E’ rissa, rissa fra “nani”, per la dedica di una via di Milano a Bettino Craxi. Che fu un capo, un capo sconfitto ma non piegato, capace di fare tutto da solo, la propria fortuna e la propria rovina.
Figlioccio politico di Pietro Nenni, il leader storico del socialismo italiano, Bettino cambiò corpo e anima del vecchio PSI, innalzandolo prima sugli altari del potere e poi facendolo sprofondare nella polvere più ignominiosa.
Cocciuto autonomista, riformista con i piedi per terra, innovatore illuminato, europeista e atlantico senza riserve, ma senza calare le brache davanti all’arroganza USA, fu soprattutto anticomunista totale, disprezzando il burocratico rigore di Berlinguer, ossessionato da un possibile avvicinamento fra PCI e DC, il più scettico sul tentativo di rinnovamento dei comunisti italiani smontandone addirittura l’impalcatura teorica tanto da contrapporre l’eretico sconosciuto Proudon al santificato Carlo Marx.
In tal senso resta memorabile, una vera e propria bomba dagli effetti dirompenti nella sinistra, il documento manifesto scritto da Craxi nel 1978 e pubblicato da L’Espresso che diede il via al nuovo corso socialista.
Fu leader orgoglioso, suscitatore di venerazione e odio da vivo e mai lasciato in pace, da morto. A dieci anni dalla sua scomparsa nella terra tunisina di Hammamet dove si era rifugiato per sfuggire alla morsa politico-giudiziaria di tangentopoli, c’è ancora oggi chi sfoggia ipocrisia o cinismo per appropriasi delle spoglie di un personaggio che ai vecchi amici proconsoli del sottogoverno concesse all’epoca poteri e prebende e ai nuovi amici, in particolare gli ex PCI, per decenni suoi implacabili accusatori, concede ancora la possibilità di fare mea culpa e di rientrare nella storia.
Quanti accostamenti e quante analogie evoca Craxi! Paragonato persino, lui tessitore di beghe correntizie contro i Manca, Signorile, De Michelis, allo Stalin delle trappole assassine contro Trotzkij, Kamenev, Bucharin, i padri, sotto l’egida di Lenin, della Rivoluzione d’ottobre .
Non furono costretti a bare la cicuta e non videro il gulag De Martino, Riccardo Lombardi, Giacomo Mancini, Antonio Giolitti ma l’uno dopo l’altro caddero sotto la scure impietosa di Bettino ed ebbero le carriere stroncate, liquidando l’identità storica socialista. Della vecchia guardia , solo Pertini si salvò, salito sul Colle nonostante Craxi, grazie al Pci che lo propose
Non mancano poi gli accostamenti degli stupidi, di chi dice che la vera differenza fra l’ex leader socialista e Berlusconi sta nelle battute: il primo era uno specialista in proverbi mentre il Cavaliere è “solo” il re della … barzelletta.
Certo è che i due avevano sicuramente la stessa concezione del loro ruolo sui rispettivi partiti: quella del “padre- padrone”. E, forse, non solo quella.
Di fatto entrambi hanno “inventato” i loro partiti. Craxi, 33 anni fa, il 16 luglio 1976 al Midas di Roma, con la congiura degli apparatcnicki quarantenni (definizione a caldo di Norberto Bobbio) che disarcionò “u professore” Francesco De Martino, rifondò il PSI condannato oramai a morte certa, come sentenziò allora Fabrizio Cicchitto (sì, proprio lui!) all’epoca numero due della corrente di sinistra lombardiana.
Della notte dei lunghi coltelli del Midas, Giorgio Amendola, rispolverando la sua critica sprezzante sul “maggio” francese del ’68 disse che “le rivoluzioni non si fanno con le barricate di latta”. In effetti il Midas rilanciò il Psi e contestualmente ingurgitò i germi che lo porteranno alla distruzione.
C’è chi, come la “pasionaria” Margherita Boniver, sul cadavere di Bettino sentenziò “Il caso Craxi è il caso Matteotti degli anni 90” lasciando intendere che, come nel 1924 Mussolini fece assassinare Giacomo Matteotti, così nel 2000 i comunisti e il procuratore Borrelli hanno assassinato il leader del PSI. Strabismo storico e strumentalizzazione politica, roba da bassa cucina.
