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Satira: non spariamo "castate"

Pubblicato: 21 apr 2008 da Ulisse Spinnato Vega

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Sull’angoscioso tema sicurezza la maggioranza corre e l’opposizione insegue affannosamente. Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, chiosa: “Se il centrosinistra copia il centrodestra, perché il popolo dovrebbe votarli? A quel punto, tra la fotocopia e l’originale, la gente sceglierebbe inevitabilmente l’originale”. Il Pd insegue a tal punto la Lega che Walter Veltroni sta pensando a un rito annuale, una specie di giuramento da celebrare a Ladispoli o bagnandosi nelle salubri acque del Tevere all’altezza dell’Isola Tiberina. Una sorta di cerimonia di purificazione (?!?) per l’antico e orgoglioso popolo democratico. Gran cerimoniere designato, in costume pressoché adamitico, Goffredo Bettini. Pontida de’ noantri

La Lega ha una particolare sensibilità sul tema sicurezza anche perché, come molti ricorderanno, Roberto Castelli e Roberto Calderoli in passato hanno denunciato dei tentativi di violenza sessuale nei loro confronti. L’ex ministro della Giustizia lo confessò nel 2005 a Porta a Porta, riferendosi a un episodio accaduto nel ’93 e gelando lo studio. Il nome della donna non fu rivelato, ma la stessa ha parlato a Polisblog chiedendo l’anonimato: “Io aggredire Castelli? No, sono solo inciampata mentre lui passava e gli sono finita addosso”. La Lega ora esige un decreto sicurezza durissimo e punta a includere nel testo delle sanzioni anti-inciampo. De-cretino

Va in scena lo psicodramma di Rifondazione comunista. Il Comitato politico processa il segretario Franco Giordano. Paolo Ferrero lo crocifigge, rifiutando l’idea di una nuova Costituente e spaccando di fatto la maggioranza del partito che era in mano alla premiata coppia Franco-Fausto (Bertinotti). L’ormai ex ministro della Solidarietà sociale si schiera con la corrente “Essere comunista” e raccoglie le simpatie del gruppo “L’Ernesto”. Reagisce però il leader in pectore Nichi Vendola: “Salvare Rifondazione? Non bisogna arroccarsi nei fortini ma guardare a una nuova unità della sinistra”. Si scalda Elettra Deiana contro Ferrero, mentre i trotzkisti se la prendono con la Deiana, con Ferrero e invitano Vendola ad entrare nel Pd. Poi parla la corrente dei post-bertinottiani “Anti-cachemire” che si richiama alla svolta di Salerno di Togliatti, ma interviene Peppone che chiede una nuova analisi critica sui moti ungheresi del ’56. Infine, la presa di posizione del gruppo “Gramsci oggi” che contesta la scelta dell’Italia di entrare in guerra al fianco di Hitler. Re-ibernazione comunista

Il Pd in crisi di identità prova a seguire l’esempio leghista e Sergio Cofferati invoca il Partito democratico del Nord. Malgrado lo stop di Romano Prodi (“non si possono cambiare le basi ogni due mesi”), altri nel Loft si accorgono che il Pd è indietro anche in Sicilia e propongono il Pd della Trinacria. Il gruppo dirigente comprende di aver perso pure Calabria, Campania e Puglia e allora spunta l’idea del Pd delle Due Sicilie. Se Rutelli perderà a Roma, Veltroni sarebbe pronto a dar vita al Pd dell’Urbe. Federal party? Funeral party!

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