro per il governo, nonostante che permanga l’obbligo di gratuità: la relativa legge del 1964 non è stata infatti cancellata . E, quindi, se non ci saranno modifiche, dovrebbero essere i Comuni, con altre entrate, a far fronte a questa spesa. Il ministro ha replicato che i fondi saranno recuperati dal calderone dei capitali che rientreranno dall’estero. VERGOGNA!!!! Tagliatevi il vostro di stipendio se dovete risparmiare!!!! E quella incapace ha anche il coraggio di fare figli e di essere Madre, dopo che tratta cosi i figli degli altri???? Estradatela …

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    mautasi

    27 nov 2009 - 15:26 - #10
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    Sciopero generale degli studenti che ha visto una larga partecipazione in molte città d’Italia. Il ministro Maria Stella Gelmini anziché riflettere (anche se non rientra nelle sue consuetudini) su questo avvenimento lo ha subito liquidato con questa battuta: “Coloro che hanno partecipato ai cortei sono tutti appartenenti ai centri sociali”. Voleva squalificare i manifestanti?I centri sociali secondo lei sono luoghi di perdizione dai quali bisogna stare lontani? Cose non corrispondenti alla realtà, che un ministro dovrebbe sapere. Ma la polizia che ha sicuramente fatto un rapporto al Ministero dell’Interno su queste manifestazioni studentesche ha attribuito tutta quella massa di giovani ai centri sociali? Se così fosse i centri sociali avrebbero un motivo di gongolare. Ma non è così. Il ministro della Pubblica Istruzione di origine lombarda, ma abilitata avvocato in una sede più “comprensiva” del sud ha ancora una volta dimostrato il suo basso tasso di intelligenza, sollecitata forse dalla sua faziosità tipica di certi ciellini. Studenti tutti riuniti con un passaparola frettoloso e per una causa comune che infiamma i nostri cuori e libera quello di cui i potenti hanno quasi sempre paura, gli studenti insoddisfatti; perché la verità è che la cosa più temuta dai tiranni (perché ormai di questi si tratta) è proprio la vox populi. Si torna quindi, grazie ai decreti ministeriali di Maria Stella Gelmini, al prototipo della scuola dei baroni (sì, quella del ’68), dove i privati domineranno, le rappresentanze studentesche saranno abolite e la democrazia sarà più presente in paesi come la Birmania. Negli istituti di tutta Italia, i soldi sono diventati un’utopia; gli studenti non hanno a loro disposizione nemmeno la carta igienica. I sussidi audiovisivi sono ormai sogni lontani, così come palestre ed aule adeguate a tenere assemblee. Nelle classi, composte ormai da ben trenta persone, le norme sulla sicurezza vengono meno poiché gli studenti sono chiusi in spazi minuscoli, schiacciati. Molti professori verranno licenziati in tronco, gli istituti verranno accorpati senza un criterio minimo; ad esempio, l’IPSIA rischia l’accorpamento con l’Istituto d’Arte. Le ore di formazione professionale saranno poi relegate a sole due o tre, ai confini dell’orario scolastico. La crisi si scaglia quindi sul settore pubblico, e soprattutto sulla scuola. Perché? E’ questa la domanda che oggi, come quarantuno anni fa, poniamo a squarciagola con i nostri slogan, senza schierarci politicamente, senza arrivare a violenze e scontri perché a noi, di creare problemi, non importa proprio. Se solo nella sede del PDL di Imperia avessero saputo quanti studenti schierati dalla parte di suddetto partito erano lì sotto questa mattina a formare quel gruppetto di più di trecento studenti, forse non verremmo ignorati come nella peggiore delle tirannie, demonizzati, accusati di parlare solo perché “politicamente orientati (leggasi: comunisti)” e di, in parole povere, non capire nulla. Ma nonostante la nostra ignoranza e la nostra incapacità di comprendere, noi scendiamo in piazza per difendere i nostri diritti di studenti, di cittadini e di umani. Perché i soldi che i noi e i nostri genitori versiamo allo stato finiscono, a quanto pare, spesi in droghe, giri di prostituzione, affari “privati” di chi dovrebbe anteporre lo Stato, i cittadini ed il benessere comune a tutto il resto? E perché, quando ci si rende conto che i soldi sono finiti, sono i cittadini a pagare i “divertimenti” di coloro che hanno eletto? Perché, infine, il diritto allo studio ci viene negato in modo così subdolo? Alla scuola dovevano pensarci prima, e ora la vergogna è di tutti loro. La destra, con interesse ed arroganza, chiude così quello che la sinistra ha fatto fallire per boria e cecità, e “la cecità degli uomini è così grande che persino della propria cecità si gloriano.” Basta con gli Scioperi inutili (Tanto Maria Star non sa contare e dice che son sempre quattro gatti quando c’è il mondo che le si rivolta contro)…. R*E*V*O*L*U*T*I*O*N!!!!!!!!!!!!!!!! E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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    mautasi