A quei tempi, correvano i primi anni 80, profumava anche il garofano. O meglio erano i singoli petali ad avere valore. Nei corridoi delle federazioni socialiste correva una battuta aspra “il convento è povero ma i frati sono ricchi”. Già, molti ricchi. Ma non tutti. I compagni con l’ossessione dell’onestà e della pulizia morale (la questione morale appartiene a Berlinguer) vengono irrisi, oltre che isolati, e etichettati con l’appellativo di “mastrolindo”. Nel gruppo dirigente, chi non sapeva cosa stava succedendo?
Dall’intervento dell’eurodeputato Enzo Mattina nel Consiglio nazionale del PSI del 15 luglio 1987 rivolgendosi alla sedia vuota di Craxi dice “ Caro Bettino, dobbiamo affrontare la questione morale prima di tutto al nostro interno. Diamo una occhiata alle denunce dei redditi dei nostri parlamentari e dirigenti. Con quello che dichiarano si può vivere modestamente. Invece molti nostri quadri vivono come nababbi con lussuose ville al mare, in montagna, in città, con yacht da miliardari, con apparati personali costosissimi. Che cosa dobbiamo concludere? Che siamo tutti ereditieri? Che tutte le ragazze ricche hanno sposato i dirigenti socialisti?”
Lo stesso Mattina, nel 1992, a Tangentopoli già esplosa, dichiara “Non c’era bisogno dei magistrati. Sapevamo già tutto”. E più di tutti sapeva Craxi che con la sua “Sacra famiglia” imperava indisturbato, distribuendo i pani e i pesci che si moltiplicavano grazie alla tagliola delle tangenti imposta a livello “industriale”, a proprio insindacabile giudizio
Indubbiamente la politica craxiana spinse alla corruttela dilagante e all’occupazione delle istituzioni alle cui copiose acque attinsero, pur se con diverso stile, sia la DC che il PCI.
Per sua fortuna, e per fortuna della politica e dell’Italia, Craxi non è stato solo l’infamato corrotto-corruttore, il capo di un partito “costretto” alle ruberie per quell’esigenza del “primum vivere” per non essere schiacciati dal colosso comunista e da quello democristiano.
Non si può demonizzare Craxi, ridurre tutto a un disegno di potere, a un tentativo di sfondamento costi quel che costi. Alla base del nuovo corso socialista c’erano davvero spinte importanti di forze sociali e culturali, ipotesi e tentativi di soluzione dei problemi economici e civili del paese, scelte innovative e lungimiranti di politica internazionale.
E’ grazie a Craxi (cui viene affidato nel luglio 1979 l’incarico non riuscito di formare il governo) che si va al superamento di un principio e di una prassi che riservavano al partito di maggioranza relativa la presidenza del Consiglio. Lì passa per la prima volta la legittimazione dell’idea di alternanza: una rivoluzione per la democrazia italiana.
Craxi punta su un partito capace di realizzare una direzione corretta, efficiente, sensibile ai meriti, dello sviluppo capitalistico e insieme un riformismo gradualista e moderato. Il partito del garantismo, delle libertà civili, di uno stato umano, dell’ordine, un partito che coglie e interpreta i nuovi sentimenti di una Italia e di un mondo che cambiano in fretta.
Ma su tutto domina la richiesta della “centralità” socialista, la cui ambivalenza (o un vero centrosinistra o una vera alternativa sempre però sotto la direzione del PSI) condurrà alla debacle anche perché il PSI non diverrà mai, almeno elettoralmente, un grande partito.
I governi Craxi piegarono l’inflazione galoppante, portarono l’economia al top europeo, imbrigliarono il terrorismo (pur restando controversa la linea trattativista del PSI sul caso Moro), aprirono la strada per i nuovi trattati europei.
Craxi non è stato un mito, né un eroe come Garibaldi che Bettino tanto amava. Ma non è stato un comprimario. E’ nella storia, un fenomeno tutto italiano, frutto dell’identità di questo nostro paese sempre pronto ad osannare o crocifiggere, sempre a metà strada fra il paradiso e l’inferno.
