
Non c’è stagione televisiva che non ci porti in dono l’ennesimo fintamente nuovo talk show di politica. Ormai del Governo, dei suoi esponenti e delle relative attività si disquisisce ogni ora del giorno. E della notte.
Analizzando bene il fenomeno si potrebbe pensare che a cannibalizzare il media sia stata la stessa casta che non perde occasione di specchiarsi negli occhi delle persone che l’hanno scelta. O che vorrebbero cambiarla.
Di fatto non è così. È la televisione che ha mangiato la politica trasformandola in uno scarto che a tratti ricorda i contenitori che attorno ad un reality show vengono creati. Oggi, più di ieri, bisogna prender atto del modello Giletti. Utilizzato ogni volta che si può.
Ogni volta che si debba giustificarsi. Per farlo è sufficiente sporcarsi di peccato (il programma televisivo del conduttore è un raro esempio di trash allo stato peggiore) per poi redimersi appellandosi alla giusta autorità ecclesiastica (Massimo Giletti, ad esempio, non perde occasione per unire la propria, discutibile, immagine a Padre Pio).
Piero Marrazzo, per evitare che si associ il suo nome allo status “chiappe d’oro” (che certo non è utilizzato per spiegare un rapporto sessuale utile alla sola procreazione post matrimonio), ha deciso di chiedere perdono al Papa attraverso una lettera inviata al segretario di Stato Tarcisio Bertone.
“Santità – scrive Piero Marrazzo nella lettera il cui contenuto è stato tenuto privato - mi perdoni per tutto quello che ho fatto”.
O che ti sei fatto fare verrebbe da dire avvalendosi di una dialettica bieca tanto quanto l’ipocrisia dell’ex Governatore della Regione Lazio. Schifosamente perbenista.
Ma Piero Marrazzo, ahimé, non è il solo che ha tentato di redimersi attraverso il metodo Giletti. Prima di lui Silvio. Berlusconi. Per evitare di perdere l’elettorato femminile, potenzialmente contrario alla fallocrazia da lui presieduta, ha tentato in tutti i modi di essere presente alla festa della Perdonanza alla quale partecipava anche Mons. Tarcisio Bertone.
Ha tentato in tutti i modi di spiegare che quanto scritto sul suo conto, innescato dalle pesanti accuse pubbliche fatte dall’ex moglie, erano solo dei pettegolezzi che nessuno fino ad oggi vuole dimostrare diversamente da quanto accaduto con Dino Boffo la cui vicenda (lui, direttore del quotidiano cattolico Avvenire, ha avuto una relazione con un uomo che l’ha poi denunciato per molestie) non ha permesso la completa redenzione.
Al posto di Silvio Berlusconi all’incontro con le autorità vaticane si presentò Gianni Letta.
Probabilmente ci penserà Bruno Vespa a ricondurre la pecorella smarrita all’ovile.
Sembra che anche per questa occasione abbia già pronto un plastico. Per renderlo unico e riconoscibile sul mercato pare che l’abbia intitolato Calvario.
Foto | tvblog.it
aldebaran85
27 nov 2009 - 15:04 - #1ma almeno ha chiesto scusa alla moglie?
babyshambles
27 nov 2009 - 15:34 - #2ridicolo! pensasse piuttosto a chiedere il perdono della moglie e della figlia…
stefano1966
27 nov 2009 - 15:45 - #3Non so se siete più ingenui voi o se sarà più fintamente perbenista il Papa a concedergli il perdono.
Marrazzo è un giornalista,sua moglie è una giornalista.
Tutti quelli dell’ambiente dicono che la storia si sapeva.
E’ mai possibile che una giornalista di una testata nazionale non sappia o non abbia mai sentito voci di una presenta relazione durata anni tra suo marito e una trans?
Ripeto,per me se non escono fatti concreti di droga o altri reati Marrazzo non ha fatto nulla di particolare,ma che non mi si venga a dire che la moglie giornalista non ne sapeva nulla.
La figlia è la vera vittima di tutta sta storia.
stef500f
27 nov 2009 - 16:33 - #4Perdono al papa?
E chi sarebbe sto papa?
ice
27 nov 2009 - 16:43 - #5@ #3
la moglie magari sentiva di voci, ma credeva fossero solo maligne
il discorso è ceh un atto di servilismo tale e inutile verso la Chiesa dimostra come la scelta di ritirarsi da vita politica sia stata azzeccata
magari è solo una sorta di captazio benevolentiae verso la famiglia della moglie….
albert1
27 nov 2009 - 16:48 - #6Mannaggia l’altissimo.
Adesso si esagera. Premesso che secondo me Marrazzo merita più solidarietà e comprensione di tanti altri, credo che le dimissioni fossero più che sufficienti.
Dentro casa se la vedesse lui e non ce lo venissero a raccontare a noi, e se proprio doveva scusarsi pubblicamente con qualcuno (a meno che non l’abbia già fatto) quel qualcuno erano i suoi elettori e tutta la regione Lazio.
Mò pure er papa, nun se sta a regolà…
spider-woman
27 nov 2009 - 17:01 - #7stupisce che dopo tutto quello che è successo, Marrazzo si preoccupi di chiedere scusa al Papa..se proprio sentiva l’esigenza di un perdono ecumenico, non poteva andare dal suo padre confessore o dal prete della sua parrocchia? un pò di umiltà non guasterebbe, non ha certo arrecato dispiacere al pontefice ma ai cittadini che lo hanno votato e soprattutto ai suoi cari.
certo stupisce che un uomo colto, di successo, amato , stimato, impegnato, sentisse il bisogno di condividere le sue ansie a pagamento.. è proprio vero che le apparenze ingannano. credo che l’umiliazione pubblica e la sofferenza che si porterà sempre dentro siano bastevoli, non siamo certo noi a dover additare chiccessia anzi..chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
un pensiero di solidarietà alle donne vittime di questa vicenda allucinante: la moglie e le 3 figlie, non ancora adulte e quindi bersagli facili da attaccare.
metalsho
27 nov 2009 - 18:33 - #8Ma per chiedere perdono non bastava il prete confessore? Ah no, quello non fa audience…
paolo0101
27 nov 2009 - 19:25 - #9E il Papa disse:
Io ti perdono. Ma siccome a te piacciono gli uomini con la gonna se ti avvicini ti faccio picchiare dalle guardie svizzere. (Copyright di Ezio Greggio)
billy-belial
28 nov 2009 - 02:08 - #10Marrazzo si sputt4na con i trans e chiede perdono al papa, uno che copre la latitanza di chissà quanti pedofili pluripregiudicati; il che è come beccare una multa in auto e chiedere perdono a Bernardo Provenzano…
lapo
28 nov 2009 - 13:50 - #11ma perdono per cosa poi?