    27 nov 2009 - 15:26 - #11
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    Dalla Stella (Maria) alla Stalla (Gelmini) ed il Governo (Circo Mediatico) si è mirato a dare deliberatamente della scuola pubblica un’immagine negativa, dipingendola come sprecona e inefficiente, e a screditare, quando non demonizzare, sistematicamente i suoi lavoratori, presentati come fannulloni, assenteisti, in parcheggio, in sovrannumero rispetto ai bisogni. Un’azione legislativa motivata esclusivamente da ragioni economiche che ha portato a tagli indiscriminati degli investimenti per la scuola (otto miliardi di euro) e del personale (140.000 lavoratori in tre anni). Tagli che hanno di fatto reso ‘disoccupati’ con un colpo di spugna, già da quest’anno, quarantamila lavoratori e hanno creato caos e disagio agli studenti e alle famiglie: nelle Superiori, ad esempio, il venir meno delle ore ‘a disposizione’ ha fatto esplodere il problema delle sostituzioni dei docenti assenti, violando di fatto il diritto allo studio e creando problemi di sicurezza e controllo, questo nonostante gli sforzi organizzativi delle Dirigenze e la disponibilità dei docenti alla flessibilità. L’imposizione di un Riforma della Scuola Secondaria Superiore, disapprovata dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, dalla Conferenza Stato Regioni, da tutte le Associazioni professionali, di Genitori e di Studenti intervenute in Commissione Parlamentare, mai condivisa realmente con le parti sociali coinvolte. Una Riforma che ridurrà il tempo scuola fino ad un terzo, penalizzando i ragazzi con meno opportunità culturali e riducendo le possibilità per tutti di acquisire una propria autonomia di pensiero. Nel Liceo Socio Psicopedagogico, in particolare, si passerà, dal prossimo anno scolastico, anche per le attuali prime, da 34 a 27 ore settimanali, riducendo o eliminando le materie d’indirizzo. Tagliando le ore di Psicologia, Pedagogia, Sociologia fino a più della metà la Riforma, oltre a cancellare 3 docenti su 5 di queste discipline, danneggia gli studenti, offrendo loro una formazione fortemente impoverita ed inadeguata. Si tratta dell’unico Liceo che perde la sua specificità: aiutare gli studenti ad avere uno sguardo competente e critico sulla società (Non è un caso). E, pertanto, Le chiedono di intervenire pubblicamente, efficacemente e costantemente a favore della scuola pubblica e dei suoi lavoratori per restituire, attraverso i mass media, un’immagine realistica della elevata qualità del suo personale, il quale con notevole impegno e competenza contribuisce alla formazione degli studenti e allo sviluppo del Paese, ben oltre quanto consentito dalle risorse investite: agire efficacemente per l’immediato ripristino dei fondi sottratti alla scuola pubblica e di ottenere dal Ministro dell’Economia la cancellazione immediata dei tagli al personale, quanto il reintegro dei lavoratori precari, oggi disoccupati, anche attraverso forme simili all’organico funzionale e l’immediato ritiro della Riforma della Secondaria Superiore con l’apertura di un tavolo di riflessione e confronto aperto alle parti sociali e alle categorie coinvolte (lavoratori, studenti, genitori) per una Riforma condivisa che tenga conto innanzitutto delle reali necessità formative dei giovani nell’attuale contesto sociale. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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    mautasi

