Rimane sempre lui il mattatore quasi esclusivo nei commenti dei media internazionali: stiamo parlando ovviamente di Silvio Berlusconi, che è anche questa settimana l’oggetto di una grande quantita di articoli da parte delle testate d’oltralpe.
Cominciamo dalla tedesca Frankfurter Rundschau, che si è espressa duramente sul progetto di legge sul processo breve:
Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi. Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati
La New York Review of Books, in un lunghissimo articolo pubblicato martedì scorso, ha avuto parole di fuoco per il premier italiano, ma anche per l’opposizione:
È segno dell’inettitudine (o dell’istinto suicida) del principale partito d’opposizione italiano, il Partito democratico, il fatto di aver trascorso il periodo di maggiore impopolarità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad agitarsi per l’elezione del segretario di partito – per essere infine travolto, alla vigilia del voto, il 25 ottobre (il vincitore è poi risultato Pierluigi Bersani, un accorto ex ministro in diversi governi di centro sinistra), da una valanga di bambolone esplosive (…) Berlusconi, per parte sua, è tornato nel calderone degli scandali e della corruzione da quando una sentenza della Corte suprema italiana l’ha reso di nuovo perseguibile anche durante il mandato, e lui si è lasciato scappare che non ama più così tanto il suo lavoro. È un disincanto evidente: il personaggio pubblico ha rivelato un lato spigoloso che non è mai stato così plateale, e ha cercato troppo spesso conforto nella compagnia di dittatori come Vladimir Putin e Muammar Gheddafi. Avventure che hanno un fondo pragmatico; l’industria italiana si alimenta di petrolio libico e di gas russo e, proprio come i principi rinascimentali, questi uomini di solito stringono accordi nel bel mezzo di feste stravaganti
In Gran Bretagna il Times ha ironizzato sul recente attivismo di Berlusconi sulla scena internazionale:
Quando sono sotto pressione in casa, molti leader giocano a fare gli uomini di stato internazionali. Così accade per Silvio Berlusconi: sempre più assediato per le accuse di corruzione e per gli scandali sessuali, lunedì diventerà il primo leader occidentale in 15 anni a visitare Minsk e a discutere con Alexander Lukashenko, l’autoritario presidente della Bielorussia. (..) Si parla sempre più spesso di elezioni anticipate. L’Italia, dopo un decennio in cui si è mossa verso un sistema di alternanza tra governi di sinistra e di tipo inglese, sembra aver intenzione di tornare al suo abituale sistema di coalizioni litigiose e di continui cambi di governo. Se il fenomeno Berlusconi sia una causa o un sintomo di questo instabilità sarà il compito degli storici deciderlo
Ed è proprio la crescente tensione interna alla maggioranza ad aver attirato l’attenzione dell’austriaco Der Standard, che si è concentrato sul ruolo giocato da Gianfranco Fini:
Con un indice di gradimento del 60 per cento il Presidente della Camera dei Deputati ha decisamente superato il capo del governo (48 per cento). Il libro di Fini “Il futuro della libertà” si trova subito dietro a quello di Andrea Camilleri. Il quotidiano della famiglia Berlusconi “Il Giornale” ha avuto solo parole velenose per la “novità editoriale del compagno Fini”. Comprensibile quindi che questo cattivo clima trovi eco anche in Parlamento. Nonostante la piena maggioranza alla Camera e al Senato la coalizione di destra la settimana scorsa ha dovuto porre la fiducia per la ventiseiesima volta, perché la Lega Nord non ha voluto appoggiare una legge sulla privatizzazione dell’acqua potabile. In diciotto mesi il governo ha incassato ben 33 fallimenti di voto. Il Parlamento – superfluo agli occhi del capo del governo – vota quindi solo le proposte del governo, mentre ad altre leggi il ministro delle Finanze Tremonti nega la copertura finanziaria
Sul Daily Telegraph James Walston, professore di scienze politiche all’Università Americana di Roma, ha commentato però così le chances di Fini in questo momento:
