
Il 23 ottobre 2009 si diffonde la notizia di un video: in quel video, ci sarebbe quello che al tempo è il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e altrettanto rapidamente, dopo quel mercoledì di fine ottobre, la notizia deflagra. Nel filmato ci sarebbe Marrazzo insieme a un transessuale di via Gradoli, Natalì. Di lì a poco, le prime pagine si riempiono di titoli cubitali: si svuoteranno dopo un mesetto.
Poi, il nulla totale: vediamo di ripercorrere questa vicenda, ora che le acque si sono un po’ calmate, e che c’è il silenzio - forse, prima della tempesta - su una delle vicende più oscure dell’anno appena passato. Il Marrazzo-gate, i festini a base di trans e cocaina, gli altri politici coinvolti, il misterioso Chiappe d’Oro, e qualche ministro che si perde in zone di Roma che dovrebbe conoscere bene, pubblicando una memorabile excusatio non petita su Il Giornale…
Il 21 ottobre scorso, Piero Marrazzo viene ascoltato da un magistrato: c’è un’inchiesta in corso, la notizia non è ancora uscita, e il magistrato ha delle domande da fargli. C’è in corso un’indagine su alcuni ricatti, portati avanti da militari dell’Arma, nei quali anche lui è coinvolto. I carabinieri indagati si chiamano Luciano Simeone, Carlo Tagliente, Antonio Tamburrino, Nicola Testini. Sono tutti della Compagnia Trionfale.
Oltre al ricatto ai danni di Marrazzo, avrebbero anche messo in piedi un singolare meccanismo con alcuni pusher che agivano in via Gradoli - la via di Roma ad alto tasso di bellezze brasiliane - in sintesi, li avrebbero lasciati spacciare cocaina, in cambio di soffiate sui clienti vip che frequentavano la zona. Il nome chiave, è chiaramente quello dello spacciatore Gianguarino Cafasso.
Uno cui sarebbe stato bello chiedere molte cose: peccato che muoia circa un mese prima che la notizia finisca in prima pagina - ma quando chi doveva sapere, già sapeva, e quando il ricatto era già in corso… - una morte sospetta, visto che Cafasso, sapeva di essere nel mirino:
«Arresto cardiaco» è stata la diagnosi, decesso subito archiviato come uno dei tanti tossicomani stroncati da overdose. Eppure Cafasso sapeva di essere al centro di tutto, motore di una macchina del fango che aveva preso a girare più veloce di lui, e aveva paura. Lo aveva confessato alle due croniste contattate per l´acquisto del video su Marrazzo, il trans e la polvere bianca: «Io incasso i soldi e poi vado via, ho già pronti i documenti per scappare, perché se sto qui mi fanno fuori (…) Ho in mano mezza Roma, so delle cose che… io li posso rovinare, c´ho dei clienti fra i politici che se ve lo dico…». Una dichiarazione sibillina e tuttavia chiarissima. Tant´è che i pm hanno disposto nuovi accertamenti sulla sua morte e sui tabulati telefonici, utili per capire se e da chi Rino prendesse istruzioni
Nulla si sa della “mezza Roma” che aveva in mano, o si sa, ma senza prove: di sicuro, aveva in mano Marrazzo, infatti al tempo, cerca di piazzare a due croniste di Libero, il video, a 500mila euro: per Marrazzo insieme a un trans. Non se ne fa nulla, come non se ne fa nulla, nelle settimane e nei mesi precedenti - i primi abboccamenti dei quattro carabinieri del ricatto col mondo dell’editoria, risalgono all’estate - anche con Oggi e con Chi.
Alfonso Signorini, direttore della Pravda di Segrate, informa del video Marina Berlusconi a capo di Mondadori, editore del settimanale di gossip ad uso politico: Marina, avverte il padre Silvio, e questi chiama Marrazzo. Restiamo nell’ottobre scorso però: il 23 esce la notizia del video, ed è subito terremoto. Il 25 ottobre Piero Marrazzo, insieme al suo avvocato e a quattro collaboratori, parla, e rilascia questa intervista a Repubblica:
Perché non ha denunciato subito il caso alla magistratura?
