Mafia e stato. Puntata bollente questa settimana del Passaparola di Marco Travaglio, alle porte di giorni di fuoco, vedi il triangolo Berlusconi Dell’Utri Spatuzza , e nella settimana che si chiuderà con l’atteso No Berlusconi day.
Pronti? Dopo aver smontato le solite bugie, i rumors per cui i pentiti sono credibili solo se non danno fastidio a politici importanti, il giornalista spiega come l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia fondamentale per punire quelle condotte che non sono nella mafia, ma la appoggiano in cambio di qualche favore.
Il concorso esterno naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della mafia, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro.
Non è facile il mestiere del pentito. Fare i nomi di chi ti ha protetto, nomi di uomini potenti, mettere a rischio la vita di persone legate a te. Lo sapeva bene un pentito eccellente come Buscetta.
Il mafioso, prima di fare il nome di un uomo potente della politica o dell’economia, ci pensa milioni di volte e infatti da sempre abbiamo questa reticenza a parlare dei politici: perché? Perché il passato è maestro, la storia è maestra, almeno per i mafiosi: Buscetta, quando Falcone gli chiede dei politici, dice “ non apriamo questa porta, perché altrimenti prenderanno per matto lei e ammazzeranno me, oppure prenderanno per matto me e ammazzeranno lei, perché finché faccio i nomi di tutti i miei pari grado e di tutti i miei sottoposti non fregherà niente a nessuno, arresterete qualche vecchio mafioso, qualche pecoraio, qualche killer, il giorno dopo verranno immediatamente sostituiti e nessuno ci farà caso, ma se mi metto a fare certi nomi cominceranno a dire che lei è politicizzato, che lei strumentalizza i pentiti, che lei fa giustizia a orologeria”
L’idea che un pentito si sia inventato una storia su Dell’Utri e Berlusconi è farsesca; una confessione su personaggi potenti non nasce dalla sera al mattino, è frutto di mesi di lavoro dei giudici che riescono a ottenere dal pentito informazioni importanti. Ecco entrare in gioco Spatuzza.
Spatuzza che cosa fa? Quest’estate parla inizialmente di entità politiche, poi a furia di insistere dice anche chi erano e poi, ancora, dettaglia meglio ciò che gli dicevano i Graviano, perché lui personalmente non ha mai visto Berlusconi e Dell’Utri incontrare i Graviano, mentre dice di aver visto Schifani incontrare Graviano in un capannone di una fabbrica dove lui lavorava, era un lavoro di copertura.
Allora racconta quello che gli dicevano Filippo e Giuseppe Graviano nei mesi delle stragi. (..) Ci sono magistrati che stanno indagando da 16 anni, 17 anni sulle stragi che continuano imperterriti a indagare sulle stragi, ben sapendo che c’è un lato B delle stragi che non è mai stato esplorato, perché nessuno ha mai voluto inoltrarvisi, o perché quei pochi collaboratori di giustizia che ci si erano inoltrati non bastavano
Un pentito non si mette a parlare di chi governa a cuor leggero, anzi, molto spesso il pentito dice molto meno su mafia e politica di quello che sa, perché ha paura. La paura. Cosa spaventa davvero Berlusconi? Per Travaglio non è Spatuzza il terrore del premier.
Io credo che, più che Spatuzza, a preoccupare il Cavaliere sia il figlio di Ciancimino perché sta portando in Italia le carte del padre, che erano nascoste in cassette di sicurezza in qualche paradiso fiscale e, nelle carte del padre, ci sono anche le bozze di un libro che il padre, quando è morto, stava scrivendo e lì, scrive Gomez - e mi fido di Peter Gomez- insieme a Marco Lillo “ ci sarebbero elementi documentali sul ruolo che svolse negli anni 70 e 80 Ciancimino per portare capitali mafiosi dentro queste società di Milano o di Milano 2, Pancarasini, famiglie Buscemi, Bonura, Teresi, Bontate” e stiamo parlando dei famosi capitali di misteriosa origine, le famose valigie di contanti che andavano a ricapitalizzare certe società della finanziaria d’investimento Fininvest Srl.
