Domenica pomeriggio l’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo, a opera di Massimo Tartaglia, uno squilibrato che odiava il Presidente del Consiglio, non è il sintomo di un ritorno agli anni ‘70, ma solo di una persona che ha bisogno di uno psichiatra. Come sempre accade con qualunque cosa riguardi l’attuale capo del Governo però, l’aggressione, ha fratturato l’Italia a metà.
Più che due metà, però, parlerei di tre pezzi: i solidali “senza se e senza ma”, per cui, oltre a chi del PdL fa parte, tutti quelli che per etichetta istituzionale hanno mandato messaggi positivi, auguri, mielosaggini un po’ ipocrite assortite. Poi, secondo pezzo, i solidali “con distinguo”, per cui Antonio di Pietro e Rosy Bindi. Infine, il terzo pezzo, oscurato: “i contenti”.
Ma i contenti, non potevano esprimersi nell’arco istituzionale. Neanche sui giornali. Perché non va bene, non si fa: perché in certe occasioni si “deve” - per etichetta - esprimere questa solidarietà forzosa, quella stessa solidarietà che permetterà, nel prossimo futuro, a Silvio Berlusconi di tornare più forte di prima. Non che a non esprimerla, o farlo con dei distinguo, cambi qualcosa. Ma andiamo con ordine…
I “contenti”, quelli che hanno pensato “Si, godo, si è preso una statua del Duomo in testa ed è anche poco”, non possono sfogare in pubblico, gridandola, quella gioia, ma possono manifestarla principalmente sul web: su facebook, per esempio. Quando scrivo tutto questo, la pagina che accoglie i fan di Massimo Tartaglia, è quasi a centomila iscritti

perché solo lì? Perché ci sono zone del discorso - se qualcuno di voi ha confidenza con Foucault, si capisce tutto meglio - che sono “tabuizzate”, che sono tabù, zone dove anche se parliamo di libertà di parola, di diritti, non tutto è libero. Lì, non si può andare, lì, non si può parlare.
Questa è una di quelle occasioni in cui si manifesta la tabuizzazione di un discorso - la gioia per il ferimento di un avversario - per la quale in tedesco esiste addirittura una parola: schadenfreude, gioia delle disgrazie altrui. Da questo noioso discorso sociologico-filosofico deviamo subito però, perché da questa, che spesso è una autocensura, ci sono delle conseguenze pratiche. Ovvero: la censura sul web.
Il Potere reagisce all’infrazione della tabuizzazione, censurando, minacciando il controllo, di stringere i lacci. Le dichiarazioni interessanti di ieri, erano quelle non dei primissimi riporti di Berlusconi - Bonaiuti al Tg2, per capirci - ma quelle della Gelmini, di Ronchi, della Carfagna, che premevano per un giro di vite contro la libertà di parola sul web.
Questo per esempio, è Ronchi:
“E’ scandaloso e moralmente inaccettabile ciò che stiamo leggendo in queste ore su internet e nei social network. Per questo chiederò al ministro dell’Interno di procedere all’oscuramento dei siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente Silvio Berlusconi”
Senza addentrarci in un’altra disquisizione, ovvero se la morale di cui parla Ronchi debba essere considerata universale, valida per tutti, passiamo a quanto dichiarato da Roberto Maroni, ministro degli Interni, fiancheggiato da una, Gabriella Carlucci, che aveva dimostrato l’ampiezza di vedute a tema internet e libertà, in questo dibattito con Gilioli:
Roberto Maroni, sta valutando di «oscurare i siti Internet che incitano alla violenza». Il responsabile del Viminale, che parla di «apologia di reato» e «istigazione alla violenza» attraverso la Rete, potrebbe già portare nel Consiglio dei ministri di giovedì «delle misure che ci consentano di intervenire per porre fine a questo scempio». Anche il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, chiede al Viminale di bloccare le pagine «in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio». E Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl, rilancia: «Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete»
Chiaramente, ci sono voci, e sono voci che sanno di cosa parlano quando parlano di web e di libertà digitali, che non sono molto d’accordo. Per esempio, Vittorio Zambardino:
Ogni tanto qualcuno o molti di loro entra in un gruppo a cuor leggero: che si tratti di “uccidiamo Berlusconi” o di “buttiamo a mare l’immigrato” la grande maggioranza lo fa come se esprimesse una fantasia momentanea, una di quelle follie che tutti pensiamo in momenti di ira, e che la coscienza personale e civile filtra e manda nel cestino delle cose sporche dell’anima (Sì è vero, poi c’è qualcuno che non le filtra, e lancia una statuetta del duomo, ma cosa c’entra la rete? Gli attentatori del passato avevano internet?).
