L’annus horribilis, dopo oltre quindici anni di una transizione che non finisce mai, si chiude con l’appello all’”amore” di Silvio Berlusconi.
Un “vogliamoci bene” che i più sentono come l’ennesimo spot del Cavaliere per continuare a farsi i fatti propri a scapito del bene del Paese.
L’antipolitica è stata la “furbata” del berlusconismo per fare la politica di Silvio Berlusconi. Il “nuovo”, così come le riforme, è fatto solo di promesse non mantenute.
Il Premier traballa ma è lui “l’uomo solo” al comando: gli altri sono ombre clonate, con bulli, pupe, nani e ballerine ad accendere la politica dell’inutile, quando non del “nulla”.
La crisi ha colpito duro e non allenta la morsa, con le famiglie impoverite e impaurite, i ceti medi ridotti all’osso, i lavoratori appollaiati sui tetti, per una protesta disperata, iceberg della crisi della sinistra e dei sindacati. L’opposizione è sfarinata, alla ricerca di angoli di potere.
Gli spazi di libertà non si sono ristretti. Si è però “ristretta” l’Italia, che è la “peggiore” dal dopoguerra in qua. Il sempiterno Marco Pannella vede “iene, corvi e parassiti”. Si è passati dalla partitocrazia dei partiti alla partitocrazia senza partiti. La crisi è mondiale. Ma solo nel Belpaese lo show è becero e stantio e, come il pesce andato a male, puzza dalla testa.
E’ vero: c’è un’altra Italia “trasversale” che lavora, studia, e crede nel futuro. Vietato illudersi, però. L’Italia è il paese delle caste. Forse ai più va bene così: con un Governo senza progetto, una opposizione senza rotta, un premier “barocco”, un po’ sultano, un po’ caudillo e (purtroppo) capace di tutto. Comunque meglio la farsa della tragedia. Anche se è solo una questione di filo di lana.
Aspettando il “colpo di reni”, lo scatto che sblocchi questo quadro, buona fine e buon principio a tutti. Proprio a tutti.
Leonidaredivivo
31 dic 2009 - 12:38 - #1Si chiude un anno di m* e si apre un anno ancora più di m*
Claus2
31 dic 2009 - 14:37 - #2Ormai quest’era “Berlusconiana” è prossima a un bivio: o si rimane su questa direzione (con il rischio di definitiva degradazione della politica e di riflesso dell’Italia), o si chiude questo ciclo durato 15 anni (con tutte le incertezze se in meglio o in peggio).
Da ex elettore convinto del fu Forza Italia (ora Pdl), dopo 15 anni cosa rimane?
Tante promesse di Nuovo Miracolo Economico, riforme spesso lasciate a metà o dimenticate, un’opposizione completamente annichilita e incompetente, ridotta a rincorre unicamente il sogno di eliminare il nemico, senza idee, politica clientelare all’ennesima potenza, chi dissente è immediatamente un eversivo senza sentire le argomentazioni, degenerazione del buon gusto o del semplice buon senso.
Per fare un esempio su quest’ultimo punto: prima il falso in bilancio era reato, poiché menti e rubi -> conseguenza logica, vieni punito. Ora questo è invertito. Se falsifichi sei un grande, sei furbo, si parla di “finanza creativa” e la passi quasi liscia!
In breve l’Italia intera è cristallizzata sempre e comunque nei due schieramenti pro e contro Berlusconi, senza afferrare la verità che è ora di andare oltre con idee nuove.
stefano1966
31 dic 2009 - 14:57 - #3@ 2
Concordo praticamente su tutta la linea “e dopo 15 anni di Cav cosa rimane”,”e sono 15 anni che gli danno addosso senza parlare di politica”.
Tolti di mezzo questi,da una parte e dall’altra,chi ci mettiamo di nuovo?
Chi è il nuovo che dovrebbe far ripartire la baracca?
ventoacqua
31 dic 2009 - 16:02 - #4#3 In natura (e ancor più in politica) i vuoti vengono subito riempiti, ma questo non sarà possibile finche ad occupare ogni spazio con il suo smodato peso politico-mediatico sarà il cavaliere
giangius
31 dic 2009 - 16:22 - #5Aspettando un futuro.
stefano1966
31 dic 2009 - 17:57 - #6@ ventoacqua
In politica i vuoti vengono riempiti da una classe dirigente che ha bisogno di formarsi e che quindi dovrebbe già essere individuabile.
Ma di nomi nessuno me ne ha fatto.
Oppure i vuoti,come spesso accade,vengono riempiti da politici messi da qualche lobbies.
Visto che di nomi nuovi io non ne vedo,allora aspettiamoci la politica fatta da qualche lobbies.
Magari straniera.
Così diventeremo uffiicialmente una colonia di qualche paese straniero, dopodiche qualche giornale straniero magari collegato alla stessa lobby inizierà a parlare bene di noi.
Bella alternativa.
paer
01 gen 2010 - 12:15 - #7Sono d’accordo anche io con #2 e #3 (pur avendo idee politiche diametralmente opposte). Io penso che Berlusconi debba andarsene via perchè ha fatto del male all’Italia e continua a farlo. Ma non è l’unico. La nostra classe politica è vecchia, incompetente e invischiata nella m#rda. Ci serve un rinnovamento generale, solo così si può uscire da questa brutta situazione.
paer
01 gen 2010 - 12:16 - #8Stefano, io vivo all’estero e ti posso assicurare che le differenze si sentono. I giornali stranieri non parlano male dell’Italia per sport…
hungry-man
01 gen 2010 - 14:02 - #9Bell’articolo Massimo, lucido e coerente. Auguro un buon 2010 (o quantomeno decente) all’Italia tutta perche’ ne avremo veramente bisogno.
stefano1966
01 gen 2010 - 14:08 - #10prima di tutto Buon 2010 a tutti.
@ 8
Non dubito che l’immagine dell’italia nel mondo sia poco piacevole.
Quando mai è stata buona?
Mafia,spaghetti e mandolino sono luoghi comuni degli ultimi 10-20 anni?
Non mi pare.
Calcolando che il vero sport nazionale,a differenza di altri paesi,è il tirarsi addosso in italia.
Figurati se poi gli altri non ci tirano addosso ancora di più.
Approfittando del nostro innato autolesionismo.
Gli altri sanno fare bene i loro interessi,noi,storicamente,un po meno.
Se vogliamo continuare così,facciamolo.
Se vogliamo cambiare…bene.
Con nomi nuovi…quali?
O con nomi nuovi…piovuti dal CDA di qualche lobbies internazionale.
Abbiamo anche la scelta,cosa vogliamo di più.