Azunul
30 dic 2009 - 11:32 - #1un colpo al cerchio un colpo alla botte tradotto cerchiobottismo a casa mia quelli che rubano li chiamiamo ancora ladri fai te … (facciamo cosi vengo a rubare a casa tua poi ti do una foto cosi ci fai un poster e te lo metti nella tua cameretta …)
marcof
30 dic 2009 - 12:00 - #2Basta dirne una:
Durante gli anni del governo di Craxi il debito pubblico è RADDOPPIATO!
Per non parlare di Tangentopoli e della fuga in Tunisia ..
gli inoccenti non fuggono…
Ma d’altronde regna cotanto erede di nome Berlusca….
P.S.
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato:
a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;
a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese[57].
Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo od in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell’imputato.
albert1
30 dic 2009 - 12:01 - #3Il solito, incorreggibile Falcioni ;)
stefano1966
30 dic 2009 - 12:09 - #4Bravo falcioni.
Puro marketing.
Come si fa a fare in modo che la gente clicki?
Prendere spunto dal post più visitato nell’ultima girnata (quello a craxi) e farne un doppione.
Così si ripeteranno di nuovo le presenze e i post.
E si ripeteranno i commenti….facciamo copia incolla e risparmiamo tempo?
tooby
30 dic 2009 - 12:39 - #5Caro Strafalcioni, oggi hai toccato il fondo. Ma sono certo che ti procurerai una pala per cominciare a scavare. Giusto due osservazioni: la minimizzazione di Tangentopoli (un paragrafo, e nel titolo dici che non era mariuolo… nonostante sia reo confesso con tanto di video) e la teoria che il partito socialista avesse “ipotesi” per risollevare le sorti del Paese (come se la mala pratica craxiana non fosse un fatto).
Ma soprattutto:
>I governi Craxi piegarono l’inflazione galoppante, portarono l’economia al top europeo,
Sì, ma a che prezzo? Non dovresti parlare di cose che non conosci (l’economia, in questo caso): questi due fenomeni sono abbondantemente transitori, come la storia dimostra (gli ultimi vent’anni di crescita piatta te li sei persi?). Craxi ha indebitato le generazioni future (ovvero noi) per avere qualche anno di crescita economica sostenuta, al fine di accrescere il consenso. Sono bravi tutti a fare la bella vita a debito, ma arriva il momento in cui i debiti si devono pagare. Craxi ha fatto una scommessa azzardata, ben conscio del fatto che quando si sarebbe arrivati al redde rationem lui sarebbe già stato in pensione e con un posto nella storia, nonostante abbia zavorrato il Paese per decenni (e ciò che sta accadendo in questi giorni lo dimostra).
Un bravo statista, caro Strafalcioni, si dovrebbe occupare, fra le altre cose, di creare una crescita che sia sostenibile nel tempo. In economia, che è il campo che mi compete, Craxi fu un inetto, nella migliore delle ipotesi. Per carità, non fu certo troppo peggio di molti altri colleghi presenti passati e futuri, e ammetto che su Tangentopoli fece un passo falso e fu usato come capro espiatorio. Ma nient’altro.
Permettimi dunque un consiglio: la pala di cui sopra usala per scavare una fossa dove nasconderti per la vergogna.
pigi
30 dic 2009 - 12:56 - #6Il debito pubblico italiano non viene dal cielo. Tutti ne parlano, ma quando ne affrontano le cause, stanno zitti perché la verità è amara.
Per fare debiti bisogna spendere soldi. Ora l’Italia, nei primi anni ottanta, non spendeva tanto per stipendi dei dipendenti pubblici, la voragine della sanità aveva trovato un argine, dopo l’ubriacatura degli anni settanta, anni in cui il debito pubblico era raddoppiato ugualmente, cosa che nessuno dice.
La voragine del debito pubblico in Italia ha un colpevole principale: la spesa per le pensioni.
Quando si permette a quarantenni e cinquantenni di andare in pensione, il debito si è già formato, anche se verrà contabilizzato in seguito.