Sono quei famosi capitali che il Cavaliere è talmente sicuro di aver messo lui che, quando i magistrati gli hanno chiesto chi gli avesse dato quei soldi, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
albert1
01 dic 2009 - 11:50 - #1E’ un po’ che me lo chiedo, ma non riesco a darmi una risposta.
Ma è proprio necessario che ogni settmana PolisBlog mi debba fare da “ripetitore” alle (pur godibili) esternazioni di Travaglio, che volendo possono essere seguite direttamente sul suo proprio Blog nonchè sul primo ripetitore ufficiale che è il sito di Beppe Grillo ?
Non capisco questa “rubrica” fissa: cos’è, “Travaglio spiegato ad uso degli ignoranti” ?
william-wallace
01 dic 2009 - 13:06 - #2Stanno trasmettendo ora un servizio al tg5 sui successi del governo contro la mafia.
Magari sono anche dati veri, ma fare un servizio del genere in questo momento sa molto di propaganda..
jacob
01 dic 2009 - 13:28 - #3@ william… oh finalmente qualcuno con un po’ di onestà intellettuale…
ad ogni modo, io sul mio desktop tengo sempre quelle famose pagine della Padania in ogni caso… a futura memoria… non sia mai che la Padania avesse fatto meglio di report, anno zero e Travaglia messi assieme…
jacob
01 dic 2009 - 13:28 - #4travagliO intendevo… ;-)
chico-mendez
01 dic 2009 - 13:57 - #5Albert a mio avviso interessantissimo discutere di queste cose, anche perche’ mi piacerebbe sentire un fan del nano spiegare i prestiti di 4000 miliardi che banche legate alla P2 fanno a un pianista da crociera e al suo amico Confalonieri…..spiegare Milano 2 e la sia pessima costruzione, spiegare Milano 3, spiegare come in un batter d’occhio un gruppo acquisti televisioni locali a spron battuto, come abbia potuto acquistare “elettronica industriale” che gestiva una serie di ripetitori televisivi, che guarda caso quei ripetitori erano utilizzati da TV Koper Capodistria, che guarda caso le frequenze di quella televisione furono utilizzate da canali un po strani di un emiro arabo (cabnali che hanno vita anche per solo un mese) e che poi divengono piattaforme per il digitale terrestre del boquet di D FRE stessa dFREE che trasmette canali a pagamento di Mediaset Premium………………………………..
terrone57
01 dic 2009 - 14:43 - #6#1
secondo me è un bene mantenere sveglia la pubblica opinione…visto che gli italiani tendono a dimenticare in fretta.
chico-mendez
01 dic 2009 - 15:02 - #7ROMA - Il 6 novembre scorso il presidente della Camera Gianfranco Fini partecipa a Pescara alla giornata conclusiva del “Premio Borsellino”. In quell’occasione discute con il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi che è seduto accanto a lui. Tra i due c’è una conoscenza di antica data. Fini, convinto che la conversazione si svolga a microfoni spenti, parla delle vicende di stringente attualità, tra cui quelle che riguardano Silvio Berlusconi, le sue inchieste giudiziarie e le rivelazioni del pentito Spatuzza. Si tratta di una conversazione dai toni colloquiali nella quale, tuttavia, il presidente della Camera ribadisce alcuni concetti espressi più volte anche in sedi istituzionali.
GUARDA IL FUORIONDA
Fini: “A Scampia c’è un altro sacerdote che si chiama Don Aniello e di cognome Mancaniello, ed è un personaggio come questo (ndr Don Luigi Merola). Una volta è venuto un guappo e lui gli ha detto ‘Io non sono un prete, so un mancaniello!’”
Subito dopo il presidente della Camera indica a don Merola, che si lamentava del fatto di non essere ancora mai riuscito ad incontrare il ministro Gelmini, il suo segretario personale.
Fini: “Qualche giorno fa rileggevo un libro sull’Italia giolittiana e a Giolitti, che era considerato il ministro della malavita, un oppositore gli disse: ‘Lei rappresenta lo stato… participio passato del verbo essere’. Efficace, no?”
