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Intervista – Ivan Scalfarotto a polisblog: “Con Pierluigi Bersani non finisce l’antiberlusconismo”

Pubblicato: 15 dic 2009 da Giovanni Molaschi



La posizione del Partito Democratico sul No B-Day è stata piuttosto ambigua tanto che alcuni rappresentati, Rosy Bindi in primis, hanno deciso di aderirvi solo in un secondo momento.

Capire come sia cambiato il progetto avviato da Walter Veltroni dopo l’uscita di scena di Dario Franceschini non è semplice. Anzi. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Ivan Scalfarotto che dopo aver sostenuto la mozione di Ignazio Marino è diventato vice presidente del Pd.

Sei, da poche settimane, il vice presidente del Partito Democratico. Nel concreto cosa farai per la coalizione di Pierluigi Bersani?

La presidenza dell’assemblea nazionale del partito non è un organo politico, ma di garanzia. Marina Sereni ed io siamo stati designati alla posizione di vice presidenti, rispettivamente in rappresentanza delle mozioni Franceschini e Marino che abbiamo sostenuto durante il congresso, proprio per costituire una presidenza che rappresentasse tutte le anime del partito.

D’altro canto, vero è anche che il nostro congresso e le primarie ci hanno detto con chiarezza che temi come la laicità e il merito, i diritti civili, la modernizzazione del paese e lo sviluppo sostenibile sono sostenuti in modo rilevante dai nostri iscritti e dai nostri elettori e credo che la mia elezione ne sia un po’ la diretta conseguenza.

Detto questo, penso che il contributo della presidenza potrà essere utile per esempio per rivedere il funzionamento dell’assemblea nazionale, che fin qui si è riunita molto di rado e solo per ratificare decisioni sostanzialmente già prese.

Credo che avere 1000 delegati diretta espressione dei territori sia una risorsa preziosissima che dovremmo utilizzare in modo assai più efficace di quanto non sia accaduto finora.


Negli ultimi giorni il Pd è stato d’accordo spesso con il Pdl. Sulla vicenda Cesare Battisti piuttosto che sulla manifestazione contro Berlusconi a cui ha partecipato l’Italia dei Valori. Con Pierluigi Bersani si è concluso l’antiberlusconismo?

Non credo proprio. La figura di Berlusconi resta come un macigno sulla vita politica italiana: il governo sembra non preoccuparsi di nient’altro che delle vicende del Presidente del Consiglio, anche a costo di ignorare una crisi economica devastante.

Io credo che si sia fraintesa la posizione di qualche dirigente del Partito, che ha indicato giustamente l’urgenza di arrivare a riforme radicali di cui questo Paese ha un bisogno immediato e bruciante, con un atteggiamento remissivo che non esiste.

Quanto al “No-B Day” mi pare che la presenza di tantissimi nostri dirigenti e parlamentari alla manifestazione, insieme a quella di un mare di elettori del PD, abbia significato chiaramente che il cuore del partito sabato scorso pulsava in Piazza San Giovanni.

Se, come qualcuno sostiene qualcuno, si arrivasse alle elezioni anticipate quante probabilità ci sono per il Partito Democratico di vincere?

I sondaggi oggi ci danno in netta ripresa, ma non abbastanza da portare a casa il 50 per cento più uno dei voti.

Io credo che si debba continuare a lavorare con coerenza e con tenacia ed esprimendo le nostre posizioni con estrema chiarezza: dobbiamo dire dei sì e dei no chiari e non dare mai l’impressione di non sapere esattamente cosa fare, come spesso è successo in passato.

Un’altra cosa che io credo dobbiamo rivedere è il nostro linguaggio, il modo con cui comunichiamo. Mi pare che qualche volta facciamo fatica a dare l’idea di essere a nostro agio con il presente, con la contemporaneità, che siamo affezionati ad un’idea di Italia che rassicura le nostre passate appartenenze ma che ci lega inesorabilmente ad un passato che non esiste più.

Per farti un esempio, ti dirò che secondo me le nostre titubanze sul “No-B day” derivano forse anche dal fatto che ancora oggi siamo abbastanza a disagio con lo strumento Internet, con le sue potenzialità, non apprezziamo ancora appieno l’importanza strategica che potrà avere sulla politica di questo secolo.

A proposito di elezioni. Il Partito Democratico non ha ancora rivelato, forse deciso, i candidati per le prossime elezioni regionali. Chi secondo te dovrebbe candidarsi in Lombardia, in Campania e in Lazio?