    27 nov 2009 - 15:26 - #12
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    Chissà se prima di essere nominata la Gelmini sapeva che il suo ministero sarebbe stato un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: sorta di Cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro Paese: Lei stessa ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Controriforma autodistruttiva che sempre più di rado fa riferimento ai contenuti del D. L., al punto che da qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, nel decreto non c’è nessuna traccia: http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106. Quello che colpisce, oltre al Titolo: “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“; sono le Premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”. Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di soldatino esecutore dei tagli (In pratica una mezza sega), niente più. Lezione di Ripasso per Tremonti, Gelmini e Brunetta!!!! L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (Art.1, Costituzione della Repubblica Italiana). Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (Art.4 com.2, Costituzione della Repubblica Italiana). W L’Italia meritocratica (Fascista)… W La coerenza (Fascista)… E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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    mautasi

    27 nov 2009 - 15:26 - #13
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    Il ministro Maria Star (la cui determinazione è pari all’inadeguatezza per l’incarico affidatole) incompetente in materia tanto quanto ostinata, ottusa e arrogante mediaticamente, da mesi afferma le sue falsità e nasconde l’evidenza di ciò che è fin troppo palese per coloro i quali lavorano nel settore: «C’è stata una strumentalizzazione pesante da parte della sinistra che ha cercato di far credere che la piaga sociale del precariato abbia origine con questo Governo». Negli anni ‘80 e ‘90 si è proceduto ad abilitazioni di massa. 125.000 persone sono entrate nelle graduatorie e altrettante sono state chiamate a fare supplenze brevi senza aver superato concorsi. «La scuola è stata trattata come un ammortizzatore sociale e oggi se ne pagano le conseguenze». Lei Come al solito accusa la Sinistra, come se la Sinistra di oggi fosse la stessa di 20 o 30 anni fa. Ma i conti in tasca loro del Governo attuale se li sono fatti più che bene e non sono certo migliori di chi li ha preceduti in Sessant’anni di Gloriosa Repubblica Democratica, stimata in tutto il Mondo. Si deve riconoscere la condizione di grandissima difficoltà, dal punto di vista economico ed esistenziale, in cui versano moltissime persone precarie che negli ultimi anni hanno assicurato il funzionamento delle istituzioni scolastiche assumendosi, spesso in condizioni disagiate, le stesse responsabilità e doveri del personale di ruolo, senza però godere dei loro stessi diritti. Per tali docenti la scuola non è stato un ammortizzatore sociale: semmai lo Stato li ha utilizzati per anni al minimo dello stipendio e reiterando ad ogni avvio di anno scolastico contratti a tempo determinato. Inoltre, vanno stigmatizzate le disposizioni di cui al comma 1-quinquiesdecies che si configurano come norme ad personam dettate da logiche clientelari, espongono il provvedimento al rischio di incostituzionalità e sembrano un’ulteriore beffa ai danni dei precari che, legittimamente inseriti in una graduatoria ad esaurimento, restano in attesa di un posto di lavoro. Mentre i Governi di Francia e Germania investono risorse nella ricerca e puntano sulla scuola per garantire un futuro alle nuove generazioni, il Governo italiano si limita ad adottare provvedimenti che conseguono ai pesanti tagli inflitti al bilancio dell’istruzione dall’articolo 64 della legge n. 133 del 2008. La scuola non può essere riformata riducendo le risorse e cambiando le regole di assunzione del personale docente nel corso dell’anno scolastico. La maggioranza di centrodestra non salva i precari né stanzia risorse per le scuole paritarie (di cui pure si erge a paladina), ma approva ordini del giorno che contraddicono palesemente le disposizioni del decreto-legge in esame e un comma introdotto alla Camera che sana gli effetti di un concorso dichiarato nullo dalla magistratura amministrativa. Per tutti gli interventi che appaiono necessari per il sistema scolastico e universitario nazionale, la maggioranza rinvia in modo indefinito alla quantificazione delle risorse derivanti dallo scudo fiscale e si accontenta di un ordine del giorno la cui realizzazione implicherebbe però l’utilizzo di una ingente quantità di risorse. L’Europa investe sull’istruzione, il Governo italiano la usa per reperire risorse da destinare ad altre finalità. Intanto il mercatificio di Abilitazioni a Noi è costato molti soldi, anni e anni di studio e anni e anni di precariato e di esperienza che lei non ha e non ha mai fatto prima di ricoprire una carica così importante. Mica siamo corsi tutti in Calabria ad abilitarci “velocemente” e “a gratis” come Lei. Vergogna!!! Vogliamo Umberto Eco alla Pubblica Istruzione. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!

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