Trifuoggi: “Potrebbe essere riesumata”
Fini: “Infatti non escludo di farlo, citando la fonte… prima o poi lo faccio”
**********
Fini (riferendosi ad Aldo Pecora): “Lui è un creativo nato, perché il movimento lo ha chiamato ‘Ammazzateci tutti’… e sì… il talento è quello”
Pecora nell’ambito del suo discorso afferma: “Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno, non si vive in eterno”
E allora Fini commenta: “… se ti sente il Presidente del Consiglio si incazza”
**********
Fini: “Sono un ragazzaccio io… come dicevano i greci… poco se mi giudico molto se mi confronto… è così, sembra una battuta invece è una massima di vita. E’ l’umiltà e nello stesso tempo la consapevolezza di vivere”
**********
Fini: “Per i ragazzi come questi (riferendosi a Pecora) .. è chiaro che una delusione a 23 anni, non alla nostra età, ti toglie qualunque possibilità di credere nella vita”
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Fini, rivolgendosi a Pecora: “Con la giacca e la cravatta sei ancora più bravo”
**********
Fini: “E’ che con i ragazzi non parli con le parole ma con gli esempi”
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Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”
Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”
Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … (ndr Berlusconi?)… uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…”
Trifuoggi: “Pare che basti, no”
Fini: “Pare che basti”
Trifuoggi: “Però comunque si devono fare queste indagini”
Fini: “E ci mancherebbe altro”
Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…
Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”
Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”
**********
Fini applaude Nino Di Matteo ed esclama “Bravo”
Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia di Palermo, con il collega Antonio Ingroia, sta raccogliendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino (ndr figlio di Vito) sulla trattativa avvenuta nel ‘92 fra Cosa nostra e pezzi dello Stato.
E’ inoltre PM del processo Mori.
(1 dicembre 2009) Tutti gli articoli di politica
nchomsky
01 dic 2009 - 15:29 - #8Fini, fuorionda su Berlusconi:
Fini, ” Berlusconi ha il consenso per governare non l’immunità assoluta”
Durante un convegno a Pescara, il presidente della Camera parla a ruota libera con un magistrato suo amico. sul premier. “Lui confonde la leadership con la monarchia assoluta… il consenso popolare che lo legittima a governare, con una sorta di immunità…”. Sul pentito Spatuzza: “Speriamo facciano il riscontro con scrupolo… perché è una bomba atomica…”
Domani sul “giornale” che fango useranno?
nchomsky
01 dic 2009 - 15:35 - #97-
Non avevo notato che avevi già evidenziato l’accaduto, per scusarmi della ripetizione do il link del video:
http://tv.repubblica.it/copertina/fini-fuorionda-su-berlusconi/39736?video
Al “giornale” Feltri e C. saranno in fribrillazione in cerca di qualche pantano dove prelevare materiale per il lancio di domani…
terrone57
01 dic 2009 - 15:52 - #10“Al “giornale” Feltri e C. saranno in fribrillazione in cerca di qualche pantano dove prelevare materiale per il lancio di domani…”
a forza di rimestare nella mer…da l’avranno finita…
nchomsky
01 dic 2009 - 15:59 - #1110-
Ne hanno così tanta dentro le loro scatole craniche che la autoproducono a getto continuo…
albert1
01 dic 2009 - 16:28 - #12Chico: si chiama “speculazione”. Più o meno quello che altri fanno, per esempio, con le banche e le assicurazioni.
Fidati, è insito nella natura umana, poi c’è chi ci riesce meglio, chi peggio, chi per niente, chi manco ci prova.
C’est la vie, mon ami…
albert1
01 dic 2009 - 16:42 - #13Scusate, ma non vedo la “bomba” nelle parole di Fini che riportate.
Cosa c’è di così esplosivo ?
Adesso se a Repubblica si eccitano non è che deve essere per forza uno scoop.
Poi, davvero fate Fini così cojone da fare affermazioni “pericolose” in pubblico ?
Va bene che ormai è l’idolo delle sinistre, ma non vi scordate mai chi è e da dove viene ;)
chico-mendez
01 dic 2009 - 16:46 - #14Albert sbaglio o parra di Mancino e Berlusca a proposito di Spatuzza? e a te non pare nulla?
albert1
01 dic 2009 - 16:57 - #15Dice che “Spatuzza parla di Mancino e Berlusconi”.
