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Ore 12 - Compagni, fuori dal parlamento!

Pubblicato: 21 apr 2008 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroNon si entra nel cuore delle ragioni politiche e culturali che hanno messo il Prc e la sinistra ko. Quando si perde, e quella del 14 aprile per Rifondazione comunista (e non solo) è una sconfitta epocale, sono dolori per tutti. Dal segretario del partito all’ultimo militante.

Un travaglio per la sinistra che non è più quella di ieri ma che non sa cosa è oggi. E, forse, anche una perdita per la democrazia italiana.. Fra cento giorni il congresso “straordinario” dirà se in Italia ci sarà ancora un partito comunista. Se ci sarà una sinistra.

Per il Prc sotto choc (già partito di elite e di salotti, non più di ideali, militanti e di radicamento territoriale) è l’inizio di un cammino nel deserto: senza guida, senza meta, privi di credibilità e consenso. E senza bandiere. Il primo atto della resa dei conti, a botta calda, si è già consumato in questo week end.

Il comitato politico nazionale, (Bertinotti e Giordano non volevano effettuarlo), sotto la spinta del ministro uscente Paolo Ferrero (su cui già pesa il marchio dell’eterogeinetà e dell’impresentabilità) ha disarcionato il segretario Franco Giordano spazzando via il leader storico Fausto Bertinotti, addirittura assente dal meeting romano.

La realtà “rossa” presenta l’elettorato in fuga, gruppi dirigenti smarriti, frange sempre più frastagliate e impotenti ad aggregare e a indicare una linea politica. Il partito fuori dal parlamento, il ritorno del “populista e demagogo” Berlusconi a Palazzo Chigi, il trionfo della Lega “rozza, xenofaba e razzista”, l’astio contro il “perfido” Veltroni sono un puzzle difficile da ingoiare in un sol boccone.

Quale futuro? Bertinotti vuole sciogliere i partiti di sinistra (anche il Prc) per un nuovo soggetto della sinistra. Diliberto punta sulla costituente dei comunisti. Ferrero spinge per una federazione della sinistra giocando con il mazzo di carte che c’è. Comunque, a parte Rifondazione, con il suo (ex) leader Bertinotti sull’aventino perché politicamente “bruciato”, il quadro presenta il Pdc, Verdi, Sd a rimpallarsi le colpe della disfatta, a ragionare dentro le rispettiva casematte nella spirale autolesionista del “mal comune mezzo gaudio”.

La mini galassia dei movimenti (più la Fiom Cgil) attende non si sa chi e che cosa. Forse di veder passare il “cadavere” ?(Ma di chi, di Veltroni ritenuto nella galassia di sinistra il primo responsabile del ko di comunisti e socialisti?). C’è che si illude ancora di “affilare” le armi? Contro chi? Per quale guerra? Compagni, siete fuori strada: gli italiani vogliono fatti. Non spade. Né teorie al cachemire e paradisi che non vengono mai.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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    21 apr 2008 - 12:41 - #1
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    in italia ormai c sono solo tutti piccoli berlusconi, a che serve la sinistra ?
    i lavoratori pagheranno sulla loro pelle qsta scelta

  • vicin

    21 apr 2008 - 13:21 - #2
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    Tutti a lavorare!:basta dare lo stipendio a questi nullafacenti!!!!!!!!!

  • Profilo di Michelone

    Michelone

    21 apr 2008 - 14:11 - #3
    -1 punto
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    Vicin (commento del 21 aprile) ha ragione. Il problema è che questa gente non ha un mestiere perchè nella loro vita non ha mai lavorato ed è sempre vissuta con i soldi dello Stato.Per cui sta arzigogolando, e, purtroppo,grazie a troppi italiani, ce la farà a restare a galla a nostre spese! E’ possibile che gli sfegatati della sinistra non lo capiscano!!!!

  • Ducaercole

    21 apr 2008 - 14:56 - #4
    -1 punto
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    MA sempre analisi di alto livello su questo blog… mamma mia la sinistra sarà messa male ma anche qui non tira una bella aria

  • Paro

    21 apr 2008 - 20:25 - #5
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    Bene. Speriamo che questa volta capiscano che non siamo più nel ‘17, e che si organizzino VERAMENTE al fine di voler rappresentare gli italiani.