Paura e vergogna. Da quel luglio è calato il silenzio, io ho bloccato gli assegni ma nessuno ha provato ad incassarli. Ho detto: è andata. Ma avevo ancora paura, una paura fottuta. Temevo che una violenta incursione nella mia sfera privata potesse rovinare tutto. Così ho taciuto fino al 21 ottobre, quando sono stato convocato dal giudice. Ho taciuto e ho sbagliato, ho commesso un tremendo errore, dovevo denunciare tutto. Ma mi sono vergognato, si può dire che un presidente della Regione ha provato vergogna? Sì, me lo lasci dire
Il vero contraccolpo però, in quei giorni, in quelle settimane, è l’umiliazione: se l’avessero ritratto in un video con quattro escort, strafatte di coca, Marrazzo, sarebbe stato un viveur, lo riprendono mentre va a trans, quindi, per il catto-moralicume italico, ha l’aggravante della perversione: nulla di male, è solo una constatazione dei costumi italici. E l’Italia, soprattutto quella catodica, inizia ad annaspare in una specie di contrappasso.
Per cui quello che prima era invisibile, diventa visibile fino all’eccesso. Le trans di via Gradoli, diventano rapidamente opinioniste, maître à penser, esperte degli italiani che vogliono “la donna con la sorpresa” come direbbe qualche amico:
“Marrazzo? Boh, di vip e uomini politici di tutti i partiti qui ne vediamo di continuo. I trans sudamericani sono molto richiesti”, sorridono due vicine casa di “Natalì” in via Gradoli. La caduta del governatore del Lazio, costretto ad autosospendersi per la vicenda di sesso e ricatti in cui è precipitato, è l’argomento del giorno per la comunità delle prostitute transessuali romane.
“Non c’entro niente, lasciatemi in pace - implora Brenda, la transessuale con un’ottava di seno e un fisico da corrazziere che secondo Natalì ha incontrato più volte Marrazzo - il governatore lo conoscevo solo alla televisione. L’ho visto venire qui sotto con una Porsche grigia e con una Smart ma non era per me, non so da chi andasse. Non ce la faccio più, mi stanno tutti addosso, questa storia mi sta rovinando la vita”
Anche a Brenda, scommetto che per i magistrati sarebbe stato bello fare qualche domanda: non si può più, è morta, asfissiata, dopo un incendio nella sua casa. A riguardo, si è parlato, nell’ordine: nelle prime di ore, di suicidio, nei giorni successivi, di incidente, più avanti, addirittura di tre persone in quella casa, prima che le fiamme divampassero. Gli inquirenti indagano, per avere le mani più libere, su un reato diverso: omicidio.
Dopo la morte, non di parla più di Brenda fino al dicembre scorso, quando il cadavere di un’altra trans viene ritrovato
Ucciso e gettato nel canneto. A 48 ore dalla scoperta del corpo di un trans avvolto in un sacco della spazzatura non è cambiato molto dalla prima ipotesi degli inquirenti. Tanto che il pm Rodolfo Sabelli, lo stesso del caso Brenda-Marrazzo assieme al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo (…) Il viado viene trovato sulla sponda sinistra del Tevere all’altezza di Capo Due Rami, Ostia Antica, da un uomo la mattina del 26 dicembre. «Il mio cane si è fermato ad annusare un sacco nero - spiega ai carabinieri di Ostia -. Lo chiamavo con insistenza, ma non c’era verso di farlo tornare indietro. Mi sono avvicinato e mi sono accorto che dal cellophane spuntavano i piedi»
E Marrazzo intanto, che fine ha fatto? Si rifugia in convento, fuor di metafora. In questi giorni potrebbe essere ascoltato dai magistrati che stanno indagando sulle dichiarazioni dell’ennesima trans, Paloma, e si dice pronto a ritornare in Rai - una possibilità di cui si parlava da mesi
(…) circostanze che Marrazzo spiegherà nelle prossime ore, ma sulle quali è intervenuto il suo avvocato, Luca Petrucci: «Leggo con preoccupazione e sgomento le dichiarazioni rese da una transessuale di nome Paloma la quale avrebbe raccontato di avere incontrato Piero Marrazzo addirittura negli uffici della presidenza della Regione Lazio - ha detto il legale - Quanto dichiarato dalla trans è assolutamente calunnioso e dalla stessa descrizione dei luoghi si evince la assoluta falsità di queste dichiarazioni delle quali, se confermate, la stessa sarà chiamata a rispondere». Lo stesso Petrucci, non si conosce a quale proposito, avrebbe chiesto nei giorni scorsi a Silvio Berlusconi un incontro che il premier gli avrebbe concesso poche ore dopo. Intanto l´ex governatore annuncia agli amici: «Ora sono pronto al rientro in Rai»
Per chiudere: se volete ripercorrere la vicenda del video di Piero Marrazzo, potete leggere qualcosa sia su polisblog, che su crimeblog. Quello che è certo è che nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche sviluppo di media importanza su questa vicenda dai tanti lati ancora oscuri.