“Fini non è il tipo che si toglie il guanto e lo getta per chiedere un duello (..) Non ha ancora mosso i suoi cannoni, sta giocando una strategia di lunga durata. Non penso che ci siano possibilità che Berlusconi cada nel prossimo futuro, ma Fini sta aspettando”
Barbara Serra, sulle pagine del Blog sull’Europa che cura per conto di Al Jazeera, è partita dalla copertina che Rolling Stone Italia ha dedicato a Silvio Berlusconi come “rockstar dell’anno” per dare voce ad una domanda che assilla i media stranieri:
E’ difficile per gli osservatori esterni riuscire a capire come gli italiani possano trovare accettabile che un uomo con così tante nubi sopra la sua testa debba guidare il paese. Eppure ci riescono. Silvio Berlusconi ha avuto problemi con la legge durante tutta la sua carriera, ma la verità è che agli italiani questo sembra semplicemente non interessare. Non importa loro delle accuse di corruzione, dei presunti incontri con prostitute e dell’ovvio conflitto di interessi che deriva dal fatto che il primo ministro controlla la maggior parte dei media. Gli italiani si possono anche lamentare di Berlusconi in privato, ma quando si è trattato di votare, l’hanno ripetutamente eletto come proprio leader
Una possibile risposta a questi dubbi ricorrenti la possiamo forse trovare sulle pagine del britannico Guardian, che sembra aver trovato questa settimana per il premier italiano parole più benevole del solito:
Il primo ministro italiano può anche essere sotto pressione a causa della sua vita privata e dei suoi attacchi ai giudici che cercano di processarlo per corruzione. Ma, benché il suo governo sia a corto di denaro, ha mantenuto la promessa di fornire delle abitazioni decenti ai casi con la priorità più alta prima dell’inverno. In una società in cui è radicato il cinismo verso lo stato, e in cui le vittime di disastri naturali sono spesso state ignorate, se non sfruttate, si tratta di una novità. Aiuta a spiegare perché, nonostante gli scandali, quasi il 50% degli elettori continui a sostenerlo. Circa otto mesi dopo il disastro, tuttavia, molto resta da fare e resta aperta la questione di quale futuro il governo Berlusconi abbia in mente per una delle più graziose città d’Italia. Sempre che ne abbia in mente uno
enrico-xc
29 nov 2009 - 15:32 - #1grande silvio! la maggioranza e’ con te!
ventoacqua
29 nov 2009 - 18:25 - #2#1: Hai capito tutto e letto con attenzione, si vede
nchomsky
29 nov 2009 - 19:43 - #3Ora i pompieri sparsi su tutti i colli alti, medi e bassi diranno che è stata l’ennesima gaffe, l’ennesima battuta. E nessuno oserà porsi una domanda molto semplice: che cosa spinge il presidente del Consiglio a parlare così mentre si riaprono le indagini a suo tempo archiviate per strage, mafia e riciclaggio? Nel momento in cui i fantasmi del suo passato inconfessabile tornano a presentargli il conto, avrebbe tutto l’interesse a scrollarseli di dosso con una forte dichiarazione antimafia, o con una mossa concreta, tipo quella suggerita (e subito rimangiata) dal ministro Alfano sulla riapertura delle carceri di Pianosa e Asinara per i boss al 41 bis. Invece, proprio ora, torna a parlare come un mafioso, minacciando di “strozzare chi ha fatto la Piovra e chi scrive libri sulla mafia”. In attesa che li minacci di scioglierli nell’acido (almeno quelli rimasti in vita: ai De Mauro, ai Fava e ai Rostagno ha già provveduto Cosa Nostra), qualcuno dovrà pur domandarsi il perché. E’ la prova, casomai ve ne fosse bisogno, del fatto che la trattativa continua. Ancora una volta chi smise di piazzare bombe nel 1994, in cambio di promesse ben precise, fa sapere di essere stanco di aspettare. Così, mentre tutti si affannano a smentire e a ridicolizzare le rivelazioni di Spatuzza, arriva il migliore riscontro logico al suo racconto sul recente sfogo dei fratelli Graviano: “O cambia qualcosa, oppure dovremo andare a parlare con i giudici…”.
