Chiude lo stabilimento di Termini Imerese, l’Imprenditore Silvio Berlusconi non può fare nulla

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: L'Italia fa schifo Silvio Berlusconi



Lo stabilimento di Termini Imerese terminerà le proprie produzioni per la Fiat a partire dal dicembre 2011 quando, con molto probabilità, l’attuale crisi economica sarà un ricordo per molte delle persone che hanno dovuta gestirla.

L’annuncio è stato dato nel pomeriggio di ieri dall’Amministratore Delegato di Fiat, Sergio Marchionne dopo l’incontro avvenuto a Palazzo Chigi con il Governo e i sindacati ai quali ha dato la propria disponibilità per convertire l’azienda il cui fallimento rappresenta un paradosso tutto italiano.

Dopo esserci soffermati sulle dichiarazioni del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che a pochi giorni dall’annuncio sui nuovi limiti di velocità ha dovuto fronteggiare un’emergenza neve, proviamo a capire perché la chiusura – di questo si tratta – di Termini Imerese non debba essere accettata dall’attuale Governo.

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Ad amministrare il paese, oggi, non c’è uno dei tanti burocrati che hanno rallentato il progresso dell’Italia. Lì, sulla poltrona da Primo Ministro, siede Silvio Berlusconi. L’imprenditore.

La persona che decise di scendere in politica per dimostrare che il bradipismo di un paese per vecchi poteva, e forse doveva, essere bloccato solo da individui che avessero un curriculum vitae pratico.

Dove è finito quel Silvio che agli italiani promise un sogno concreto? Dov’è finito quel Silvio che promise lavoro ai suoi cittadini? Dov’è finito quel Silvio che doveva ravvicinare i politici all’elettorato? Probabilmente è scomparso. E a molti non importa se, legittimamente, viene eletto sempre. O quasi.

Probabilmente nelle prossime ore la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese verrà liquidato dall’intellighenzia come una naturale conversione di mercato. Probabilmente è così ma certo è paradossale che in un paese governato da un imprenditore, l’Imprenditore, le fabbriche chiudano.

Cosa succederebbe in Germania se il cancelliere Angela Merkel, malgrado il suo passato da scienziato, non provasse realmente ad aiutare la ricerca? Qualcuno, probabilmente, si indignerebbe. Qualcuno, probabilmente, voterebbe qualcun altro alle successive elezioni.

Silvio, malgrado questo gigantesco paradosso, è ancora lì. Aiutato da tutti. Dagli elettori. Da Sergio Marchionne che può investire all’estero con la coscienza pulita. Da Giovanni Minoli che pur di dimostrare che il Governo fa qualcosa per l’impresa italiana giustifica la messa in onda della fiction tv “Agrodolce” sostenendo che crea posti di lavoro.

Ma la tv può davvero risolvere tutti i problemi del paese?

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    23 dic 2009 - 08:05 - #1
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    come non è stato fatto nulla quando Motorola ha chiuso un centro ricerche con oltre 100 dipendenti quasi tutti ingegneri ad elevatissima specializzazione in settori come elettornica, informatica e telecomunicazioni
    i settori dove Sarko ha investito parte dei 35miliardi di Euro per creare il nuovo assetto industriale del paese
    Termini potrebbe essere convertito in un centro di produzione di componenti per centrali a solare termico da piazzare in qualche valle interna a semidisabitata che faccia da naturale anfiteatro rivolto a mezzogiorno

  • Profilo di ice

    ice

    23 dic 2009 - 08:06 - #2
    0 punti
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    dimenticavo ….il nuovo assetto industriale del paese prevede che la dipendenza energetica passi dal gas a carbone+uranio
    per le rinnovabili…..

