C’è un filo sottile, almeno nell’analisi politica, fra il “veggente” e il “menagramo”.
Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Dice il saggio.
Stavolta è l’autorevole settimanale inglese Economist (confermato dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dalle Nazioni Unite) a lanciare l’allarme.
Nel 2010, causa la crisi economica mondiale (oltre 60 milioni di disoccupati rispetto al 2008!), 78 Stati (su 166 monitorati) sono ad “alto rischio di rivolte popolari”.
Ammonisce Gianni Rossi su Aprile.online “Attenzione al malessere generalizzato, che potrebbe esprimersi fuori da qualsiasi schema e senza che le organizzazioni storiche del consenso (partiti, sindacati ecc.) potranno controllare e convogliare in dissenso democratico”.
Insomma, senza più partecipazione diretta, mediazioni, filtri e paletti, si rischia il caos con violenze e terrorismo, contraccolpi reazionari e addio democrazia!
In questo quadro potenzialmente “fosco”, il Governo italiano resta “ottimista” e si trastulla attorno a leggi censorie contro Internet (Facebook in primis), programmi tv, giornali e giornalisti “sgraditi”, accusati persino di essere incubatori del terrorismo.
Per l’Economist stiamo vivendo la “calma prima della tempesta”. Dentro la tempesta, l’Italia, si sa, è la zattera più a rischio.
aranbenjio
19 dic 2009 - 11:08 - #1certo, se lo dice l’economist…perchè non è vero che ci sono incubatori di violenza?
la zattera più a rischio? motiva le str.te che scrivi please e poi ne parliamo. sparare frasi a effetto è troppo semplice e non professionale
robymix
19 dic 2009 - 11:19 - #2Ma non lo sapevate che l’Economist e il Financial Times e il Times sono tutti ” al soldo” di Repubblica??? uahuahuahuahauhauahuahauhauhauahauhauhauahuahuahuahau
“Stiamo uscendo bene dalla crisi…meglio degli altri paesi!!”
In parte è vero il Pil torna positivo ( ci metteremo 10 anni per recuperare la ricchezza persa, investendo molto—>cosa che non faremo a causa del debito) , l’inflazione ritorna etc…….
molliandre
19 dic 2009 - 11:21 - #3Spero che tra i 78 Stati ci sia l’Italia!!!
terrone57
19 dic 2009 - 11:28 - #4e cosa c’è di diverso da ciò che scrive il f.t. da quello che diceva di pietro qualche settimana fà?
robymix
19 dic 2009 - 11:33 - #5Ma anche senza stare lì a vedere chi a detto quello o quale giornale ha detto….basta andare a farsi in un giro .
le cose sono lampanti
scenari da dopoguerra
sorgente-pura
19 dic 2009 - 11:49 - #6scusa falcioni, ti informo che tutte le zattere sono a rischio, probabilmente l’Italia è quella che naviga in acque meno agitate, non so grazie a quale meccanismo, ma non siamo messi male come scrivi.
Chiaro e lampante che tu non sei un giornalista, altrettanto chiaro che ho commentato questa boiata perchè non ho nulla da fare in questo momento.
#2
c’è poco da fare gli spiritosi e ringraziamo Mario Draghi
puntini-puntini-xanderoby
19 dic 2009 - 11:56 - #7Perché ce li metti Draghi i 1800 miliardi di euro di debito pubblico?
O forse è Draghi che decide la politica industriale del Paese?
Questa sarebbe una notizia, visto che non ce n’è uno..
Ah già, quei 1800 miliardi..
Ah già, quel’indice di disoccupazione tanto diverso dalla media europea quanto inutile..
Ah già, il tentativo di far cassa con qualsiasi cosa, pure affittando l’utero che li ha messi al mondo..
Ah già, l’eventuale declassamento del rating italico..
Ah già, il Paese che sta meglio..
Ah già, l’Amore vince.
.
.
.
.
.