E’ lì che è la colpa maggiore di Craxi: non aver fatto con le pensioni quello che aveva fatto con la scala mobile: portare subito l’età pensionabile a sessantacinque anni per tutti. Colpa pagata molto cara, nel marasma capitato dieci anni dopo, perché gli italiani cialtroni hanno trovato comodo scaricare le colpe collettive di tanti pensionati giovani, su un unico capro espiatorio, lui.
stefano1966
30 dic 2009 - 12:56 - #7OT
Interessante…..tratto da Italia Oggi…si parla di affari e di palazzinari.
E di elezioni.
Ha tolto tutti i mattoni a Renata Polverini: il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ora può dettare legge sul Ptpg, il Piano territoriale regolatore generale. Sì, perché alla vigilia di Natale la regione Lazio, guidata dal successore di Piero Marrazzo, Esterino Montino, ha fatto un bel regalo a palazzo Valentini: con una stretta di mano tra i due esponenti del Pd, un accordo ha devoluto alla provincia la competenza sul tema dell’urbanistica.
Nel Pdl se ne parla a denti stretti, ma la mossa non è piaciuta affatto: in una città dove i poteri forti dell’economia sono nelle mani dei cosiddetti “palazzinari”, il Partito democratico ha deciso di conservare tutte le decisioni strategiche sulla politica edilizia.
La logica appare chiara: Zingaretti non ha mai avuto voglia di correre come candidato alla presidenza della regione, perché a lui interessa la poltrona di sindaco di Roma. Sono anni che si applica, con pazienza e indubbia abnegazione, per quell’obiettivo: il Campidoglio piace tantissimo, al fratello del televisivo commissario Montalbano, e chi gli è vicino ritiene che il mondo delle costruzioni “non ha ottenuto granché dal governo di centrodestra, né dall’attuale amministrazione comunale”.
Evvai.
Viva gli affari e chi li sa fare.
stef500f
30 dic 2009 - 13:20 - #8http://www.youtube.com/watch?v=TgikVvKyc70
stef500f
30 dic 2009 - 13:21 - #9no alla droga .
marcof
30 dic 2009 - 13:44 - #10@6 pigi
Certo le pensioni facili sono state un grosso problema in Italia….
Ma magari fossero solo le pensioni!
Vi dimostro che siamo il paese più ricco del Mondo:
1) Abbiamo una quota di mercato nero di circa il 20% parecchi miliardi di tasse evasi
2) Abbiamo una enorme macchina pubblica e non parlo di Pensioni o Sanità dove siamo allineati all’europa ma parlo di funzionari, assessori, consiglieri, deputati, forze dell’ordine e chi più ne ha più ne metta per un totale di 3.600.000 dipendenti! 1 lavoratore su 6 in Italia è dipendente Statale.
3) Abbiamo un record di sprechi negli investimenti Pubblici: Cattedrali nel Deserto, Opere incompiute, Macchinari inutilizzati: Basta guardare Striscia la Notizia o Report.
4) Abbiamo l’abitudine alla Mazzetta
Ora tutte queste cose credo incidano per un 40-45% nel PIL Italiano
Se queste risorse fossero recuperate quanto saremmo Ricchi?
Craxi non lo fece e certo non lo farà Berlusca…. e purtroppo mi sa neanche la Sinistra…
stefano1966
30 dic 2009 - 14:02 - #11@ pigi
Il + te l’ho dato io.
@ 10
Riesci a dire tutto e il contrario di tutto.
Cosa vuoi che siano alcuni milioni di pensionati che andavano in pensione a 40 anni e che dobbiamo mantenere per 50 anni dopo che gli stessi hanno versato 19 anni,6 mesi e 1 giorno di contributi?
E che a 40 anni,dopo che erano andati in pensione iniziavano finalmente a lavorare in nero?
Il problema è il nero.
Stupefacente.
marcof
30 dic 2009 - 14:14 - #12@11
Marò non sapete neanche leggere!
ho detto:
MAGARI FOSSERO SOLO LE PENSIONI!
ed ho aggiunto il resto.
Comunque avete la coda di paglia…
munky
30 dic 2009 - 14:29 - #13A casa mia chi ruba viene ancora chiamato ladro e chi scappa viene chiamato latitante.
#gio#
30 dic 2009 - 14:39 - #14Era lunedì, si sentì uno schianto,
era la DC che stava crollando.