Io credo che sarebbe molto bene che i candidati fossero decisi dalla base, con lo strumento delle primarie, o, se questo non fosse proprio possibile per la materiale assenza di tempo, con una larghissima consultazione degli iscritti.
Dopodichè credo che sarebbe molto utile approfittare delle situazioni nelle quali percepiamo un’oggettiva debolezza di consenso rispetto alla Destra, che si utilizzassero queste battaglie più difficili come laboratori di innovazione e come base per la costruzione di prospettive più forti per il futuro, invece che riproporre figure che i nostri elettori percepiscono come espressione del passato o per operazioni politiche che verrebbero percepite come opache e poco trasparenti.

Quali sono, oggi, gli obiettivi del Partito Democratico?

Come accennavo prima, secondo me il PD dev’essere lo strumento della modernità. La politica italiana fatica a leggere i tempi in cui viviamo, a dare risposte a fenomeni sociali che sono ormai parte integrante del nostro vivere.

Pensa al mondo del lavoro che vede convivere in Italia una classe di lavoratori a piene garanzie e milioni di giovani senza alcun diritto in un sistema che sembra non essere assolutamente in grado di emendarsi e di risolvere il problema.

Guarda in che modo stiamo gestendo l’integrazione di tante persone che arrivano dall’estero: invece di costruire un’Italia sicura dove persone di culture differenti vivano pacificamente, c’è qualcuno che da un lato taglia i fondi alle forze dell’ordine e dall’altro grida alla purezza etnica minacciata attaccando addirittura la Chiesa Cattolica, di cui peraltro non esita a strumentalizzare i simboli.

O pensiamo a cosa sta succedendo in questi giorni con la pillola RU-486, che in Francia hanno da vent’anni e che qui invece provoca le convulsioni del sistema politico. Ecco, il PD deve prendere le redini di questi temi, affrontarli con coraggio e proporre soluzioni che diano delle risposte chiare, nette, facili da comprendere.

So che non è affatto semplice. Utilizzando una battuta da B-movie americano direi che “è un lavoro sporco, ma qualcuno lo deve pur fare”.

Squadra. Fuori Francesco Rutelli e Dorina Bianchi. Dentro esponenti di Rifondazione Comunista. Sono stati già previsti altri cambi? Paola Binetti, ad esempio, fa parte del nuovo corso?

Io credo che le polemiche interne e i passaggi di partito non interessino veramente a nessuno, se non a quelle poche centinaia di persone che in Italia vivono di politica e per la politica focalizzandosi principalmente sul proprio ombelico.

Il PD non può che essere un partito plurale, con una forte componente cattolico-democratica che viva accanto alle forze laiche, socialiste, ambientaliste, liberali e radicali e che sia saldamente parte della sinistra europea.

Detto questo, io credo che il PD debba essere un partito che parla a tutto il paese, occupandosi assai più della realtà che c’è fuori che delle sue dinamiche interne. Se cominceremo a parlare alle persone, alle famiglie che stentano a far fronte alla crisi, a chi perde il lavoro da un giorno all’altro, ai giovani che in questo Paese non hanno più speranze, al mezzogiorno soffocato dalla criminalità organizzata, allora riusciremo a parlare anche a chi oggi vota a destra o non vota più.

Questo, più che questa o quella persona, è ciò che deve necessariamente far parte del nuovo corso, secondo me.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    15 dic 2009 - 08:05 - #1
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    ma qual’ e’ il programma politico?

  • Profilo di pigi

    pigi

    15 dic 2009 - 08:51 - #2
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    Giusto, non c’è niente.
    Una lista di problemi, senza alcuna ricetta per affrontarli.
    L’unica cosa chiara sembra quella della pillola RU-486. Pochino, no?
    Dice che il PD dà l’impressione di non sapere cosa fare. L’impressione diventa certezza.

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    15 dic 2009 - 09:33 - #3
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    non e’ corretto.
    ci sono centinaia di richieste di modifiche che in aula non vengono MAI prese in considerazione per via dell’uso continuo della fiducia.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    15 dic 2009 - 10:03 - #4
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    Ancora una volta, a dispetto di chi lo ha descritto come uomo “di parte”, Giorgio Napolitano si conferma davvero il “presidente di tutti”. Dobbiamo alla sua saggezza un messaggio che politici e cittadini farebbero bene a scolpire nella mente, in questi giorni difficili. Basta con l’esasperazione della lotta politica, non si alimentino le tensioni, ognuno misuri le parole dovunque si parli: nelle piazze, nei congressi di partito e in tv. Ciascuno faccia la sua parte: non ha senso, adesso, che gli uni accusino gli altri per il clima che si creato. Sembrano banalità. Lo sarebbero, in una democrazia bipolare risolta e compiuta. Non lo sono in Italia, purtroppo, dove da anni viviamo immersi nell’eterna transizione e sommersi dalla tenace contrapposizione tra una metastorica “pregiudiziale anticomunista” e una stoica “resistenza antiberlusconiana”.