SBAM!
ugo-manetta
19 dic 2009 - 11:58 - #8In un clima di difficoltà diffuso di questo genere, io trovo che la decisione dell’attuale maggioranza di tentare di bloccare le discussioni su internet sia un autogol. E’ vero che su internet ci sono anche provocatori e doppiogiochisti che giocano irresponsabilmente con l’anonimato, ma per una persona che è in buona fede, che è realmente in difficoltà, la possibilità di condividere i propri problemi con altri nella medesima situazione aiuta a lenire la rabbia. Si sà che tenersi del rancore dentro non fà altro che alimentarne il fuoco, come dice anche la saggezza popolare: mal comune, mezzo gaudio.
terrone57
19 dic 2009 - 12:01 - #9#5
non sono d’accordo….nel senso che non è così “lampante” lo stato di crisi profonda che attraversano certe fasce sociali..ci sono famiglie che sopravvivono con l’aiuto di organizzazioni umanitarie..di parenti e qualche volta di amici con i maggiori media che evitano di dare notizie tenendo nascosta questa situazione alla maggioranza dell’opinione pubblica..
a1
19 dic 2009 - 12:19 - #10Le riforme non si fanno senza il LODO, il NANO è stato chiaro, non vuole farsi processare, non è cambiato niente, domani continueà ad inveire contro il Presidente della Repubblica contro la Consulta contro il CSM e i Magistrati, non cambia niente è sempre il solito, non ha imparato niente, e i Cicchitto i gasparri i capezzone i sallusti che continuano a buttare giù fango e veleno ogni minuto è la prova lampante come quella di DEMONIZZARE DI PIETRO a tutti i costi e usandolo come capro espiatorio per le colpe ed il clima che ha creato il NANO, NON è CAMBIATO NIENTE.
mr-lorenz
19 dic 2009 - 12:27 - #11Voci che girano da almeno 6 mesi. Confortate da cifre e analisi dettagliate.
Leggete l’articolo con attenzione per capire cosa e’ I’ll giornalismo vero
fc77
19 dic 2009 - 12:30 - #12xande presidente!!!!!!!! :D
sorgente-pura
19 dic 2009 - 12:39 - #13#7
cambi i nick, ma rimani l’asino di sempre, chiaro che rimane inutile spiegarti le capacità tecniche ed economiche di Mario Draghi, non per niente aveva una posizione alla Goldman Sachs, che il buon prodi poteva fargli le fotocopie e svuotare i cestini…
stefano1966
19 dic 2009 - 12:44 - #14ragazzuoli,io vivo in provincia e vedo crisi nera.
Ma continuo a vedere gente che se la gode e una miriade di gente che viaggia in M6 (che io chiamo rospo con calcio in culo),quindi c’è sempre più gente che non arriva a fine mese e sempre più gente che probabilmente porta soldini a S.Marino (qui li hanno sempre portati a S. Marino,è facile non è mai esistita manco la frontiera,la svizzera è lontana..),
L’economia,l’ho già ammesso,non è il mio settore,quindi se affermo qualcosa è possibilissimo che dica c.a.g.a.t.e .
Ma ripropongo il post che avevo scritto ieri,per altri motivi,modificato per questa risposta.
Piccolo ragionamento.
Siete concordi sul fatto che l’economia è globalizzata e i cosidetti poteri forti sono a volte talmente forti che hanno fatturati paragonabili a uno stato di medie dimensioni?
E che,se vogliono,possono influenzare pesantemente l’economia di stati che non fanno i loro stessi interessi o la politica di chi non fa i loro interessi?
Se avete risposto no,ok.
Discorso chiuso.
Se avete risposto si,una domanda.
Se una,chiamiamola lobby,è così potente da influenzare economie e politiche di interi stati.. e la tesi di solito viene portata avanti a gran voce da noi global e simili.
Ma anche a destra,in ambienti Sociali.
Allora,la domanda mi viene spontanea.
La crisi c’è,è grande e chi non l’ammette o ha il c.u.l.o parato,o non sta bene mentalmente (nel senso che vive nelle nuvole) o è troppo fan del Cav,quindi pensa che chi ne parla..ne parla per motivi politici,anti Cav.
Ma siamo proprio sicuri che in questa crisi economica non ci sia qualcuno che tende ad ingigantirla per motivi speculatori?
Non interni,esterni.
I motivi interni possono esserci,ma non sono politici…sono semoplicemente industriali/affaristici.
Come ho ricordato un paio di volte,sono figlio di un’imprenditrice,che è stata anche nel mondo cooperativo.
L’ultima volta che ho visto mia madre usare un metodo da imprenditrice in un’affare e non avevo capito manco io che stava bluffando con la controparte e gli ho detto,in privato,ridendo,che sono proprio il figlio di una “buona donna”.