Poi un tonfo poco più lontano,
era Craxi a Milano…
http://www.youtube.com/watch?v=KjkAhf55Yw0
enrico-xc
30 dic 2009 - 14:46 - #15berlinguer e d’ alema facevano lo stesso.
marcof
30 dic 2009 - 15:01 - #16@15
Tipicamente Italiano:
Così fan tutti!
Lo disse anche Craxi…..
Ma se una buona volta iniziassimo a mettere in galera i ladri?
e non di galline…
E non sto parlando dei ladri di centrodestra sto parlando di TUTTI I LADRI!
arvedui
30 dic 2009 - 15:02 - #17Craxi era un LADRO. Si è messo in tasca miliardi di lire ed ha avuto pure il coraggio di dire in parlamento “così fan tutti”. E nonostante questo ci sono dei tizi che continuano a chiamarlo “statista” “riformista” ed altre amenità simili. Craxi era un LADRO, punto e basta.
stefano1966
30 dic 2009 - 15:06 - #18parlo della mia zona,tanto per capirci e fare un discorso generale debito/sprechi/dichilacolpa/responsabilità.
imola,70 mila abitanti.
In provincia di Bologna,800 mila abitanti.
Imola,appunto non fa provincia.
Ha però un suo “circondario” 120 mila abitanti..
Negli ultimi anni nel “circondario” è stata richiesto,e ottenuto,il comune di Medicina,storicamente Bolognese.
Medicina è stata richiesta perchè la ASL era in attivo,mentre la ASL di imola era in passivo.
In pratica ci hanno portato in dote 10 miliardi di vecchie lire,5 milioni di euro,così il debito ASL imola è diminuito da 20 milioni a 15 milioni.
Semplice travaso,,,,ma qui a imola amministrano bene….
Il comune è esposto per circa 60 milioni di debiti.
A chi dare la colpa?
Non si sa.
Come non si sa.
Non si sa,perchè…
il “circondario” prima è diventato “consorzio circondario”.
Poi diventato”nuovo circondario”.
Classico gioco di scatole cinesi.
Il sindaco della città si elegge.
Il presidente della provincia si elegge.
Il presidente del “nuovo circondario” che ha le deleghe dalla provincia per decidere praticamente su tutto,come se fosse una provincia che sta sotto un’altra provincia è “nominato”,come al grande fratello.
Nessuno l’ha votato,l’ha scelto.
L’hanno nominato i 10 sindaci del “nuovo comprensorio”
tutte le decisioni importanti di spesa dei 10 comuni (che hanno sindaco regolarmente eletto) passano dal “nuovo circondario” che non è eletto da nessuno.
In pratica non sapendo come fare a ripianare i debiti si sono autocommissariati dando deleghe a un soggetto che non si sa cosa sia e che non risponde a nessuno.
Così possono decidere a chi dare un tal lavoro ,a chi farlo fare e chi ci guadagna nel tal lavoro…
Senza responsabilità.
Ma essendo certi che chi ha il lavoro poi può dire due paroline buone alle banche e magari esporsi economicamente a garanzia con le banche…le stesse banche che gestiscono il debito dei 60 milioni.
Questo capita in Emilia-Romagna.
Dove tutto viene gestito al meglio…..
Qui il PSI non ha mai governato,è stato in giunta ma non ha mai avuto espressione nella persona di sindaco.
Il “socialista” più noto si chiama Domenicali,è stato vicesindaco…è presidente della Andrea Costa Aget di Basket,milita in legadue.
negli ultimi 3 anni è retrocesso,ma è sempre stato ripescato….
ha i soldini.
Imola non ha un palazzo dello sport.
Si gioca a Faenza che ha un palazzetto nuovo di 10 anni.
La squadra di basket va a fenza e ha uno sconto dal comune di faenza sul costo del palazzetto perchè faenza tramite Hera imola-faenza porta il suo pattume a imola e ha a suo volta lo sconto.
Noi facciamo lo sconto a faenza come comune perchè faenza ospita una nostra squadra di basket…normalissimo.
Ripeto,qui il PSI non ha mai governato,come sindaco.
