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Termini Imerese: cosa sta succedendo e di chi è la colpa

Pubblicato: 23 dic 2009 da Luca Landoni



Torniamo ad occuparci della questione Termini Imerese in uno sforzo analitico scevro da populismi e facili esercizi di retorica. Nel titolo ci proponiamo di stabilire di chi sia la colpa se lo stabilimento chiuderà a ottobre del 2010, ma è evidente che non esistono verità iscritte nella pietra, e tantomeno verità “facili”.

Ciò che invece è sicuramente vero, è che sulla pelle dei lavoratori si sta svolgendo un gioco di interessi e piccole astuzie che abbiamo già visto molte volte negli anni, ultima della quale la crisi Alitalia. Come detto, la situazione non è facile, e si inquadra in una crisi generale del comparto auto davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi. Molti vecchi potentati (vedi Opel e Chrysler) sono andati in bancarotta e l’accordo americano della Fiat non ha fatto che gettare fumo negli occhi.

La realtà di un paese normale sarebbe semplicemente che i due stabilimenti del sud (Termini e Pomigliano d’Arco) sono improduttivi e non stanno in piedi, anche se la loro situazione non è poi molto dissimile dagli altri 3 nel resto d’Italia. I 5 stabilmenti italiani, come ha ammesso lo stesso Marchionne, producono lo stesso numero di vetture dello stabilimento polacco che però conta più del 30% degli operai in meno. E addirittura un numero inferiore al Brasile con meno della metà di persone impiegate (7.300 contro 22.000).

I fari rimangono puntati proprio sui due siti meridionali perché, come ha affermato l’Ad di Fiat con una battuta magari infelice ma efficacissima, “Tremonti non può spostarli vicino a Torino”. Ergo, vanno chiusi o riconvertiti. Questo sempre in un paese normale, in cui l’imprenditoria privata è privata e stop.

Dunque non in Italia. Ovvero il paese che ha tenuto in piedi la Fiat con casse integrazioni permanenti e un numero ridicolo di leggi-incentivo al settore automobilistico. Coi soldi nostri. E perché tutto questo? Non certo per l’ambizione di mantenere un’industria tutta tricolore, ma (in mezzo a vari interessi personalistici) per tenere buono il mezzogiorno nel disperato e innaturale tentativo di industrializzarlo. Innaturale, perché dopo decenni sarebbe ora di prendere atto che la vocazione del meridione risiede altrove (terziario, turismo ecc.) e non nell’industria pesante.

Il fatto è che la Fiat è pesantemente corresponsabile (quanto ci ha guadagnato!) di questa politica scriteriata e non può tirarsi indietro ora, come sa bene lo stesso Marchionne. Ecco perché tutto il teatrino mira semplicemente a ottenere nuovi denari di stato, magari per riconvertire Termini Imerese ad altra produzione. Caso nel quale, sia ben chiaro, si sarebbe ottenuto già il massimo. Con buona pace dei sindacati, anche loro corresponsabili della politica suicida di cui sopra, della Regione Sicilia guidata da uno dei governatori più populisti d’Italia, e infine - spiace dirlo - dei lavoratori stessi. Infatti se è sacrosanta la protesta per salvare il proprio posto di lavoro, risulta assolutamente inaccettabile la pretesa di continuare a fare auto “perché è quello che sappiamo fare”.

Se era quello che sapevate fare, ora imparerete a fare dell’altro pur di mantenere il posto di lavoro in Fiat. È ora di cambiare mentalità tutti quanti; governo, azienda e lavoratori.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di a1

    a1

    23 dic 2009 - 12:31 - #1
    4 punti
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    Marchionne è un manager e da quando Fiat non prende più un’euro dallo stato ha le mani libere, Termini immerese è stato sostituito dallo stabilimento serbo perchè:

    1)visto che la Serbia gode di regole speciali con la Russia, quindi esportando auto costruite in Serbia in Russia si evitano le tasse doganali e balzelli vari.

    2)il governo serbo ha accettato tutte le infrastrutture (ferrovie e strade) chieste dalla Fiat per poter lavorare e non sprecare risorse (DINERI) nel trasporto.

    3)perchè i politici locali del PDL che governano la Sicilia nel 2008 hanno detto no all’ammodernamento del porto e del raddoppio della ferrovia, e quindi di fatto hanno detto a Marchionne vai pure per la tua strada e la strada porta in Serbia.

    GRAZIE ALLA POLITICA SICILIANA del pdl e lombardo in PRIMIS che la Fiat SCAPPA da TERMINI IMMERESE.

    Ecco il link:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/fiat-termini-imerese.shtml?uuid=a86c7ef0-410b-11dd-835d-7e3492cb3def

    Nell’articolo del solo 24 ore troverete il no del PDL all’ampliamento dell stabilimento di Termini Immerese, grazie PDL sicilia grazie PDL nazionale, avete creato 2600 nuovi disoccupati siciliani e per fortuna che SECONDO VOI LA CRISI è FINITA.

    ANDATE A CASA!!!!!