E lei orgogliosamente,ridendo,mi ha detto “certo! se non fai così sei spacciato,ognuno tira acqua al suo mulino”..va beh.
Io vedo industriali che usando la crisi licenziano e trattano i propri dipendenti come prima della crisi non avrebbero mai potuto fare,oppure lo avrebbero potuto fare ma gli sarebbe costato..
Usano la crisi come pattumira.
Piangono miseria,ma il loro tenore di vita è anche cresciuto.
Ma piangendo crisi adesso riescono ad ottenere agevolazioni e finanziamenti che prima difficilmente avrebbero ottenuto e solo loro sanno se sti finanziamenti gli servono veramente o se visto che ci sono è solo un modo come un’altro per specularci sopra.
Se riescono a fare cose simili degli imprenditori medio piccoli..le grandi lobbies internazionali cosa possono riuscire a fare?
Possono,con la scusa della crisi tentare di manipolare le politiche finanziario/economico degli stati..a loro favore in vista della fine della crisi.
In modo da prepararsi il terreno ed essere più libere di fare le loro porcate,magari con leggi meno restrittive?
E più favorevoli ai loro guadagni futuri?
Sti giornali sono autorevoli,ma l’avranno anche loro un padrone/editore che fa affari,no?
Qui da noi,ad esempio,se la Fiat vuole qualcosa dallo stato,giornali tipo “La stampa” e “il Corriere della Sera” le danno “una mano” nell’influenzare l’opinione pubblica.
Altre lobbies sono dietro al “Giornale”,a “Libero” con il Cav, a “Reìpubblica” con chi sappiamo,Caltagirone ha anche lui i suoi giornai,ed altri ancora.
Insomma qua siamo abituati a vedere giornalisti che scrivono a seconda degli affri del proprio lobbista.
Che sotto sotto anche i giornali stranieri usino lo stesso metodo?
Un nuovo tipo di colonizzazione mediatica al servizio della lobby di turno?
stefano1966
19 dic 2009 - 12:51 - #15@ Mr Lorenz
“Voci che girano da almeno 6 mesi. Confortate da cifre e analisi dettagliate”
La domanda che ti faccio l’ho letta in vari libri.
Di Beha,Grillo e altri.
Ma,questi analisti finanziari sono gli stessi che ti invogliavano a investire fino a un’ora prima della crisi dicendoti che eri in una botte di ferro.
E dopo si sono presi i premi produzione?
Sono gli stessi delle società di rating che hanno certificato per anni bilanci falsi.
Anche in italia,con conseguenti crack finanziari,tipo Parmalat?
Grillo diceva che la Parmalat era in fallimento già nel 2001…l’ho sentito io dal vivo…e tutti giù a ridere…
Parlava anche dei fallimenti Fiat e Telecom.
Giusto per sapere.
16db
19 dic 2009 - 12:53 - #16Se ti assumi rischio di impresa è giusto che tu guadagni di più. Meno tasse, ma pagarle tutti. E’ sempre stata questa l’unica soluzione. Stroncare con violenza l’evasione fiscale. Abbassare le tasse un po’ per tutti, imprenditori e dipendenti. Taglio alla spesa nel pubblico, riqualificamento coatto, altrimenti a casa. Nel sud ispezioni a catena e licenziamenti a catena, con ispettori dal nord. E viceversa. E controllori che controllino i controllori, gerarchicamente. SERVE uno stato di polizia tributaria. E, se fosse possibile, adesso che sappiamo chi sono, revoca scudo fiscale e ulteriori tasse. ;) 110 Miliardi sono davvero uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini onesti.
16db
19 dic 2009 - 12:59 - #17Per tutti i Berluscones. I giornali possono raccontarvi quello che vogliono. E voi siete liberi di crederci. Ma i 110 miliardi di euro sono fortemente indicativi, che siamo un paese di mer*a, di gente di mer*a. Poi potete dire nononono. Ma il dato è lì. Leggetelo. Guardatelo. Schiaffatevelo in testa. Un 10% di PIL. E quelli che ne hanno di più non li hanno fatti rientrare, ovviamente.
terrone57
19 dic 2009 - 12:59 - #18stefano66
condivido in pieno la tua ipotesi, che si stia usando come pattumiera.. questa crisi che è “vera”….anche io di economia non capisco nulla!!!!
