Rutelli e l'illusione della prima forza politica


Francesco Rutelli dopo la sconfitta alle comunali a Roma sembrava politicamente finito. In queste settimane, da quando ha lasciato il Pd, è persino più protagonista e più coperto mediaticamente degli ex colleghi di partito. Il problema è che già dopo poco tempo ha incominciato a sopravvalutarsi in maniera esagerata; l'ultima sua uscita prevede che la sua creatura, alleata con l'Udc, possa diventare il primo partito italiano

Far nascere un nuovo polo che, nel giro di alcuni anni, incontrandosi con l'Udc di Casini, che in questi anni ha avuto coraggio, resistendo a molte correnti avverse, e unendosi con le forze che condividono con noi valori e progetti, diventi la prima forza politica italiana. Saremo umili, perché ambiziosi

E meno male che è umile. Ma vuol veramente diventare primo partito con quella platea di attempati che si porta dietro? Con riciclati come Pisicchio (ex Idv) e Tabacci (Udc)? Proprio quest'ultimo infiamma la folla ultrasessantenne presente agli incontri dell'Api facendo intravedere una forza politica enorme del nuovo progetto

Alleanza per l'Italia e' nata per portare a compimento lo sgretolamento di questo sistema bipolare, rompendo lo schema del leaderismo che e' proprio di partiti grandi e piccoli

Mentre Casini infiamma i cuori antiberlusconiani con il possibile blocco contro il Cavaliere (ma l'Idv subito lo stoppa), Rutelli si lancia in iperboli quando non ha nemmeno un gruppo parlamentare e alle prossime regionali difficilmente si presenterà con proprie liste in più di 2-3 regioni.

Va bene l'entusiasmo di questa nuova vita (l'ennesima) politica ma meglio volare bassi con le speranze se non si vuol diventare ridicoli

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