“parla”.
Un pentito che “parla” di qualcuno.
Uh, sai che botto…
nchomsky
01 dic 2009 - 17:11 - #1615-
Con questi discorsi possiamo anche dire che Falcone e Borsellino possono essere saltati in aria per una fuga di gas, e chi lo dice che è stato Brusca? i soliti pentiti…
nchomsky
01 dic 2009 - 17:17 - #1713-
Se un componente della maggioranza oltre che presidente della camera dice e conferma (il suo ufficio stampa parla di asserzioni già fatte in pubblico e a più riprese) quanto detto a microfoni spenti è inutile negare la rilevanza del fatto bollandolo come “normale”.
Sentirlo dire da Di Pietro è una cosa “Normale”…
fc77
01 dic 2009 - 17:18 - #18menomale che travaglio c’èèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
albert1
01 dic 2009 - 17:19 - #19Utan: direi che non è proprio così…
direi che però creare tanta aspettativa per le parole di qualcuno che nomina il Presidente del Consiglio in carica è un tantino azzardato, si rischia una pesante disillusione…
albert1
01 dic 2009 - 17:23 - #20Lo conferma proprio perchè non c’è niente di strano o di terribile in quel che dice.
Lui non sa (come non sappiamo noi) cosa ha da dire Spatuzza. Come tutti noi sa (tramite non si sa quali voci di corridoio) che intende parlare di Mancino e Berlusconi, e come tutti noi auspica che le cose vengano fatte per benino, data la delicatezza del tema sollevato.
Ribadisco che mi sembra si stia alzando un po’ troppo casino intorno a questa cosa.
Aspettiamo venerdi, poi vediamo.
albert1
01 dic 2009 - 17:25 - #21…posto che secondo me, venerdi Spatuzza invocherà il legittimo impedimento e non si presenterà… eheheh…
chico-mendez
01 dic 2009 - 17:38 - #22Albert capisco sia frustrante difendere un indifendibile, ma negare le videnze mi pare un tantino scoraggiante per la tua intelligenza….
albert1
01 dic 2009 - 17:56 - #23Io non nego, almeno finchè queste presunte “evidenze” non si palesano come tali.
Poi, potrei anche negare. Anche se non vedrei perchè farlo.
Ma l’evidenza è tale quando è evidente e qui non vedo niente di evidente… ;)
albert1
01 dic 2009 - 18:01 - #24Poi, al limite: io ho venduto per anni prodotti e servizi regolarmente fatturati a centinaia di clienti. Nel corso degli anni, sono venuto a sapere che uno di questi clienti era appartenuto alla banda della Magliana, e si era fatto anche 10 anni. Un altro era un esponente di spicco di una famiglia mafiosa temporaneamente “parcheggiato” a Roma. Un altro ancora fa Casamonica di cognome (e qui di dubbi non ve ne sono). Di roba ne hanno comprata tanta, mi hanno sempre pagato (tanto e spesso in contanti), ci sono stati anni (fine ‘90) che il 40% del fatturato me lo facevano proprio loro.
E allora ?
terrone57
01 dic 2009 - 18:05 - #25“Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”
Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”
Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … (ndr Berlusconi?)… uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…”
Trifuoggi: “Pare che basti, no”
Fini: “Pare che basti” ”
albert sono d’accordo con te che fini non è uno sprovveduto che parla a vanvera con i microfoni “aperti”.
ma quando affermi che fini non dice nulla di “colossale” non sono d’accordo, i due stanno parlando di un pentito di mafia-di un presidente del consiglio-di un vicepresidente del csm, una caccola secondo te? va bene che non ci meravigliamo più di nulla, ma io vorrei conoscere la “verità”, anzi ti dico di più, se alla fine di tutta questa storia berlusconi ne uscisse con la faccia pulita sarò più tranquillo e non mi preoccuperà più neanche il suo colossale conflitto d’interessi e arriverò persino a votarlo per i prossimi vent’anni (visto che il pd è inguardabile), ma gradirei che tutta questa storia venga alla luce il più rapidamente possibile, e possibilmente venga fatta chiarezza non dalle poltrone di “porta a porta” ne di “annozero” non da fede o da floris ma in un tribunale “in nome del popolo italiano”.
benignoo
01 dic 2009 - 18:06 - #26Nei momenti di attrito fra il BER e BOSSI, questi scrisse un libro di “informazione” sul 1° nel quale descriveva pesantemente i rapporti fra BER e la MAFIA, via Dell’Utri e STALLIERE.