ma penso che sia dovere della classe politica mediare tra il mondo dell’impresa e il mondo dei lavoratori e “mediare” significa spalmare in modo equo questa crisi, perchè come scrivi tu c’è chi si sta riducendo alla fame e chi si sta arricchendo con questa crisi allargando sempre di più il divario tra “ricchi” e “poveri”…purtroppo all’orizzonte non si vede una classe politica ne di destra ne di sinistra in grado di affrontare questo problema, restiamo inchiodati da quindici anni al problema cavaliere si cavaliere no, lasciando il campo economico “terra di nessuno” dove vige la legge del più forte….
stefano1966
19 dic 2009 - 13:11 - #19@ 57
Io invece condivido il “rating” scarso della classe politica italiana.
Ma,se come ho detto sopra,le lobbies internazionali hanno fatturati che superano stati medi.
Anche una classe politica seria avrebbe difficoltà nello scontro,no?
Allora mettiamo il caso.
“io sono la Phillip morris e tu chi c.a.z.z.o sei?
Prodi?
E chi sei?
Si,ti conosco,ma proprio a me vuoi far pagare sti 10000 miliardi di tasse per le Marlboro che “compatto” in italia (bologna) per tutto il resto d’europa?
Guarda che se rompi poi ti tolgo il lavoro e vado a farle in Slovenia,dove ho altri stabilimenti e non rompono.
Ti risulta che la Philip Morris quei 10000 miliardi li abbia pagati?
E i miliardi delle slot machine spagnole?
a questo mi riferisco.
Io sono più grade di te e tu mi vieni in mezzo ai miei affari?sta buono e non ti faccio male…se insisti delocalizzo e poi sono c.a.z.z.i tuoic on i tuoi lavoratori,glielo spieghi tu che hanno perso il lavoro e io sono dovuto “emigrare” in paesi meno “resistenti e rompic..”.
Non è questa la morale,una parte almeno?
16db
19 dic 2009 - 13:16 - #20Xander lei è un “mengvamo di un menagvamo!”. :) Cit.
puntini-puntini-xanderoby
19 dic 2009 - 13:17 - #21“cambi i nick, ma rimani l’asino di sempre”
Oh Gunny, e tu da fascista stai a far il difensore di Goldman Sachs e del capitale?!
Che è, ti sei accorto che col socialismo fascista nun se magna e ti sei dato al motto:
« Il Fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto: Non importa se il nostro programma concreto, non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza, ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro. »
sposando appieno er capitale dei padroni?!
XD
Da metalmeccanico ad analista in un paio di mesi: sarai mica entrato nel PdL?
mr-lorenz
19 dic 2009 - 13:18 - #22Stefano vai su Wikipedia e cerca Marc Faber. La pagina in Inglese. Guarda I’ll suo CV
16db
19 dic 2009 - 13:25 - #23Xand però non usare superficialmente termini non appropriati: dopo sembri come loro che danno del comunista al loro gatto solo perchè ha il pelo rosso. Neanche col socialismo o col comunismo se magna. Non entrare nel territorio delle ideologie: in entrambe c’è il forte che mangia e il debole che soccombe, in un modo o nell’altro si tratta della natura umana, e non è possibile arginarla più di tanto con un sistema di regole. Il mondo e la storia ti siano da banco di prova, sperimentale.
terrone57
19 dic 2009 - 13:26 - #24@1966
“mediare” è la parolina magica….o almeno provarci, magari provando ad alleggerire le tasse sul lavoro magari combattendo SERIAMENTE l’evasione fiscale, il commento del post #16 non è una stron…..zata, le tasse mettiamole sui consumi e non sul lavoro….ripeto io non capisco nulla di economia ma a naso credo sia più equo tassare i consumi
16db
19 dic 2009 - 13:26 - #25Voglio dire: è possibile solo una condizione di compromesso, per limitare i danni ed il divario… . Il sistema perfetto non esiste.
puntini-puntini-xanderoby
19 dic 2009 - 13:32 - #2616db: Gunny s’è sempre detto fiero fascista, immagino di quelli à la CasaPound.
Dato che i temi “sociali” di questi presunti fasci non si discostano molto da quelli anarchici e dei commies, che sostanzialmente vedono nel capitale il nemico da abbattere, domandavo come mai, da puro fascista, abbia preso una piega più capitalista.