Fa parte del nuovo col quale viviamo, questa leggerezza dello strafalcione: una libertà che i politici prendono per sé quando si tratta di manipolare nei media “tradizionali”. In altri paesi gli utenti internet sono più moderati, è vero. Ma in altri paesi non ci sono politici che fanno la guerra civile verbale all’ora del tg e ministri che insultano intellettuali e dipendenti dello stato a ogni passo. La rete “segue” e “mima”, non crea.
Gli esponenti di governo che parlano di monitorare la rete – ne siamo certi – sarebbero pronti a dire che chi si comporta bene “non ha niente da temere”. Ma intanto invocano filtri e controlli (e repressioni) che, per lo stesso fatto di essere evocati, invitano chi dovrà compiere quelle indagini a una difficile corsa ad ostacoli contro la privacy e la libertà d’espressione, correndo il pericolo di deragliare ad ogni passo dalla legalità
E direi che qui si può sottoscrivere sillaba per sillaba, almeno per quanto mi riguarda. Mentre a proposito di stretta censoria, oggi anche Gian Antonio Stella ne scrive sul Corriere, in un articolo sul quale non sono molto d’accordo, e si prospettano - e anzi: si invitano - giri di vite contro il web, terra “troppo” libera
Uno Stato serio non può tollerare che esista una zona franca dove divampa una guerra che quotidianamente si fa più aspra, volgare, violenta. Come ha spiegato Antonio Roversi nel libro «L’odio in Rete», il lato oscuro del web «è popolato da individui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idiomi utilizzati, parlano tutti, salvo qualche rara ma importante eccezione, il linguaggio della violenza, della sopraffazione, dell’annientamento ». Tomas Maldonado l’aveva già intuito anni fa: «In queste comunità elettroniche cessa il confronto, il dialogo, il dissenso e cresce il rischio del fanatismo. Web significa Rete ma anche ragnatela. Una ragnatela apparentemente senza ragno, dove la comunicazione, a differenza della tivù, sembra potersi esercitare senza controllo». Ma più libertà di odio è più democrazia? È una tesi dura da sostenere
“Non può tollerare”: quindi deve agire. In che modo? Chiudendo, oscurando, censurando? Diventando la Cina, l’Iran? Se il web è una terra troppo libera, perché abbatte quei tabù di cui vi dicevo prima, dove quelle cose che “non si possono dire”, lì, le si possono dire, credete che ve le lasceranno ancora dire? Vedremo: ma non credo saranno dei prossimi mesi piacevoli, per quanto riguarda le libertà digitali.
nchomsky
15 dic 2009 - 10:26 - #1IO CONFESSO (di Travaglio)
Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo.
E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.
Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei “co–oni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il ca–o” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone.
Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di me–da” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”?
Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione. Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi.
Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.
(Il Fatto Quotidiano del 15 Dic. 2009)
steve-robinson-hakkabee
15 dic 2009 - 10:32 - #2e tutto ciò sposterà sempre più il web verso le darknet.
Cmq é ovviamente colpa di internet quello che é successo, non di un pres.delCons. che non rispetta nemmeno le più basilari norme di sicurezza per un capo di governo.
A Silvio ti era già arrivato in testa un treppiede e svegliati!!!
nchomsky
15 dic 2009 - 10:34 - #3Ieri a porta a porta mancava solo Di Pietro seduto su una sedia elettrica attivata a turno da Belpietro la Russa Bonaiuti con il beneplacido di Vespa che ripeteva Però però però e la Bindi alla gogna frustata dallo stesso Vespa…
chico-mendez
15 dic 2009 - 10:35 - #4…..stamane su sky tg 24 intervista al responsabile o meglio ex responsabile della sicurezza dei premier israeliani, non ha detto co9lioni a quelli della scorta ma poco ci e’ mancato :)
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:36 - #5“l fascicolo aperto dalla Procura di Roma si riferisce in particolare a due gruppi di discussione aperti su Facebook, il primo è intitolato «Dieci, cento, mille Massimo Tartaglia», l’altro inneggia genericamente all’uomo che ieri ha ferito il premier che reca la scritta «Berlusconi a morte». Il fascicolo affidato al procuratore aggiunto Nello Rossi e al sostituto Andrea De Gasperis prende in esame il reato di istigazione a delinquere. Gli inquirenti hanno affidato alla polizia postale il compito di accertare la fonte da cui sono partiti questi due forum. Per i magistrati si tratta di una evidente esortazione a delinquere. Eventuali, ulteriori, iniziative nei confronti del social forum potrebbero essere adottate dalla magistratura romana tramite rogatorie internazionali. La Procura di Roma nell’ottobre scorso aveva aperto un fascicolo sempre su un gruppo aperto su Facebook chiamato «Uccidiamo Berlusconi». Il reato ipotizzato era minacce gravi.”