Il tempo stringe, la Seconda Repubblica si sta squagliando come la prima e il tam tam di radio-carcere è sempre lo stesso: “Iddu pensa solo a Iddu”. Séguita a usare la sua maggioranza bulgara per farsi le leggi per sé, ma agli amici degli amici chi ci pensa?
Lo scudo fiscale, l’asta dei beni sequestrati, i progetti sul concorso esterno sono utilissimi ai mafiosi che stanno fuori. Ma a chi sta dentro da tre lustri chi ci pensa?
Ci vuol altro che le visitine in carcere dell’on. Betulla. E’ un dialogo in codice, quello fra Iddu e gli amici degli amici, che dura da 15 anni.
Era cominciato, almeno in pubblico, il 25 maggio 1994, agli albori del primo governo Berlusconi. Riina sparò dalla gabbia: “C’è uno strumento politico ed è il Partito comunista. Ci sono i Caselli, i Violante, questo Arlacchi che scrive i libri… Il nuovo governo si deve guardare dagli attacchi dei comunisti”. Berlusconi e i suoi tele-sgherri partirono subito all’assalto della procura di Caselli che osava processare Andreotti e Carnevale. Poi, il 15 ottobre ’94, il premier dichiarò: “Speriamo di non fare più queste cose sulla mafia come la Piovra, un disastro in giro per il mondo. C’è chi dice che c’è la mafia. Non so fino a che punto. Cos’è la mafia? Un centinaio di persone”.
Sei giorni dopo Riina plaudì: “Ha ragione il presidente Berlusconi, queste cose sono invenzioni da tragediatori che screditano l’Italia e la nostra bella Sicilia. Ma quale mafia, quale Piovra, sono romanzi. Andreotti è un tragediato come sono tragediato io. E Carnevale più tragediato ancora. I pentiti accusano perché sono pagati”.
Nel 2001 governo Berlusconi II. Di lì a poco Bagarella tuona contro i politici che “non mantengono le promesse”, poi lo striscione allo stadio di Palermo: “Berlusconi dimentica la Sicilia. Uniti contro il 41 bis”.
Il 4 settembre 2003 il premier dichiara allo Spectator: “I giudici sono matti, mentalmente disturbati, antropologicamente diversi dal resto della razza umana”. Lo diceva già Luciano Liggio a Biagi: “Quando il giudice mi ha interrogato, mi sono accorto che mi trovavo di fronte a un ammalato. Se dietro a varie scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia. Perché non fanno delle visite adeguate a questa gente prima di affidarle un ufficio?”.
Il 9 aprile 2008, vigilia del governo Berlusconi III, la celebre uscita su Mangano “eroe”.
Ora ci risiamo. C’è un solo modo per levare ogni speranza ai mafiosi e dissipare i sospetti sulla trattativa ancora in corso: che qualche istituzione, magari la più alta, metta a tacere il premier con parole chiare, nette e definitive.
Purtroppo, finora, ha parlato per zittire i magistrati.