La citazione dell’appeso è, se non altro, illuminante: all’appeso di socialismo e capitalismo (e conseguenze per il popolo) non è mai fregato una bega, a lui interessava solo il suo potere.
La “fierezza fascista virulenta” annacquata da un blando “O Francia o Spagna, purché se magna!”.. -.-’
16db
19 dic 2009 - 13:35 - #27Ah, scusa… non sapevo del pregresso… se siete già amici allora non mi intrometto più. ;)
puntini-puntini-xanderoby
19 dic 2009 - 13:41 - #28Stefano: Noam Chomsky (di cui abbiamo un emulo nel blog) potrebbe tornarti utile nella questione media-economia di mercato.
D’altronde se, come dici, hai lavorato per anni nel settore televisivo, certe pratiche dovrebbero esserti familiari.
Per la crisi concordo su un punto: è nell’interesse di chi detiene la proprietà dell’azienda.
Se la baracca non affonda è il metodo migliore per ristrutturare l’organizzazione senza direttamente invalidare i diritti dei lavoratori, aggirando l’ostacolo con ipocrito pragmatismo (lo stesso che poi fa portare i dindini a S.Marino, in Svizzera ed in altri paradisi).
Per i conglomerati/multinazionali, beh, sono idre da decapitare nell’interesse delle nazioni, che sono da almeno mezzo secolo un concetto talmente vuoto da risultar ridicolo.
Chi comanda (guardare come ennesimo esempio la disfatta odierna di Copenhagen) è chi ha il danaro, non il burattino eletto alla carica di Presidente dell’Umanità.
Noi, popolino gretto, riusciamo ad avere la convergenza di queste figure in un uomo solo, il Presidente dell’Amore, come le banali e retrograde dittature mondiali.
16db
19 dic 2009 - 13:42 - #29Stefanino, neanche io sono un economista. Ma leggevo qualche settimana fa un articolo-reportage su “L’Internazionale”, non mi ricordo tratto da quale giornale, in cui si faceva un’analisi abbastanza acuta, non troppo tecnica, della crisi e della situazione attuale, e si chiudeva con una simpatica previsione: i soldi erogati dagli stati sovrani per combattere la crisi sono andati alle banche, e dalle banche, ovviamente, agli stessi soggetti (individui e società) che li gestivano nel precrisi, con i risultati che tutti abbiamo visto, e che hanno ripreso a guadagnare e speculare, con i soldi della collettività, e che stanno riprendendo ad usare strumenti finanziare e speculativi molto simili a quei “titoli tossici” che dovrebbero averci portato al collasso. La previsione non la riporto: potete dedurla da soli.
16db
19 dic 2009 - 13:59 - #30@Xander: io credo che il modello socio economico vincente (purtroppo e per fortuna) del 21-esimo secolo sia quello cinese: gente mediamente capace al vertice (non inabile come da noi), stato molto forte e inflessibile, economia di tipo capitalista. E i poveracci subiranno come sempre… ma questo, come già detto, è nella natura umana. Forse per il 22 esimo secolo la supereremo. ;)
puntini-puntini-xanderoby
19 dic 2009 - 14:09 - #31Personalmente i modelli economici lasciano il tempo che trovano: parliamo di persone che su quei modelli lucrano, alimentano lavorando, consumando ed investendo, ma sempre di persone parliamo.
Soldi ed oggetti son vuoti simulacri senza nessuno a scambiarli, costruirli e consumarli.
Tra l’altro per discutere liberamente di massimi sistemi si dovrebbe sgombrare il campo da vuote ideologie e dottrine, altrimenti la discussione è fallata in partenza.
Quando qualcuno s’accorgerà che siamo esseri finiti che vivono in un sistema finito forse sarà possibile discutere di qualcosa di più serio che non sia quella panzana che i più idolatrano col nome di Economia.