  • Profilo di ice

    ice

    23 dic 2009 - 08:10 - #3
    0 punti
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    il Centro Ricerche Motorola nei pressi di Torino doveva essere acquistato dal ministero dell’università insieme alla Regione Piemonte e trasformato in un centro di ricerche legato al CNR o al Politecnico di Torino……
    i brevetti che potevano uscire da tale centro avrebbero alimentato l’indotto di piccola e media industria
    che porpio perchè picocla e media non hanno le risorse per centri ricerche interne che siano competitivi in settori dove sono richiesti grandi investimenti

  • Profilo di ice

    ice

    23 dic 2009 - 08:41 - #4
    1 punto
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    ma no il rilancio dell’economia passa dal rilancio dell’edilizia
    è il mattone che traina l’economia di un paese
    e in fatti in Albania che son tutti muratori hanno un economia talmente florida che nemmeno gli interessa perdere tempo al G8/G20
    a parte che con tutta sta menata sull’edilia per rilanciare l’economia…non hanno messo un soldo per fare nuove carceri
    Abbiamo il carceri piene al 143% della capienza effettiva rispetto ad una media europea del 98%
    La media Eurpea è di una capienza carceri prossia ad 1 ogni 1.000 abitanti
    noi no, noi che siamo leader in fatto di diffusione della malavita organizzata
    abbiamo il trademark su Mafia, Ndrangheta, Camorra, CoronaUnita……..abbiamo un posto ogni 1.400 abitanti
    sarà che oggi sono in vena di banalità….

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    23 dic 2009 - 09:20 - #5
    0 punti
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    fiat, nella persona di agnelli ha flirtato decenni col centrosinistra, andate a prendervela con loro…

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    23 dic 2009 - 09:24 - #6
    0 punti
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    basterebbe a questo punto togliere ogni incentivo sull’auto, alzare i bolli alle stelle e PONTEZIARE una volta per tutte i trasporti pubblici.
    con un autobus ad ogni incrocio ogni 5 minuti voglio vedere quante stufe a petrolio con le ruote questi cocainomani con il lupetto venderebbero ancora…

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    23 dic 2009 - 09:46 - #7
    0 punti
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    cassa integrazione dall’ italia e lavoro ai polacchi e turchi…

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    23 dic 2009 - 10:00 - #8
    -1 punto
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    enrico: ma chi è al governo da 15 anni?
    in 15 anni non è riuscito a fare NULLA?

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    23 dic 2009 - 10:19 - #9
    0 punti
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    Il discorso sarebbe lungo su questa faccenda.
    Bisognerebbe partire da quando lo stato,affinchè la Fiat rimanesse in italia,regalò gli stabilimenti di Melfi e Termini Imerese alla Fiat stessa.
    Con immensa gioia degli stessi sindacati che ora si stracciano le vesti.
    Solito fiasco.
    Ora bisogna puntare sulla riconversione o in alternativa bisognerebbe capire,come hanno fatto in spagna con la Seat (da Fiat a Volkswagen) e in USA,lasciando costruire sul proprio territorio i produttori giapponesi,che appunto in italia uno stabilimento di auto non deve per forza “sfornare” Fiat,deve lavorare,se poi mi tira fuori da quello stabilimento altre marche chissenefrega.
    Ma toccare la Fiat in italia è sempre stato come toccare il SCV.

    Concordo con molto di quanto ha scritto ICE sulle rinnovabili.
    Prendendo spunto anche da Grillo bisognerebbe buttare al cesso la norma CIP6

    http://it.wikipedia.org/wiki/CIP6

    Con quella parolina “assimilate” che in italia ha fatto fare affari d’oro a persone tipo Garrone e Moratti.

    Già ieri in un post ricordavo la lungimiranza di paesi come il Giappone,in crisi da anni,anche prima della attuale crisi,hanno preso spunto da questa crisi decidendo di investire solo in alta tecnologia.
    Nonostante producano già auto a idrogeno,nonostante il loro livello tecnologico faccia paura e sia visto da noi occidentali come fantascienza…hanno deciso di investire in alta tecnologia.
    Bisogna anche ricordare che il Giappone è da anni in crisi proprio per il fatto di essere così avanti tecnologicamente.
    Sono avanti di 5 anni rispetto al resto del mondo,forse solo la Sud Corea è quasi al loro livello.
    Il problema per loro è appunto che sono talmente avanti che finito il mercato interno (120 milioni di abitanti in una superficie come l’italia) devono aspettare che il resto del mondo arrivi al loro livello altrimenti la “roba” altamente tecnologica a chi la vendono?

    Insomma è abbastanza inutile difendere posti di lavoro che sono stati costruiti statalmente in un momento nel quale il mercato ti dice che c’è meno necessità di auto.
    L’importante è rinnovare e mantenere posti di lavoro,quindi riconvertire.
    Ne saremo capaci nell’italia tradizionalista?