mautasi
29 nov 2009 - 19:56 - #4Si estende su di Lui l’ombra della fine di Mussolini, che tutti prima inneggiavano perchè impauriti, e a cui poi tutti hanno voltato le spalle!Il cittadino Silvio Berlusconi è stato eletto deputato e non presidente del consiglio dei ministri: in questo incarico è stato posto per iniziativa del parlamento e del presidente della repubblica. La presenza del Suo cognome nel simbolo elettorale ha rilievo propagandistico - pubblicitario, aspetto questo finora non rilevante istituzionalmente. Queste poche righe per dire che l’onorevole Berlusconi potrebbe essere sostituito alla guida del governo da altra persona della sua stessa maggioranza. Chi governa legittimamente sulla base del voto, del 45% dei votanti, non puo’ pretendere di comandare su quella maggioranza del paese che non lo ha votato: deve governare, governare significa rispettare delle regole, il parlamento il paese, e’ diverso il governare dal comandare. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
mautasi
29 nov 2009 - 19:56 - #5Mills, per conto di Berlusconi, crea un arcipelago di società off-shore (All Iberian). Quando i procuratori di Milano ne scorgono il profilo, per Berlusconi è questione vitale inventarsi l’impossibile per uscire dall’angolo. La corruzione di Mills, pagato dal capo del governo per mentire in aula, è un passaggio obbligato. Il motivo è elementare. Le società, create e amministrate dall’avvocato inglese, custodiscono il grande, indicibile segreto dell’Egoarca. Lungo i sentieri storti del “group B very discreet della Fininvest” transitano quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che premiano Bettino Craxi per l’approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi in Cct destinati alla corruzione del Parlamento che approva quella legge; la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le “fiamme gialle”); il controllo illegale dell’86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l’acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (gli consegnano la Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente. Al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, la corruzione della politica, della Guardia di Finanza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa. Ancora nel giugno dell’anno scorso, Berlusconi nega: “Non conoscevo Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l’Italia” (Ansa, 20 giugno 2008, ore 15,47). Berlusconi intreccia in un unico nodo il suo futuro di leader politico, “responsabile di fronte agli elettori”, e il suo passato di imprenditore di successo. Crea un confine indefinibile tra pubblico e privato. Se ne comprende il motivo perché, nell’ideologia del premier, è il suo trionfo personale che gli assegna il diritto di governare il Paese. Le sue ricchezze sono la garanzia del patto con gli elettori e dell’infallibilità della sua politica; il canone ineliminabile della “società dell’incanto” che lo beatifica. Per salvarsi da questo disvelamento, Berlusconi è disposto a ogni magia. E’ storia dell’altro ieri. Cancella reati. Distorce le regole del processo. Riscrive i tempi della prescrizione. In posa da povero cristo, dice di aver subito 106 processi. Si sente accerchiato dalle ombre. Vive di sospetti. Vede in ogni angolo un congiurato. Avverte, come un tormento, il declino della sua parabola. “E se usassero quel processo per farmi fuori?” si chiede. Vuole una norma ordinaria, approvata presto, prima di Natale, che gli dia la certezza che quella storia si chiuda definitivamente. Vuole una prescrizione ancora più stretta. Difficilmente l’avrà, a quanto pare. Manipolerà così un “legittimo impedimento” più rigido e restrittivo, che gli consentirà di prendere tempo, di rinviare le udienze, di deciderne il calendario, di mandarlo a cart’e quarantotto. Salvo, ancora una volta, dal giudizio, Berlusconi non può accontentarsi. E’ impensabile che possa insediarsi al Quirinale nell’anno 2013 con quella condanna indiretta sul gobbo. E’ un corruttore, anche se in tribunale ci ha rimesso soltanto il corrotto. Pure un Parlamento, comandato come una scolaresca, potrebbe negargli l’ascesa a Monte Cavallo. L’Egoarca sceglierà la via più breve, la più diretta. Come sempre. Vorrà riscriversi la Costituzione e farsi spingere lassù dal “popolo” per far dimenticare la rete di imbrogli che lo ha fatto ricco, i garbugli che lo hanno protetto, l’inganno del suo mito. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!