Come mai,allora, si fanno certi favori a ex socialisti e si hanno tot debiti per cui si autocommissariano in “nuovo circondario” mai eletto da nessuno?
Che sia mai che non sprecavano e rubavano solo i socialisti?
nchomsky
30 dic 2009 - 15:11 - #19San Bottino Patrono d’Italia:
Ma sì, in fondo è giusto così. O almeno è comprensibile che i grandi partiti si apprestino a celebrare, con le più alte cariche dello Stato (o di quel che ne resta), Bettino Craxi, pluripregiudicato per corruzione e finanziamento illecito, titolare di conti esteri su cui aveva accumulato tangenti per almeno 150 miliardi di lire, distruttore del più antico partito italiano, il Psi, dopo cent’anni di storia, morto latitante in Tunisia dove si era rifugiato per sfuggire alle leggi del suo paese, leggi che aveva fatto e violato lui. Il grande statista che, in quattro anni di governo, raddoppiò il debito pubblico portandolo dal 70 al 92% del Pil. Il sincero democratico che riuscì ad allearsi con gentiluomini come Siad Barre e i generali argentini. Dopo dieci anni trascorsi a rimpiangerlo in segreto, per paura degli elettori onesti superstiti, i partiti han capito che è giunta l’ora di celebrarlo alla luce del sole. Il decennale di San Bottino, col contorno di strade e piazze dedicate, monumenti equestri, targhe commemorative, convegni riabilitatorii, salotti televisivi con lacrima incorporata, lumini votivi, è la grande occasione per i politicanti di tutte le specie: Berlusconi potrà finalmente rivendicare l’eredità craxiana, per troppi anni nascosta dietro il cerone del nuovo che avanza (mentre è il vecchio che è avanzato); D’Alema renderà omaggio una volta per tutte al suo idolo di sempre; il Pdl, riabilitando un vecchio corrotto, riabiliterà anche il suo leader corruttore; il Pd, archiviando come dettagli ininfluenti le ruberie craxiane, legittimerà anche quelle berlusconiane in vista dell’agognato inciucio; le seconde e terze file della prima Repubblica sopravvissute alla Seconda si scaricheranno la coscienza nei confronti di un tizio che faceva né più né meno quel che han sempre fatto loro, con la differenza che lui si fece beccare e dovette svignarsela, mentre loro sono ancora tutti lì. In queste riletture del passato, il Cavaliere è maestro: è riuscito addirittura a riabilitare un mafioso sanguinario Vittorio Mangano, issato fra gli ‘eroi’ del suo personale Pantheon arcoriano che si sta costruendo come il reverendo Moon. Anche Feltri, che 17 anni fa chiamava Craxi ‘il cinghialone’, ha già fatto pubblica ammenda. Ma non per tutti è così. Magari sarà un po’ imbarazzante per Napolitano (semprechè sia davvero intenzionato a partecipare alla baracconata) commemorare quel Craxi che, in Parlamento e poi nei famosi fax da Hammamet, lanciò velenose insinuazioni sui finanziamenti delle sue campagne elettorali, come su quelle di Amato e Del Turco. Forse sarà un po’ imbarazzante anche per D’Alema e Violante, visto che Craxi accumulava dossier ricattatorii pure sul loro conto. Dovranno riabilitarlo fischiettando e guardando per aria. Del resto chi continua a parlare di ‘esule’ per non dire latitante, di ‘errori’ per non dire delitti, di ‘finanziamenti non registrati’ per non dire tangenti e grassazioni, è capace di tutto. Anche di dire ‘statista’ per non dire ladro. A questo punto però limitarsi a una semplice commemorazione sarebbe riduttivo. Fatto trenta, bisogna avere il coraggio di fare trentuno. Riabilitare Craxi non basta: bisogna proprio beatificarlo. Santificarlo a imperitura memoria. E nominarlo nuovo patrono d’Italia al posto di san Francesco. Il santo di Assisi ormai stona nel contesto generale: uno che donava agli altri i soldi suoi, figuriamoci. Molto meglio il santo di Hammamet, che rubava i soldi degli altri. Nell’ambito della Grande Riforma, poi, si potrebbe approvare una legge costituzionale per ritoccare la bandiera tricolore, inserendo nel campo bianco un piede di porco stilizzato. Quanto alla strada da dedicare al compianto statista, una via di Milano è roba da pezzenti. E poi ‘Via Craxi’ ricorda troppo gli slogan del 1992-’93, quando gli italiani, fra le guardie e i ladri, sceglievano ancora le guardie. Se strada dev’essere, che sia una tangenziale.