bene, e’ ora che si cominci a capire che scrivere su internet comporta delle responsabilita’ penali.
visto che le parole possono uccidere, d’ ora in poi le si devono misurare, certi violenti se continuano vedranno la polizia postale a casa loro e scopriranno cosa significa rispondere delle proprie azioni.
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:38 - #6minacciare, insultare, istigare alla violenza sono REATI PENALI.
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 10:40 - #7Uccidono di più le sprangate che le parole.
Toccherà sprangare gli sprangatori, per essere democratici e non violenti.
william-wallace
15 dic 2009 - 10:40 - #8Questo “Tartaglia è solo un pazzo, non non è il sintomo di un ritorno agli anni ‘70, ma solo di una persona che ha bisogno di uno psichiatra” ricorda molto il “sono solo compagni che sbagliano…” di qualche decennio fa…
Vogliamo ricordare anche Calabresi? Ancora non abbiamo capito che a parlare di odio si genera odio vero?
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:42 - #9scambiare la liberta’ di espressione con la liberta’ di commettere reati e’ uno stratagemma, esistono strumenti giuridici ben precisi per far valere la legge anche sul web. un notaio puo’ certificare legalmente una pagina internet e anche se viene poi cancellata vale come prova.
certi violenti e vigliacchi che per molto tempo se ne stavano a casa a scrivere parole velenose presto dovranno rispondere dei loro reati.
e’ civilta’ democratica, tartaglia e’ figlio di queste correnti di veleno senza argini…
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 10:43 - #10Ricordiamo anche Pinelli ed i morti di P.za Fontana, dell’Italicus e di P.za della Loggia, prima di parlare di odio.
D’altra parte tu, con quel simbolo di un partito xenofobo che spranga persone e minaccia fucili, è meglio che non parli.
garcetto
15 dic 2009 - 10:43 - #11@6
quindi dare dei c.oglioni agli italiani, dei c.essi ad astrofisiche di fama mondiale, allearsi con la destra xenofoba di storace cosa sono, dolcetti e scherzetti fuori tempo massimo?!
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 10:45 - #12Concordo con beautiful, basta infervorarsi sul web con parole d’odio.
L’odio bisogna respingerlo senza se e senza ma.
D’ora in poi ogni dispensatore d’odio sarà sprangato.
XD
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:46 - #13ognuno risponde dei suoi atti, le parole sono armi, la legge prevede svariati reati in merito, nessuno escluso.
l’ opposizione in questo ha responsabilita’ esponenzialmente superiori, basta risentire le parole di di pietro di questi ultimi tempi…
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:47 - #14in particolare verra’ spero dato un taglio ai gruppi violenti che imperversano sulla rete, penso che gia’ stia avvenendo.
garcetto
15 dic 2009 - 10:49 - #15questo mi ricorda un gasparri d’annata dare della “cloaca massima” al csm…per non parlare delle varie striscianti accuse del tuo premier verso certa indefinita magistratura rossa.
allora, come si dice dalle mie parti, se sai i nomi parli, senno stai zitto o ti becchi quella che anche tu ricordi essere una violenza verbale punibile penalmente.
troppo comodo farsi beccare a 180 all’ ora e dare dei comunisti ai vigili urbi et orbi neh….
william-wallace
15 dic 2009 - 10:49 - #16xander
E quale leghista avrebbe mai tirato sprangate o preso in mano il fucile per una guerra civile? E sì, ricordiamo anche quei morti, che sicuramente però non lo sono stati a causa di campagne diffamatori.
garcetto
offendere (per quanto deprecabile) non è diffamare. Parlare di dittatura o di mafia al governo, creare pagine dove si inneggia all’omicidio di Berlusconi sicuramente influisce di più su certe menti che non dare del cesso ad un’astrofisica di fama mondiale.