    Alla prima categoria appartengono tutti coloro che nella maggioranza, invece di apprezzare il gesto di Bersani in visita al San Raffaele, si avventurano già nella caccia rancorosa ai “mandanti morali” e nella ricerca livorosa dei “cattivi maestri”. Non solo a sinistra (da Di Pietro a Rosy Bindi) ma persino a destra (da Fini a Casini). Come se qualcuno, per terrorismo involontario, avesse “armato” con le sue parole o le sue critiche a Berlusconi la mano impazzita di Massimo Tartaglia. Come se quella maledetta statuina del Duomo scagliata sul volto del premier fosse la prosecuzione del dissenso politico con altri mezzi. Non pare così, per fortuna. Quell’aggressione, per quanto gravissima e ingiustificabile, resta fino a prova contraria il gesto folle di un povero disgraziato. Questo non attenua l’allarme.

    Per quanto squilibrato, quell’uomo ha respirato il “clima d’odio” che opprime il Paese. Per questo è prezioso l’appello bipartisan del presidente della Repubblica ad abbassare i toni, per evitare che l’Italia ricada nella spirale di violenza che ha già conosciuto e pagato negli anni di piombo. Ma mai come oggi le reazioni vanno commisurate alle azioni.

    Alla seconda categoria appartengono tutti coloro che nell’opposizione, invece di limitarsi a condannare senza appello e senza distinguo quel gesto di insopportabile violenza contro il premier, si avventurano nell’esegesi psicologica del “movente” (”Berlusconi istiga”, dice il leader dell’Idv) o peggio ancora si lanciano nell’apoteosi politica del “gesto”. Questo è senz’altro l’effetto più vergognoso e intollerabile dell’aggressione di Piazza Duomo: la “comunità” che in rete condivide irresponsabilmente lo slogan “13 dicembre festa nazionale”, o che si riunisce gioiosamente su Facebook nel gruppo “Tartaglia Santo subito”, non suscita soltanto l’inevitabile “sdegno”. Fa letteralmente schifo. Non consuma soltanto la strage delle idee: celebra la morte della politica. Fa da amplificatore, stavolta non solo nel Palazzo ma nel Paese, di quell’aria mefitica che intossica il discorso pubblico. E genera riflessi condizionati, uguali e contrari. Con la stessa rapidità con la quale nascono i gruppi che riecheggiano il sito “Uccidiamo Berlusconi”, proliferano siti contrapposti che vaneggiano “Uccidiamo a sprangate Antonio Di Pietro”. Questi non sono errori. Sono orrori. Qui non ci sono “compagni” o “camerati” che sbagliano. Qui ci sono imbecilli che scherzano col fuoco.

    Le parole sono pietre. A volte diventano persino pallottole. Per questo Napolitano dice giustamente “dobbiamo essere tutti allarmati”. E aggiunge “quando dico tutti intendo tutti gli italiani che credono nella democrazia e hanno a cuore che venga garantita la pacifica convivenza civile”. Ma proprio la ferma consapevolezza di questo allarme, e la ferrea nettezza con la quale si denuncia e si rifiuta il germe criminogeno della violenza fisica e verbale, non devono e non possono diventare un alibi per cancellare il dovere della critica e il diritto al dissenso. La politica vive di questo. Si alimenta di questa capacità di discernere tra la barbarie terroristica e la valutazione politica. Ha ragione, una volta tanto, Fabrizio Cicchitto: a proposito dei siti che inneggiano all’uccisione di Di Pietro, l’esponente del Pdl ha detto “va condannato senza se e senza ma anche chi ha scritto quelle cose. Non so chi è stato e con quali motivazioni, ma cose del genere non vanno ne scritte né pensate. Ciò evidentemente non ha nulla a che vedere con il giudizio politico che do di Di Pietro, che è totalmente negativo da ogni punto di vista”.

    Ci sembra un principio sacrosanto. Ma deve valere sempre, e deve valere per tutti. Non solo per un leader dell’opposizione, ma anche e a maggior ragione per il capo del governo. Proprio perché “siamo tutti italiani”, oggi siamo solidali con lui. Ma la solidarietà umana e istituzionale non coincide con la sensibilità politica e culturale. Noi, come tutti gli italiani ricordati dal Capo dello Stato “che credono nella democrazia”, vorremmo poter continuare ad esercitare il nostro spirito critico. Liberamente, nel rispetto delle persone e dei ruoli. Ma senza essere accusati, per questo, di “terrorismo”.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    15 dic 2009 - 10:08 - #5
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    Che a causa di problemi “suoi” ha inchiodato il parlamento e il governo nella loro soluzione (spesso dilettantesca nei contenuti e nella forma) tralasciando i veri problemi “del Paese” affrontati malamente e in maniera insufficente pur con una maggioranza ampia che avrebbe permesso ampie possibilità di manovra in ogni campo.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    15 dic 2009 - 10:09 - #6
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    5-
    Rispondevo al post 1…sorry

  • Profilo di ugo-manetta

    ugo-manetta

    15 dic 2009 - 10:12 - #7
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    In politica oggi non si vince mostrando un programma serio ed elaborato ma abbracciando temi forti e facendone la propria bandiera.
    Lega: via gli stranieri e federalismo
    Berlusca: anticomunismo, Italia del fare, abbassare le tasse (a proposito, sono aumentate le sigarette?)
    Se poi vinci e hai testa puoi anche governare considerando che sei sempre stretto fra la promesse alla piazza e conti pubblici.

