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Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia

Pubblicato: 31 dic 2009 da Giovanni Molaschi

D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.

E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?

F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.

G come Giustizia. In Italia, sull’argomento, esistono due dibattiti paralleli. Oltre a ragionare sui processi a carico del Premier con la morte di Stefano Cucchi la denuncia estiva dei Radicali, secondo i quali l’esubero delle carceri non garantisce alle persone arrestate la basilare civiltà, si è palesata davanti a tutti. Il dibattito però non è stato portato avanti e la riforma del sistema penitenziario rimane lì. Dove era prima che la cronaca ci facesse sapere come di carcere si possa morire.

Le altre parole del 2009 sono qui.

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    31 dic 2009 - 10:12 - #1
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    B. come Bettino.

    Fra le varie balle che circolano su Craxi, la più indecente è quella secondo cui nel 1992-’93 i socialisti erano trincerati nel bunker di Craxi, assediati da toghe rosse e giustizialisti assortiti. La verità è che i primi a scaricare Craxi furono proprio i ragazzi dello zoo di Bettino: quel variopinto caravanserraglio di nani e ballerine, prosseneti e miliardari che si faceva chiamare Partito Socialista. Al primo scossone i topi fuggirono dalla nave, in linea con la tradizione italiota della fuga da Caporetto descritta da Malaparte ne La rivolta dei santi maledetti: “Fuggivano gli imboscati, i comandi, le clientele, fuggivano gli adoratori dell’eroismo altrui, i fabbricanti di belle parole, i decorati della zona temperata, i giornalisti, fuggivano i Napoleoni degli Stati maggiori… fuggivano tutti in una miserabile confusione, in un intrico di paura, di carri, di meschinerie, di fagotti, di egoismo e di suppellettili, tutti fuggivano imprecando ai vigliacchi e ai traditori che non volevano più combattere e farsi ammazzare per loro”. Claudio Martelli, il delfino, prometteva “rinnovamento” per “restituire l’onore ai socialisti”, esaltava “la salutare azione dei giudici di Mani pulite”, strapazzava Craxi per aver rifiutato di “usare la scopa o la spada contro i corrotti”; “Bettino non lo riconosco più, mi ricorda Salò” (30-9-92); “Ha lasciato che il malcostume si diffondesse e ha risposto in modo improvvido alle inchieste sulla corruzione” (28-11-92). Gianni De Michelis, che Biagi chiamava l’Avanzo di Balera, denunciò “la gestione lacunosa del Psi” e la “scarsa attenzione alla degenerazione dei partiti” (19-6-92). Rino Formica, che ora delira di complotti internazionali, non aveva dubbi: “Il Psi era pieno di craxini che, non riuscendo a realizzare il socialismo, cercavano almeno un po’ di benessere” (1-11-92), “Craxi si comporta da stalinista, usa metodi autoritari e dispotici” (11-11-92). Ferocissimo Ottaviano Del Turco: “Non mi stupisco affatto del partito degli affari all’interno del Psi. Ho sempre denunciato quelli che brillano per la luce dei soldi, come Paperon de’ Paperoni” (15-5-92); “Craxi non ha messo a disposizione del partito alcunché. Dei conti esteri non mi disse nulla” (8-11-94). Perfino Paris Dell’Unto, detto Er Roscio, sparava a zero: “Craxi non ne azzecca più una. Più che un caso politico, è un problema sanitario” (13-11-93); “Bettino non si rende conto che rischia di eliminare non il Psi, ma cent’anni di storia. La gente non ne può più di ville al mare, yacht, feste, notti al night e mignotte” (3-5-93). E perfino il cognatissimo Paolo Pillitteri cannoneggiava: “Io la chiamerei Cupola per rendere l’idea di quel che è successo fra politici e imprenditori a Milano” (3-5-92). Anatemi anche dal cappellano Gianni Baget Bozzo: “Craxi doveva andare a Milano e chiedere perdono. C’è una questione morale, prima che politica. Nel centenario del Psi bisognava chiedere scusa per le tangenti incassate. Persino il Pci ha dovuto dire: ho sbagliato” (11-9-92). Francesco Forte, reduce dai pellegrinaggi in Somalia, tuonava: “Sono stufo di andare a comprare i giornali e sentirmi dire: ‘Ma questo non è ancora in galera?’. Mi vergogno di essere un politico, per giunta socialista” (9-7-92). E Giuliano Amato: “Molti nel partito si sono arricchiti: bisognava buttarne via qualcuno” (26-11-92). Intanto Craxi fuggiva ad Hammamet e Berlusconi fingeva di non conoscerlo: “Io a Craxi non devo nulla” (21-2-94); “Ho sempre riconosciuto il ruolo dei magistrati nella lotta al sistema perverso della Prima Repubblica. Tv e giornali della Fininvest sono stati sempre in prima linea nel difendere i magistrati e in particolare Di Pietro” (6-12-94). La migliore resta quella di Bobo Craxi, che a 25 anni era già segretario del Psi milanese per discendenza diretta: “Non mi sono mai considerato craxiano” (10-9-92). Ecco, per i craxiani vale quello che diceva Montanelli dei Savoia: “Sono come le patate: la parte migliore è sottoterra”.

  • Profilo di albert1

    albert1

    31 dic 2009 - 10:41 - #2
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    Fermate Molaschiiiiii !!!!!! E’ scatenato…

  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    31 dic 2009 - 10:52 - #3
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    Ogni tanto una notizia bella che da un po’ di speranza sulla normalizzazione di questo paese
    http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/senato-privilegi/senato-privilegi/senato-privilegi.html

  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    31 dic 2009 - 11:44 - #4
    0 punti
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    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200912articoli/50807girata.asp

    Craxi ladro ‘condannato a morte’ dalle procedure giudiziarie.
    Altre persone, assassini rei confessi, vengono graziate e diventano punto di riferimento del libero pensiero.
    Allora davvero sono più importanti i soldi della vita umana?
    (Oggi mi sento un po’ filosofo :-)) Ma non paragonatemi a Buttiglione vi prego)

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