mautasi
29 nov 2009 - 19:56 - #6Il governo Berlusconi disonora l’Italia in tutto il mondo. La stampa estera, di destra e di sinistra, ne denuncia ogni giorno impunità, menzogne, abusi di potere. E continua a domandarci: come fate a tenervi un “premier” così? I metodi di Berlusconi mi ricordano quelli di Putin… Mostra un disprezzo assoluto delle regole democratiche, è infastidito da ogni manifestazione di opposizione. (Libération, 31 Agosto). Il governo Berlusconi è una tragedia per gli italiani, ma la verità sconveniente è che molti di loro hanno votato per lui. Ciò deve servire da monito per gli altri paesi dell’Europa occidentale. (The Observer, 19 Giugno). E’ grave, sorprendente che Berlusconi non sia stato giudicato il peggior amministratore dal 1945. L’Italia sarà l’unico paese europeo con tre anni consecutivi di recessione. (Financial Times). L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista. Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. (The Times, 31 Maggio). Silvio Berlusconi è stato accusato di corruzione, evasione fiscale e repressione della stampa. Sua moglie lo ha lasciato per le sue frequentazioni con prostitute e le orge nella villa in Sardegna. Fa battute imbarazzanti, è in guerra con il sistema giudiziario italiano, con quasi tutti i giornalisti che non lavorano per lui e con la Chiesa Cattolica. Ma la cosa più interessante è la seguente: gli italiani continuano a votarlo. (The Washington Post, 13 Ottobre). Il primo ministro italiano mette a lavoro la sua squadra di avvocati per far passare nuove riforme legislative che impediscano che sia processato. (El Mundo, 13 Ottobre). Quante possibilità di essere ammessa avrebbe oggi l’Italia se presentasse domanda di ammissione all’Unione Europea? L’Europa non può mantenere il silenzio su Berlusconi. (De Volkskrant, 9 Ottobre). Dai tempi di Mussolini un governo italiano non interferiva sui media in maniera così eclatante e preoccupante. (The Economist, 1 Ottobre). Per l’Italia è arrivato il momento di voltare pagina. Dire “Silvio è ora che te ne vada” è una questione di buon senso. (News Week, 15 Ottobre). E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!
mautasi
29 nov 2009 - 19:57 - #7Non ci vuole molto a essere meglio di un Clown di terza categoria e per giunta con Appeal Fascista. Chiunque arrivi farà meno danni. Ma come al solito l’eredità è pesante, e la fatica è irrilevante. Quindi cari politici “Veri”, se ci siete, organizzatevi bene e soprattutto basta con queste alleanze false e instabili. E’ giusto che a Governare ci sia soprattutto chi non l’ha mai fatto: Bonino, Di Pietro, Casini…. Il PD in costruzione dovrebbe tenerne conto. La Sinistra si occupa al meglio di ciò che è Statale, la Destra ha un occhio di riguardo per il Privato… In due comunque non ne fanno uno decente di Governo!!!! Lo Stato è dei cittadini, lavoratori pubblici e privati, i sacrifici vanno fatti da entrambe le parti ma al contempo entrambe devono essere risorse parificate e sostenute. Questo in Italia nessuno lo ha mai fatto e siamo alla solita guerra tra Poveri (ossia Noi). Svegliatevi perché noi la stiamo finendo come l’Argentina e voi la finirete in cantina a fare comizi per altri Sessant’anni!!! Non ne vogliamo più sapere di vecchia politica di destra e sinistra… Noi non stiamo giocando a ping pong, Voi si!!! E profumatamente pagati, sulle nostre spalle. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
mautasi
29 nov 2009 - 19:58 - #8Il Governo Italiano (Circo Mediatico), invece di spararle grosse per evitare che sia ancora più palese la crisi profonda in cui è piombato, che sarebbe meglio ragionare se non sia arrivato il momento di mollare questo modo di fare politica senzazionalistica senza mai realizzare niente, basta vedere le riforme che in Italia aspettiamo, e passare ad una nuova fase di lavoro vero? Caro Presidente Berlusconi, non è arrivato il momento anche per lei, di cacciare da palazzo Chigi, ministri come la Gelmini, che in questo periodo tra tagli indiscriminati, accorpamento di classi, ricorsi persi, scioperi, malcontento di tutti gli operatori della scuola, e assoluta incompetenza in materia, come si evince dai papocchi che in questi giorni sono emersi, le hanno causato e ci hanno causato solo guasti e perdita di fiducia nelle istituzioni? E la Carfagna che vuole togliere il velo alle donne islamiche, lei così esperta in fatto di denudamenti vari? crede che questo sia proprio il primo pensiero degli italiani? e della pletora di yes men e personale politico scadente che ogni giorno le fa fare fesserie come il lodo “Alfano”? L’opposizione l’accusa di essere un nuovo Duce, ma voglio ricordarle che del Governo Mussolini facevano parte: Alfredo Rocco, Luigi Federzoni, Paolo Thaon di Revel, Alberto De Stefani, Giovanni Giuriati, Aldo Oviglio, Armando Diaz, Giuseppe D’Arzago De Capitani, Gabriello Carnazza, Giovanni Antonio Colonna di Cesarò e alla scuola Giovanni Gentile. Certo nessuno dei citati ha le doti della Carfagna e della Gelmini, due che il mondo ci invidia insieme a Cammarata e Schifani, ma pazienza! E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!