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 10:50 - #17Perfetto, quindi non toccherà più leggere insulti razziali sui siti del PDL, della Lega e dei fascisti?
Quindi la Lega sarà dichiarata fomentatrice d’odio e sciolta dal ministro ad esso appartenente?
Perché se così non fosse sarebbe una chiamata alle armi per coloro che l’odio vogliono, nell’interesse di tutti, estirparlo.
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:50 - #18puntini deve capire che parlare di sprangate per anni porta un giorno qualcuno a confondere il virtuale col reale.
sprangare qualcuno e magari ucciderlo porta ad indagini, poi ti prendono e la vita e’ rovinata per sempre, prova a trovare lavoro con precedenti penali, o ad aprire una ditta, o a chiedere un mutuo…
siamo in uno stato democratico che ha un codice penale per fortuna.
_marco_
15 dic 2009 - 10:54 - #19@williamwallace, infatti si chiama istigazione a delinquere. Esattamente come il gruppo goliardico “uccidiamo berlusconi”
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 10:54 - #20beautiful: ah, sarà per questo che nel servizio d’ordine del PDL a Milano c’erano noti fascisti violenti, perché, non avendo trovato lavoro altrove, li hanno assunti i loro simili.
Comunque che ti scandalizzi a fare?
Come vedi quello contro l’odio è una campagna trasversale e condivisibile, ed io sono con te nell’estirparlo da una società civile come è quella italiana.
WW: quale leghista non lo ha fatto, senza condizionale..
_marco_
15 dic 2009 - 10:56 - #21berlusconi mi ha dato del gogli@ne, ma io l’ho perodnato. Pace e amore gente
enrico-xc
15 dic 2009 - 10:57 - #22bravo, quindi comincia anche tu a cambiare i toni quando scrivi e dillo anche ad altri tuoi “colleghi”.
io non ho mai insultato nessuno…
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 11:00 - #23Aspetta, attendo prima il giro di vite ai siti dei partiti al governo, che giustamente arriverà per dare il buon esempio.
Allora, con un profilo istituzionale ed una pacatezza nei toni così palese, si potrà svelenire il clima.
Nel frattempo Il Giornale, Libero, La Padania continuano la loro campagna d’odio.
Li sprangherà il governo?
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 11:04 - #24Tornando IT: un giro di vite al Web così com’è non ha alcun senso, lo capirebbe anche un bambino.
Gli strumenti ci sono, e sono intrinsechi al Web stesso, li usino piuttosto che blaterar scemenze.
enrico-xc
15 dic 2009 - 11:06 - #2520 a milano di violenti si sono visti alcuni soggetti probabilmente gente dei centri sociali che urlavano, sbraitavano, sguardi d’ odio, mi chiedo queste persone che frustraziioni abbiano per arrivare a simili comportamenti.
al mondo ci sono sempre stati i poveri, non e’ silvio berlusconi che li crea, bisogna rimboccarsi le maniche, studiare, riqualificarsi professionalmente, sfogando i propri insuccessi su un capro espiatorio non si ottiene nulla.
c’ e’ stata una crisi mondiale, in tutto il pianeta c’ e’ gente a spasso, se c’ era prodi cosa credete che avrebbe fatto?
la violenza alla fine e’ fine a se’ stessa, convogliate le energie in cose positive e non aspettate che cada la manna dal cielo…
fc77
15 dic 2009 - 11:07 - #26chi di voi ieri ha seguito genchi e il fratello di borsellino?
sono stati grandi nel massacrare con fatti e parole i vari pecorella ,stracqua…..come diavolo si chiama e un giornalista, mi pare di un giornaletto locale,che ha ripetuto parola x parola l’editoriale di scondizolin ,spacciandolo x un suo pensiero,la scena più bella? quando genchi ha dichiarato che la scena post lancio,dove sb si mostrava ai suoi fan è stata una sceneggiata,mettendo a rischio anche l’incolumità dei cittadini,stracq…(sempre come divolo si chiama )è andato via urlando”se parla ancora genchi vado via”.il fratello di borsellino ha detto che il pdl esagera, non è tartaglia ad essere l’unico psicolabile di tutta questa storia , nella lista ci sono anche ministri e politici che danno la colpa ai magistrati.sempre l’onorevole dal nome inpronuciabile è quello del siBday,quello a cui piacciono le leggi ad personam,quello che bulgaro doveva essere esteso ad altre xsone e non solo a biagi e luttazzi,quello che ha dichiarato che la contro manifestazione del 5 dicembre non è stata fatta xchè la questura aveva dato parere negativo,mentre la verità è che le adesioni erano pochissime e x ultimo che consentino è intoccabile.
