Giorgio Napolitano: chiodo fisso. Voto + 9. Il capo dello Stato ammonisce: “che non si paventino complotti anti Governo”, ma ricorda anche che “troppi decreti hanno compromesso il ruolo del Parlamento”. Un colpo alla botte e uno al cerchio.
Antonio Di Pietro: guardingo. Voto + 8. Il leader dell’Idv non è contrario al dialogo ma ammonisce: “Attenti ai tranelli del Pdl. Vogliono solo leggi ad personam per garantire l’impunità di Berlusconi”. L’ex pm spesso esagera, ma spesso c’azzecca.
albert1
22 dic 2009 - 10:12 - #1…ma… lo riesci a scrivere un pezzo senza un “ma” in ogni paragrafo ?
Me fai venì er mal de mare… ;)
enrico-xc
22 dic 2009 - 10:13 - #2di pietro non e’ contrario al dialogo?
ma da quando? forse ha visto i sondaggi e sta correndo ai ripari!
albert1
22 dic 2009 - 10:19 - #3E certo che non è contrario… Di Pietro basta che può chiacchierare, è tutto contento !
MaBenedettIddio !
nchomsky
22 dic 2009 - 11:21 - #4I buoni maestri - di Marco Travaglio
Dopo tanti cattivi maestri, finalmente è scoccata l’ora di quelli
buoni.
I moderati della Lega nord, quelli che sfilavano con una lapide per il
procuratore di Verona Papalia, quelli dei fucili e dei kalashnikov,
quelli che vietano agli islamici di pregare nelle loro moschee e poi
si sposano con rito celtico davanti al druido, sciolgono inni
all’Amore e intimano al Pd di liberarsi di quell’estremista di Di
Pietro.
Luciano Moggi, condannato dalla giustizia sportiva e imputato per
associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, l’uomo che
ha trascinato la Juventus in Serie B condannandola all’irrilevanza per
anni, il braccio destro del dottor Giraudo appena condannato in primo
grado a 3 anni, ecco, un personaggino di tal fatta pontifica sulla
crisi della Juve iniziata grazie ai suoi maneggi:
“Non cacciate Ferrara, ma la dirigenza”. Gli attuali dirigenti,
infatti, hanno il grave torto di essere incensurati, di non ricorrere
al doping e di non scegliersi gli arbitri à la carte. Dunque se ne
devono andare (Ferrara invece no, perché è un fedelissimo suo e di
Lippi, padre di cotanto figlio, vedi alla voce Gea).
Anche Clemente Mastella, imputato a Napoli per varie concussioni,
abusi e altre quisquilie assieme alla sua signora e a mezza Udeur,
dunque rappresentante dell’Italia al Parlamento europeo, monta in
cattedra: invece di andare a nascondersi per quel che è emerso sul suo
conto, chiede 10 milioni di danni all’ex pm De Magistris, reo di
averlo inquisito per i suoi rapporti con i vari Saladino e Bisignani.
Sventola, a riprova della sua innocenza, il decreto di archiviazione
di una gip di Catanzaro, dimenticando forse quel che ha scoperto la
Procura di Salerno: la gip non aveva ricevuto tutte le carte
dell’inchiesta Why Not necessarie per decidere su di lui; pare infatti
che i pm calabresi ora indagati per aver fatto cacciare De Magistris e
per aver insabbiato parte delle sue indagini non le avessero trasmesso
l’intero fascicolo.
Poi ci sono le lezioncine di Formigoni, al quale stanno arrestando
assessori e amici al ritmo di uno alla settimana: lo Sgovernatore
lombardo spiega che quello squisito esponente del Partito dell’Amore
che è l’assessore Prosperini (“I gay? Garrotiamoli. Ma non con la
garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia
bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio
umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia”) è stato arrestato per
sbaglio, “come Alberto Stasi”.
Si attende la querela di Stasi per l’accostamento.
Frattanto gli avvocati del premier si affannano a escogitare non una,
ma tre leggi ad personam (superlodo Alfano con turboelica
costituzionale, legittimo impedimento ovviamente illegittimo e
processo breve anzi morto) con l’amorevole collaborazione del duo
Violante & D’Alema. I quali, mentre ribadiscono di essere contrari
alle leggi ad personam per evitare che gli elettori capiscano,
lasciano chiaramente intendere una voglia matta di immunità-impunità.
E seguitano a richiamarsi alla “Costituzione del 1948”. Si guardano
bene dal dire che il vecchio articolo 68 non prevedeva alcuna immunità
automatica, ma solo la possibilità che il Parlamento bloccasse
eventuali inchieste viziate da fumus persecutionis, nei casi
rarissimi, eccezionali di magistrati animati da intenti persecutori
contro esponenti dell’opposizione per reati politici.
Mai ai Padri costituenti, quelli veri, era venuto in mente di
proteggere i capi di governo da sacrosante inchieste per reati
comuni.
Ora c’è solo un piccolo ostacolo, sulla strada dell’inciucione: gli
eventuali elettori del Pd, animati da quella che D’Alema chiama “la
cultura azionista che non ha mai fatto bene al paese”. Non ce l’ha, si
capisce, con gli azionisti Mediaset o Telecom: quelli gli son sempre
piaciuti un sacco. Ce l’ha con il Partito d’azione dei Parri, Luss,
Rosselli, Galante Garrone, Bobbio, Mila, Casalegno, Sylos Labini.
Cattivi maestri che parlavano di questione morale. Tutti
pericolosamente incensurati. Gentaglia.
nchomsky
22 dic 2009 - 11:23 - #52-
Se il PD fa un dialogo in cui accetta qualche legge A Personam, Di Pietro sorpassa il PD e diventa il primo partito di Centrosinistra…
albert1
22 dic 2009 - 11:56 - #6Utan#5: sai che soddisfazione…
nchomsky
22 dic 2009 - 12:29 - #76-
CON D’ALEMA E SEGUACI CHE DIRIGONO LE OPERAZIONI (COME DISSE NANNI MORETTI) NON VINCERANNO MAI BERLUSCONI POTà GOVERNARE VITA NATURAL DURANTE…
alessio9
22 dic 2009 - 13:33 - #8il PD al il 27% e l’ IDV l ‘8%
enrico-xc
22 dic 2009 - 20:17 - #98
forse anni fa…