INVITATO a sporgere denuncia, il BER fece come al solito: far passare tempo così tutto finisce nel dimenticatoio (ki ricorda + le corna in foto uffical, il cucù, NOEMI, ecc…? )
albert1
01 dic 2009 - 18:09 - #27terrone: sono con te, solo non capisco perchè sia così difficile uscire per un attimo dall’ipnosi “travagliesca” e vedere ’ste cose da un altro punto di vista.
Fini non ha detto niente di più di quello che direi io, o te, o chiunque. Si può leggere così:
“azzo, questo Spatuzza tira in mezzo nomi grossi, spero vivamente che si prendano tutte le misure necessarie ad accertarsi che non siano cazzate e che si proceda con la massima cautela e diligenza: nel caso qualcuno si facesse prendere la mano o agisse in modo superficiale qui non sarebbe un semplice errore giudiziario, si rischierebbe di mandare a zampe all’aria un governo e di conseguenza un Paese. Quindi cautela, cautela e ancora cautela”.
Ho detto qualcosa di diverso da Fini ?
albert1
01 dic 2009 - 18:12 - #28benignoo: azz, per fortuna che ci sei tu a ricordarcele, ’ste cose… ;)
Come ho fatto a scordarmi le corna ? E Noemi ? Mannaggia, l’età…
albert1
01 dic 2009 - 18:14 - #29E pure il cucù… che vecchio rincojonito che sto diventando !
terrone57
01 dic 2009 - 18:25 - #30#27
ok hai detto la stessa cosa.
ma da quello che si dicono fini e il procuratore si legge tra le righe una mancanza di fiducia nelle varie “istituzioni” e se sta fiducia non ce l’ha lui che è alleato del cav, come facciamo ad avercela noi?
Inoltre, capisco la caparbietà di berlusconi a non volersi sottomettere al giudizio dei vari tribunali, ma lui che è l’unto dal signore…non capisce che questo suo atteggiamento ha spaccato un paese? non capisce che il suo modo di esprimersi specialmente sulla mafia “disturba” parecchie persone e offende soprattutto le vittime e i loro parenti?
albert1
01 dic 2009 - 18:30 - #31Anche qui, io ci leggo sì mancanza di fiducia, ma nei confronti della magistratura. Quella di Fini (visto anche chi è l’interlocutore) mi sembra più una raccomandazione che altro.
chico-mendez
01 dic 2009 - 19:08 - #32Albert è inopinabile che all’interno dell amagistratura vsiano stati casi di “insabbiamento” , il giudice Carnevale era abilissimo a far scomparire i processi per stupidi vizi procedurali, stante questo però non ho mai visto una sentenza colpire un potente per sbaglio, sai sarà un caso ma ci sono svariati episodi di malagiustizia verso poveri cristi che poco incidono nella vita pubblica, oppure episodi sporadici come Tortora o ad esempio nei periodi di lotta la terrorismo dove sistematicamente in galera finivano anche persone con la sola colpa di essere in vista in molti momenti di lotta ma mai di lotta armata………..insomma sbagli verso ptenti politici od industriali zero…..quindi che paura ha il nano? con tre gradi di giudizio nei quali può facilmente dimostrare la propria innocenza non capisco davvero quali possano essere le sue paure, oppure davvero ha una serie indefinita di scheletri alle sue spalle……
nchomsky
13 dic 2009 - 12:23 - #33Siamo innocenti lo dice la mafia - di Marco Travaglio
Mentre i Graviano, Berlusconi e Dell’Utri trattano ormai alla
luce del sole, sotto i riflettori delle telecamere, senza più
nascondersi dietro le quinte, mentre cioè il fuoriscena irrompe sulla
scena politico-mediatica con una chiarezza solare, giornali e tv fanno
a gara a chi nasconde meglio ciò che è impossibile occultare.