a1
15 dic 2009 - 11:08 - #27@ Lea post #20:
Ma dai finiscila di dire stupidaggini, in un filmato ci sono dei piacchiatori del PDL che randellavano i contestatori con le aste delle bandiere, ma questo è stato omesso come sempre.
giaserg
15 dic 2009 - 11:09 - #28I distinguo o i contenti sono dei mentecatti, non è un problema di educazione, ma di istigazione pura, ovviamente non verso le persone normali, ma verso gli squilibrati della situazione!
Guardatela in modo diverso, si Berlusconi è un provocatore, indubbiamente, ma anche di Pietro lo è, se qualcuno lo ferisse gravemente, si potrebbe dire che è meritata?
Assolutamente no!
La violenza si condanna senza se e senza ma, soprattutto in un paese che ha avuto brigate rosse e basterebbe una piccola vendetta da qualche di qualcje mentecatto per degenerare di nuovo
Censurare la rete non è giusto, ne possibile, ma denunciare tutti quelli in festa, si
keolo
15 dic 2009 - 11:11 - #29Io vado a lavoro ogni giorno e parlo con gente di destra e di sinistra. E ci capiamo alla grande. Non parliamo di processi, di mafia, parliamo dei problemi di tutti i giorni, e i nostri sogni sono identici. Cambia il modo di affrontare i problemi, ma l’odio che leggo non rispecchia la realtà. L’italia è un paese che ha pochi conflitti sociali, chi ha vissuto nel regno unito e in spagna sa benissimo che sono paesi più solidi politicamente ma con un’instabilità sociale molto maggiore.
L’odio è fomentato dall’alto, dai partiti politici, i cittadini tra loro sono molto più solidali di quanto non si pensi. Non è un discorso al marzapane, intendiamoci fanatismo e odio ci sono anche nella società. Ma molto meno di quello che credete.
enrico-xc
15 dic 2009 - 11:11 - #30censurare la rete…
agire penalmente contro chi minaccia, fa apologia di reato ecc. non e’ censura, e’ APPLICAZIONE DELLA LEGGE.
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 11:12 - #31Centri sociali.. è un mantra.
Che c’entra la crisi, i poveri, la riqualificazione professionale, Prodi, col clima d’odio?
Cosa c’entra tutto questo col sottobosco ormai sempre più alla vista di tutti della xenofobia insita nella destra di questa paese, classismo, col revisionismo storico e il totale spregio delle leggi?
Nulla.
Serve solo a non rispondere alla domanda: “dove nasce l’odio?”
Dalla sopraffazione.
enrico-xc
15 dic 2009 - 11:13 - #32ed e’ possibilissimo invece, la polizia postale puo’ agire perseguendo penalmente chi scrive in maniera illegale.
gia’ avviene, anche su denuncia ad esempio.
richard-benson
15 dic 2009 - 11:14 - #33http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&q=LA+RUSSA+CROCIFISSO&btnG=Cerca+con+Google&meta=&aq=f&oq=
Ignazio La Russa: Ministro, e ripeto, ministro della difesa…:
“Possono morire, possono morire, loro e quei falsi organismi internazionali. Il crocifisso non lo toglieremo mai!”
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-29/brunetta-sinistra/brunetta-sinistra.html
Renato Brunetta: Ministro, e ripeto, ministro della pubblica amministrazione
questo non è incitare all’odio, però, vero?
vk
15 dic 2009 - 11:15 - #34@ 25
“al mondo ci sono sempre stati i poveri, non e’ silvio berlusconi che li crea, bisogna rimboccarsi le maniche, studiare, riqualificarsi professionalmente, sfogando i propri insuccessi su un capro espiatorio non si ottiene nulla.” che è esattamente quello che il tuo caro silvio dice…o forse il messaggio che passa è fai il furbo fottitene delle regole e incul@ + che puoi il rpossimo….
fc77
15 dic 2009 - 11:15 - #35infatti, a proposito di darsi una calmata,il giornale di famiglia, questa mattina in prima pagina ha pubblicato una vignetta enorme dove un giudice ,con falce e martello alle spalle, molla la miniatura al nano,un bel modo x abassare i toni.
keolo
15 dic 2009 - 11:15 - #36Ora non agitiamoci. non è possibile censurare la rete. TECNICAMENTE.