mautasi
29 nov 2009 - 19:58 - #9L’Arroganza e l’ottusità ampiamente ribadite da chi è al potere, hanno anche queste conseguenze di cui avrebbero dovuto tenere conto, visto che di Padroni non c’e ne sono e non c’e ne devono essere. E’ il popolo sovrano, ma questo tendono a dimenticarselo con troppa facilità. Poco male per Loro, il problema è che a pagare come sempre saranno innocenti che non hanno nulla a che vedere con tali rivendicazioni di cui, soprattutto, non ci dovrebbe essere bisogno alcuno. Ma a quanto pare, la verità in un modo o nell’altro viene sempre a galla….Come dice Roberto Maroni: ‘Stiamo seguendo naturalmente con grande attenzione questo episodio e altri episodi che sono avvenuti nel passato recente. Non c’e’ un bel clima, sono segnali preoccupanti. Naturalmente, noi faremo di tutto per impedire che ritorni una stagione che tutti vogliamo appartenga ormai solo al passato”. Anche Noi faremmo di tutto già alle regionali, soprattutto per impedire che il Fascismo ritorni! E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!
mautasi
29 nov 2009 - 19:58 - #10Il cittadino Silvio Berlusconi è stato eletto deputato e non presidente del consiglio dei ministri: in questo incarico è stato posto per iniziativa del parlamento e del presidente della repubblica. La presenza del Suo cognome nel simbolo elettorale ha rilievo propagandistico - pubblicitario, aspetto questo finora non rilevante istituzionalmente. Queste poche righe per dire che l’onorevole Berlusconi potrebbe essere sostituito alla guida del governo da altra persona della sua stessa maggioranza. Chi governa legittimamente sulla base del voto, del 45% dei votanti, non puo’ pretendere di comandare su quella maggioranza del paese che non lo ha votato: deve governare, governare significa rispettare delle regole, il parlamento il paese, e’ diverso il governare dal comandare. Bibliografia consigliata: “Fontamara” di Ignazio Silone. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!
Ricordate cosa cantava Fabrizio De André? “Una volta un giudice come me giudicò chi gli aveva dettato la legge: prima cambiarono il giudice e subito dopo la legge”. Quando un giudice emette una sentenza sgradita al Governo si può facilmente mutare la legge sulla base della quale la sentenza è stata emessa. Come? Semplice, con una legge (o un decreto-legge) che, introducendo una (finta) norma d’interpretazione autentica, faccia dire alla legge anteriore, sulla base della quale la sentenza è stata emessa, ciò che più conviene all’amministrazione soccombente in giudizio. E ciò al fine di ottenere ragione nella successiva fase processuale. D’altro canto, fu proprio per evitare interventi invasivi come questi che venne approvata la Costituzione. Un documento normativo che riconosce e pone al di sopra di tutti, anche del legislatore, alcuni principi fondamentali (tra cui, soprattutto, l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e le libertà inviolabili dell’uomo), principi che non possono essere calpestati da nessuno, in alcun modo. Nemmeno con una legge.
dariol
29 nov 2009 - 23:48 - #11@3: potresti almeno specificare che stai facendo una citazione? grazie…
enrico-xc
30 nov 2009 - 09:44 - #12che noia.