I titoli dei quotidiani e dei tg sono esemplari. Corriere della Sera:
“Il boss smentisce il pentito”.
Il Giornale: “Paperissima in tribunale. Smascherato il bluff del pm”.
Libero: “Ora tocca ai pm pentirsi. Sberla alle procure. Il boss
Graviano in aula ridicolizza le rivelazioni di Spatuzza. Il castello
di accuse contro Berlusconi crolla”.
Oh bella: quando mai la parola di un boss mafioso non pentito diventa
oracolo per sbugiardare quella di un mafioso che collabora con la
giustizia accusando se stesso e i complici?
Se così fosse, Falcone e Borsellino non avrebbero mai istruito un solo
processo a Cosa Nostra, visto che tutti i boss han sempre “smentito”,
“sbugiardato”, “smascherato” i pentiti Buscetta, Contorno e Calderone
sui quali si imperniò il famoso maxiprocesso. Durante il quale, com’è
normale in uno Stato di diritto, furono ascoltati i capimafia
dell’epoca. Tutti, da Michele Greco a Pippo Calò, da Luciano Liggio a
Vito Ciancimino ai cugini Salvo, vennero interrogati in aula. E tutti
dissero che i pentiti che li accusavano si erano inventati tutto. Ma a
nessuno venne in mente di prendere per oro colato le loro smentite
autoassolutorie. Anzi, il fatto che i capimafia smentissero i pentiti
rafforzò l’attendibilità dei pentiti medesimi.
Infatti i boss furono tutti condannati. Lo stesso è accaduto nei
processi di Caltanissetta e Firenze per le stragi del 1992-’93:
decine di pentiti accusavano Riina, Bagarella, Aglieri, Biondino & C.,
questi smentirono e furono tutti condannati.
A nessun giornale o tg venne mai in mente di titolare: “Riina
smentisce Brusca, dunque è innocente”.
E’ piuttosto arduo, del resto, trovare un delinquente irriducibile che
confessa i propri delitti e chiede al giudice di condannarlo
all’ergastolo.
Eppure capita spesso che i delinquenti irriducibili vengano condannati
all’ergastolo anche se si proclamano innocenti.
Ora, essendoci di mezzo Berlusconi e Dell’Utri, la logica viene
rovesciata, con grave sprezzo del diritto, e anche del ridicolo.
“Ma davvero – si domanda sulla Stampa Francesco La Licata, uno dei
pochi che non hanno ancora smarrito il ben dell’intelletto – qualcuno
pensava che i Graviano, mafiosi ancora saldamente ancorati alla loro
‘ideologia’, si sarebbero consegnati alla magistratura, così, nel
corso di un processo pubblico, senza nessun accordo preventivo e senza
un ‘contratto’?”.
Gli fa perfidamente eco Riccardo Barenghi nella rubrica “Jena”:
“I boss mafiosi hanno salvato Dell’Utri e Berlusconi: detta così,
come suona?”.
Basta un paio di occhi aperti per vedere ciò che accade a cielo aperto
in questi giorni mefitici.
Eppure c’è chi fa di tutto per non vedere, confondere le acque,
mescolare le carte.
Non solo i turiferari prezzolati di Mr. B, ma anche gli osservatori
“indipendenti”. Tipo il solito Sergio Romano, che sul Corriere sfida
il principio di non contraddizione parlando di “discordanti
testimonianze di Spatuzza e Filippo Graviano”, per concludere: “Ciò
che conta, dal punto di vista processuale, è che il primo è stato
smentito dal secondo”.
E bravo l’ambasciatore. La Corte d’appello che sta giudicando
Dell’Utri (condannato in primo grado sui racconti di una ventina di
pentiti, riscontrati da intercettazioni e documenti neutri, con una
sentenza infinitamente più dura delle parole di Spatuzza) prenda buona
nota e tragga le debite conclusioni: siccome Spatuzza è smentito da
Filippo Graviano, ma anche da Riina, Provenzano, Aglieri, Bagarella e
altri attendibilissimi gentiluomini, allora Dell’Utri è innocente.
Lo dice pure Minzolini, e persino Dell’Utri. Quindi dev’essere vero.