E’ un soffio di vento… avete presente i 150km all’ora? puff..i tecnici del ministero hanno detto che non si può. proposta affossata. Sono piccole soddisfazioni.
richard-benson
15 dic 2009 - 11:15 - #37ehm, volevo postare il video di Ignazio:
http://www.youtube.com/watch?v=kXPFM8t_wwU
enrico-xc
15 dic 2009 - 11:16 - #38ma quale sopraffazione? ma non siamo ridicoli, l’ italia e’ un paese ricco, libero, civile, alcuni non se la passano bene come in tutto il mondo, embe’? lo stato mica deve garantire la porsche a tutti, il lavoro e’ soggetto alle leggi del mercato, esistono molte forme di tutela ma se non vali niente fai lo sguattero, e’ logica, non sopraffazione.
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 11:17 - #39Immagino quanti siti delle destre siano in questo momento sotto accusa..
Vediamo..
Mi par di leggere: Blog di DiPietro, Blog di Grillo, Il Fatto Quotidiano ed Indymedia.
La trota ha ancora simpatici loghi ed applicazioni che incitano alla violenza razziale?
Ditelo a Maroni, quello che mordeva le caviglie degli agenti.
giaserg
15 dic 2009 - 11:18 - #4032 cosa è possibile chiudere un gruppo facebook che poi ne nascono altri 20 uguali?
Poi sarebbe censura quindi è sbagliato, mentre sarebbe semplicissimo denunciare i responsabili ed i messaggi illegali, dall’IP è semplicissimo risalire all’utente oltre che di solito su facebbok ci si registra con nome e cognome vero
29 verissimo l’odio è sulla rete dove si è protetti da un nickname o dal parlare con degli sconosciuti ed ad altri livelli, nella vita vera i fanatici sono in pochi e di solito votano idv
enrico-xc
15 dic 2009 - 11:18 - #41calmare i toni riguarda tutti, non state li’ a far esempi solo da una parte, se mi ci metto solo con quelli di idv riempio il blog.
richard-benson
15 dic 2009 - 11:19 - #42Silvio Berlusconi: “Se trovo chi ha fatto le serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo”.
quindi se dovessi trovarmi davanti Saviano e strozzarlo…posso incolpare Silvio perchè mi ha incitato a farlo!!!
enrico-xc
15 dic 2009 - 11:20 - #43sugli insulti a sb hanno fatto un libro…
puntini-puntini-xanderoby
15 dic 2009 - 11:21 - #44Infatti è logica, concordo.
Ed è perfettamente logico che lo sguattero, sopraffatto da chi continua a trattarlo come l’ultima delle m..de, ad un certo punto gli faccia mangiare la boria e gli mostri che questo paese è un po’ meno ricco, civile e libero di quello che taluni s’immaginano, ma che soprattutto se non ci fosse lo sguattero quella boria non l’avrebbero neanche, dovendo ricoprire loro il suo ruolo.
È il mercato, bellezza.
_marco_
15 dic 2009 - 11:25 - #45Brunetta: “Vada a morire ammazzata la sinistra che prepara colpo di Stato”
.
La Russa: “Possono morire, possono morire, loro e quei falsi organismi internazionali. Il crocifisso non lo toglieremo mai!”
.
Chiedo le dimissioni immediate di queste due persone. Incitano alla violenza, all’odio e a delinquere
munky
15 dic 2009 - 11:35 - #46Non mi fa postare il commento-_-
munky
15 dic 2009 - 11:39 - #47Enrico è fantastico: è pronto a seguire i capi che dicono di chiudere le pagine su Facebook, ma scommetto che si guarda bene dal dire che i blog ed i forum degli amici suoi di Forza Nuova e della Lega debbano essere chiusi, quando sono anni che promuovono l’odio razziale, incitano al fascismo ed al nazismo, e parlano di “azioni punitive verso i terr*ni che rovinano l’Italia”. Scommetto che non sarebbe d’accordo a chiudere il sito di Forza Nuova, che nel suo forum contiene cose spettacolari.
Ma ora è tutto apposto, c’è Massimo Tattaglia il “comunista” che dopo aver letto il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” su Facebook ha sicuramente preparato minuziosamente il suo piano, comprando una statuina del duomo settimane fa, partecipando al comizio e poi cercando di prendere la mira in modo precisissimo per fare quanto più danno possibile. Si sa, le miniature uccidono.