albert1
07 gen 2010 - 16:21 - #1Uhm. E sti cazzi nun ce li metti ? ;)
aldebaran85
07 gen 2010 - 17:18 - #2a quando uno speciale su tarantini/tarantino, d’addario e compagnia bella???
albert1
07 gen 2010 - 17:27 - #3Si, una bella retrospettiva sul grande Quentin ci starebbe bene davvero… e anche una recensione delle care vecchie D’Addario folk rivestite in bronzo, quelle con quel suono cazzuto, che almeno da nuove ti trasformano l’acustica in un dobro (poi col tempo si ossidano e finisce la magia)…
aldebaran85
07 gen 2010 - 17:31 - #4ricordo che andare a prostitute è uguale ad andare a trans in entrambi i casi si paga per un servizio e si aiuta la criminalità
albert1
07 gen 2010 - 17:33 - #5Si, ma nel primo caso almeno non ci si fa male al cvlo… ;)
aldebaran85
07 gen 2010 - 17:55 - #6XD
ugo-manetta
07 gen 2010 - 18:18 - #7Ammirevole il vostro sforzo di mantenere viva la storia, ma questa è destinata a cadere nel dimenticatoio.
Un trans morto: chissenefrega, è solo uno scherzo di natura.
Un pusher morto: arichissenefrega, è solo un drogato amorale pervertito che ha scherzato troppo col fuoco.
Quattro carabinieri coinvolti: ecco, questo è il miglior motivo per mettere a tacere tutto. Non vorrete mica infangare la loro gloriosa immagine!
L’unico che potrebbe tenere viva la storia è lo stesso Marrazzo, ma lui vuole tornare in televisione, altrimenti come fà a campare porello.
A noi cittadini invece questa storia potrebbe insegnare molto su come vanno certe cose in Italia. Ma il pubblico, si sà, è volubile, vuole sempre nuove cose, e vive tutto come una fiction. L’importante è un bel finale fatto di buoni sentimenti e di tanto, tanto amore.
paolo0101
07 gen 2010 - 18:27 - #8Scusa Albert ma ho dovuto darti un punto. So che ti rovina il karma, ma la battuta è troppo bella. :-)))
enrico-xc
08 gen 2010 - 08:59 - #9la sinistra da sempre privilegia i trans, ricordate Sircana, portavoce di Prodi e la stessa Luxuria in parlamento?
se il loro modello femminile e’ la Bindi possiamo capirli!
paer
08 gen 2010 - 10:57 - #10Enrico volevi essere ironico? Mi spiace hai fallito.
Di solito non rispondo ai tuoi commenti perchè, generalmente, sono costituiti da una serie di m*nchiate proferite dai tuoi guru e riportate da te a cantilena, ma questo post dimostra tutta l’ottusità di molta gente del bel paese. Di grazia, spiegami la differenza (non tecnica, quella la so) tra andare a prostitute e andare a trans, da un punto di vista etico e morale. Qual è? Perchè io non la vedo. Piuttosto di stare qui a trollare, prendi un aereo e vai in giro a vedere quanto stiamo indietro rispetto ad altri paesi europei per ciò che riguarda la percezione delle cosiddette persone “diverse” (non solo per i gusti sessuali, ma anche per le proprie credenze religiose ecc.). Purtroppo l’Italia non si smentisce mai ed è il solito paese di ipocriti con il crocefisso al collo e una lista di peccati (in senso cristiano) che farebbe impallidire chiunque.
Per ciò che riguarda Marrazzo, ecco un altro esponente del PD che racchiude in sè tutti i motivi per cui io non voterò mai il PD. Ipocrita fino all’osso, invece di prendersi le sue responsabilità (e ricordiamoci che quelle più gravi sono legate al consumo di cocaina e non al sesso con i trans, ma in Italia le cose girano al contrario) se ne va per un mese in convento (spero che quattro preti l’abbiano sodomizzato, almeno ne capirei il perchè) e ritorna tutto abbattuto a riprendersi il suo bel posto in Rai (con un morto sulla coscienza e l’ipocrisia che gli esce dalle orecchie). A me non sono LE (Enrico, impara l’italiano) trans a farmi schifo, ma questi esseri viscidi che non hanno scrupoli.