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    23 dic 2009 - 10:27 - #10
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    @ 8
    marco

    Non cadiamo sui soliti qualunquismi quando si parla di cose serie.
    Qui in sto blog esistono lettori di sinistra che ogni giorno ricordano che in 15 anni…8 li ha governati il centrosinistra e 7 il centrodestra.
    Tutti i governi come PRIMA legge appena insediati hanno fatto l’incentivazione all’auto..per far vendere alla Fiat o anche alla Fiat.
    Banalizzare non è il massimo.
    Calcolando poi che stiamo parlando di Fiat e tra i dipendenti Fiat ci sono anche quelli dell’Alfa Romeo.
    Ricordi che l’Alfa Romeo fu regalata dall’IRI di Prodi alla Fiat per il bene nazionale?
    La stava comperando la Ford,ma qualcuno volle che restasse italiana.
    Chissà ora i dipendenti Fiat/Alfa Romeo cosa dicono ricordando questo.
    La storia della mala gestione del settore auto in italia viene da lontano,magari fossero solo 15 anni.

  • Profilo di a1

    a1

    23 dic 2009 - 10:36 - #11
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    Il documento è un file PDF che si trova nel sito del corriere della sera.
    Nel documento (facilmente scaricabile pesa 1,5 Mb) c’è la motivazione nel chiudere Termini Immerese e nella SLIDE 26 c’è il piano per l’Italia nel biennio 2010-2011:

    Fiat
    2010:Doblò e Cross-Over
    2011:Panda,Monovolume 5 e 7 posti, vettuta di segmento I, Linea

    Lancia:
    2010:solo FL di Y e Musa, MY Delta
    2011:Nuova Y, Segmento D, Segmento D cabrio, Segmento E, Semento L2 (Phedra)

    Alfa
    2010:Giulietta, 159 FL, 8c GTA
    2011:FL Mito

    ECCO IL LINK:

    http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/12/22/SMincontroIstituzioniSindacati_dicembre2009.pdf

  • Profilo di a1

    a1

    23 dic 2009 - 10:37 - #12
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    Come si vede dal piano che ho postato, niente Bravo SW, niente Giulia e GT, niente Duetto, niente Cross-over Alfa , NIENTE DI NIENTE MALEDIZIONE!!!!!!!
    Allora che si fa con Alfa o la si chiude o meglio la si vende a qualcuno che la sa valorizzare, magari a Ratan Tata, mi sta bene pure che la danno ai koreani, ma fate qualcosa, perchè così non si può andare avanti.

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    23 dic 2009 - 10:52 - #13
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    @ a1
    Niente di nuovo sotto il sole.
    La solita storia del made in Italy che ormai è fatto dappertutto fuorchè in italy.
    In pratica danno agevolazioni per vendere auto in italia,sperando di far lavorare italiani e invece facciamo lavorare da altre parti.
    geniale.

  • Profilo di a1

    a1

    23 dic 2009 - 10:59 - #14
    0 punti
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    stefano:

    Be conoscendo la storia dell’Alfa fa davvero male vedere questo piano, Alfa deve stare al pari di bmw e mb ed invece è ridotta alla semplice ricarrozzatura delle Fiat, che brutta fine sta facendo, a questo punto meglio venderla.

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    23 dic 2009 - 11:24 - #15
    0 punti
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    @ a1
    la mia prima auto nell’86 fu una Alfasud del 77.
    Indistruttibile.
    Un gioiellino,pensa che per bilanciare i pesi avevano messo i freni a disco davanti il più al centro possibile.
    Ora van di moda auto tipo quel rospo schiacciato col calcio in c.u.l.o denominato M6.
    desolante.

  • Profilo di a1

    a1

    23 dic 2009 - 11:43 - #16
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    stefano:

    siamo il popolo più esterofilo del mondo, se l’auto italian va a rotoli è anche colpa nostra purtroppo.

  • Profilo di andreami

    andreami

    23 dic 2009 - 15:25 - #17
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    Si vabbe’…
    Termini chiude perche’ e’ improduttivo da anni, il che’ e’ un bel problema di suo. Cercare di far fumo e dire che e’ colpa di Silvio perche’ lui e’ un imprenditore e’ puerile e non serve a risolvere il problema: un intero settore industriale in perdita mantenuto per anni.

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