Certo, ovviamente ora il nuovo capro espiatorio è Facebook con i suoi gruppi a volte goliardici a volte infantili, a volte squisitamente spazzatura, non certo i forum ed i blog seri che parlano di organizzarsi per fare spedizioni punitive.
E queste cose le so per esperienza diretta visto che posso vantarmi di averne fatto chiudere due, dopo valanghe di minacce e di ritorsioni di ogni genere; e non è stato per nulla facile, credetemi.
munky
15 dic 2009 - 11:39 - #48Non ci credo, terr*ni era nel filtro! Allucinante!
richard-benson
15 dic 2009 - 11:40 - #49dici questo Enrico? http://it.wikipedia.org/wiki/Berlusconi_ti_odio
è vero, ma qui nessuno sta dicendo che quelli di sinistra non hanno mai offeso o insultato nessuno…
stiamo solo dicendo che loro non possono fare le vittime e dire che sono solo quelli dell’opposizione ad offendere e insultare sempre e ovunque!
ti ricordo che il tuo caro Silvio nel 2006 chiedeva di uccidere di Prodi, reintroducendo il regicidio, e leggi come parlavano allora i servi:
ANSA ROMA - ‘Il Consiglio dei ministri ritiene molto gravi le affermazioni di Silvio Berlusconi, che ha parlato di regicidio nei confronti del premier e chiede al leader dell’opposizione di smentire. E’ un linguaggio inaccettabile”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri.
“C’é un invito generalizzato da parte di tutti, e nostro, in un clima politico così teso, ad abbassare i toni e ad immettere serenità nel dibattito politico”, ha detto Letta al termine del Consiglio dei ministri, parlando del termine “regicidio” utilizzato da Berlusconi. “Il Consiglio dei ministri - aggiunge Letta - ritiene molto grave l’utilizzo di un termine dal significato inequivoco e chiede a Berlusconi di smentire. Il Paese ha bisogno ha bisogno di discussioni sui contenuti e di toni da abbassare”.
BONAIUTI, GRAVE CHE PRODI SI ALLARMI, SI SENTE DAVVERO UN RE
“Se Prodi si allarma davvero per la risposta sorridente e scherzosa ad una signora sul ‘regicidio’, significa che si sente realmente un re. E questo, caro Enrico Letta, mi sembra davvero curioso e grave”. Lo afferma Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi in replica alla dura presa di posizione del governo sulle parole di ieri del Cavaliere. “Mi risparmio di ricordare - aggiunge Bonaiuti in una nota - tutte le volte in cui alcuni protagonisti di questo governo e di questa maggioranza hanno utilizzato nei confronti del mio Presidente, ahimé non per scherzo, un linguaggio davvero volgare ed inaccettabile”.
CASINI,’REGICIDIO’? MAGGIORANZA S’INDIGNI PER COSE PIU’SERIE
“Consiglio agli amici della maggioranza di conservare l’indignazione per cose più serie”. Pier Ferdinando Casini commenta così la richiesta di smentita del Consiglio dei ministri a Silvio Berlusconi per aver parlato di ‘regicidio’ nei confronti di Romano Prodi. “Ci sono cose gravi e cose ridicole - aggiunge il leader dell’Udc - Una cosa grave è l’occupazione della Camera da parte della Lega, che mi indigna come deputato e come ex presidente della Camera. Poi ci sono le cose ridicole come la battuta di Berlusconi che può scappare a tutti”.
BONDI, FANNULLONI CHE SI OCCUPANO DI BATTUTE
“Evidentemente abbiamo al governo dei fannulloni che, non riuscendo a mettersi d’accordo su nulla, non sanno come passare il tempo e passano così il tempo ad occuparsi in Consiglio dei Ministri delle frasi scherzose attribuite a Berlusconi”: così Sandro Bondi coordinatore di Fi a proposito della polemica nata sull’espressione ‘regicidio’. “Mussi, in particolare, attribuisce a chi ha sempre dimostrato un limpido pensiero liberale e democratico come Berlusconi - aggiunge Bondi - ipotesi di sommosse che appartengono soltanto alla propria cultura, mai messa in discussione e tuttora rivendicata con orgoglio. Nel frattempo contribuiscono a mandare a rotoli l’Italia”.
fc77
15 dic 2009 - 11:41 - #50munky,anche vi.a.gra.