  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    23 dic 2009 - 12:31 - #2
    2 punti
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    “Se era quello che sapevate fare, ora imparerete a fare dell’altro pur di mantenere il posto di lavoro in Fiat.” Ben detta Landoni! + 1000

  • Profilo di ice

    ice

    23 dic 2009 - 12:45 - #3
    3 punti
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    ma è la perfetta quadratura del cerchio
    questi 2600 verranno assunti dalla nscitura ProtezioneCivile SPA che insieme alla REgione Sicilia ad autonomia speciale saranno le due principali aziende del paese
    cosi mentre la Regione continuerà a sprecare denari e non risolvere i problemi di dissesto idrogeologico del territorio, la neonata SPA potrà incamerare Utili e dividendi per intervenire nelle sempre piu frequeti situazioni di calamità naturale o amministrativa che siano

  • Profilo di andreami

    andreami

    23 dic 2009 - 14:50 - #4
    1 punto
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    Il problema e’ che le aziende “sane” vengono devastate di tasse per tenere a galla quelle defunte da anni al solo scopo di mantenere il consenso elettorale per una classe politica scellerata.
    Il risultato e’ che tutto il sistema diventa inproduttivo, e un giorno ci si sveglia e si scopre che non ci sono le infrastrutture, che le aziende sono in perdita e non tengono il passo con la concorrenza.

    Perdere il lavoro non e’ certo piacevole, ma e’ possibile che nessuno fosse al corrente di una situazione che dura da anni? La FIAT per anni e’ stata tenuta a galla da finanziamenti pubblici e incentivi, con svantaggi per tutti gli italiani che non lavorano per la fiat. Continuare imperterriti a mantenere un industria in perdita’ non e’ positivo, altri settori come tessile o ceramica sono stati lasciati morire senza questo accanimento di sussidi.

  • Profilo di ice

    ice

    23 dic 2009 - 15:10 - #5
    0 punti
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    @ #4
    che la FIAT ci abbia marciato sul fatto di essere stata per anni la piu grossa azienda nazionale è indubbio
    ma ricorda che alla fine tutti hanno avuto tornaconto da questo
    per esempio la Ferrari adesso di Fiat è portabandiera del made in Italy, quindi indirettamente chiunque lavora sull’estero ha avuto dei vantaggi a livello di marketing
    Diciamo che le figuracceinternazionali di Berlusconi sono bastate a controbilanciare ampiamente

  • Profilo di andreami

    andreami

    23 dic 2009 - 15:38 - #6
    0 punti
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    #5 che ci sia stato un indotto collegato a questo mare di finanziamenti e’ indubbio, ma la situazione non e’ mai stata sana: in italia non si e’ mai potuto mettere a posto il settore automobilistico e collegati perche’ su tutto il settore domina la presenza di FIAT che puo’ permettersi di essere improduttiva tanto arrivano i soldi dallo stato. E col cavolo che una azienda seria e produttiva puo’ fare concorrenza in queste condizioni.

    E’ per questo che ci si sveglia un giorno e si scopre che le aziende chiudono e tutti sono col sedere per terra senza che ci siano alternative su cui investire.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 dic 2009 - 16:11 - #7
    0 punti
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    “Se era quello che sapevate fare, ora imparerete a fare dell’altro pur di mantenere il posto di lavoro in Fiat. È ora di cambiare mentalità tutti quanti; governo, azienda e lavoratori.”

    E’ ARRIVATO LUCALAND IL SAGGIO DELLA MONTAGNA SACRA…

  • Profilo di magoselvo

    magoselvo

    23 dic 2009 - 16:37 - #8
    -1 punto
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    Al sud non si può produrre. Capacità produttiva, mafia, amministrazioni comunali corrotte, soldi che spariscono (oltre che ad automobili nuove…). Vi dice qualcosa la storia del porto? il fatto che devono fare non so quanti km sul camion per imbarcare le auto con conseguente aumento dei costi. Ma si riconvertiamolo in piantagioni di patate. Tristezza.

  • Profilo di andreami

    andreami

    23 dic 2009 - 18:24 - #9
    0 punti
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    #8
    Ma Lombardo e Cuffaro e compagnia chi li ha votati?

  • Profilo di pigi

    pigi

    24 dic 2009 - 08:59 - #10
    0 punti
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    #1 Questa è la classe dirigente meridionale, purtroppo. Destra o sinistra che siano.
    Gente che vuole dimostrare di essere importante, e come lo dimostra?
    Lo dimostra bloccando qualunque iniziativa dei privati, magari facendola passare per attenzione all’ambiente.
    Bloccano l’eolico, il nucleare, l’edilizia, le imprese…
    Vogliono mettere il naso dappertutto e, data l’incompetenza, tutto viene fermato perché non ci vedono chiaro.
    In questo sono sostenuti da molta stampa locale, che vende a pensionati e dipendenti pubblici e che quindi, avendo il reddito sicuro, è d’accordo perché non gli rovinino il panorama.
    Poi, quando le aziende chiudono, danno la colpa agli altri.

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