nchomsky
30 dic 2009 - 15:14 - #20Falcioni:
Se trovi positivi personaggi come Craxi perchè tutto sommato qualche cosa di buoo alla fine hanno fatto o perchè si sono distinti in qualche modo (uno purchè sia), possiamo dirlo anche per Mussolini e Hitler Stalin ect ect.
#gio#
30 dic 2009 - 15:15 - #21Enrichetta, di d’alema di’ pure quello che vuoi, ma quando parli di BERLINGUER sciacquati la bocca, e pura la figa da tutta la sabbia zozza che c’hai dentro
marcof
30 dic 2009 - 15:20 - #22@18
Ti parlo della mia zona:
Firenze è amministrata dalla sinistra da quando sono nato…
E’ amministrata benino anche se si potrebbe fare meglio….
Tanto che viene considerata quasi ogni anno la citta in cui la maggioranza degli Italiani vorrebbero vivere…
I ladri ci sono anche da noi con scandali come Quadra e Castello…
Solo che quando vengono beccati a nessun Fiorentino verebbe in mente
di prenderne la difesa… O intitolargli Piazze ….
Vengono espulsi dal partito e vanno sotto processo come dovrebbe essere…
nchomsky
30 dic 2009 - 15:22 - #2315-
Prima di nominare Berlinguer fai i garganismi con l’acido muriatico…poi se ancora non ti è passata la voglia di farlo ripeti l’operazione.
nchomsky
30 dic 2009 - 15:29 - #2422-
Lo stesso Bertolaso un paio di giorni fa (durante una conferenza stampa sull’alluvione nel pisano) ha parlato della regione Toscana come la più virtuosa nell’uso dei fondi della protezione civile, che non subiscono strani dirottamenti in altri oscuri usi come succede altrove…
Stranamente il suo discorso nei telegiornali RAI veniva sempre tagliato prima dell’asserzione.
nchomsky
30 dic 2009 - 15:41 - #25cui prodest?
La decisione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di intitolare una via o un parco pubblico a Bettino Craxi è destinata a segnare un’epoca. Potremmo spendere centinaia di parole per ricostruire, con carte e testimonianze alla mano, i molti crimini contro la cosa pubblica commessi
dall’ex segretario del Psi, morto latitante in Tunisia. O potremmo ricordare un suo celebre intervento in Parlamento in cui, nel luglio del 1993, lui stesso ammetteva che durante gli Settanta, Ottanta e Novanta si era “diffusa nel paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni una rete di corruttele grandi e piccole”, dimenticandosi però di aggiungere come né lui, né gli altri leader politici (spesso a pieno titolo complici del sistema), avessero fatto nulla per cercare d’invertire la rotta.
Ma il punto oggi è un altro. Al di là del contenuto delle sentenze, a Milano, come nel resto d’Italia, una parte rilevante dei cittadini (probabilmente la maggioranza) ritiene Craxi un politico corrotto. E questa pessima reputazione è diffusa anche tra chi considera l’ex segretario del garofano uno dei pochi parlamentari italiani di quegli anni dotati di respiro e leadership internazionale.
Per questo la scelta di Letizia Moratti segna un’epoca. Dimostra infatti che le nostre classi dirigenti sono sempre più scollegate dal Paese. E che, anche quando sono al governo, non hanno nessuna intenzione di prendere decisioni condivise, ma preferiscono adottare provvedimenti che dividono, invece che unire. Il fatto poi che una presa di posizione del genere arrivi dal sindaco di una città in cui ancora tutti ricordano come, durante gli anni della Milano da bere, le casse del comune fossero vuote perché ogni appalto pubblico (vedi, ad esempio, la costruzione della metropolitana, in cui il pentapartito si spartiva le mazzette con il Pci) costava il doppio del normale a causa del sovrapprezzo delle tangenti, non può che spaventare.