16db
19 dic 2009 - 14:26 - #32I modelli socio economici purtroppo sono l’unica forma che questo insieme di patetici esserini, che ha il nome di umanità, hanno per auto-regolamentarsi. E’nella natura umana creare una gerarchia: che poi questa sia basata sulla capacità di tagliare la testa al nemico con uno spadone, per prendergli la donna, oppure sullo scambio di soldi e oggetti è ininfluente. Le vuote ideologie sono un maldestro tentativo di sperimentare sistemi gerarchici differenti, per creare un maggior controllo sul divario fra ricchi o poveri, o per dare maggiori stimoli a produrre e creare. Il sistema è finito, occorre una nuova forma di creatività più intelligente, ma non è possibile bloccare l’impulso a creare, dominare, scambiare: il desiderio è motore dell’esistenza e dell’evoluzione umana.
stefano1966
19 dic 2009 - 15:32 - #33@ 22
Grazie per l’informazione.
Ho già dato un’occhiata veloce.
Interessante.
Adesso ne darò una più approfondita.
scappare
19 dic 2009 - 16:33 - #34Mica ci vuole un genio per capire che siamo al collasso! Servizi scadenti, rete ferroviaria inadeguata(90 KM in 2,30h!!), rete stradale ed autostradale degradata, ospedali inadeguati per gli standard moderni, banda larga inesistente, ricerca pari a zero, la nostra economia sembra basata sul cemento, milano è diventata invivibile aeree verdi inesistenti solo grigiume e traffico, quando arrivate in aereo a milano si vede una cupola grigiastra di smog!! I giovani non trovano lavoro nemmeno a pregare, precariato e basta, zero crescita professionale in qualsiasi settore, politiche ambientali nulle, politiche energetiche nulle, politiche per salvare quel poco che resta zero!! Siamo una nazione allo sfascio più completo è sono sempre li quelli che hanno/stanno distruggendo una nazione.
boh1
19 dic 2009 - 17:33 - #35” Io vedo industriali che usando la crisi licenziano e trattano i propri dipendenti come prima della crisi non avrebbero mai potuto fare,oppure lo avrebbero potuto fare ma gli sarebbe costato..
Usano la crisi come pattumira.
Piangono miseria,ma il loro tenore di vita è anche cresciuto.
Ma piangendo crisi adesso riescono ad ottenere agevolazioni e finanziamenti che prima difficilmente avrebbero ottenuto e solo loro sanno se sti finanziamenti gli servono veramente o se visto che ci sono è solo un modo come un’altro per specularci sopra. ”
hai ragione …anzi potrei farti degli esempi di giusto 2 imprese abbastanza importanti del milanese già in collasso per gestioni imprenditoriali scellerate da anni , che giornali come il corriere hanno propinato come “vittime” della crisi …roba da volta stomaco..
16db
19 dic 2009 - 17:52 - #36@35 Eutelia è un’altra di queste.
mr-lorenz
19 dic 2009 - 20:44 - #37Le societa’ di rating sono pagate dalle aziende a cui fanno il rating. Come i revisor di bilancio sono pagati dalle societa’ a cui certificano il bilancio. Gli economisti sono pagati da chi gli afida soldi e compra i loro report.
Se uno va su un sito di finanza ed economia serio, trovera’ che da voce ad opinioni contrapposte.
L’Economist cita le fonti, cita i rapporti, cita il pecorso logico che porta alla conclusione
E magari dopo 7 giorni esce un articolo di chi confuta o smentisce le tesi, secondo un percorso logico
A differenza dell’Italia, dove si dice “stiamo reagendo meglio degli altri” o “la crisi non esiste” o si cita il superindice OCSE che nesuno sa cos’e’ e come si calcola, nemmeno Brunetta o tremonti
Le lettere che regolarmente Frattini manda al Financial Times ricevono risposte con editoriali perplessi che confutano le sue tesi cn numeri, cifre e fatti.
Capito la sottile differenza?
mr-lorenz
19 dic 2009 - 20:47 - #38PS…per tutti….nel mondo che cambia alla velocita’ in cui cambia il mondo nel terzo millennio, bisognerebbe avere la capacita’ di aggirnare visioni, strategie, tattiche e opnioni a seconda di quello che ti succede intorno
Ho citato Marc Faber perche’ per sua stessa ammissione e’ un uomo a cui non piace passare piu’ di 5 giorni nella stessa nazione…quindi quando parla di Medio Oriente, di Far East o di Sudamerica parla di posti che ha visto non piu’ di 2 anni fa.
Non immaginate quanto conti aver visto con i propri occhi cosa accade attorno a noi….i nostri parlamentari spesso non parlano un italiano corrente, e non escono dai palazzi, dai taxi o dagli alberghi a 5 stelle.