    Scalfarotto dice alcune cose giuste, ad esempio Bersani parla spesso come un “matusa”; ma anche davanti ad un piatto di tortellini parla così?

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    15 dic 2009 - 10:15 - #8
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    5
    “Che a causa di problemi “suoi” ha inchiodato il parlamento”…
    e no, berlusconi si difende da 15 anni da ogni genere di attacco personale, processi compresi. troppo facile liquidare cosi’ le cose. a forza di tirare la corda gente come di pietro l’ ha spezzata.
    adesso vi beccate il boomerang di quanto e’ stato seminato, berlusconi vince su tutti i fronti e l’ opposizione diffamatoria, violenta e forcaiola e’ sconfitta gravemente.
    il vero fatto e’ che finalmente tutti hanno capito a cosa porta certa politica e l’ antiberlusconismo oggi fa ribrezzo.
    la bindi, di pietro, i mille somministratori di pillole avvelenate da milano in poi sono NUDI.
    adesso si devono usarte i programmi per contrastare il pdl e qui vi vedo veramente finiti.

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    15 dic 2009 - 10:36 - #9
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    vince dove? con 8 milioni di poveri, aziende chiuse anche nel magico nordest, capitali in fuga all’estero, cervelli che li seguono, giustizia ed ospedali senza manco i toner?
    fai il favore, metti via il bandierone nel baule del caienne, fai fischiare le gomme per l’ultima volta e vai a posteggiare il svizzera

  • Profilo di mr-lorenz

    mr-lorenz

    15 dic 2009 - 10:43 - #10
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    Tirano una pietra in testa al loro capo
    E loro gioiscono perche’ aumenta il consenso
    Ancora dubbi sul fatto che sia una pagliacciata organizzata dal PDL?

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    15 dic 2009 - 10:46 - #11
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    scommettiamo, visto che siamo sotto natale, la rivenderanno come lapidazione e bondi+bonaiuti la venderanno come la versione maschile di maria maddalena?

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    15 dic 2009 - 10:47 - #12
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    Enrico mi dici qual’e’ da parte del governo la proposta economica a lungo termine per uscire dalla crisi?

  • Profilo di Valentino_Re_Morente

    Valentino_Re_Morente

    15 dic 2009 - 16:33 - #13
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    Che manica di dementi che siete…

    Gente che vuole un programma per “uscire dalla crisi” come se questa Crisi fosse colpa di Berlusconi e non sistemica, e che solo il sistema Mondo può trovare la soluzione, non certo il Leader si un solo Paese, per quanto bravo sia!

    Troppo comodo dire come anime linde: “Fatti processare”, ben sapendo che i Diavoli sono i Magistrati che vogliono “Sfasciare” Berlusconi, come ebbe a dire il PM di MIlano e quando gli stessi Giudici della Corte di Appello, assolsero chi aveva insultato Berlusconi adducendo la scusante, palesemente ideologica e politica, che si può insultare il Premier perchè fa pare della dialettica politica e ancora di più in Tribunale dove c’è il vero confronto.

    Ridicolo! E ancora più ridicolo è pretendere candidamente che il Premier si faccia processare, per accuse inventate come quelle senza riscontri di Spatuzza, da Giudici che sono ridicolmente e palesemente allineati in un fronte politico opposto e che metterebbero un giudizio politico, non certo di giustizia vera.

    Ma veramente pensate che la gente sia così idiota da bersi tutte le vostre cazzate?

    Come mai Berlusconi ha la maggioranza dei voiti degli italiani? Saranno mica tutti stupidi e solo voi, una minoranza, quelli furbi, eh?
    Se Berlusconi ha una maggioranza mai avuta nella Storia del Parlamento, e per il futuro vedo un aumento del consenso, ma non è meglio provare una tattica diversa?

    Direi che ci sarebbe da smettere di urlare cazate e riflettere su qualche programma serio, che scalzi Berlusconi per contenuti migliori, e non perchè di urlano cazzate da tutte le parti, che se non lo avete ancora capito, convincono e riconvincono solo voi che le dite, ma non le persone moderate, quelle dove si gioca per la vittoria alle Elezioni.

    Questo non lo avete ancora capito, e ne pagherete ancora una volta le conseguenze in Primavera, alle Regionali. Scommettiamo? :D

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