In Italia, spiega la Banca Mondiale, la corruzione costa ai cittadini circa 50 miliardi di euro l’anno. Una parte importante del denaro dei contribuenti se ne va per foraggiare cacicchi, pseudo imprenditori, burocrazie e amministrazioni (corrotte) di destra e di sinistra. Erigere monumenti, o intitolare vie, a chi è diventato simbolo di questo modo di governare (male), non è insomma solo un insulto all’etica o alla morale. Ma all’intelligenza (e alle tasche) degli elettori.
stefano1966
30 dic 2009 - 15:41 - #26@ 22
Son contento che da te i ladri di tutti i colori vadano in galera e/o comunque vengano cacciati..qualcuno sano è rimasto.
Da me invece hanno fatto carriera…ora sono in parlamento.
marcof
30 dic 2009 - 15:49 - #27@26
Molto credo sia dovuto al carattere di noi ‘Maledetti Toscani’
Siamo sempre a criticare e sempre pronti alla rissa…
Una volta li bruciavamo sul rogo (vedi Savonarola),
E ci litigavamo tra Bianchi e Neri, Guelfi e Ghibellini….
Ora ci è sufficente prendercela con chi ci governa!
Da noi chi amministra è costantemente criticato,
ovvero controllato, così come dovrebbe essere,
se si spera nell’ONESTA….
stefano1966
30 dic 2009 - 16:13 - #28@ 27
E’ possibile che sia per il carattere.
Noi siamo Romagna,ma ormai il carattere non ha più nulla di Romagnolo.
Il Romagnolo è più vicino al vostro modo di “comunicare” i sentimenti…sanguigno.istintivo,sano.
Noi siamo pronti ad essere inglobati dai Bolognesi,anche come carattere.
sandokan71
30 dic 2009 - 16:52 - #29Le chiacchiere stanno a ZERO fino a quando si permetteranno a tutti gli EVASORI di evadere e questi evasori SONO ITALIANI, di tutti i colori perché davanti al soldo non c’è ideologia o partito o religione che tenga se sei un disonesto.
I soldi per azzerare il debito pubblico in pochi anni ci sono, ce li hanno gli EVASORI.
nchomsky
30 dic 2009 - 17:42 - #30Intitoliamo una via anche a lui?
Previti pena finita è libero ma vietato tornare in politica.
A Natale l’atto. In carcere rimase solo 4 giorni. E’ stato in affidamento ai servizi sociali per tre anni e sette mesi nella comunità di Don Picchi sull’Appia Antica a Roma
marcof
30 dic 2009 - 18:53 - #31@30
Allora ha ragione il Centrodestra?
NON C’E’ SICUREZZA DELLA PENA IN ITALIA!
E’ Stato condannatto a 6 dico 6 anni di galera,
anche togliendone 2 per la condizionale
fa 4 anni non 4 giorni!
Vedete perchè mi inc.azzo?
Se uno ruba una gallina gli danno 3 anni e se li fa TUTTI…
LORO NO!??!!
INDIGNIAMOCI!!!!!
marcof
30 dic 2009 - 18:54 - #32nell’inc.azzatura mi sono scappate troppe doppie scusate….
ventoacqua
30 dic 2009 - 19:26 - #33Purtroppo Craxi non è potuto diventare un eroe, come Mangano…
barbabianca
31 dic 2009 - 10:40 - #34CRAXI: FASSINO, BETTINO FU CAPRO ESPIATORIO
“Continuo a pensare che dipingere Craxi come un criminale sia una caricatura sciocca e inaccettabile. Cosi’ come descriverlo come la vittima di una congiura”. Lo ha detto Piero Fassino in un’intervista. “Rivisto oggi”, ha aggiunto, “non c’e’ dubbio, che ci fu un silenzio assolutamente reticente e ambiguo da parte di tutta la classe politica davanti al discorso che fece alla Camera”.
www.repubblica.it
#gio#
31 dic 2009 - 10:53 - #35Fassino chi?
fab z.
31 dic 2009 - 23:39 - #36dopo Craxi intitoleranno una via anche all’eroe Mangano, santo patrono di tutti gli stallieri
Intitolare a Craxi una via di Milano. La politica di parte scavalca la storia